“Lo stadio della Roma non si farà mai”

Giacchetti (Pd): “Lo stadio della Roma non si farà mai”

Giacchetti (Pd):

Roberto Giachetti, vice presidente della Camera ed ex candidato sindaco di Roma, è intervenuto a Radio Cusano Campus, queste le sue parole: Sono ancora convinto che lo stadio non si farà mai -ha affermato Giachetti-. Come romano e romanista mi piange il cuore. Il progetto che consentiva a quel quadrante di avere 400 milioni da un privato che venivano messi a disposizione del Comune per opere infrastrutturali era fondamentale. L’amministrazione ha ridotto le cubature, con l’eliminazione del grattacielo, ma in termini di occupazione del suolo sarà molto peggio il progetto perchè sarà spalmato per non so quante centinaia di metri il manufatto. A parte questo, la riduzione delle cubature ha comportato quasi l’azzeramento dei fondi che verrebbero dati per le opere pubbliche. Questa sproporzione fa venire meno l’interesse pubblico, perchè è evidente che prevale l’interesse privato di realizzare l’opera e quello che ritorna alla città e alla comunità è praticamente niente. Io dico che è stata fatta un’operazione d’immagine che purtroppo non tiene rispetto alla realtà del principale obiettivo della legge sugli stadi e cioè che deve prevalere l’interesse pubblico“.

Conferenza stampa, Di Francesco

Conferenza stampa, Di Francesco Siamo superiori e abbiamo voglia di rivalsa. Florenzi? E’ arrivato il suo momento. Dzeko? Deve mettersi più a disposizione del gruppo

Conferenza stampa, Di Francesco Siamo superiori e abbiamo voglia di rivalsa. Florenzi? E' arrivato il suo momento. Dzeko? Deve mettersi più a disposizione del gruppo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, parlerà alle 16 alla vigilia del matc

di domani sera all’Olimpico contro l’Hellas Verona.

Queste le sue parole:

Faremo attenzione alla voglia di rivalsa del verona, ma anche noi abbiamo voglia di rivincita. Giocheremo per vincere e per far male agli avversari. Siamo potenzialmente superiori, servirà attenzione e intensità, non è da prendere sotto gamba

In cosa la squadra deve migliorare?

Nella tenuta mentale e fisica, dobbiamo essere più bravi a giocare in verticale. Serve tempo ma di tempo non c’è n’è molto, dirò ai miei di sforzarsi sempre di più. Abbiamo fatto una bassa percentuale di lavoro in verticale e dobbiamo essere più bravi in area

Florenzi pronto per giocare dal 1′?

Si, è arrivato il suo momento, giocherà dall’inizio. Ha fatto un percorso importante e domani giocherà.

Le condizioni di Karsdorp? El Shaarawy è pronto?

El’ Shaarawy è pronto, Karsdorp ha avuto un affaticamento muscolare che lo ha frenato, sarà fuori per un paio di giorni.

Nainggolan l’ha definita un allenatore di personalità. Che peso hanno le sue parole?

Siamo a 270′ di partite ufficiali e stiamo creando polveroni insensati. Sono resiliente e abituato a tutto questo. Le parole di Radja mi fanno piacere e mi danno forza, non avevo e non ho dubbi.

Le parole di Dzeko?

A caldo si dicono cose che non si dovrebbero dire. Non mi sono piaciute ma ci siamo chiariti. Edin deve mettersi più a disposizione del gruppo. Con l’Atletico abbiamo buttato all’aria nel finale una partita giocata bene e lui doveva mettersi più a disposizione. Alla lunga ritroverà il gol. Il suo sfogo è stato sbagliato ma è un ragazzo intelligente, si è reso conto di aver sbagliato. Aiutarlo di più? L’allenatore ha anche la capacità di cambiare.

E’ preoccupato del calo espresso nei secondi tempi? Quanto manca per vedere i movimenti giusti?

Le rigiro la domanda: li avete visti con l’Inter per 70’, ci manca la continuità per doverlo fare. Con l’Atletico abbiamo fatto bene fino ai 20 metri, la differenza tra noi e loro e che nelle loro azioni loro erano pericolossissimi. So bene che la squadra deve ancora crescere, vi ricordo che il giocatore più in forma è Perotti, che è con me da Pinzolo. Sono però fiducioso, pian piano tutti gli altri troveranno la condizione fisica. Se pensate che si possa dominare 90′, è un calcio che non esiste. I momenti di sofferenza ci saranno sempre, magari non si prenderanno 3 gol come con l’Inter: sta li la crescita della squadra.

Le parole di Pallotta, sente questa negatività?

Sarei ipocrita se dicessi il contrario, è tutto prematuro ma non mi meraviglio di nulla. Tutto ciò che è stato detto di falso nel dopo gara lo confermo, è una falsità, cose messe in giro per sentito dire. Sono una persona corretta e per bene e sono felice di esserlo, porto avanti il mio modo di essere. E quando mi ci metto non ho un bel carattere… Il presidente ci ha fatto i complimenti, si è montato un caso sul nulla. Le parole di Edin? Capisco che possono essere state interpretato in quel modo, ci sta. Il negativismo c’è, cercherò di ribaltarlo con il lavoro sul campo, solo quello ha ragione.

