LA PENNA DEGLI ALTRI

  

CORRIERE DELLA SERA (G.Piacentini) – «È l’ultima presentazione di un nuovo giocatore in questo mercato». Gioca d’anticipo Monchi, che ieri a Trigoria ha presentato Patrik Schick, il giocatore più costoso della storia della Roma, che lo pagherà almeno 42 milioni di euro alla Sampdoria. Il direttore sportivo giallorosso ha, di fatto, chiuso il mercato in entrata – non quello in uscita, sono previste le partenze di GymberVainqueurTumminello (in prestito) e Castan, anche se gli ultimi due per motivi diversi potrebbero rimanere a Trigoria -, ma molti operatori sono convinti che fino all’ultimo minuto potrebbe piazzare il colpo vincente, cioè un difensore per rinforzare la rosa a disposizione di Eusebio Di Francesco. Di evidente c’è la sua soddisfazione per essere riuscito a portare nella Capitale il talento ceco: «Patrik era la mia ossessione, il primo giocatore che ho cercato da d.s. della Roma. È stata l’operazione più complessa della mia carriera, ma anche quella che mi rende più orgoglioso. Lo avevo cercato già a maggio, poi era subentrata la Juve e avevo pensato a Mahrez, ma non si può comprare chi non è in vendita. Dove giocherà? Non voglio entrare in questioni tecniche, deciderà l’allenatore dove impiegarlo e noi abbiamo il miglior allenatore possibile».

Monchi si è detto soddisfatto del mercato: «Tutte le rose possono essere migliorate, però occorre avere gli strumenti finanziari. La Roma ha fatto il massimo ma tutte le squadre, anche il Real di Zidane o il Barcellona di Guardiola, possono essere migliorate. Il mio voto è più che sufficiente, ma dovrò studiare di più il prossimo anno (ride, n.d.r.). Non sono pienamente contento perché sono ambizioso per natura. Ho battuto Sabatini? Non è un duello con lui, mi resta molto lavoro da fare per avvicinarmi alle sue capacità».

La cosa certa è che il suo predecessore avrebbe portato volentieri a Milano l’attaccante ceco, che invece ha preferito la Roma sia all’Inter sia alla Juventus. «Non voglio parlare del perché non sono andato alla Juve – le parole di Schick, che ieri pomeriggio si è allenato con i suoi nuovi compagni e oggi incontrerà i tifosi al Roma Store di via del Corso -: non sono deluso, il calcio è così. Sono qui, la Roma ha le stesse ambizioni dei bianconeri e sono contento. Non sento il peso dei 42 milioni spesi per me, io sono qui per giocare e mi sento pronto. Non vedo l’ora di scendere in campo già contro la Chapecoense. Il mio ruolo? Mi sento centravanti, ma non ho problemi a giocare a destra perché tendo ad accentrarmi col mancino». In molti, compreso il suo ex tecnico Giampaolo, gli avevano sconsigliato la Roma: «Può essere che abbia detto qualcosa del genere, in ogni caso la decisione è stata mia. Con Totti ci siamo scritti, mi è arrivato un messaggio, ma quello che ci siamo detti resterà un nostro segreto. Indossare la maglia numero 10? Francesco è unico, nessuno sarà mai come lui. Niente paragoni, nemmeno con Dybala che è un top player. Ma io sono Schick».

LA PENNA DEGLI ALTRI

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HLN.BE – , centrocampista della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul suo futuro in nazionale. Queste le sue parole:

, come hai affrontato la mancata convocazione?
“Fa male. Soprattutto il motivo è difficile da digerire. Alla fine c’è sempre qualcosa che non va. Una volta è perché bevi, poi perché fumi e ora la mia concentrazione non sarebbe abbastanza buona. Sembra che c’è sempre un altro problema con me. Sempre sempre. E ogni volta riguarda cose extra sportive. ”

Hai visto la tua non convocazione?
“Davvero no. Quando ho visto il mio telefono suonare venerdì mattina, sapevo che era il momento. Lui (Roberto Martínez, ed.) Ha detto che non ho mostrato abbastanza attenzione durante la precedenti partite. Non capisco cosa intenda con questo, perché se una cosa non manca da me, è concentrazione e concentrazione. Lo ho detto anche, ma è chiaro che aveva già preso la sua decisione “.

Il giorno della sfida contro l’Estonia è arrivato troppo tardi alla riunione tecnica.
“Un minuto. Ma è vero, sì, ero troppo tardi. Ho commesso un errore, ma non penso che non sia una scusa per non chiamarmi adesso. Non intendo fare nomi qui, ma non è la prima volta che qualcuno è venuto in ritardo.

“La riunione tecnica di Martinez dura solo 8-10 minuti. Quindi, chi perde 2 minuti in ritardo perde molto “, ha detto il direttore tecnico Chris Van Puyvelde.
“Innanzitutto: non sono arrivato due minuti di ritardo. L’allenatore aveva appena iniziato la sua riunione poi ha detto. «Torna fuori, tu».

