Bruno Peres riabilitato ma può andare al Santos

Il terzino potrebbe tornare in Brasile nel club che nelle ultime ore ha chiuso pure per Dodò della Samp

Tornerà tra i convocati domani contro l’Udinese, ma rischia pure di tornare sul mercato. Per Bruno Peres, dopo il 2° incidente automobilistico all’alba della sua avventura romanista, si è fatto avanti il Santos che nelle ultime ore ha chiuso pure per Dodò della Samp essendo il mercato brasiliano ancora aperto.

Sulla fasce dell’ex club di Pelè quindi potrebbero giocare due ex romanisti. Per Peres si tratterebbe di un ritorno.I contatti sono iniziati la scorsa settimana, durante la spedizione dell’intermediario dell’operazione. La Roma voleva già vedere Peres al Genoa nella finestra invernale in uno scambio con Laxalt. Tutto saltò per la volontà del giocatore di restare a Roma. Ora però le cose sono cambiate.
FONTE       (F.Balzani)

Un Radja oltre le ombre

A Udine il rientro di Nainggolan reduce dalla squalifica: alle spalle di Dzeko, nel ruolo in cui si traveste da bomber

Dopo essersi riposato un turno per la squalifica rimediata dopo l’ammonizione di Verona (era diffidato) domani Nainggolan torna in campo da trequartista, il ruolo di cui si è innamorato lo scorso anno, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Gol e meno impegni difensivi, anche se poi lui non si risparmia da questi sia se fa l’attaccante, sia se fa la mezz’ala o il mediano. La corsa e l’agonismo, il temperamento e il carattere gli consentono di poter interpretare al meglio un po’ tutti i ruoli. Il gol, però, lo trova di più se agisce negli ultimi venti/trenta metri, è fisiologico. A Udine lo scorso anno ha deciso lui: pennellata di Strootman e stoccata di Radja. Gol unico, ma è bastato per vincere (Dzeko si è pure potuto permettere di fallire un calcio di rigore). Ora ci riprova, sempre lì, sempre nel ruolo dello scorso anno.

Il belga, sempre personaggio discusso, per i suoi comportamenti fuori dal campo: comportamenti spontanei ed, eccessivi. Ma naturali. E’ uno che ha voglia di divertirsi senza dare spiegazioni a nessuno e paga per questo (vedi la perdita della nazionale). Piace per questo, ma in un attimo, sempre per lo stesso motivo, può essere criticato, detestato. Se gioca bene è “nonostante i suoi eccessi”, se gioca male è perché «non fa una vita da atleta». Il limite non esiste. Lui è sempre andato avanti per la sua strada, ha corso come un treno fino a che quel treno non si ha rallentato: lui è sceso, è stato punito, ora vuole ripartire. Di Francesco ha cambiato modulo anche per valorizzarlo di più, ora sta a lui ritrovare se stesso e ripagare. Per poter ridire: Udinese-Roma 0-1, gol di Nainggolan. E vissero tutti felici e contenti.

FONTE     A. ANGELONI   IL MESSAGGERO