Involuzione Roma: nella gestione americana mai così distante dalla vetta dopo 26 partite

I giallorossi sono a -19 dal Napoli dopo 2/3 del campionato: con un distacco simile dal primo posto la stagione si è sempre conclusa senza coppe e con il cambio di allenatore

 

Il Napoli supera in scioltezza il Cagliari alla Sardegna Arena e blinda la vetta con la decima vittoria consecutiva, salendo a quota 69 punti in 26 partite (2,65 di media a partita). Una situazione completamente opposta rispetto a quella che invece sta vivendo la Roma, ieri ko in casa contro il Milan. Prendendo in esame le ultime 13 partite, gli azzurri hanno vinto 11 match con 1 pareggio e 1 sconfitta, conquistando 34 punti su 39. Discorso simile per la Juve, che ha fatto gli stessi punti ma in 12 partite (da recuperare quella con l’Atalanta). A fare da contraltare i numeri della crisi della Roma post-derby: 19 punti in 13 partitecon appena 5 vittorie, arrivate tutte contro formazioni tra il decimo e ilventesimo posto, tre delle quali ora sarebbero retrocesse in Serie B.

ROMA USA: MAI COSÌ LONTANI DALLO SCUDETTO – La conseguenza di questi dati allarmanti è che la squadra di Di Francesco è arrivata aquota 50 punti (1,92 di media), ben 19 in meno del Napoli capolista. Una statistica impietosa: nei 7 anni di gestione americana è il distacco più grande fatto registrare dai giallorossi dalla prima posizione dopo 26 partite, quindi 2/3 di campionato. Per trovare un distacco simile bisogna tornare addirittura alla stagione 2012-13, quando i punti di ritardo dall’allora Juve capolista erano 18 e alla guida della Romac’erano stati Zeman e poi Andreazzoli. L’anno precedente, il 2011-12, alla 26esima giornata i giallorossi erano distanti invece 16 punti dal Milan e in panchina c’era Luis Enrique. Tra il 2013-14 e il 2016-17 le lunghezze in meno rispetto al primo posto sono state rispettivamente 8, 11, 8 e 7.

 

GIORNI DI UN FUTURO PASSATO – Numeri che segnano quindi un’involuzione e un ritorno ai primi due anni della gestione americana per quanto riguarda la differenza con la lotta scudetto. Il dato che inevitabilmente può preoccupare Di Francesco è che nel 2011-12 Luis Enrique non si qualificò per le coppe europee, finì al settimo posto e al termine della stagione diede l’addio alla Roma per aver sostanzialmente fallito nel suo progetto. L’anno successivo invece Zeman fu esonerato a febbraio e subentrò Andreazzoli: la stagione si concluse con la sconfitta in finale di Coppa Italia con la Lazio e la seconda stagione di fila fuori dalle coppe, oltre all’ennesimo cambio di allenatore con l’arrivo di Garcia. Due stagioni maledette, insomma. L’annata in corso difficilmente terminerà in maniera peggiore a livello di risultati sportivi, visto l’ottavo di finale di Champions e il quinto posto a -2 dal terzo, ma il passato(e il futuro) non fa di certo dormire sonni tranquilli all’allenatore abruzzese.

FONTE      F. LUCCA
di francesco