Strootman: “La Curva Sud è un sostegno importante.

 Il gol contro la Lazio il momento più bello”

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Queste le sue parole:

Cosa avresti fatto se non avessi fatto il calciatore?

Quando ero piccolo volevo solo fare il calciatore e meno male che adesso lo sono. Non saprei rispondere.

Che squadra tifavi?

L’Ajax. Vivevo a Rotterdam ma poi quando sono andato allo Sparta Rotterdam volevo solo batterli. All’Utrecht tutto ciò è scomparso.

Il tuo gol più bello?

Quello col Napoli, è stato il più bello sicuramente.

Qual è il momento più bello della tua carriera a Roma?

Il gol contro la Lazio. Quando fai gol e vedi gli occhi dei tifosi è una cosa speciale. E’ stato un momento molto speciale, il primo gol in casa dopo l’infortunio.

Cosa hai detto a Dzeko su quell’azione?

Anche l’altra volta me l’hanno chiesto. Non me lo ricordo ma lui ha capito subito e mi ha lasciato la palla.

Che campionato sarà?

Ci sono tante squadre forti e negli ultimi 5 anni ha vinto la Juve abbastanza facilmente. Quest’anno per me sarà molto difficile ma dobbiamo riparlarne tra qualche mese. Siamo ancora all’inizio, è difficile parlare di queste cose.

Che rapporto hai con Nainggolan? In che lingua parlate?

Bello, anche fuori dal campo. Dentro, avere uno come lui in squadra è speciale. E’ uno dei centrocampisti più forti del mondo: sa segnare, difendere e attaccare. Giocare sempre con lui è speciale, può giocare dappertutto in Europa, siamo contenti sia rimasto e abbia firmato il contratto. Normalmente parliamo in italiano, ma se devi dire qualcosa che l’avversario non deve sentire parliamo in olandese.

Cos’hai detto a Florenzi?

Ho parlato spesso con lui. Mi ha chiesto qualcosa ma ha fatto tutto da solo. Tutti lo hanno aiutato, tutti i preparatori, dottori e fisioterapisti oltre che ai compagni. Ma alla fine il lavoro devi farlo da solo. E’ tornato alla grande, ha giocato subito bene. Mi ricordo che quando sono tornato in campo avevo bisogno di tempo per tornare in forma. Lui ha fatto assist e quasi un gol.

La Curva Sud?

E’ un sostegno importante per noi.

Com’è stato assistere alla cerimonia di addio di Totti?

Molto speciale. Non ho pianto perchè sono olandese, l’unico che non ha pianto (ride, ndr). E’ stato speciale, l’ha visto tutto il mondo. In campo e nello spogliatoio è stato ed è importante per noi. E’ un po’ strano non vederlo in campo ma in divisa in tribuna.

Il tuo rapporto con Roma?

Dopo quattro anni è particolare. Nella città si vive bene, così come nel club. Sono entrambi speciali per me, per sempre.

Come fai a non sorridere mai in campo?

Io? Forse dopo un gol. Se segno io magari no ma se segnano gli altri sì. Sorrido ogni tanto in campo.

Chi è più cattivo tra te e Kolarov?

Lui, si vede subito. Ha una faccia molto più cattiva di me (ride, ndr)

Nainggolan: sono rimasto per vincere”

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Il centrocampista giallorosso: “Avevo molte offerte importanti, ma per me è importante lo stile di vita giusto con le persone che amo, sono felice dove sto e non avevo nessun motivo di cambiare”

Il centrocampista della Roma, Radja Nainggolan, ha rilasciato un’intervista al quotidiano “Il Romanista”. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni.

In molti sostengono che la tua posizione sia uno dei motivi di maggior contrasto con l’allenatore. 
“Lo dicono fuori, ma che ne sanno? Dieci metri più avanti o più indietro a me non cambiano niente. Dove gioco gioco. Mica voglio negare che lo scorso anno sia stata la miglior stagione per me, ho fatto tanti gol e tante partite importanti. Ma io ho sempre fatto la mezz’ala, sto solo cercando di riabituarmi al ruolo. Io non sono un trequartista, di solito quelli che giocano lì sono giocatori alla Ronaldinho. Il mio ruolo l’anno scorso è stata un’invenzione di Spalletti e si è rivelata perfetta per me. Ma ora sono tornato al vecchio ruolo e anche questa posizione a perfetta per me. Stiamo parlando di niente”.

L’obiettivo qual è? 
“Io voglio fare meglio dell’anno scorso, questo è chiaro. Se sono rimasto a Roma è perché voglio vincere con questa squadra, questa maglia, questa piazza. Sarà un’emozione che non si può descrivere. Spero che prima o poi possiamo festeggiare qualcosa”.

Perché hai scelto di restare alla Roma? 
“Avevo molte offerte importanti, ma per me è importante lo stile di vita giusto con le persone che amo, sono felice dove sto e non avevo nessun motivo di cambiare. Non è solo questione di stare bene a Roma, è che qui ricevo tanto affetto, forse qualcosa ho anche dato, certo, non c’è cosa più bella. L’altro giorno prima della partita con l’Atletico, Carrasco mi chiedeva perché fossi rimasto qui. Perché qui ho tutto, gli ho risposto. La società vuole crescere, io voglio vincere. una squadra di grandi tradizioni. Siamo la capitale d’Italia, non può essere che non vinca qualcosa per tanto tempo. Sono sicuro che presto succederà”.

FONTE   FORZAROMA.INFO

la curva non ha mai smesso di sostenere

 

Singing in the rain, i cori della Sud sotto il nubifragio

Tanta pioggia, ma la curva non ha mai smesso di sostenere i giallorossi in campo

Il diluvio non era di quelli in grado di fermare la partita, ma abbastanza intenso da scatenare il “fuggifuggi” dalle file di seggiolini più basse dell’Olimpico. In tutti i settori, tranne in Sud, dove gli ultras si sono anzi esaltati per il nubifragio, il cui arrivo è stato annunciato da un tuono che ha fatto tremare lo stadio. Mai sostenitori più caldi non si sono certo spaventati e hanno continuato a sostenere, con ancora più forza, la Roma impegnata in campo contro il Verona.

FONTE      (F. Ferrazza)

Roma scopre Pellegrini e Under

Roma scopre Pellegrini e Under. Il centrocampista: “Un debutto davvero perfetto”

Per i due giovani tanti applausi. La mezzala: “Ci serviva ridare subito un’impronta positiva”

Quella catena lì, a destra, ha funzionato quasi co­me fosse oliata già da tempo. Ed invece i tre (Florenzi, Pellegrini e Under) non solo non avevano mai gio­cato insieme, ma in questa nuo­va Roma di Di Francesco non avevano neanche mai disputa­to una partita dal via. Ecco per­ ché, Florenzi a parte, i volti nuovi di Roma­-Verona sono proprio loro due: Lorenzo Pel­legrini e Cengiz Under, 41 anni sommati insieme e un mondo di cose belle ancora da scrivere nel romanzo del pallone.

“Sognavo un bel debutto da titolare e speravo di far bene – dice Pellegrini–. Ma era importante vincere e lo abbiamo fatto, con il Verona è sta­to un sabato perfetto. Dovevamo dare un’impronta positiva, tornare al successo dopo il pareggio con l’Atletico, che co­munque personalmente riten­go un buon risultato”. Poi sul suo compagno di squadra: “Under? È intelli­gente, anche se non parla anco­ra italiano. Ma parla la lingua del calcio, è molto bravo”.

Già e ad esserse­ne accorti sabato sera sono stati in molti. Non a casa sua, in Tur­chia, dove già conoscevano il valore del ragazzo e dove ieri tv e giornali parlavano quasi tutti del suo esordio dal primo mi­nuto. Ma Under ha rubato l’occhio anche a chi era all’Olimpi­co o a casa a vedere la partita.

FONTE    GAZZETTA DELLO SPORT  (A. Pugliese)

 

Schick prova a spingere

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Schick prova a spingere e Pallotta vola a Londra

 

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– Schick a parte, ma il lavoro era programmato e rientra in quel piano di recupero messo a punto dallo staff romanista. Anche Karsdorp ha lavorato in maniera differenziata e pure questo era previsto, visto che l’olandese proverà a tornare a disposizione per la partita contro l’Udinese di sabato. Per il resto, nella domenia dopo il 3-0 al Verona classico lavoro post partita per la Roma a Trigoria: scarico per chi ha giocato sabato, lavoro in campo per gli altri. Oggi unico allenamento vero prima di Benevento, domani rifinitura e partenza. Giornata di impegni poi per Pellegrini, che incontrerà i tifosi al Roma Store, e per Strootman, che risponderà alle domande dei tifosi sui social. Pallotta, intanto, ieri mattina ha lasciato Roma direzione Londra.

fonte  GAZZETTA DELLO SPORT – ZUCCHELLI