 Progetto finale dello Stadio della Roma

– Primo dato: la mole di documenti presentati dalla Roma in Regione è imponente: 3489 file, quasi 17 gigabyte di «peso», con il solo elenco di questi file raccolto in un libricino di 176 pagine. È il «nuovo» progetto (diciamo la terza versione) dello , redatto secondo le indicazioni della delibera Raggi sul pubblico interesse e predisposto come «controdeduzioni» al procedimento di chiusura della Conferenza di Servizi che si era aperta a settembre 2016. Mentre il presidente giallorosso  si attende novità a breve («nelle prossime settimane dovrebbero arrivare notizie positive per lo Stadio»), il  della Roma, Mauro , ieri pomeriggio è passato in Regione dove si stanno predisponendo le carte per la prossima convocazione della Conferenza di Servizi.

In sostanza, sfrondando il burocratese, i tecnici della Roma e del costruttore Luca hanno «aggiornato» tutte le carte, le relazioni, le tavole secondo le prescrizioni che i vari uffici pubblici (Stato, Regione, Città Metropolitana e Comune) avevano formulato sul progetto «versione Marino» e hanno chiaramente predisposto tutte le modifiche figlie della «versione Raggi». Il tutto, quindi, viene confezionato come una specie di risposta» ai diversi uffici che avevano (ciascuno con motivazioni diverse e di diversa rilevanza) bocciato la versione 2016 dell’intervento. Ad esempio, agli uffici dell’assessorato comunale al Commercio che avevano avanzato rilievi circa l’accatastamento da fare ai negozi posti dentro lo Stadio o nell’area commerciale (ritenuti «centro commerciale») viene fornito un parere legale di 12 pagine che spiega punto per punto perché le attività in questione vadano considerate «esercizi di vicinato» (semplici piccoli negozi).

La parte nuova del progetto prende le mosse dalla decisione della Raggi e dei suoi consiglieri pentastellati di modificare i paletti del pubblico interesse rispetto a quelli stabiliti da Marino: tagliare opere pubbliche pagate dal privato per tagliare le cubature concesse a compensazione. Quindi, via il Ponte di Traiano sull’autostrada Roma-Fiumicino a Parco de’ Medici, con le sue complanari; via i circa 50 milioni di euro per finanziare la nuova tratta della metro B o, in alternativa, da spendere sulle infrastrutture della Roma-Lido. Ridotto il progetto di allargamento della stazione della Roma-Lido (non deve più accogliere una nuova coppia di binari ma rimane com’è oggi) e sparisce anche quasi la metà dei parcheggi inizialmente previsti. Risultato: dimezzate le cubature del business park con taglio delle tre torri, sostituite con palazzine basse. In positivo viene rivisto il progetto della Via del Mare/Ostiense che, con qualche differenza rispetto al vecchio progetto, viene totalmente unificata e ristrutturata dal Raccordo allo stadio mentre riassestata con unificazione dallo Stadio a Marconi. Il resto – opere idrauliche sul fosso del Vallerano, parchi e verde pubblico, videosorveglianza, attracchi sul fiume – è sostanzialmente uguale a prima.

Andando ad analizzare le principali novità rispetto alle precedenti versioni, quella che più di tutte salta agli occhi è il progetto che supera finalmente il problema delle tribune del vecchio ippodromo, oggetto dei «piagnistei» di tutti quelli che, fino all’altro ieri, probabilmente neppure sapevano che lì in quell’area ci fosse un ippodromo. Figurarsi conoscere il nome del suo autore, Julio Lafuente. Stanziati dalla Roma 3 milioni e 920 mila euro circa, la spesa per ricostruirne una sezione da 350 posti a sedere che, situata a nord dello Stadio, servirà come tribuna per un «nuovo campetto multidisciplinare di utilizzazione pubblica» (calcetto e tennis) e, contemporaneamente, come «museo dell’architettura ed ingegneria sportiva degli anni 50 e 60; ed in particolare quella romana». Altro dettaglio: a fianco alla nuova tribuna, sarà collocata, dopo il restauro, l’insegna originale «Ippodromo » completa di traliccio, oggi all’ingresso dell’area.

