El Shaarawy, dalla tribuna alla sfida da ex al Milan. Conferma per Dzeko, si alternerà con Schick

 

– «Insieme lo ribaltiamo» promette Fazio su Instagram, proiettandosi al secondo round contro lo Shakhtar del 13 marzo. Ma le parole lasciano il tempo che trovano se poi non vengono seguite dai risultati. A cominciare dalla gara di domani sera, avversario il Milan in risalita di Gattuso. E proprio da questo appuntamento Di Francesco vuole vedere più fatti, deluso dall’atteggiamento tenuto dai suoi nel secondo tempo ucraino. Il tecnico sembra intenzionato a ripartire da El Shaarawy, spedito in tribuna a Kharkiv, scelta a sorpresa, che il ragazzo ha capito, consapevole di potersi giocare le sue possibilità proprio contro la sua ex squadra. Non l’ha presa benissimo, ovviamente, ma non ne ha fatto alcun dramma, il Faraone, che di carattere non è uno polemico e ha avuto tante occasioni di mettersi in evidenza in questa stagione.

E ne avrà un’altra domani sera: Di Francesco lo metterà sulla fascia sinistra, con Under a destra, e, molto probabilmente, la conferma di Dzeko davanti, da alternare con Schick. Arriverà la prima convocazione per Silva, che ha iniziato a lavorare con i suoi nuovi compagni. Intanto la Roma ha scelto Car2go come Mobility Sharing Partner per facilitare l’arrivo e il deflusso allo stadio Olimpico. I tifosi potranno iscriversi gratuitamente e avranno 10 minuti gratuiti ogni volta che raggiungeranno lo stadio. Un modo utile anche per la sfida col Milan, visto che domani sarà una domenica ecologica, e per molti potrebbe essere non semplice raggiungere l’impianto: il blocco terminerà alle 19.

FONTE    LA REPUBBLICA- FERRAZZA 

 

Tre centravanti in cerca di una maglia

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IL MESSAGGERO – CARINA – Sono in tre ma fino ad adesso è come se ce ne fosse stato soltanto uno. «No Dzeko, no party», suggerirebbe una vecchia e fortunata pubblicità, anche se il bosniaco è a corto di fiato (2803 minuti disputati, nella Roma è dietro soltanto ad Alisson), nervoso (ha già rimediato 4 cartellini gialli, un inedito per lui in carriera a questo punto della stagione) e reduce da 85 giorni dove ha segnato soltanto quattro gol (Spal, Atalanta, Sampdoria e Benevento) in 15 partite. Tutto però gira intorno a Edin e non è escluso che possa continuare a ruotare anche domani sera.

IN ATTESA – Le alternative non mancherebbero. Defrel e Schick sono lì, in attesa di un segnale. Il francese, acquistato in estate come vice-Dzeko, nel ruolo di centravanti ha giocato appena 19 minuti. Quelli relativi a Roma-Udinese, lo scorso 23 settembre. Poi, al netto dei numerosi infortuni che lo hanno frenato in questa stagione, nei restanti 536 minuti nei quali è stato impiegato o è stato posizionato alto a destra nel tridente offensivo – ma con compiti quasi esclusivamente difensivi per proteggere Peres (ipotesi che non va scartata domani, qualora Eusebio decidesse di far riposare Florenzi e rilanciare il brasiliano) – oppure al massimo è stato schierato come seconda punta. Mossa che contro il Benevento, ad esempio, ha permesso alla Roma di aprire la difesa campana nella ripresa, dopo che per 55 minuti il punteggio era ancora fermo sull’1-1. Poi c’è il capitolo relativo a Schick. Paradossalmente, pur avendo giocato meno di Defrel (456 minuti), Patrik almeno un paio di chance (Chievo, Torino in coppa Italia) nel ruolo di centravanti le ha avute. E nelle altre occasioni – al netto di un paio di apparizioni sulla fascia che hanno convinto poco – ha giocato seconda punta nel 4-2-4. Una settimana fa, alla vigilia del match con l’Udinese, riguardo ad un suo possibile impiego, Di Francescoera stato categorico: «Sono molto soddisfatto di quello che sta facendo e di come si è allenato. Da qui a partire però dall’inizio ce ne corre». Ora, dopo due gare nelle quali non è mai stato impiegato (e non ha dunque potuto mettere minuti nelle gambe) sarebbe abbastanza singolare vederlo domani titolare contro il Milan, in una gara che per la Roma riveste una grande importanza in ottica Champions. Tradotto: se non sarà data una chance a Defrel (che rimane in ballo anche a destra, qualora giocasse Peres) le possibilità di vedere Dzeko dal primo minuto rimangono alte.