L’allenatore aveva avvisato un giorno prima perché alcuni giocatori hanno ripetutamente tardato.
“È vero. Disse che non importava chi fosse arrivato in ritardo. Se fosse un bassista o qualcun altro, (avrebbe iniziato sul divano se fosse fuori tempo)? Voleva dare una dimostrazione. Adesso sono sul divano, ma non mi interessa. Tutto questo si poteva risparmiare?”

Se tu fossi allenatore, cosa avresti fatto?
“Un minuto non è la fine del mondo eh. Se fossi un allenatore, dovresti lasciare che il gruppo viva un po ‘. Ancora una volta: a volte qualcuno è arrivato troppo tardi e tutto questo è stato visto (Ride) Ora, sembra che sono l’unico che sia mai arrivato in ritardo “.

Ora pensano tutti che  sia un ragazzo difficile:
“Quell’immagine si è creata. Esattamente quella di un ribelle. E credimi, non sono affatto l’unico calciatore a fumare. (A modo mio) sono solo stanco. Non nascondo né vergogna su quello che faccio. A proposito, nonostante il mio stile di vita, do sempre il 120 per cento sul campo. Questa è la cosa più importante no? “. “Io dico quello che penso, anche se non sempre è giusto. Ma se qualcuno vuole chiarire cosa mi riguardano, sono pronto per lui. Chiamami e scendo. ”

Roberto Martínez non vuole stare con te in una Coppa del Mondo con te per cinque settimane?
“Non lo so. Tuttavia, non c’è motivo di lasciarmi a casa perché la mia performance a Roma è buona. E i miei compagni di squadra sanno che non sto creando alcun problema. Ora, naturalmente, non possono andare contro l’allenatore “.

Hai ricevuto un messaggio da altri tuoi compagni di Nazionale?
“Ho letto quello che hanno detto su di me negli ultimi giorni e li ho ringraziati per questo, è stato molto confortante. Le loro risposte mostrano anche che non sono problemi fondamentali”.

Forse non si inserisce nel sistema di gioco di Martínez.
“Se questo è il problema, deve solo dirlo”.

Sceglie i giocatori tatticamente disciplinati.
“Dopo tredici anni in Italia ho una grande esperienza in termini di tattica, penso. Non ho mai avuto problemi, anche con , tatticamente un allenatore molto forte. Non so da dove provenga questa storia, che non sarei disciplinato tatticamente. Ho giocato partite molto buone in Belgio, ma anche due e tre in mezzo al campo. A proposito, contro la Francia mi sono sacrificato per la difesa e ho segnato da 30 metri.”

“Tielemans è un ottimo giocatore di calcio per me. Anche Witsel. Ma è sul principio. L’allenatore aveva detto che dobbiamo giocare nei nostri club, nelle competizioni più importanti. Ora parla a se stesso invocando loro e non me. Che fa male. Se dico domani che la palla è gialla, rimarrà gialla. Con lui la palla è invece diventa improvvisamente rossa. Sto avendo un momento difficile per questo”.

Stai programmando di chiamare l’allenatore nazionale?
“No, no. Perché dovrei chiamarlo?”.

Perché ha detto lunedì, “ è un calciatore eccezionale, ma ha le (carte in mano)?”.
“Cosa significa questo? Sarà sul mio comportamento. Che io possa fumare un’altra invece di due sigarette “.

Avete già avuto una conversazione a novembre…
“Mi sentivo solo al 30 per cento di forma. Ho scelto di rimanere a Roma per lavorare sulla mia condizione. E sì, ho giocato una partita amichevole contro l’U19. Quella era un’amichevole. Per il Belgio era esattamente un incontro ufficiale”.

Tieni presente che puoi perdere la tua seconda Coppa del Mondo?
“Sto cominciando a temere. Quando non sono andato in Brasile, è stato molto difficile. Ho potuto solo digerire la scelta. Dovesse riaccadere in Russia sarebbe veramente dura. La e la Coppa del Mondo sono le due cose più belle che un calciatore professionista può giocare. Non voglio avere il rimorso per non aver partecipato”.

Che ne dici del tuo futuro con i Diavoli Rossi? Hai già preso una decisione?
“Non mi fermo. Anche se devo ammettere che ci ho pensato seriamente a lasciare. Dopo una conversazione con il direttore sportivo dell’AS Roma ho deciso di restare a disposizione. “Devi giocare la Coppa del Mondo”, mi ha detto. “Guarderò il match contro la Grecia”. Mi ha detto che la Grecia andrà alla Coppa del Mondo come vincitore del gruppo. Gli ho detto che non sarebbe mai accaduto, ma secondo lui, il Belgio non vincerà in Bosnia se perde in Grecia “.

