Di tutto di più. Roma, azzurro, nozze e… clausola

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– Stasera il Milan, domani la convocazione per la prima Italia post eliminazione Mondiale. Giorni intensi per Lorenzo Pellegrini, come intensi saranno i mesi che verranno: la Champions con la Roma – da conquistare in campionato e da mantenere contro lo Shakhtar -, il nuovo corso azzurro (indipendentemente dal c.t.) di cui vuole essere protagonista, il matrimonio con Veronica e poi il mercato, con quella clausola da circa 30 milioni che è invitante per chi vuole strapparlo al club giallorosso e che, invece, spera di essere ridiscussa da Monchi.

OGGI – Si parte però stasera, col Milan (che lo avrebbe voluto, soprattutto perché Montella stravede per lui), avversario in una notte di gelo all’ Olimpico in cui Pellegrini tornerà titolare dopo la panchina in Ucraina. Una settimana fa ad Udine ha giocato 90′, all’ andata contro i rossoneri un’ ora, un anno e mezzo fa invece, col Sassuolo, segnò a San Siro su assist di Defrel. Un’ azione avviata proprio da Lorenzo, un passaggio filtrante del francese e una rete splendida, di sinistro, probabilmente tra le migliori della sua carriera. Carriera che è ancora all’ inizio, visto che a giugno festeggerà 22 anni e il futuro è tutto da scrivere.

DOMANI – Ecco perché a fine stagione Pellegrini, con i suoi agenti, si metterà a discutere con la società. La clausola da 30 milioni fa gola a molti, ma per adesso il ragazzo, soprattutto visto il feeling con Di Francesco, non sembra aver intenzione di ascoltare le sirene che chiamano dal Nord o dalla Premier. Da qui all’ estate, però, tutto può cambiare e allora questi mesi saranno decisivi: in questa stagione non ha giocato poco (in Champions ne ha saltata una, in campionato 6 di cui una per squalifica), ma non è stato un titolare fisso, e questo se lo aspettava, e sta completando quel processo di crescita iniziato proprio con Di Francesco. L’ anno prossimo, però, dovrebbe essere quello della consacrazione e allora le riflessioni saranno tante, anche in base al modulo, perché nel 4-2-3-1 sembra fare più fatica rispetto al 4-3-3.

ATTEGGIAMENTO – Ma guai a dirlo all’ allenatore, che anche ieri ha ribadito come per lui contino mentalità e interpretazione della partita, più che i moduli in senso stretto. E allora Pellegrini in questo senso è sempre uno dei migliori, anche quando paga la voglia di fare di più per dimostrare, a se stesso e agli altri, che la gioventù è solo un fatto anagrafico. Ma crescerà, nei prossimi mesi: sperava di rimandare il viaggio di nozze per i Mondiali, se ne andrà invece lontano e a luglio sarà pronto per il ritiro. Mercato permettendo, ovviamente, e magari anche con un rinnovo di contratto, nonostante quello firmato neppure dodici mesi fa. Discorsi che però Lorenzo lascia a chi lo gestisce, con una professionalità che, dicono a Trigoria, da tempo non si vedeva in un ragazzo di vent’ anni, che si allena sempre come se dovesse giocare la domenica la partita della vita. Quella di stasera non lo è, ma è comunque molto delicata, come ha ammesso lo stesso Di Francesco. Conta il presente, il futuro può attendere.

FONTE       LA GAZZETTA DELLO SPORT – ZUCCHELLI 

Totti brilla fra lacrime e tanti sorrisi

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 – Rivederlo con la maglia numero 10, anche solo da regalare a dei ragazzi, fa sempre un certo effetto. Ieri sera Francesco Totti è stato protagonista di una storia di «C’è posta per te» (registrata un paio di settimane fa) in cui ha fatto una sorpresa a tre ragazzi con sindrome di Down, suoi grandi fan. Poco propensi a prestare le loro cose ad amici e parenti, i tre ragazzi si sono dovuti «sacrificare» per incontrare Totti, ma alla fine, tra lacrime, sorrisi e cori, sono riusciti ad abbracciare lo storico capitano della Roma, quasi più emozionato di loro.

