FRA….CECI

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, primo piano

 

 

 

Da domani parte una nuova avventura. Si chiamerà#DettoFRAnoi, la rubrica in cui farò il punto sulle partite e i risultati della nostra amata Roma, con puntualità (spero) e ironia (ci proverò), e uno sguardo tutto al femminile. 

Grazie a Giusy Genovese, direttore di Gol di tacco a spillo, una donna in gamba e preparata, che crede e tifa per le donne. 

ps: Piccola, ma necessaria postilla: il nome della rubrica, Detto #FRA noi, è tutto tranne che casuale: mi piacerebbe essere per i tanti tifosi della Roma che mi onorano del loro sostegno e della loro stima da qualche anno, una di casa. Non Francesca Ceci, semplicemente FRA. Forse chiedo troppo, ma proverò a fare di tutto per ricambiare il vostro affetto!

#FRA #ASROMA

Forza la Roma nostra, olè!

Esame difesa. C’è Bruno Peres

Se il Cholismo fa della difesa solida uno dei suoi principi fondamentali, il metodo piùzemaniano praticato da Di Francesco è votato all’attacco, ma il ricordo delle goleade subite in Champions League, da inglesi, tedeschi o spagnoli che siano, brucia ancora a Roma e la speranza è di non viverle di nuovo. La retroguardia è sotto esame al debutto europeo contro l’Atletico Madrid. Il feeling è da affinare, nelle due sfide di campionato non è sceso in campo lo stesso quartetto per via dell’infortunio di Bruno Peres, che ha condizionato le scelte dell’allenatore: una volta è stato Manolas a spostarsi a destra, l’altra Juan Jesus, in entrambi i casi non ha funzionato. Se con il greco terzino a Bergamo i giallorossi hanno resistito all’assalto finale dell’Atalanta, tornando a casa con i tre punti e la porta immacolata, contro l’Interl’assenza di un giocatore di ruolo sulla fascia ha pesato tanto e al primo errore del brasiliano i nerazzurri ne hanno approfittato. Stasera si torna all’origine, Bruno Peres ha recuperato dalla lesione muscolare ed è favorito su Florenzi: sarebbe un rischio spremere fino al 90′ l’esterno di Vitinia ed è meglio non partire con l’handicap di un cambio obbligato in corsa. Più certezze a sinistra, dove agirà Kolarov: esperienza europea da vendere e piede caldo per il serbo. In mezzo si ricompone la coppia Manolas-Juan Jesus. Il brasiliano ha sulla coscienza il disastro col Porto ai preliminari della passata edizione (non è il solo) e ha voglia di rimediare: l’addio di Rudiger gli ha permesso di scalare le gerarchie e dovrà «giustificare» la panchina di Fazio e la tribuna di Moreno (in compagnia di Karsdorp e Gerson, oltre agli infortunati Nura e Schick) con una prestazione all’altezza.

Nella scorsa stagione europea, tra preliminari ed Europa League, i giallorossi hanno incassato 17 gol in 12 partite (cleen sheet solo in 3 occasioni), per una media di 1,4 gol a match. Peggio hanno fatto nella loro ultima apparizione in Champions, nel 2015-16: 20 gol subiti dal girone agli ottavi col Real Madrid. Un Over 2,5 da rimontare in ogni gara, in pratica. La missione di Di Francesco è migliorare questi numeri, la società si aspetta una crescita in campo internazionale: «L’Atletico – rivela Monchi a Movistar Plus – è l’avversario più complicato del gruppo, più del Chelsea. Lavorano da anni Allenatore: Simeone Panchina: Moyà, Savic, Juanfran Thomas, Gaitan, Torres, Vietto con Simeone e non hanno cambiato molti giocatori. Forse per noi sarebbe stato meglio giocare a Genova per ritrovare il ritmo partita». Dal ko con l’Inter la Roma viene catapultata in Champions, dopo Icardi e Perisic per la difesa il test è affrontare l’intoccabile Griezmann e compagni. Al fianco della stellina dei Colchoneros dovrebbe agire Gameiro, favorito nel ballottaggio con Torres. Fasce di centrocampo affidate a Saul e Carrasco, l’unico assente è Fernandez. Di Francesco risponde al 4-4-2 del Cholo con il suo classico 4-3-3: in mediana il terzetto-tipo composto da Nainggolan, capitan De Rossi e Strootman, Defrel, Dzeko e Perotti nel tridente. Il dodicesimo uomo, il pubblico, sta tradendo le aspettative: appena 17 mila biglietti venduti (dati di ieri sera) e 16 mila abbonati. L’attesa impennata nelle vendite non è arrivata, la speranza (se così si può chiamare) è di toccare oggi quota 35 mila, la certezza è che Roma-Atletico Madrid si giocherà con l’Olimpico mezzo vuoto.

FONTE    L TEMPO – MENGHI 

F. FERRAZZA

FB_IMG_1496785228441

Un Capitano c’è solo un Capitano FT10
LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA) – Ascolterà per la prima volta la musichetta della Champions in giacca e cravatta, seduto in tribuna autorità accanto a Pallotta. Il ritorno nell’Europa dei grandi senza scarpini ai piedi, ma da dirigente, non lascia indifferente Francesco Totti, sempre più uomo-simbolo della società giallorossa anche fuori dal campo.
La prima stagionale in coppa della Roma contro l’Atletico Madrid, non sta attirando troppo i tifosi, per un Olimpico che si presenterà mezzo vuoto. Trentaquattromila i biglietti venduti (dato di ieri sera), per una previsione che dovrebbe far registrare intorno alle 40mila presenze. Nessuna allerta sul fronte dell’ordine pubblico, visto che i sostenitori spagnoli saranno solamente 300. Totti è stato vicino alla squadra e a Di Francesco a Trigoria, nella giornata di ieri. Ha seguito l’allenamento a bordocampo, accanto a Monchi, De Sanctis e Zecca (braccio destro di Pallotta), consapevole che l’emozione in vigilie così importanti rischia di tagliare le gambe. E le idee, riferendosi all’amico Eusebio. Il tecnico cerca di scacciare paure e timori reverenziali, lasciando aperto il ballottaggio per il ruolo di terzino destro.
«Peres e Florenzi hanno entrambi possibilità di giocare », si limita a dire il tecnico giallorosso, che sembrerebbe più proiettato verso il brasiliano, visto il lungo periodo di inattività dal quale arriva Florenzi, in odore di utilizzo, nel caso, in corso di partita. Magari anche come cambio in attacco, per Defrel che, in attesa del recupero di Schick, è destinato a giocarle tutte, tra campionato e Champions. Chi non dovrebbe sentire le gambe pesanti, è Strootman, che in Europa ha giocato pochissimo, tra i problemi al ginocchio e le disavventure tra i grandi della Roma. «Sono stato fuori due anni, forse ho cambiato qualcosa del mio modo di giocare – ammette l’olandese – devo fare più cose per essere pronto per una partita e mi manca che quando sono stanco, sbaglio qualcosa in più. Ma sto bene e spero lo valuterete dopo la partita con l’Atletico se sono ancora il giocatore di prima dell’infortunio. In campo si dimostra il valore, non contano i nomi: dobbiamo raggiungere un livello alto per fare bene». Di Francesco sarà costretto a lasciare in tribuna Karsdorp e, molto probabilmente, Moreno.

LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA)