Totti: superata la Roma su Instagram

Totti: superata la Roma su Instagram. E servono trequarti della Serie A per eguagliarlo

Il profilo ha ora un milione e duecentomila follower. Quasi doppiato il Napoli (684 mila), mentre alla Lazio (203 mila) servirebbero sei account per raggiungere il giallorosso per numero di utenti

Francesco Totti non è servito neanche pubblicare una foto ieri, nel giorno del suo compleanno, per aumentare i suoi follower e arrivare a quota un milione e duecento mila. L’ennesimo record, sebbene questo sia virtuale, dato che le foto pubblicate dalla bandiera giallorossa sono solamente ventidue. Un altro record è l’aver superato per numero di seguaci la Roma, che di immagini ne ha pubblicate ben 4.537. Un traguardo eccezionale considerando che Totti è sbarcato su Instagram solo il 10 maggio scorso, mentre il profilo del club giallorosso ha più di 3 anni, essendo sulla piattaforma social dal 16 luglio del 2014.

SERIE A – Il profilo di Totti coprirebbe anche trequarti della Serie A. Fatta eccezione per la Juventus (8 mln), il Milan (3,7 mln) e l’Inter (1,5 mln), tutte le altre squadre del campionato non raggiungono gli stessi follower dello storico numero dieci della Roma. Quasi doppiato il Napoli (684 mila), mentre alla Lazio(203 mila) servirebbero sei account per raggiungere Totti per numero di utenti. Sommando poi i seguaci delle restanti quattordici squadre di Serie A si arriverebbe a un milione e centomila follower, ancora sotto Francesco.E servono anche i centomila di Spalletti per eguagliarlo. Ma solamente sui social.

FONTE  JACOPO ALIPRANDI

la Roma nella top ten stagionale e al 27° posto

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Ranking Uefa, la Roma nella top ten stagionale e al 27° posto generale

Sale il coefficiente del club giallorosso in seguito ai risultati ottenuti recentemente in Europa e non solo

Il pareggio contro l’Atletico Madrid e la vittoria a Baku contro il Qarabag permettono alla Roma di salire al 27° posto nel ranking Uefa per squadre di club, scavalcando l’Olympiakos sconfitto ieri dalla Juventus e due settimane fa dallo Sporting Lisbona nel girone E. Non solo: i risultati ottenuti dai giallorossi lanciano il club nella top ten dei coefficienti per la stagione in corso. La squadra di Francesco sale infatti in decima posizione(coefficiente di 8.003).

Inoltre, le tre vittorie ottenute da Roma, Napoli e Juventus in questo secondo turno della fase a gironi della Champions permettono all’Italia di scavalcare la Germania e di piazzarsi al terzo posto del ranking Uefa per Paese (64.082 contro il 63.998 dei tedeschi) dopo sette anni fuori dal podio.

FONTE   IL ROMANISTA

La Roma ha vinto, godiamocela.

Una Roma a due facce vince a Baku ed è seconda nel girone

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La Roma torna a casa con i 3 punti da una gara di Champions League. Questa è già una notizia per i giallorossi, che per la prima volta da quando Pallotta e soci ne hanno acquisito la maggioranza, vincono un match della massima competizione europea in trasferta. Gli uomini di Di Francesco si impongono per 2-1 in Azerbaijan a 5 ore di charter di distanza e con 2 di fuso orario dall’Italia. Non proprio una gita fuoriporta e non si è neanche giocato in un clima favorevole né da un punto di vista climatico né ambientale. Certo,Nainggolan e compagni hanno un tasso tecnico nettamente superiore a quello del Qarabag, cenerentola della Champions ma come dice il tecnico romanista: “Se sono arrivati alla fase a gironi, un motivo ci sarà”. Non stiamo, ovviamente, parlando di una formazione di campioni ma la prima partita nell’Europa che conta ha richiamato tifosi e curiosi da tutto il Paese. Dopo i primi minuti di studio, gli ospiti avevano fatto capire quanto fossero superiori sotto tutti i punti di vista e le reti di Manolas prima e di Dzeko poi non avevano fatto altro che confermare quanto fosse ampio il divario tra le due compagini. Anche stavolta, il trainer capitolino aveva deciso di applicare un importante turnover con De Rossi e Strootman fuori per scelta tecnica e sostituiti da Pellegrini e GonalonsJuan Jesus preferito a FazioBruno Peres al posto di Florenzi e Defrel al posto dell’acciaccato Perotti. La regola del 5 era stata confermata anche in quest’occasione e tutto sembrava filare per il verso giusto. A centrocampo, però, l’ex Lione aveva mostrato di non esser ancora in condizione ottimale e la manovra era rallentata quando aveva il pallone tra i piedi e non riusciva ad esser determinante nel recupero palla. Verso la mezz’ora, poi, Gonalons decide di prendersi una libertà di troppo ed a pochi passi dalla sua area di rigore, cerca un pericolosissimo dribbling sull’attaccante avversario, che è bravo a rubargli la sfera senza commettere fallo ed a servire Pedro Henrique, freddo nel calciare a tu per tu conAlisson, incolpevole nella circostanza. Da quel momento, a parte qualche sporadica azione, la Roma si è contratta ed impaurita. L’ex mister del Sassuolo ha tolto il centrale di centrocampo francese nella ripresa, quando ha commesso l’ennesimo errore d’impostazione e ha chiamato immediatamente De Rossi a dare sicurezza nella zona nevralgica del campo. Prima del nuovo capitano romanista, era entrato Florenzi nel ruolo di esterno offensivo, poiché l’altro francese in campo, Gregoire Defrel, era dovuto uscire per un problema al bicipite femorale della coscia sinistra. L’ingresso in campo del ragazzo di Vitinia aveva dato serenità a Bruno Peres e maggiore imprevedibilità alla fascia destra giallorossa, poiché i due si scambiavano continuamente ruolo e mansioni. Proprio da loro due sono arrivate le occasioni più pericolose della ripresa ed il portiere bosniaco Sehic è stato bravo a respingere una conclusione dell’esterno brasiliano su un bell’assist di Dzeko. Pochi istanti prima dello scadere del 90’, gli azeri hanno avuto l’opportunità migliore per trovare il gol del pareggio: cross dalla sinistra e colpo di testa di Dino, bravo ad anticipare Juan Jesus ma per sua sfortuna il pallone è uscito di pochi centimetri alla destra di Alisson, che si era lanciato in tuffo ma difficilmente sarebbe riuscito ad arrivare in tempo per deviare il pallone. La Roma torna a casa con la terza vittoria in Champions League in 6 anni e nonostante questo, molti addetti ai lavori e tifosi sono rimasti delusi. Il Chelsea ha battuto i colchoneros in trasferta nei minuti di recupero ed ora i giallorossi sono secondia +3 sugli uomini di Simeone, che affronteranno a Madrid il 22 novembre nel nuovo stadio dei rojoblancos e lì si deciderà se la Roma andrà agli ottavi di Champions o se retrocederà in Europa League. Chiariamo, però, un punto: la prestazione, soprattutto dopo il gol degli azeri, non è stata indimenticabile, l’avversario non era da far tremare i polsi ma se si pareggia contro l’Atletico Madrid (seconda nel ranking Uefa) è considerata una mezza sconfitta perché non si sono create tante palle gol ed Alisson ha salvato il risultato, se si vince con formazioni di rango sulla carta inferiore, non è un test attendibile, se si vince con squadre non dello stesso livello della Roma e non lo si fa in maniera netta, non va beneSe si perde in casa giocando 90’ senza un terzino destro di ruolo, prendendo 3 pali interni e con un arbitro che non applica il Var per un palese rigore non assegnato ai giallorossi, Spalletti batte Di Francesco perché più cinico ed esperto. Forse, qualcuno nella Capitale confonde la storia dell’as Roma 1927 con quella del Real Madrid e forse le parole di De Rossi di qualche tempo fa (“Il romanista prima si difendeva sempre, ora c’è facilità nel dividersi per qualsiasi cosa”) hanno perfettamente centrato il punto. La Roma ha vinto, godiamocela.

FONTE   LA PENNA DEGLI ALTRI

UNO SPIRAGLIO…s’intravede

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I – La Roma, con la sofferenza che spesso l’ha accompagnata in giro per il nostro continente, fa a Baku quello che non le era mai riuscito negli ultimi 7 anni quando ha giocato in Champions lontano dalla Capitale: ha preso 3 punti, dopo 10 viaggi a vuoto. Sì, ha vinto: 2 a 1 in Azerbaigian. E adesso, come sempre accade a casa nostra, si discute come è arrivata al successo che, per chi ha perso il conto, è anche il quarto di fila, dal 16 settembre, cioè in meno di due settimane. Non si pensa poi che i giallorossi, pur affrontando il modesto Qarabag che per la prima volta partecipa a questa competizione, sono stati capaci di non sbandare sotto il diluvio. E non si sono fatti piegare dal vento che da Nord ha soffiato, durante il match, a più di 50 chilometri orari. Così, dopo 2 partite di coppa, la squadra di Di Francesco ha già 4 punti e quindi non sfigura accanto alle big del gruppo C, l’Atletico Madrid di Simeone e il Chelsea di Conte, capolista a quota 6 dopo il successo in Spagna.

SVOLTA IN VIAGGIO – La legge del turnover, insomma, vale anche in Europa. E soprattutto, interrompe l’astinenza all’estero, durata dal 3 novembre del 2010, vittoria a Basilea (3-2), fino all’Olimpico di Baku. Di Francesco ha cambiato cinque giocatori pure qui e il Qarabag si è arreso proprio come è già successo, subito dopo il pari contro l’Atletico Madrid, al Verona, al Benevento e all’Udinese. Il poker di vittorie è servito dalla rotazione che sembra essere ormai la linfa del gioco giallorosso che, per la verità, in Azerbaigian non è stato quello delle ultime tre prestazioni. Probabilmente anche perché gli innesti non hanno funzionato: sufficienti solo Peres e Pellegrini, in difficoltà Jesus, Defrel e Gonalons. Ancora mezza squadra diversa e, pure se meno brillante ed efficace, comunque stesso risultato. In meno di un quarto d’ora i tre punti sono finiti al sicuro. Vantaggio firmato da Manolas che, in tuffo, chiude in rete l’iniziativa di Pellegrini. La Roma, dopo quasi 2 anni, torna a segnare in una gara esterna di Champions: l’ultima rete, il 24 novembre del 2015, al Camp Nou nella notte del crollo contro il Barça di LuisEnrique (6-1), fu di Dzeko. Che qui, invece piazza di destro per il raddoppio, su invito di El Shaarawy: è il 7° gol in 7 partite stagionali (9° in 9 se si contano anche quelli con la Bosnia).

BLACK OUT IMPROVVISO – La Roma, come spesso le è successo in passato e soprattutto all’estero, ha riaperto una partita chiusa. Gonalons è affondato nel pantano e, dopo aver colpito di testa per il tris e trovato sulla linea Garayev a salvare, ha avviato l’azione del gol di Henrique, lasciando il pallone a Ndlovu per l’assist fatale. I giallorossi, insomma, hanno partecipato all’Evento di questa nazione, regalando lo storico primo gol in Champions al Qarabag.

AGGIUSTAMENTO IN CORSA – Il centrocampo della Roma, fin dall’inizio del match, non è sembrato in serata. Solo Pellegrini propositivo, ma per un tempo. Nainggolan gira a vuoto e Gonalons, dopo l’errore, va in tilt. Di Francesco, dopo l’intervallo, ha provato a correggere l’assetto, anche perché il collega Gurbanov, dopo il 6-0 subìto contro il Chelsea, è entrato in campo per l’impresa e dal 4-1-4-1 è passato al 4-3-3, con Heriqueche passa a sinistra e Madatov che finisce a destra. Defrel si è arreso presto (nuovo stop muscolare: coscia sinistra) e, come Perotti, non sarà disponibile a San Siro, impoverendo la rosa giallorossa per lo scontro diretto con il Milan: spazio a Florenzi che piace subito perché spigliato e lucido. Dzeko ha continuato a fare il regista offensivo, mandando al tiro i terzini Peres e Kolarov. Ecco De Rossi per Gonalons e Strootman per Pellegrini. Il Qarabag usa la freschezza di Elyounoussi, Guerrier e Quintana per l’assalto finale. Ma il brivido, su cross di Angolli, è arrivato sempre di Ndlovu. Colpo di testa sul fondo che ha fatto esultare Di Francesco per la quarta volta consecutiva a settembre. La prima in Champions.

FONTE    L MESSAGGERO -TRANI