Napoli-Roma, venduti già 28 mila biglietti. Vietata la trasferta ai residenti della Regione Lazio

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Dopo la vittoria di Cagliari, anche per il Napoli è iniziata la settimana che porta al big match di sabato sera contro la Roma. Una sfida decisamente molto attesa dai tifosi azzurri, come dimostrano i numeri annunciati dalla società partenopea sul proprio sito ufficiale: “Sono stati già venduti 28.000 biglietti, inclusa la quota abbonati. La Determinazione n° 8 del 21 febbraio 2018 classifica l’evento Napoli-Roma tra quelli connotati da alti profili di rischio e rinvia le valutazioni al Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, ai fini dell’individuazione delle misure di rigore – ricorda inoltre la nota -. Per tale motivo, al momento, il settore ospiti non sarà posto in vendita, e la vendita degli altri settori è vietata ai residenti nella Regione Lazio”.

Da Roma a Boston: Monchi incontra Pallotta e conferma Di Francesco

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 – Una giornata con il presidente. Potrebbe essere un buon titolo per un film. Nello specifico è la full immersion che el señor Monchi ha fatto nelle ultime ventiquattro ore con Jimmy Pallotta. Incontro programmato da tempo e non figlio, che sarebbe pure stato legittimo, delle ultime delusioni di una Roma risprofondata al centro di una crisi tecnica e ambientale.

Da Trigoria ci raccontano, peraltro senza troppi particolari, che si è trattato di un incontro di natura soprattutto tecnologica. Cioè l’illustrazione e spiegazione di un innovativo software che come obiettivo ha quello di facilitare la scoperta di giovani talenti, campo a cui è molto sensibile il presidente. Domanda inevitabile: ma allora perché non è partito il capo scouting, Francesco Vallone che in questo campo se ne intende come pochi al mondo? La risposta è che non è mai stata prevista la sua partenza per Boston e che le notizie uscite in precedenza a proposito di un viaggio in coppia erano destituite di ogni fondamento.

“MONEY BALL – L’ALGORITMO VINCENTE” – Eppure, sempre per quello che ci raccontano, l’incontro tecnologico in una Boston con temperature migliori di quelle con cui ci stiamo confrontando in questi giorni a Roma, c’è stato. Un incontro prolungato e dettagliato. A cui avrebbero partecipato anche i figli del presidente da sempre molto interessati all’argomento ed esperti di informatica. L’obiettivo che la Roma sta perseguendo è quello tipo il film “Money ball” dove il protagonista grazie alla tecnologia riesce a trasformare una squadra perdente in una vincente. Grazie a un algoritmo capace di individuare i giocatori migliori.

Roba che a un personaggio come Walter Sabatini faceva drizzare i capelli. Non altrettanto al señor Monchi, e non per una questione che i capelli sono un ricordo. L’ex ds del Siviglia è molto interessato a questi aspetti innovativi del calcio, convinto che come minimo possano abbreviare i tempi di lavoro, fermo restando che poi in ogni caso non si potrebbe fare a meno della visione diretta del giocatore. In questo senso la Roma già da tempo sfrutta la tecnologia, basti dire, tanto per fare un esempio, che in tutte le Academy colorate di giallorosso, gli allenatori ogni giorno devono dare un voto e scrivere una scheda su ciascun ragazzino. L’attuale software utilizzato dalla Roma si chiama Tag.bio (evitare battute, please) sul quale sono stati investiti circa 250.000 dollari per migliorarlo. Una tecnologia che è al servizio del capo scouting Vallone e dei suoi nove collaboratori e che prevede, per qualsiasi giocatore venga selezionato, che ognuno dia un voto al calciatore in questione arricchendolo con una scheda.