FONTE        LA GAZZETTA DELLO SPORT – ZUCCHELLI

12/10/1996 – L’illusione Carlos Bianchi ed il giovane Totti illuminano l’Olimpico

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– La Roma di Carlos Bianchi è partita malissimo in Coppa Italia, eliminazione causata dal modesto Cesena (un po’ quello che sarebbe accaduto circa vent’anni dopo con Garcia in panchina e lo Spezia come avversario) ma benino in campionato, sette punti in quattro partite giocate (però, con la macchia di un tremendo 1-4 interno subito contro la Sampdoria di Mancini e Montella): la resa dei conti sembra dover avvenire la sera del 12 ottobre del 1996, quando nella Capitale scende il Milan dei super campioni guidati da Oscar Tabarez.

Sulla carta, la sfida sembra impari: nonostante l’avvio non eccellente, infatti, i rossoneri possono contare ancora sullo ‘scheletro’ della squadra che ha dominato per anni in Italia ed in Europa. Sebastiano Rossi, Panucci, Costacurta, Maldini, Desailly, Roberto Baggio, Weah: sono solo alcuni dei nomi dei fenomeni a disposizione del tecnico uruguaiano appena arrivato a Milanello.

Di contro, la Roma di Bianchi, che per una volta rinsavisce e lancia dal primo minuto il baby campione FrancescoTotti.

Arbitra Pairetto. La sfida ha inizio.

Dopo tre minuti, per i tifosi romanisti la situazione sembra già degenerare: la super meteora (o bidone, fate voi) Trotta scivola e Baggio si trova a tu per tu con Sterchele, abilissimo però ad anticipare in chiusura il ‘divin codino’.

Al 13’, la Roma passa in vantaggio grazie ad una prodezza di Totti: uscita pessima di Sebastiano Rossi e palla che finisce sui piedi del talento di Porta Metronia, che da posizione impossibile infila la porta ormai sguarnita grazie ad un preciso esterno destro a giro. Gol bellissimo sotto la Tevere ed Olimpico in visibilio.

Passano soltanto 300 secondi e Totti è ancora protagonista: bellissima azione in tandem con Balbo, l’argentino poi vede l’accorrente Cappioli in area e lo serve con un preciso cross, Sebastiano Rossi non può nulla ed è il raddoppio. La gente romanista non crede ai propri occhi. Nemmeno venti minuti e 2-0 per i giallorossi.

Il Milan, però, nonostante tutto, resta sempre pericoloso: al 21’ Maldini compie una bellissima azione personale e conclude da fuori area con il destro, peraltro non il suo piede. La palla si stampa sulla traversa, con Sterchele rimasto a guardare (e sperare).

A questo punto, la Roma si impaurisce e soffre.

Al minuto 35 è sospetto il contatto in area giallorossa tra Lanna ed Eranio; Pairetto, però, lascia correre.

Passano solo 60 secondi ed il Milan va ancora vicino al gol: proprio Eranio serve Roberto Baggio, conclusione su cui è bravo ad intervenire Sterchele.

Finisce, così, il primo tempo.

La seconda frazione è preceduta da un’incursione inaspettata di Raffaella Carrà e del suo “Carramba” sui maxischermi dell’ Olimpico: nota di colore.

Nella ripresa dominano il puro contenimento e il possesso palla giallorosso, al cospetto di un Milan raramente pericoloso.

Solo ad un paio di minuti dalla fine del match, è Weah, ottimamente innescato da Albertini, a fallire una buona occasione.

La legge non scritta del calcio, ‘gol sbagliato-gol subito’, colpisce ancora e la Roma fa tris proprio allo scoccare del 90’

Stavolta è Balbo, su assist di Delvecchio, a mandare il pallone in fondo al sacco: 3-0.

Gioco, partita, incontro.

La Roma stravince e il popolo giallorosso si gode una notte meravigliosa.

Peccato che la storia ben presto dirà che si è trattato soltanto di un fuoco di paglia a tinte romaniste, con la forte collaborazione all’impresa data da uno dei Milan più disastrati mai visti in campo.