 

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Schick: “Sono un numero 9, ma gioco anche da esterno. La Roma è una squadra importante” (VIDEO)

NEWS

Il nuovo attaccante della Roma Patrik Schick, dopo aver firmato il contratto con i giallorossi, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Roma Tv, il canale ufficiale della società. Ecco le sue parole:

Come stai fisicamente?
Sto bene, non vedo l’ora di allenarmi con la squadra e preparami per le prossime partite.

È stata un’estate difficile…
Per me la Roma è una bella squadra, importante, che riscuote molte simpatie. Apprezzo l’allenatore e il suo sistema di gioco. Ritengo che questa sia la scelta ideale per me.

Ieri hai vissuto per la prima volta il calore dei tifosi della Roma: te l’aspettavi così?
Non mi aspettavo un’accoglienza del genere, non avevo mai visto e vissuto qualcosa di simile: è stato davvero straordinario!

Sembri avere le giuste caratteristiche per giocare in diverse posizioni in attacco: è così?
Sono mancino, ma mi trovo a mio agio anche sulla fascia destra. Preferisco il ruolo da numero nove, da centravanti, ma posso giocare anche esterno.

Hai un messaggio per i tifosi della Roma?
Certo, li voglio innanzitutto salutare. Ciao a tutti: forza Roma!

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Il giallorosso è molto Schick

  

IL MESSAGGERO (S. Carina) – Alla fine ha avuto ragione l’ex ds giallorosso Sabatini quando giovedì sera – prima di smentire il giorno seguente – aveva fatto trapelare off record dove sarebbe andato a giocare Schick. Lo aveva capito prima degli altri, intuendo la disponibilità della Roma ad alzare l’asta sino a 40 milioni pur di aggiudicarsi l’attaccante. Così da ieri quel pronostico del 99% si è trasformato nella realtà del 100%. Sì, perché il ceco dopo un estenuante tira e molla che ha caratterizzato gli ultimi dieci giorni di mercato è un nuovo calciatore della Roma:«Sono felice, è la squadra giusta per me», le poche parole dette prima d’imbarcarsi da Genova, destinazione Roma dove ad accoglierlo c’era Monchi. Decisivo il doppio incontro tra la dirigenza giallorossa (rappresentata dal ds e dal dg Baldissoni) e quella doriana (Ferrero-Romei) in mattinata, bissato poi nel pomeriggio da quello con gli agenti del ragazzo Pavska e Satin. Schick diventa l’acquisto più oneroso della storia della Roma, superando addirittura i 70 miliardi di Batistuta nel 2000. Verrà pagato 40 milioni di euro (38+2 di bonus), con un esborso iniziale di 6 milioni per il prestito, ai quali seguirà poi l’obbligo di riscatto con una prima tranche di 13 milioni esercitabile a partire da febbraio 2018 e il restante che sarà estinto entro giugno 2020. Oggi alle ore 11 il calciatore svolgerà le visite mediche (che nel suo caso, visto gli ultimi trascorsi, non sono una formalità) e poi firmerà l’accordo che lo legherà in giallorosso sino al 2022 a 2,2 milioni più bonus a stagione. Prenderà la maglia numero 14. Ieri sera, intanto, ha cenato insieme con i dirigenti del club.

ESTATE INDIMENTICABILE – Cala così il sipario sulla seconda telenovela estiva targata Roma che dopo aver incassato il no del Leicester per Mahrez si è rifatta con Schick. Talento puro, attaccante-rivelazione della passata stagione che a Trigoria avrebbero potuto già prendere lo scorso anno a 4,5 milioni (era stato offerto dall’agente Dario Canovi) e che ora Monchi è stato costretto a pagare 10 volte di più. A dimostrazione, tuttavia, che chi lo aveva segnalato addirittura nel 2015 quando lo aveva visto giocare nei mondiali under 17 non si sbagliava. Un’estate, quella appena trascorsa, che Patrik ricorderà a lungo. Prima l’intesa con la Juventus, poi la retromarcia bianconera a seguito dell’aritmia riscontrata durante le visite mediche. L’idoneità sportiva ottenuta il 9 agosto riapre l’asta alla quale partecipano l’Inter (che offre un prestito biennale con obbligo di riscatto a 35 milioni), la Juventus (tornata con la stessa proposta d’inizio estate, ossia prestito di 8 milioni e mezzo trasformabile a gennaio in definitivo per un totale di 30,5 milioni), il Napoli (pronto a offrire in extremis i cartellini di Zapata, Strinic più cash) e la Roma. La spuntano a suon di milioni di euro i giallorossi. Ora la palla passa a Di Francesco che dovrà trovargli la giusta collocazione tattica in campo.