PALLOTTA FURIOSO – Fin qui l’ufficialità che, ci rendiamo conto, può anche indurre a dire ma a noi cosa ce ne importa di tutto questo? Comprendiamo. Perché quello che conta è il dopo della full immersion tecnologica. Cioè il tete a tete successivo tra presidente e direttore sportivo. Monchi ha trovato un Pallotta piuttosto su di giri, sia chiaro non per questione etiliche, ma perché non è certo soddisfatto dell’ultimo periodo della Roma, sia del tecnico che dei calciatori. Nessuna sorpresa, peraltro, visto che i contatti tra Boston sono quotidiani e ripetuti.

FIDUCIA A DI FRANCESCO – Su quello che i due si sono detti, c’è un riserbo comprensibile e totale. Ma crediamo di non dire un’eresia se tra presidente e direttore sportivo si sia parlato anche di presente e futuro. Cominciando dall’allenatore. E pure qui non crediamo di sbagliare, se ribadiamo come la fiducia del direttore sportivo nei confronti del tecnico sia rimasta la stessa di quando decise di prenderlo per la panchina della Roma. Non rischia Eusebio e solo un tracollo nelle prossime partite tale da azzerare le possibilità di qualificazione per la prossima Champions League, potrebbe metterne in dubbio la conferma come da contratto. Diverso il discorso per quel che riguarda i giocatori. Su quelli si lavorerà e parecchio nel prossimo mercato.

TRE SCENARI – Già, ma quale budget per il mercato? Monchi sta lavorando su tre scenari. Il primo, quello più ottimista: Roma qualificata per la prossima Champions League, ai quarti di finale della stessa coppa di quest’anno, l’ufficialità di uno sponsor. Il secondo, una via di mezzo: con due delle opzioni soprascritte realizzate o, peggio, con una soltanto. Il terzo, il peggiore: nessuno dei tre obiettivi viene centrato e allora la situazione si complicherebbe parecchio. In ogni caso, questo tipo di discorsi possono essere stati soltanto teorici, potranno trasformarsi solo nel momento in cui si saprà, a grandi linee, che tipo di fatturato sarà prevedibile per il prossimo esercizio.

Non resta che aspettare. Intanto oggi Monchi si imbarcherà alla volta di Roma dove arriverà in serata. E Pallotta? Rimarrà a Boston anche se pare stia valutando la possibilità di presentarsi a Roma per la sfida di ritorno con lo Shakhtar. Festeggiare la qualificazione ai quarti lo rasserenerebbe. E pure parecchio.

FONTE      IL ROMANISTA – TORERI

TESTE DI CALCIO

 

Dzeko è un pupazzo di neve. Cadono gli Spelacchio sulle macchine. La Uefa respinge la VAR

TESTE DI CALCIO – Avviso ai naviganti: tutto quello che è scritto qui è frutto dell’incoscienza di una rubrica priva di freni inibitori. Non prendere il tutto troppo seriamente (e, perchè no, distendi la bocca in un sorriso).

Scende fitta la neve a Roma. Fiocco dopo fiocco, inizia a attecchire sull’asfalto. Ma non è l’unica cosa che cade a Roma. Anche gli alberi vengono giù che è una meraviglia, baciando macchine e motorini parcheggiati creando un’armonia di colori e forme davvero intensa. Sicuramente piacerà anche ai proprietari delle auto danneggiate. Possiamo tranquillizzare tutti: nessun rischio per il sindaco Virginia Raggi. L’auto lei non ce l’ha ed in più per fortuna non era a Roma, bensì in Messico per un convegno sul clima. Fiuuu, meno male. La sindaca ha inoltre rassicurato la cittadinanza romana da oltreoceano: Spelacchio era con lei, sta bene ed è sano e salvo. I cittadini romani ora possono dormire sonni tranquilli.

Eh sì, ormai lo avete capito. Parlare della neve a Roma ci distoglie l’attenzione da quanto è invece meno piacevole. Le due pallate di neve finite dritte in testa a Di Francesco domenica scorsa. Il Milan ha espugnato l’Olimpico per 2-0. I giocatori giallorossi si sono gelati tutti d’un tratto e prima che nevicasse.