FONTE          INSIDEROMA.COM – LUCIANI

Verso il futuro, Monchi vola a Boston da James Pallotta

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– Missione americana in vista per Monchi. Domattina il direttore sportivo volerà negli Stati Uniti, destinazione Boston, per incontrare il presidente Pallotta. Motivo della trasvolata: un aggiornamento sulle nuove tecnologie messe in campo dalla Roma nella ricerca dei giocatori. Questione che ebbe a suo tempo un peso nella querelle fra il massimo dirigente romanista e l’ex direttore sportivo, seguita alle sue dimissioni prima di sbarcare alla corte di Suning. Ma ormai è storia datata. Quella delle ultime ore racconta di un Pallotta sempre più concentrato sui mezzi tecnologici applicati al calcio. Tanto da essere stato uno degli ospiti della “Sloan Sports Analytics Conference”, che si è tenuta al Mit di Boston durante il fine settimana. Del convegno sono giunte in Italia notizie frammentarie, attraverso i tweet minuto per minuto di Ted Knutson, uno degli analisti sportivi presenti all’iniziativa. Da lui sappiamo che nel corso del suo intervento, il presidente giallorosso ha esposto nel dettaglio il machine learning del quale si avvalgono gli osservatori della Roma, ovvero l’utilizzo di statistiche e dati minuziosissimi nella ricerca dei giocatori, specificando che all’interno dei gruppi di lavoro sono presenti anche due donne.

Oltre che della ricerca dei talenti, si è parlato anche della formazione degli stessi “in casa”. Dove per casa s’intendono anche gli Stati Uniti. E non potrebbe essere altrimenti per Pallotta, che in patria vanta dodici Academies delle quali fanno parte ben ventimila ragazzi. Molti di questi, raccontano dagli States, non hanno nulla da invidiare agli omologhi italiani fra i 12 e i 14 anni di età, anche se il gap si allarga fino a diventare incolmabile in età da “Primavera”. Poi – riferisce ancora Knutson – il presidente giallorosso avrebbe spiegato i motivi che lo hanno spinto a creare una radio societaria, primo fra i quali la necessità di creare un contraltare alle altre nove che a Roma «sparano merda tutto il giorno». Parole queste ultime che hanno scatenato un vespaio, ma che non sono state confermate. Lo stesso virgolettato attribuito a Pallotta in realtà fa parte di un periodo riportato da Knutson in forma indiretta.

Al di là delle chiacchiere, vere o presunte, verso il futuro si volerà concretamente a partire da domani, quando Monchi atterrerà nelle lande pallottiane, dove si tratterrà fino a mercoledì. Ovviamente sarà l’occasione anche per fare un punto della situazione in prospettiva del prossimo mercato. Nulla di definitivo, anche perché il crocevia della stagione è prossimo, ma ancora non superato. Dopo la sfida al Milan, la Roma sarà attesa da un’altra partita delicatissima, in trasferta contro il Napoli. La giornata dell’impegno al San Paolo può essere decisiva non solo per i giallorossi. Il calendario propone incroci chiave per lo scudetto come per la zona Champions, con la Juventus impegnata all’Olimpico e il derby di Milano. Poi, dopo dieci giorni, le note che scandiscono la massima competizione continentale faranno capolino all’Olimpico, in occasione della gara di ritorno con lo Shakhar. Nelle prime due settimane di marzo, presumibilmente, la Roma saprà se il finale di stagione potrà riservare ulteriori soddisfazioni in campo europeo, e al tempo stesso lanciare la squadra verso la partecipazione alla prossima Champions. Soltanto allora le strategie potranno essere più chiare. Ma è ovvio che Monchi abbia già individuato alcuni degli obiettivi in prospettiva della sessione di mercato estiva. Giocare d’anticipo, come ha rivelato lo stesso direttore sportivo, è vitale nel suo ambito. Il futuro è anche (soprattutto) questo.

FONTE       IL ROMANISTA – PASTORE

El Shaarawy, dalla tribuna alla sfida da ex al Milan. Conferma per Dzeko, si alternerà con Schick

 

– «Insieme lo ribaltiamo» promette Fazio su Instagram, proiettandosi al secondo round contro lo Shakhtar del 13 marzo. Ma le parole lasciano il tempo che trovano se poi non vengono seguite dai risultati. A cominciare dalla gara di domani sera, avversario il Milan in risalita di Gattuso. E proprio da questo appuntamento Di Francesco vuole vedere più fatti, deluso dall’atteggiamento tenuto dai suoi nel secondo tempo ucraino. Il tecnico sembra intenzionato a ripartire da El Shaarawy, spedito in tribuna a Kharkiv, scelta a sorpresa, che il ragazzo ha capito, consapevole di potersi giocare le sue possibilità proprio contro la sua ex squadra. Non l’ha presa benissimo, ovviamente, ma non ne ha fatto alcun dramma, il Faraone, che di carattere non è uno polemico e ha avuto tante occasioni di mettersi in evidenza in questa stagione.