OCCASIONE CERCASI – Sino a poco tempo fa Monchi aveva dichiarato che senza il sostituto di Salah la Roma era completa al 90%. In teoria con l’arrivo di Schick la rosa giallorossa dovrebbe esser stata ultimata. Condizionale tuttavia d’obbligo. Se per le fasce i rientri di Peres, Florenzi e Karsdorp regalano più certezze a Di Francesco, nel pacchetto dei centrali manca qualcosa. A Trigoria, però, continuano a ripetere come l’acquisto di un difensore sia una possibilità e non una necessità. E chiudono all’ennesimo rilancio juventino per Strootman.

ECCOLO…..

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Le parti si sono accordate sul prestito con obbligo di riscatto. 2,5 milioni per cinque anni al calciatore

Soltanto agli sgoccioli di questo folle calciomercato si decide il futuro di Patrik Schick. L’attaccante ceco era stato acquistato dalla Juventus, però l’esito negativo delle visite mediche aveva fatto saltare l’accordo. Successivamente è cresciuto l’interesse dell’Inter – squadra desiderata dal classe ’96 -, che per questioni finanziarie ha dovuto rinunciare al colpo. Alla fine, la sistemazione giusta l’ha trovata Monchi. La corte e le cifre da capogiro offerte dal DS giallorosso erano irrinunciabili sia per Ferrero, sia per Schick.

Effettivamente, le condizioni vanno bene un pò a tutti, perchè la Sampdoria in una sola stagione realizza una plusvalenza da urlo, mentre il ceco avrà la possibilità di giocare in una big della Serie A, come da lui richiesto. L’unico dubbio resta sul suo ruolo, perchè la Roma necessitava con maggiore urgenza di un esterno, ma alla fine è arrivata una prima punta.

L’accordo è arrivato nel summit di questa mattinata ed è stato raggiunto per una cifra di 38.5 milioni di euro, mentre il giocatore – ceduto in prestito con obbligo di riscatto – percepirà 2.5 milioni per cinque stagioni…

LA PENNA DEGLI ALTRI

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IL MESSAGGERO – Quella fogna a cielo aperto chiamata social network diventa spesso uno sfogatoio per qualche scemo, che riversa le sue frustrazioni contro chiunque. Stavolta è toccato a Juan Jesus che, sul suo profilo , ha trovato insulti razzisti, conseguenza (mah) della sua prestazione contro l’ e contro Perisic. Insulti che evitiamo di riportare, mentre merita di essere segnalata la risposta del brasiliano. «Vorrei lasciar perdere ma non posso. In un mondo pieno di preconcetti e guerre, se posso fare qualcosa per cambiare il futuro lo farò. Perché ho dei figli e non voglio un futuro con persone così brutte insieme a loro. BASTA. Il futuro è in buone mani… denuncia per i tuoi in arrivo, caro mio». Bene. Non si ferma nemmeno, a quanto pare, il disprezzo per l’ex laziale Kolarov, sempre da parte di qualche scemo, che ha pensato di bene di scrivere su un muro di Roma. Una scritta con riferimento a Re Cecconi, che ha cominciato a girare, guarda caso, sempre sui social. Si attende una risposta di Kolarov, oltre a quella – fin qui dignitosissima – del campo ovviamente.

UGO TRANI

IL MESSAGGERO (U. TRANI) – La tempistica tutt’altro che mirata, chissà se finalmente se ne saranno accorti anche a Trigoria, frena la Roma di Di Francesco. Nessuno mette in dubbio l’operato di Monchi che sta cercando, dalla fine della scorsa stagione, di allestire un team competitivo almeno quanto lo è stato quello che ha festeggiato, nell’ultima annata, il record dei punti (87) nella storia del club. Ma il ritardo nel concludere alcune operazioni non agevola il nuovo allenatore che, dovendo addestrare i giocatori per il suo sistema di gioco (4-3-3), non è messo nella condizione migliore per lavorare. Da settimane si aspetta il sostituto di Salah (19 gol e 12 assist, contando le coppe), e quello di Ruediger che, bisogna ricordarlo, è adattabile anche da terzino destro, il ruolo al momento scoperto nella rosa giallorossa per l’indisponibilità di Karsdorp, Peres e Nura (in teoria anche di Florenzi che però l’allenatore sta provando da esterno alto e non basso). La bontà della prestazione di sabato contro l’Inter, pur alimentando comunque ottimismo per la crescita tattica e fisica della squadra (il passo avanti è evidente nel paragone con la prova di Bergamo contro l’Atalanta alla prima giornata di campionato), è stata accolta anche con più di un rimpianto. Presentarsi incompleti al via, proprio nell’anno in cui viene scelta una nuova guida in panchina, è stato un azzardo.