Nel post partita di Roma-Milan c’è stato un episodio che ancora nessun media ha rivelato. Lo staff della Roma era in forte preoccupazione perché non riusciva a trovare Edin Dzeko, non rientrato negli spogliatoi dopo il triplice fischio. Dopo alcune di ricerche e la forte preoccupazione per la sua scomparsa, l’attaccante bosniaco è stato finalmente trovato. Dzeko aveva fatto così poco movimento durante il match che era diventato un pupazzo di neve, piantato in mezzo al campo. C’è voluto molto tempo anche per rianimarlo.Inutili i tentativi di Monchi, che gli ha presentato due offerte di cessione, una per l’Inghilterra e l’altra per la Cina.

La sconfitta brucia e il tifoso giallorosso deve digerire una grossa amarezza. La Lazio è di nuovo terza e persino la rattoppata Inter ha scavalcato la compagine romanista. La lotta per la Champions e il ritorno contro lo Shakhtar dei brasiliani, ucraino per modo di dire, rimangono gli ultimi baluardi di una stagione complicata.

NO VAR – “Nessuno ancora sa esattamente come funziona. C’è ancora molta confusione”. Passando ad altro tema: queste sono le parole di Aleksander Ceferin sulla VAR. Il numero uno dell’Uefa ha annunciato che la Champions League non introdurrà la moviola in campo neanche l’anno prossimo. E la gente si stupisce persino di questa decisione. Errori a cascata, regole sull’utilizzo non rispettate e perdita di paternità delle decisioni di gioco assunte. E’ molto più chiara la legge elettorale con cui andremo a votare questa settimana. E quindi, almeno per l’anno prossimo, le uniche partite belle che vedremo saranno quelle della Champions League. 

FONTE     INSIDEROMA    Eduardo Barone

Laureus Awards, Totti: “Da Monchi tanto da imparare. Bravo Radja, la Roma non è un trampolino di lancio”

Il dirigente giallorosso: “Abbiamo strappato Monchi ai più grandi club, accanto a lui scruto ogni cosa. Il premio più bello è stata la carriera con un’unica maglia. Ho fatto tutto con amore”

Giornata intensa per Francesco Totti, che ha ricevuto un importante premio nell’ambito dei prestigiosi Laureus Sports Awards. Lo storico capitano giallorosso, dopo aver ringraziato tutti sul palco, è tornato a parlare ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole:

Che emozione è stata?
E’ stato inaspettato, non pensavo di vincerlo. Un riconoscimento internazionale che ho accettato a braccia aperte, sono riuscito in questi 25 anni a fare qualcosa di bello e importante.

 

Tra le motivazioni del premio il fatto di aver giocato sempre con la stessa maglia.
E’ il premio più importante questo, non aver cambiato squadra e cercato altrove. Indossare un’unica maglia, il desiderio realizzato. Tutto quello che ho fatto l’ho fatto con amore.

Come si soffre in tribuna?
Tantissimo, è diverso dallo stare in panchina e giocare durante la partita. Seduto lì hai un’altra testa ed è tutto più difficile. Durante la partita pensi a tante cose che vorresti farle ma purtroppo non puoi farle.

Prima hai risposto in maniera decisa alla possibilità di allenare.
No, no, no e no anche adesso, non è cambiato niente (ride, ndr).

Cosa le sta insegnando Monchi? Qual è il suo ruolo?
Da Monchi c’è solo da imparare. E’ uno dei ds più importanti d’Europa e la Roma è riuscita a strapparlo ad altre squadre molto più importanti. Affianco a lui vedo, scruto, ascolto, medito, io sono uno che guarda tutto. Piano piano sto capendo il ruolo principale che mi si addice. Quello che penso è che devo rimanere nel settore tecnico. Il campo, i giocatori, lo spogliatoio, è quello che conosco più di tutto quindi mi si addice quel ruolo. Non so se direttore tecnico, come volete voi. Ma la parte del campo sicuramente è quella più bella e più sentita.