E ne avrà un’altra domani sera: Di Francesco lo metterà sulla fascia sinistra, con Under a destra, e, molto probabilmente, la conferma di Dzeko davanti, da alternare con Schick. Arriverà la prima convocazione per Silva, che ha iniziato a lavorare con i suoi nuovi compagni. Intanto la Roma ha scelto Car2go come Mobility Sharing Partner per facilitare l’arrivo e il deflusso allo stadio Olimpico. I tifosi potranno iscriversi gratuitamente e avranno 10 minuti gratuiti ogni volta che raggiungeranno lo stadio. Un modo utile anche per la sfida col Milan, visto che domani sarà una domenica ecologica, e per molti potrebbe essere non semplice raggiungere l’impianto: il blocco terminerà alle 19.

FONTE    LA REPUBBLICA- FERRAZZA 

 

Tre centravanti in cerca di una maglia

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IL MESSAGGERO – CARINA – Sono in tre ma fino ad adesso è come se ce ne fosse stato soltanto uno. «No Dzeko, no party», suggerirebbe una vecchia e fortunata pubblicità, anche se il bosniaco è a corto di fiato (2803 minuti disputati, nella Roma è dietro soltanto ad Alisson), nervoso (ha già rimediato 4 cartellini gialli, un inedito per lui in carriera a questo punto della stagione) e reduce da 85 giorni dove ha segnato soltanto quattro gol (Spal, Atalanta, Sampdoria e Benevento) in 15 partite. Tutto però gira intorno a Edin e non è escluso che possa continuare a ruotare anche domani sera.

IN ATTESA – Le alternative non mancherebbero. Defrel e Schick sono lì, in attesa di un segnale. Il francese, acquistato in estate come vice-Dzeko, nel ruolo di centravanti ha giocato appena 19 minuti. Quelli relativi a Roma-Udinese, lo scorso 23 settembre. Poi, al netto dei numerosi infortuni che lo hanno frenato in questa stagione, nei restanti 536 minuti nei quali è stato impiegato o è stato posizionato alto a destra nel tridente offensivo – ma con compiti quasi esclusivamente difensivi per proteggere Peres (ipotesi che non va scartata domani, qualora Eusebio decidesse di far riposare Florenzi e rilanciare il brasiliano) – oppure al massimo è stato schierato come seconda punta. Mossa che contro il Benevento, ad esempio, ha permesso alla Roma di aprire la difesa campana nella ripresa, dopo che per 55 minuti il punteggio era ancora fermo sull’1-1. Poi c’è il capitolo relativo a Schick. Paradossalmente, pur avendo giocato meno di Defrel (456 minuti), Patrik almeno un paio di chance (Chievo, Torino in coppa Italia) nel ruolo di centravanti le ha avute. E nelle altre occasioni – al netto di un paio di apparizioni sulla fascia che hanno convinto poco – ha giocato seconda punta nel 4-2-4. Una settimana fa, alla vigilia del match con l’Udinese, riguardo ad un suo possibile impiego, Di Francescoera stato categorico: «Sono molto soddisfatto di quello che sta facendo e di come si è allenato. Da qui a partire però dall’inizio ce ne corre». Ora, dopo due gare nelle quali non è mai stato impiegato (e non ha dunque potuto mettere minuti nelle gambe) sarebbe abbastanza singolare vederlo domani titolare contro il Milan, in una gara che per la Roma riveste una grande importanza in ottica Champions. Tradotto: se non sarà data una chance a Defrel (che rimane in ballo anche a destra, qualora giocasse Peres) le possibilità di vedere Dzeko dal primo minuto rimangono alte.

RITORNO A TRE – L’unica cosa che si è capito dall’ultimo allenamento, sotto il diluvio, è che l’eventualità di un ritorno al 4-3-3 è concreta. Almeno queste sono state le prime prove (decisive quelle di oggi), con Strootman, Pellegrini e Nainggolan pronti a ricostruire una mediana che insieme (e con questo modulo) ha già giocato nelle due gare contro la Sampdoria e a Milano contro l’Inter (anche se il belga e Gerson si scambiavano costantemente di ruolo). Mossa, quella del possibile ritorno all’antico, dovuta al fatto che il Milan attua proprio il 4-3-3 e ha calciatori che con le ripartenze possono creare molti problemi. Giocare a specchio, permetterebbe ai giallorossi di difendere con il 4-1-4-1 e garantire così una maggiore copertura ad una difesa che non appare più impermeabile (13 reti subite nelle ultime 11 gare) come all’inizio della stagione.