ESEMPIO SIGNIFICATIVO – I primi 70 minuti della Roma nella sfida contro l’Inter sono stati entusiasmanti. Gol di Dzeko, un palo prima del vantaggio e due dopo, almeno un rigore solare non concesso né dall’arbitro Irrati né dal Var Orsato: episodi che bastano e avanzano per promuovere Di Francesco e i suoi interpreti giallorossi. Se i cambi di Spalletti, Joao Mario e a seguire Dalbert, hanno però aiutato i nerazzurri a organizzare la rimonta, la prima sostituzione ha avuto l’effetto boomerang nello schieramento giallorosso. Appena è uscito Defrel (ormai stanchissimo), la fascia destra ha mostrato la scontata fragilità che l’esterno offensivo, tra l’altro acquistato per fare il vice di Dzeko, ha nascosto per un tempo e mezzo. La disponibilità di Defrel nei rientri è diventata la stampella utile a sorreggere Juan Jesus che, da mancino, è stato adattato sulla fascia destra. Un centrale a fare il terzino, cioè fuori ruolo, perché Karsdorp è stato acquistato nonostante si fosse infortunato a inizio aprile (l’intervento al menisco esterno, poi, tre mesi più tardi, a luglio). Da questa scelta di mercato nasce il crollo nel finale. Perisic ha puntato nell’uno contro uno Juan Jesus e ha prodotto gli assist del secondo e del terzo gol. La giustificazione della società, poco convincente, è questa: Karsdorp è stato preso quando erano sicure la conferma di Ruediger e la cessione di Manolas. Ma, con Peres che sulla fascia ci sa stare solo avendo dietro la linea a tre, l’emergenza andava affrontata in anticipo. Un mese fa.

SPRINT DECISIVO – Si torna alla tempistica, cioè lo studio e la programmazione dei tempi entro i quali deve svolgersi un’attività. Oggi, a meno di sorprese, la Roma annuncerà Schick. Che, attaccante di qualità e di prospettiva, è solo numericamente il sostituto di Salah. Non è un esterno. Di Francesco, per non mettere pure lui fuori posizione, deve cambiare il sistema di gioco: 4-3-1-2 (con il ceco accanto a Dzeko), 4-3-2-1 o 4-2-3-1 (con Patrik trequartista affiancato a Nainggolan o dietro al centravanti). Virata da fare in corsa. Non subito, però. Schick non va in campo da più di due mesi. Solo dietro la Roma può cambiare. Ma Monchi, con ancora 4 giorni a disposizione, deve prendere almeno un difensore. Un centrale che sappia stare a destra in attesa del recupero di Karsdorp, Peres e Nura.

MAH……SARANNO ROMANISTI ?

Roma, scritte contro Kolarov: «Non dimentichiamo il tuo passato da laziale»

Scritte contro Kolarov: «Non dimentichiamo il tuo passato da laziale»

di Gianluca Lengua

Proseguono le contestazioni di alcuni tifosi della Roma contro Aleksandar Kolarovper il suo passato da calciatore della Lazio. L’esterno che per tre anni dal 2007 al 2010 ha vestito la maglia biancoceleste, è stato oggetto di fischi a Bergamo in occasione della partita contro l’Atalanta, mentre in nottata sono apparse su alcuni muri della Capitale alcune scritte contro di lui: «Kolarov come Re Cecconi» e «Non dimentichiamo il tuo passato con quella lurida maglia. Ti auguriamo la stessa fine di Chinaglia. Kolarov bastardo laziale». L’esterno è stato acquistato il 22 luglio dal Manchester City per 5 milioni di euro ed ha firmato un contratto con la Roma fino al 30 giugno 2020.

SCRIVONO……

27/08/2017 alle 18:18.
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ILMESSAGGERO.IT (G. LENGUA) – Martedì a Trigoria  ripartirà (senza i nazionali) dai 60 minuti giocati contro l’, con la fiducia immutata da parte di ambiente e dirigenza. La gara con Luciano  ha messo in evidenza le voragini difensive della squadra, che si sono aperte dalla partenza di  e dagli infortuni di Karsdorp, Bruno  e  Palmieri. Il tecnico è stato costretto a far giocare fuori ruolo Juan Jesus (oggi sui social ha denunciato un attacco razzista), mentre  non è risultato lucido nelle azioni da gol. Il risultato è che la Roma ha giocato una partita oltre la sufficienza per più della metà del tempo, senza però, ritrovarsi nulla in tasca.

SCHICK A UN PASSO – Monchi e  sono all’opera per concludere la trattativa che porteràPatrik Schick in giallorosso: il calciatore si è convinto ad accettare l’offerta della Roma e la concorrenza di  e  è battuta. Alla Sampdoria andranno 40 milioni pagabili in quattro anni, mentre il giocatore firmerà un contratto di cinque anni. Oggi a Firenze la Roma dovrebbe incontrare Ferrero, Romei, Osti e Pradè, mentre domani andrà in scena l’incontro con i procuratori per definire l’ingaggio. Ma se a quattro giorni dalla fine del mercato e a più di due mesi dalla partenza di , Monchi ha risolto il problema esterno destro offensivo (salvo ripensamenti dell’ultimo minuto), l’ex ds del Siviglia non sembra pensare all’eventualità di acquistare un centrale e tanto meno un . La partita di ieri non ha cambiato le priorità del club di , ad oggi la difesa è a posto e solo se il mercato dovesse offrire un rinforzo valido a costi contenuti, allora la dirigenza si muoverà per acquistarlo.