Poi Totti, come riporta RMC Sport, ha parlato anche dopo aver ricevuto il premio.

“Grazie per questo premio. È un riconoscimento speciale che va oltre il calcio, più per la persona che per il calciatore che sono stato. L’addio? È stato tutto difficile già dal risveglio al mattino. Nel post-gara ho fatto un discorso difficile che ho preparato attorno ad un tavolo con mia moglie Ilary, un discorso sentito per i romani e i romanisti in quel momento, capace di riassumere 25 anni di storia. Mi sento di aiutare il prossimo e di mettermi comunque sempre a disposizione. È sempre stato un mio pregio quello di condividere tutti i miei pensieri, nella speranza di far passare quelli più importanti. L’Italia fuori dai Mondiali? Auspico sia un momento perché è una nazione troppo importante per il calcio. Dispiace a tutti non possa partecipare al più grande evento. Nainggolan? Sono contento che Radja possa parlare in maniera tanto ambiziosa. Ha cinque anni di contratto e cercheremo di portarlo più avanti possibile anche se le cose si fanno in due. È importante che dica di voler rimanere. La Roma non è un trampolino di lancio, ma un grande club nel quale è possibile vincere qualcosa di importante”.

FONTE     SKYSPORT

Totti: “Di Francesco resta fino alla fine”

 

C’è un pezzo di Roma che ancora strappa ovazioni. Francesco Totti, elegantissimo in smoking e accompagnato dalla moglie Ilary, ieri sera è stato uno dei più acclamati alla serata di gala a Montecarlo dove è stato premiato per i Laureus Sport Awards come nuovo ambasciatore. L’unico a superarlo, come applausometro è stato Federer eletto atleta dell’anno insieme a Serena Williams (“Ma lui a tennis è più bravo di come lo ero io a calcio”).

L’ex capitano (oggi dirigente) della Roma ha provato ad alzare il morale in un momento delicato: “Speravo non ci fossero queste difficoltà. Come si risolve questa situazione? Con una medicina sola, stando uniti e andando avanti con un unico obiettivo: arrivare il più lontano possibile in Champions e in campionato. Ma la cosa più importante è non ascoltare le voci dall’esterno. Alla Roma questi problemi escono sempre quando meno te lo aspetti ma sicuramente ci risolleveremo e faremo un grande finale di stagione. Allenare? No, penso ad altro”.

 

Sulla graticola è finito il suo amico Di Francesco: “Gli siamo vicini in tutto e per tutto. Lo sosteremo fino alla fine perché è un punto fermo della nostra società, cercherà di risollevare il gruppo. Venivamo da tre vittorie, c’è stato un piccolo passo falso in Champions e una sconfitta brutta con il Milan. Ma non è una situazione così critica. I gol arriveranno visto che abbiamo giocatori che hanno la capacità di farne tantissimi come Dzeko”.

A chi gli fa notare che Monchi è volato da Pallotta dice: “Parleranno di altre cose (il mercato della prossima stagione, ndr). Non penso parlino del futuro di Di Francesco”. L’unico argomento tabù resta Spalletti: “È un capitolo chiuso e non ci voglio più entrare. Se mi chiedete un pronostico per il derby di Milano però dico Inter”.

Nella corsa scudetto, invece, Totti tifa Napoli: “Sarebbe meglio, se lo rivince la Juve diventa monotono. Giusto che ogni 20 anni venga fuori una sorpresa. Il Mondiale invece lo vince il Brasile”. Ma è anche un Totti profondo: “Ho paura della vita. Ho paura del futuro. Mi manca mettere gli scarpini, giocare le partite. Tutto quello che è stata la mia vita in questi anni. Se Buffon vuole proseguire, ben venga: è giusto che giocatori di questo calibro vadano avanti. In Italia però quando hai 36-37 anni, diventi inutile…”.
FONTE         (F.Balzani)