ROMANISTAXSEMPRE

ARTICOLO  SPONSORIZZATO DA

clicca sull’immagine

Trigoria, seduta tecnico tattica per la squadra. Individuale per Karsdorp, Manolas e Dzeko

05/09/2017 

di francesco

Alle 17 la Roma è scesa in campo al centro sportivo ‘‘ per proseguire la preparazione in vista della gara di campionato in programma sabato sera a Marassi contro la Sampdoria. Il programma della seduta pomeridiana prevede una seduta tecnico-tattica con due situazioni: una senza  e una con il . In seguito i giocatori svolgeranno alcune esercitazioni sul campo e una partitella finale contro la Primavera. Karsdorp,  e Skorupski svolgono lavoro individuale. Palestra per Luca Pellegrini, Palmieri, Bruno  e Abdoullai .

FLORENZI: “Senza il calcio avrei fatto il barista. Sono felice quando ho il pallone tra i piedi”

articolo sponsorizzato da

Attività in Vetrina - Logo

1499792210053

L’esterno della Roma, Alessandro , ha rilasciato alcune dichiarazioni in occasione di uno speciale ‘Sky’. Il numero 24 giallorosso ha parlato del suo rapporto con il calcio e di come sarebbe stata la sua vita se non avesse fatto il calciatore. Queste le sue parole:

Sono contento di fare questo mestiere. Non so cosa avrei fatto d’altro, forse il barista, perché lo fanno un po’ di miei amici. Scherzo, non so, ma penso che avrei lavorato nel mondo della ristorazione

Il ricordo dell’infanzia:

Il primo ricordo, se penso al calcio, è legato a quando giocavo da bambino nella Pozzolana, al centro sportivo di Acilia, dove i miei genitori avevano il bar. Il pallone è la cosa che mi ha accompagnato per primo nella vita”

Il suo rapporto con il calcio:

Per me è stato sempre importante il valore della squadra, il valore del gruppo, soprattutto, è la cosa che secondo me ti fa vincere o perdere un campionato, piuttosto che una competizione. Il futuro del calcio italiano sono sicuramente i giovani. Io ho 26 anni, sono nella fase di stallo tra giovane e vecchio, diciamo. Ci sono tanti giocatori bravi che stanno crescendo e questo fa sicuramente piacere per un sistema che sta avendo una buona rinascita. Penso che la frase dello scrittore uruguaiano Eduardo Geleano, ‘per spiegare a un bambino cos’è la felicità gli darei un pallone per farlo giocare’, sia perfetta per spiegare il concetto di gioia. Questo è quello che il calcio mi ha dato. Io sono felice quando ho un pallone tra i piedi

autore e fonte – AS ROMA

Duello Monchi-Sabatini per Yuri Alberto

Articolo sponsorizzato daAttività in Vetrina - Logo

Duello Monchi-Sabatini per Yuri Alberto

Il calciomercato non finisce mai. Ci siamo appena lasciati alle spalle quello estivo che è già alle porte quello invernale: come riporta calciomercato.it infatti, Monchi starebbe sfidando l’Inter di Sabatini per accaparrarsi il talento brasiliano del Santos Yuri Alberto, attaccante centrale ma all’occorrenza anche esterno offensivo. Il procurato del gioiello classe ‘2001, Paulo Afonso, è atteso in Italia tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre proprio per incontrare i due dirigenti. La battaglia è alle porte

fonte InsideRoma – autore CalcioMercato.it

A. AUSTINI

Articolo sponsorizzato da
logo-semprini

La Roma resta senza sponsor

Quel vuoto sulla maglia

La Roma resta senza sponsorassomiglia sempre più a una voragine. La Roma ha iniziato la quinta stagione consecutiva senza uno sponsor sulla maglia. Un paradosso che continua e una triste eccezione: in serie A quest’anno solo i giallorossi e la Sampdoria hanno le divise «immacolate». 

Pallotta è atteso nella Capitale la settimana prossima ma difficilmente porterà con sé novità sostanziali. L’ultimo contratto firmato dalla Roma risale a giugno 2010, quando la vecchia proprietà prolungò il rapporto con la Wind fino al 2013, per un compenso massimo di 6 milioni di euro più un altro milione in caso di qualificazione in Champions e vari bonus. Da allora nessuna azienda si è legata al club acquistato nel frattempo dagli americani, i migliori, in teoria, nello sfruttamento dei marchi sportivi. Eppure nessuno dei direttori commerciali sin qui scelti da Pallotta è riuscito a trovare un main sponsor disposto a spendere quanto la Roma chiede. Dal tedesco Christoph Winterling, passando dall’americano Sean Barrorfino al francese Laurent Colette venuto dal Barcellona, ora tocca all’italiano Luca Danovaro guidare una missione che sembra diventata impossibile. Di errori ne sono stati commessi parecchi e tutti provengono dall’alto. Sbagliata la strategia iniziale – Pallotta voleva uno sponsor unico per maglietta e nome dello stadio – troppo alto il prezzo richiesto quando ha deciso, viste le lungaggini per la costruzione del nuovo impianto, di cercare intanto un marchio solo per le divise: la Roma chiedeva prima 20 milioni, adesso 15, sarebbe magari disposta a chiudere a 12-13 per eguagliare l’accordo ottenuto dal Milan con Emirates che è stato scelto come parametro di riferimento.