FRANCESCA BRIENZA

#ROMAINTER

Prima all’Olimpico senza la rassicurante presenza di Totti in mezzo ai suoi compagni.
Prima all’Olimpico di Eusebio Di Francesco. Attendersi una “partita strana” era davvero il minimo sindacale, specie per le varie rivincite personali che c’erano in campo (!!).
Non si poteva certo prevedere, tuttavia, che sarebbe maturata una sconfitta così sonora dopo che la Roma aveva tenuto le redini del gioco nelle proprie mani per più di 60 minuti, aveva segnato per prima, preso tre maledetti pali e, per non farsi mancare nulla, recriminato per un rigore su Perotti non concesso perché il VAR, per oscure ragioni, non è stato applicato. Sinceramente, quando l’arbitro ha fischiato la fine del match sull’1-3 sembrava di essere su “Scherzi a parte”. Appellarsi alla sfortuna, nel calcio, è considerato un ripiego da perdenti, ma ci sono casi in cui parlare di “vittorie fortunose” è l’unico modo per spiegare un risultato tanto bugiardo.
Il numero di goal fatti non sempre racconta una partita, e leggere dopo questa vittoria all’Olimpico (sono passati ben dieci anni dall’ultima volta che i nerazzurri lo espugnarono) che nell’Inter è in atto una grande rivoluzione, fa sorridere. Per non dire ridere proprio.
Siamo solo alla seconda di campionato e, con tutta la sportività di questo mondo, l’unico ricordo nitido dell’avversario di ieri ha un nome ed un cognome: Mauro Icardi.
Oltre a lui, di nerazzurro, si è visto ben poco. Per il resto, una bella Roma che lavora nella direzione giusta. Tempo al tempo.

Ps. Per quanto tempo ancora si dovrà sentir parlare di Tottiani e Romanisti? Dopo 25 anni insieme è piuttosto chiaro che la Roma e Totti siano una cosa sola.FB_IMG_1496785228441

ANTONIO FELICI

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La’#ASRoma perde clamorosamente una strana partita che sembrava avere completamente in pugno. Primi dieci minuti di ottima Inter. Poi la Roma ha preso in mano la partita. Di Francesco ha puntato su un 4-3-3 anomalo con De Rossi spesso basso e gli esterni offensivi sulla linea dei centrocampisti. Sembrava una gara senza storia che i giallorossi avrebbero dovuto vincere con più gol di scarto. I tre sfortunati pali, però, li hanno frenati (per me manca anche una chiamata VAR per un rigore). A quel punto l’Inter s’è scossa, ha provato ad uscire dal guscio ed ha affondato come nel burro. Sconcertante la fase difensiva romanista. Manolas ha perso clamorosamente il duello con Icardi, Juan Jesus in bambola. Anche gli sfortunati pali sono solo in parte frutto del caso. Contro una difesa interista molto distratta io avrei puntato più sugli uno-due in area e in misura minore sui tiri da fuori. Ma per fare quello accanto a Dzeko (ottimo) serve un altro attaccante con più spiccate qualità offensive di quelli disponibili. Ultima considerazione su Spalletti: i suoi cambi hanno ribaltato la partita. Per Di Francesco c’è ancora molto da lavorare. Ma si sapeva.

MINIMO ASCOLTO

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Buongiorno….
Stasera s’inaugura la rubrica “MINIMO ASCOLTO ”
I vostri commenti sull’esito della partita verranno riportati sul blog…
ROMANISTAXSEMPRE
e sarete giornalisti letti nel MONDO
Dajeeeeeeee
per leggervi…

NON RIESCO PIU A GUARDARLA..TROPPO NERVOSO

Matteo Capricørn Corsini
Matteo Capricørn Corsini Ho spento la TV, voglio andare a dormire per non pensarci…
Cinzia Poletti
Cinzia Poletti Mai visto risultato più bugiardo!
Barbara BI
Francesca Ciconte Nardo
Francesca Ciconte Nardo Troppa sfortuna
Fernanda Persico
Fernanda Persico Ma sta Roma che fa?
Valentino Chelli
Valentino Chelli Nn esiste una cosa del genere…assurdo
Fernanda Persico
Fernanda Persico Manca la squadra
Valentino Chelli
Valentino Chelli Ma Nn esiste perdere così….3 pali de merda e loro nn hanno fatto un cazzo x 60 minuti
Fernanda Persico
Fernanda Persico Loro hanno la squadra noi nn mi sembra sono super inca@@ata
Valentino Chelli
Valentino Chelli No dai loro nn stanno messi meglio di noi…è che noi nn ci crediamo fino alla fine…facciamo dei passaggi che nemmeno i pulcini…bho
Fernanda Persico
Fernanda Persico La Roma sembra che avesse paura
Salvatore Pugliese
Salvatore Pugliese Con Di Francesco.non vai da nessuna parte puoi arrivare al 7-8 posto!!
Francesco Sperti
Francesco Sperti Non è colpa di Di Francesco, mancano tre campioni nei tre reparti
Marzia Catitti
Marzia Catitti Sto nera
Francesco Sperti
Francesco Sperti Però solo grande volontà, tecnicamente manca tanta roba
Fernanda Persico
Fernanda Persico Se continuano così nn vanno lontan
Fiorella Oddi
Fiorella OddiModeratore del gruppo Tu eh io la sto a vede co un bastardo interista allora?je spaccherei la faccia😡
Salvatore Pugliese
Salvatore Pugliese Essi la roba manga un allenatore che avete tolto!!
Massimiliano Pizzoni
Massimiliano Pizzoni siamo molto indietro per quel poco che ne capisco, è vero tre o quattro pali presi ma non ci possiamo attaccare su quello
Paola Mazzone
Paola Mazzone Ma che ci succede…….
Salvatore Pugliese
Salvatore Pugliese Ancora non hai visto niente!!
Paola Mazzone
Paola Mazzone Ti prego…..ma sta difesa?
Salvatore Pugliese
Salvatore Pugliese Ci manca un centrale difensivo, poi ci manca un centrocampista e un terzino se non arrivano puoi solo piacere!!
Massimiliano Pizzoni
Massimiliano Pizzoni s è spenta la lampadina ecco che succede un imbarcata paurosa
Giuseppe Mosca
Giuseppe Mosca Io preferisco giocare male e vincere come a bergamo che giocare bene e perdere come stasera 😦
Fernanda Persico
Fernanda Persico Se continuano così vanno male molto male e poi con quel pelato noooo
Emanuela Ferrato
Emanuela Ferrato Ho la Tv incazzatissima
Romina Morrone
Romina Morrone A chi lo dici nn meritavamo la sconfitta 😈
Francesca Totti
Francesca Totti Tristezza infinita
 
Marina Biondi
Marina Biondi Non ci posso credere. ….
Paola Mazzone
Paola Mazzone Vha bhe….tre pali un rigore nn dato…..un po di sfiga c’è…… Dai forza Roma sempre
Barbara BI
Barbara BI Avevamo il gioco e come al solito ci siamo addormentati 😠😠
Romina Morrone
Romina Morrone Cmq sempre e forza Roma💛
Giuseppe Mosca
Giuseppe Mosca Comunque il miglior giocatore dell’inter è stato Palo!!!
Gabriella Pucci
Gabriella Pucci Cosa fa la roma
Salvatore Pugliese
Salvatore Pugliese Non fa niente senza un difensore centrale senza terzino e ci manca un qualcosa al centro campo!!
Patrizia Cianciullo
Patrizia Cianciullo Ank’io, nel fratteMPo Mi sono Messa a lavare i Piatti 💚
Evelyne Esslinger
Evelyne Esslinger Giornata andata storta
Sandro Barbara
Sandro Barbara Pure io…..squadra del cazzo con tanta sfiga addosso
Alessandra Dal Prà
Alessandra Dal Prà Un interista mi ha detto …. meritava la Roma che ha giocato per 50 /60 minuti meglio …. ma vi sta bene il risultato per l’arroganza! 😂😂😂 “A bello …. alla econda giornata con un rigore non dato e tre pali netti te senti di avere già vinto il campionato è gli arroganti siamo noi? Notte va …. noi romanisti siamo signori e non cado al tuo livello” ….. che dite? Anche se dentro ….. lo avrei menato.
Francesco Giampà
Francesco Giampà Dio tifa lazio
Ezio Giacalone
Ezio Giacalone Belle le spazzate de Jesus… manco quelle sa fá!!! Ma come c….. se fá a perde così!!!! Sto avvelenatoooooo
Giuseppe Mosca
Giuseppe Mosca Ma qualche gufo diversamente laziese che gode scrivendo “Io lo avevo detto!” c’è già stato?
Ezio Vallerotonda
Ezio Vallerotonda Ci manca Salah la difesa fa acqua, così non si va lontano. Ma che ci andiamo a fare in Champions a fare brutte figure
Giuseppe Mosca
Giuseppe Mosca A tutti i commentatori TV dammi quel rigore su Perotti (che poi segna sempre!) e poi vediamo come va a finire

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LA BIOTTI

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“Il calcio non è uno sport facile”
di Valeria Biotti

 

Il calcio non è uno sport facile” sentenzia James Pallotta, in partenza da Roma “e noi abbiamo fatto degli errori”.