FONTE           IL MESSAGGERO – CARINA 

15 anni fa moriva il tifoso Albertone

 – I giocatori di Roma e Lazio col lutto al braccio, le lacrime di una città per l’addio a uno dei suoi simboli. Sono passati 15 anni da quando la Capitale si è svegliata con la notizia della morte di Alberto Sordi, uno degli attori più grandi del cinema italiano e simbolo come pochi altri di Roma e della romanità.Scomparso a 82 anni nella sua villa di piazza Numa Pompilio, è stato omaggiato, quel 24 febbraio 2003, da migliaia di romani che poi parteciparono ai suoi funerali. «Una persona grandissima che ha fatto la storia di Roma», il ricordo di Totti un anno fa, mentre sono ancora vive le immagini di quell’aereo che passò sopra la basilica di San Giovanni con una frase che valeva ieri come vale ancora oggi: «Stavorta c’hai fatto piagne».

FONTE        LA GAZZETTA DELLO SPORT – ZUCCHELLI

Roma, blitz Monchi da Pallotta: lunedì l’arrivo del ds a Boston

Lo spagnolo è stato convocato dal presidente per parlare di mercato ma anche dell’organizzazione dell’estate romanista. Il rientro del dirigente è previsto per giovedì

Monchi si sposta in America. Dopo la gara di domani sera contro il Milan, il direttore sportivo della Roma volerà a Boston dove è stato convocato dal presidente James Pallotta. Come riporta l’edizione odierna de “Il Tempo”, da lunedì a giovedì lo spagnolo sarà negli Stati Uniti per programmare il futuro. Nelle riunioni previste non si parlerà solo di mercato ma anche dell’organizzazione dell’estate romanista (ritiro in montagna e tournée negli States). Poi il rientro in Italia per seguire la Roma nella trasferta di Napoli. Pallotta, invece, dovrebbe tornare in Italia per la gara di ritorno degli ottavi di Champions contro lo Shakhtar Donetsk.

FONTE     IL TEMPO

Roma, mistero buffo

La Roma è un mistero buffo, anche se Dario Fo c’entra solo di traverso. Buffo perché strano, comico, grottesco, se non addirittura ridicolo, scrive Mimmo Ferretti su Il Messaggero…

Come la prestazione ambigua, contraddittoria di Kharkiv (e fosse stata la prima…). Roma esaltante nel primo tempo; Roma deprimente nel secondo.Non è una cosa buffa? E, automaticamente, diventano bizzarri anche gli interrogativi che accompagnano una simile impresa.

 

Questione di testa, di gambe, di fegato o di cuore? Forse di giocatori sì, magari vulnerabili sul piano fisico con il passare dei minuti. Ma possibile, a proposito, che a metà febbraio inoltrato la Roma non sia ancora a posto atleticamente?

La soluzione del mistero, forse, sta davvero nella testa degli uomini. Resta da capire, però, come mai improvvisamente (ma in maniera tristemente continuativa) le teste dei giocatori della Roma vadano in tilt.

Le cose sono due: o i giocatori lo fanno apposta (perché e contro chi, se mai?) oppure non ce la fanno a non farlo. Non hanno, insomma, la forza mentale per non cadere giù nel baratro. I tanti, troppi black out nella ripresa (gli statistici ne hanno contati 8) stanno a confermare che la regola, e non l’eccezione, è ormai quella.

Ma il carattere, il coraggio non si possono allenare: o uno ce l’ha oppure niente.Una squadra la puoi migliorare tecnicamente, tatticamente; puoi provare a darle più forza attraverso maggiori conoscenze, ma il cervello non è un muscolo che puoi sollecitare con uno sforzo fisico.”Lavorare, lavorare ancora lavorare: conosco solo questa strada per risolvere i problemi”, ripete in continuazione Eusebio Di Francesco. Chiedetevi perché lo fa.

fonte   m.ferretti    il messaggero

Da epurato a “eroe” in Ucraina. La Roma riscopre Bruno Peres

 Il terzino brasiliano potrebbe riscattarsi dopo le ultime prestazioni deludenti e alcune “bravate” fuori dal campo