Nota per le «vedove» di Lafuente: secondo il professor Giorgio Muratore, massimo studioso e amico personale dell’architetto spagnolo, non esiste nessuna possibilità di «smontare» le tribune esistenti e spostarle. Oggi dalla Regione dovrebbero partire, direzione Campidoglio, Città Metropolitana e Stato, le nuove carte progettuali e le convocazioni per la Conferenza di Servizi. Ognuna delle Amministrazioni avrà a disposizione alcuni giorni di tempo per presentare alla Roma eventuali richieste di approfondimento o documentazioni integrative. Quindi, per la fine del mese – più o meno secondo l’agenda prevista – dovrebbe essere nota la data della prima seduta della Conferenza. Da quella prima riunione partirà il conto alla rovescia dei 90 giorni. Facendo i conti, quindi, al massimo per la vigilia delle elezioni regionali (in programma a fine febbraio salvo eventuali rinvii da election day) dovrebbe essere pronunciata la parola definitiva sull’intero progetto: o il sì finale o si cancella tutto. L’obiettivo un po’ di tutti, però, è chiudere il più in fretta possibile, magari entro la fine del 2017.

IL TEMPO (F. M. MAGLIARO)

Champions avara con i club italiani:

Champions avara con i club italiani: dalla prima giornata solo 500mila euro di bonus, contro i 6,5 milioni conquistati dagli inglesi

Champions avara con i club italiani: dalla prima giornata solo 500mila euro di bonus, contro i 6,5 milioni conquistati dagli inglesi

I –

 

Quando si dice “piove sul bagnato”. Il già martoriato e decadente calcio italiano ha racimolato con le sue tre rappresentanti in Champions la bellezza di 0,5 milioni. L’armata della ricca Premier che schiera 5 formazioni in questa stagione, invece, ha portato a casa grazie ai bonus Uefa legati ai risultati, 6,5 milioni. Meglio della Serie A hanno fatto, peraltro, la Spagna e la Germania che hanno 3 club capaci di incassare, rispettivamente, 4 e 2 milioni perfino la Ligue 1 francese che grazia ai soli Psg e Monaco ha accumulato 2 milioni.

C’è da augurarsi che il primo turno dei gironi resti solo un episodio negativo. La vera sfida per le tre squadre italiane impegnate nell’edizione 2017/18 della Champions League sarà infatti quella di conquistare più vittorie possibili sul campo. Se questo discorso può apparire ovvio sul piano sportivo lo è un po’ meno su quello economico. Nelle ultime tre stagioni, infatti, i club italiani ammessi ai gironi sono stati solo due a causa della puntuale eliminazione nei preliminari della terza formazione (Lazio, Napoli e Roma). Ciò ha garantito ai team superstiti la facoltà di spartirsi i circa 100 milioni del market pool tricolore, il più cospicuo in Europa dopo quello inglese. Alla Juventus, ad esempio, nella stagione 2015/16 sono andati 53 milioni e alla Roma 48. La necessità di fare risultato sul campo per rimpinguare il proprio bottino con i premi sportivi era perciò meno stringente. Quest’anno il market pool resta tale poiché siamo nell’ultimo segmento del triennio 2015/18 dei contratti tv e delle sponsorizzazioni. Ma, come detto, andrà diviso per tre. Juve e Roma quindi perderanno complessivamente per questa voce tra i 20 e i 25 milioni. Occorrerà perciò una concentrazione maggiore per portare a casa punti e passaggi di turno per compensare l’ammanco.
Nell’ultimo quinquennio il cattivo rendimento sportivo (ad esclusione della Juve capace di raggiungere per ben due volte la finale) ha fatto sì che tra le società delle grandi leghe, quelle della Serie A portassero a casa bonus tra i più bassi. Conseguire buoni risultati, peraltro, sarà utile anche per conservare il quarto posto nel ranking Uefa che dal prossimo anno assicurerà all’Italia quattro posti nei gironi della Champions senza più costringere il terzo classificato del campionato a passare dalle forche caudine del preliminare. Per il triennio 2018/21 Nyon ha già strappato aumenti sui contratti tv del 30% e darà ancora maggior peso nella distribuzione dei premi alle performance in campo.
Le squadre guidate in panchina da Massimiliano Allegri, Eusebio Di Francesco e Maurizio Sarri dovranno quindi andare soprattutto a caccia del montepremi sportivo che da solo vale 761,9 milioni (mentre il market pool ne vale 507).
Ai 32 club ammessi ai gironi in questa stagione sono garantiti 12,7 milioni a testa. Ogni partita vinta vale un bonus di 1,5 milioni e ogni pareggio 500mila euro. Chi accede agli ottavi di finale poi usufruirà di un ulteriore bonus da sei milioni, più altri 6,5 milioni per i quarti di finale e 7,5 milioni per le semifinaliste. I vincitori del torneo aggiungeranno 15,5 milioni al totale, mentre per la finalista perdente è previsto un premio da 11 milioni. Fare percorso netto, a prescindere dalla quota derivante dal market pool, per una squadra può significare mettere assieme un bottino pari a 57,2 milioni di euro. Un incentivo in più, insomma, per fare bene nella massima competizione continentale. Senza dimenticare che dalla stagione 2018/19 entreranno in vigore nuove regole nella distribuzione dei premi e negli accoppiamenti della fase ad eliminazione diretta che favoriranno maggiormente le squadre con coefficiente Uefa più alto.

 

IL SOLE 24 ORE – BELLINAZZO