Interessante riflessione critica, quella che solleva il Presidente, perché se il calcio è risultato spesso una delle più calzanti metafore della vita, sicuramente non lo si può definire semplice né di lineare gestione.

Esso, proprio come la vita, appare a tratti ingiusto, soprattutto se osservato in relazione al singolo episodio; ma nel lungo periodo premia chi sa programmare con intelligenza e riesce a tener fede ai propri obiettivi con coerenza, costanza, cuore.

L’ammissione d’errore giunge dunque ben accetta in un’ottica di costruzione del futuro, nonostante appaia tardiva nel momento in cui si è già assistito al netto ridimensionamento delle attuali prospettive stagionali.

Tutto ciò, ovviamente, nel caso in cui James si stesse riferendo al campo e ai risultati sportivi. La sensazione, infatti, è che non ci si possa aspettare un sostanziale cambio di rotta per quanto riguarda ‘il progetto’ originario, ovvero l’idea di tenere più che dignitosamente a galla in zona Champions la squadra attraverso un oculato autofinanziamento, nell’attesa di tempi, anzi di luoghi, migliori. “Spenderemo di più sicuramente quando avremo lo stadio”.

E se allo stesso ‘problema logistico’ il Presidente lega il forte ritardo nell’individuazione del main sponsor, di acquisti importanti non intende parlare: “Abbiamo già dei grandi nomi con noi come Nainggolan, Salah, Dzeko, Strootman e Manolas”.

Al di là della rumorosa assenza di Francesco Totti e Daniele De Rossi all’interno dell’elenco dei grandi, gli altri, i nominati, sembrerebbero destinati a rimanere quasi tutti, per costituire quell’ossatura della squadra che in passato troppo alla leggera si è smantellata ogni anno.

Tutto ciò a dispetto delle voci di mercato che interessano più di un giocatore e delle parole dello stesso Presidente a proposito del “lavoro compiuto con i giovani” passate forse un po’ troppo sotto silenzio. L’allusione al settore giovanile, curato più in ottica di mercato in uscita che di vivaio significativo per la prima squadra – sanguinosa sarebbe altrimenti da considerare la cessione di Romagnoli – potrebbe addirittura far temere un ritorno all’Hombre Vertical, caldeggiato in prima persona dal probabile futuro DS Monchi. Sinceramente, tutto auspichiamo tranne un ripassare dal via e ripartire per un altro giro su noi stessi lungo 6 anni, anche perché i nomi di Pellegrini, Kessie, Rodrigo Caio – segnalato anch’esso da Monchi – appaiono sì interessanti ma non abbastanza da poter insidiare seriamente il primato della solita Juventus.

In questo momento ancora di spaesamento – troppe le questioni in sospeso – forse, per riparare agli errori di uno sport “non facile” da comprendere, Pallotta potrebbe tornare su uno dei suoi passi più arditi e mano lungimiranti: quello di non affidarsi agli uomini d’esperienza che ha la fortuna di ritrovarsi in casa; un Bruno Conti, per fare un esempio, e – quando e se vorrà – un sempre straordinario Francesco Totti. Con l’obiettivo non più solo di “competere per il primo posto”, come dice spesso, ma osando il termine “Vincere”.

INTRIGO….

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Intrigo Schick. La Roma spinge e alza la posta. L’Inter resiste
24/08/2017 alle 07:34. LA PENNA DEGLI ALTRI
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A sette giorni dalla chiusura del mercato, il d.s. Monchi deve tenere aperte tutte le piste, prima fra tutte quella che porta a Schick. Bruno Satin – uno dei due procuratori dell’attaccante della Sampdoria – ha detto: «Penso che entro un paio di giorni ci sarà la decisione definitiva». La Roma ha aumentato la cifra iniziale a 6 milioni, mentre gli altri 32 milioni vuole pagarli in 5 anni, mentre l’Inter, versando 5 milioni più 30, salderebbe in 3 anni. Il giocatore ceco – spinto dal suo entourage – preferirebbe il club nerazzurro, ma non disdegnerebbe affatto restare ancora un anno in blucerchiato, per poi liberarsi l’estate prossima e magari approdare dal suo amico Nedved alla Juve, meta assai gradita. L’impressione, comunque, è che a Trigoria ieri si respirasse un maggiore ottimismo,anche perché – con l’autorizzazione dei liguri – Di Francesco e Totti hanno telefonato al giocatore per convincerlo. Ma l’Inter non vuole mollare la presa e – dopo aver parlato ieri con gli agenti (che oggi incontrano la Roma) – aspetta di fare qualche cessione. Tra l’altro, i nerazzurri offrono a Schick un ingaggio di 2,5 milioni a stagione contro i i 2 dei giallorossi.

(gasport)