RITORNO A TRE – L’unica cosa che si è capito dall’ultimo allenamento, sotto il diluvio, è che l’eventualità di un ritorno al 4-3-3 è concreta. Almeno queste sono state le prime prove (decisive quelle di oggi), con Strootman, Pellegrini e Nainggolan pronti a ricostruire una mediana che insieme (e con questo modulo) ha già giocato nelle due gare contro la Sampdoria e a Milano contro l’Inter (anche se il belga e Gerson si scambiavano costantemente di ruolo). Mossa, quella del possibile ritorno all’antico, dovuta al fatto che il Milan attua proprio il 4-3-3 e ha calciatori che con le ripartenze possono creare molti problemi. Giocare a specchio, permetterebbe ai giallorossi di difendere con il 4-1-4-1 e garantire così una maggiore copertura ad una difesa che non appare più impermeabile (13 reti subite nelle ultime 11 gare) come all’inizio della stagione.

FONTE           IL MESSAGGERO – CARINA 

15 anni fa moriva il tifoso Albertone

 – I giocatori di Roma e Lazio col lutto al braccio, le lacrime di una città per l’addio a uno dei suoi simboli. Sono passati 15 anni da quando la Capitale si è svegliata con la notizia della morte di Alberto Sordi, uno degli attori più grandi del cinema italiano e simbolo come pochi altri di Roma e della romanità.Scomparso a 82 anni nella sua villa di piazza Numa Pompilio, è stato omaggiato, quel 24 febbraio 2003, da migliaia di romani che poi parteciparono ai suoi funerali. «Una persona grandissima che ha fatto la storia di Roma», il ricordo di Totti un anno fa, mentre sono ancora vive le immagini di quell’aereo che passò sopra la basilica di San Giovanni con una frase che valeva ieri come vale ancora oggi: «Stavorta c’hai fatto piagne».

FONTE        LA GAZZETTA DELLO SPORT – ZUCCHELLI

Roma, blitz Monchi da Pallotta: lunedì l’arrivo del ds a Boston

Lo spagnolo è stato convocato dal presidente per parlare di mercato ma anche dell’organizzazione dell’estate romanista. Il rientro del dirigente è previsto per giovedì

Monchi si sposta in America. Dopo la gara di domani sera contro il Milan, il direttore sportivo della Roma volerà a Boston dove è stato convocato dal presidente James Pallotta. Come riporta l’edizione odierna de “Il Tempo”, da lunedì a giovedì lo spagnolo sarà negli Stati Uniti per programmare il futuro. Nelle riunioni previste non si parlerà solo di mercato ma anche dell’organizzazione dell’estate romanista (ritiro in montagna e tournée negli States). Poi il rientro in Italia per seguire la Roma nella trasferta di Napoli. Pallotta, invece, dovrebbe tornare in Italia per la gara di ritorno degli ottavi di Champions contro lo Shakhtar Donetsk.

FONTE     IL TEMPO

Roma, mistero buffo

La Roma è un mistero buffo, anche se Dario Fo c’entra solo di traverso. Buffo perché strano, comico, grottesco, se non addirittura ridicolo, scrive Mimmo Ferretti su Il Messaggero…

Come la prestazione ambigua, contraddittoria di Kharkiv (e fosse stata la prima…). Roma esaltante nel primo tempo; Roma deprimente nel secondo.Non è una cosa buffa? E, automaticamente, diventano bizzarri anche gli interrogativi che accompagnano una simile impresa.

 

Questione di testa, di gambe, di fegato o di cuore? Forse di giocatori sì, magari vulnerabili sul piano fisico con il passare dei minuti. Ma possibile, a proposito, che a metà febbraio inoltrato la Roma non sia ancora a posto atleticamente?

La soluzione del mistero, forse, sta davvero nella testa degli uomini. Resta da capire, però, come mai improvvisamente (ma in maniera tristemente continuativa) le teste dei giocatori della Roma vadano in tilt.

Le cose sono due: o i giocatori lo fanno apposta (perché e contro chi, se mai?) oppure non ce la fanno a non farlo. Non hanno, insomma, la forza mentale per non cadere giù nel baratro. I tanti, troppi black out nella ripresa (gli statistici ne hanno contati 8) stanno a confermare che la regola, e non l’eccezione, è ormai quella.

Ma il carattere, il coraggio non si possono allenare: o uno ce l’ha oppure niente.Una squadra la puoi migliorare tecnicamente, tatticamente; puoi provare a darle più forza attraverso maggiori conoscenze, ma il cervello non è un muscolo che puoi sollecitare con uno sforzo fisico.”Lavorare, lavorare ancora lavorare: conosco solo questa strada per risolvere i problemi”, ripete in continuazione Eusebio Di Francesco. Chiedetevi perché lo fa.

fonte   m.ferretti    il messaggero