Ma nonostante la Roma degli ultimi anni sia una squadra superiore ai rossoneri sul campo, non lo è come appeal internazionale. Un termine di paragone più realistico potrebbe essere il Napoli, che ha però puntato su tre aziende locali che si dividono tutti gli spazi in vendita sulle maglie grazie alle regole recenti approvate dalla Lega: Lete, Garofalo e Kimbo portano un totale di circa 8 milioni all’anno da De Laurentiis. La Roma ne ha rifiutati 7.5 più bonus dalla Turkish Airlines che nel 2015 offriva un biennale. Moltiplicando i teorici mancati incassi per 5 anni, si arriva a quasi 40 milioni «bruciati» in virtù di una strategia che, per ora, non paga. Pallotta punta al colpo grosso e non vuole svendere lo spazio sulla maglia. Farlo adesso, d’altronde, non avrebbe più senso. Ma fino a quando non troverà un partner di spessore – il calcio italiano e il Paese in sé non aiutano di certo – rincorrerà da lontano la Juve di Agnelli. In attesa dei dati aggiornati, nel bilancio chiuso al 30 giugno 2016 i bianconeri hanno contato ricavi commerciali per 83,5 milioni mentre la Roma si è fermata 21,1. Anche per colpa di un accordo a ribasso con Nike che, col senno di poi, ha fatto infuriare lo stesso Pallotta.

fonte IL TEMPO – autore AUSTINI 

BALZANI

Articolo sponsorizzato da

Roma, è Dzeko l’unica certezza

Roma, è Dzeko l’unica certezza

 

 

 

 

 

 

Quarantasei gol in 61 partite. Con la doppietta di domenica sera contro Gibilterra, Edin Dzeko ha chiuso un anno da favola e cancellato definitivamente la prima stagione in cui si sprecavano le prese in giro (social e non) per i tanti errori sotto porta dell’ex attaccante del City. Dai preliminari con il Porto (17 agosto 2016) fino alle due reti realizzate due sere fa con la nazionale bosniaca, infatti, l’attaccante ha toccato la media di 0,75 reti a partita: 40 in 53 partite con la maglia giallorossa, 39 nella passata stagione in cui ha conquistato il titolo di capocannoniere (oltre quella nella seconda giornata di questo campionato contro l’Inter) e 6 in otto partite disputate con la nazionale che grazie a lui ancora spera in un posto ai play off per il prossimo mondiale russo col serio rischio di trovare sulla sua strada proprio l’Italia di De Rossi. Dzeko è oggi l’unico attaccante sicuro di una maglia nel tridente (provvisorio o meno) di Di Francesco che oggi lo riabbraccerà a Trigoria dopo le fatiche in nazionale per preparare la sfida di sabato a Marassi contro la Samp che già trema al nome di Edin. La scorsa stagione, infatti, il bosniaco ha segnato tre reti ai doriani: una negli ottavi di finale diCoppa Italia e due in campionato, all’andata all’Olimpico nella gara interrotta per oltre un’ora a causa di un nubifragio (su di lui il rigore decisivo del 3-2 trasformato poi da Totti), e al ritorno a Marassi, nel match che la Roma perse 3-2.

A permettere il sorpasso della Samp, dopo il doppio vantaggio romanista, era stato guarda caso proprio Schick che sabato potrebbe affiancare Dzeko in attacco almeno per una parte di gara. Con l’acquisto del talento ceco Di Francesco potrebbe studiare un nuovo modulo passando dal 4-3-3 al 4-3-2-1. A farne le spese, oltre a Defrel, potrebbe essere Perotti. Non sabato sera però. Schick, infatti, non ha ancora i 90’ minuti nelle gambe (così come Florenzi) e Di Francesco è orientato a schierare il tridente visto contro Atalanta e Inter. Al centro dell’attacco, ovviamente, Dzeko a caccia della rete numero 39 in campionato con la Roma. Per provare a ritrovare l’appuntamento col gol in Champions (appena due in maglia giallorossa, l’ultimo nella sconfitta per 6-1 col Barcellona del 24 novembre 2015) il Cigno di Sarajevo dovrà attendere il 12 settembre contro l’Atletico Madrid quando all’Olimpico si rivedrà pure Pallotta a quasi 4 mesi di distanza dal famoso 28 maggio.

fonte LEGGO – autore BALZANI

KAWASAKI…dura presa di posizione

articolo sponsorizzato da       https://www.facebook.com/Attivita-IN-Vetrina-120541411915806/

Attività in Vetrina - LogoFrancesco Rocca: “Calciatori italiani finti atleti”

 

 

(ANSA) – ROMA, 4 SET – “Allenatori e preparatori fanno crescere i calciatori come bambini viziati, non si mettono contro di loro, li assecondano in tutto. Così loro sono finti atleti. Se un giocatore si allena bene, non può avere i crampi: è impossibile”. Dai microfoni di Radio Radio l’ex terzino della Nazionale e della Roma, Francesco Rocca lancia un duro atto d’accusa nei confronti del calcio italiano. “Lo sport è una cosa dura, chi lo vuole fare seriamente deve impegnarsi tantissimo”, aggiunge ‘Kawasaki’ che ha fatto parte anche dei ranghi della Figc. “Me ne sono andato perché l’umiliazione era arrivata all’ultimo stadio – dice -. L’ultimo anno ho guadagnato 40 mila euro, che per me erano tantissimi. Al posto mio sono stati messi altri allenatori, quelli raccomandati. Vedo tecnici che fumano in continuazione o hanno 50 chili in più, questo significa che non fanno quello che dicono. Se ti comporti così, vuol dire che stai fregando la gente. Che esempio dai?”.

Fonte: ANSA