Alla fine di una lunga giornata per la Roma – e non solo per il viaggio di ritorno da Kharkiv – la sintesi la fa proprio Bruno Peres: “Dove non arriva il mostro Alisson ci sono io”. Una parata di piede che vale come un gol, e fa sorridere che a mantenere viva la squadra in Champions sia stato uno degli uomini più discussi di questi mesi: prestazioni a dir poco altalenanti, il “no” al Genoa per lo scambio con Laxalt, l’incidente con la Lamborghini che gli è costato un turno. In tanti sottolineavano il paradosso di “essersi aggrappati a uno che doveva stare a 500 km da qua”. Qua, cioè a Roma, invece Bruno Peres ci è rimasto e in Ucraina è tornato in campo dopo un mese, cioè dai 20’ disputati (male) contro l’Inter di Spalletti. Poi, solo panchine o tribuna, fino alla serata quasi miracolosa contro lo Shakhtarche ha scaldato il cuore dei tifosi. Tifosi che però vorrebbero qualche risposta più confortante. Peres non è tornato in formissima dalle vacanze di gennaio e certi suoi atteggiamenti sono tollerati a fatica dalla società, che infatti sarebbe stata disposta a cederlo in Brasile anche una volta terminato il mercato italiano. Ma proposte concrete non sono arrivate e le difficoltà di Florenzi, unite al lungo recupero di Karsdorp, hanno fatto il resto. E il resto dice che Peres potrebbe avere un’occasione già domenica contro il Milan, visti i guai fisici e la stanchezza del vice capitano, anche se il brasiliano di questi ultimi tempi offre poche garanzie, indipendente dal salvataggio alle spalle del “mostro” Alisson. Eppure tra chi ha fiducia, Peres ha realmente possibilità di tornare dal primo minuto, due mesi e mezzo dopo l’ultima volta in campionato. Da quel momento poche apparizioni, sorrisi ancora meno, tante chiacchiere sul mercato e sulle sue notti brave. Fino al salvataggio di mercoledì e a quel post su Instagram, piaciuto non proprio a tutti, dentro e fuori Trigoria. Perché è vero che la Roma è ancora in corsa, ma è vero pure che ieri davvero in pochi avevano voglia di ridere.

FONTE  FORZAROMA.INFO

Sarah Felberbaum: “Per amore di Daniele sono rimasta in Italia”

 La moglie di De Rossi si racconta a Vanity Fair: “Partendo avrei rinunciato a lui per la mia carriera. Non mi pentirò mai di questa scelta”

L’attrice e moglie di Daniele De Rossi, Sarah Felberbaum, è stata intervistata dalla rivista Vanity Fair, nella quale ha parlato, tra le altre cose, della sua storia d’amore con il centrocampista e capitano della Roma. Queste le sue parole.

Lei è inglese, non ha mai pensato di andare a lavorare all’estero?
Quando recito in inglese provo qualcosa che non riesco a sentire quando lo faccio in italiano. Così, dopo aver interpretato Il gioiellino avevo preso contatti per rimanere in America con un’importante agenzia. Prima ottenni in modo non facilissimo un incontro e poi, quando sembrava tutto avviato, tornando in una delle pause a Roma, venni travolta da una storia d’amore.

 

Parla di Daniele De Rossi, calciatore della Roma, il padre dei suoi figli Olivia e Noah?
Lo avevo già incontrato, tornai a frequentarlo allora ed ebbi l’intuizione di fermarmi perché stavo vivendo finalmente qualcosa di vero e diverso da quel che c’era stato fino a quel momento. Non me la sono mai più sentita di andarmene. Se fossi partita, avrei rinunciato a lui per la mia carriera. Sapevo che sarebbe stato impossibile conciliare le due cose, ma Daniele è l’amore della mia vita e non mi pentirò mai di quella scelta. Sono stata sempre molto individualista, ho sempre pensato prima a me e poi agli altri. Con Daniele è cambiato tutto. Di lui ti puoi fidare. È intelligente, dissacrante, spiritoso. Ha un enorme senso dell’umorismo, proprio come mio padre. Papà ha 88 anni. Inizia ad avere i suoi acciacchi. “Come stai?”, gli chiedo e lui: “Benissimo, oggi ho preso il Toradol, non sento più nulla.

FONTE   FORZAROMA.INFO

LA VOCE AI TIFOSI………

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Stefano Lalle Come al solito siamo esagerati.Io credo che la Roma sia una squadra forte che intanto sta tra le sedici elette ed ha messo in fila Chelsea ed Atletico.Stasera ha dominato per 50 minuti su un campo dove sono cadute Napoli e City.Poi sono emerse fragilità fisiche e caratteriali ma io credo che il passaggio del turno sia ampiamente alla portata della Roma.Gli ucraini fuori casa hanno un rendimento molto scadente e ben diverso da quello casalingo.Dipendera’ come al solito da noi.LA VOCE

Alessandro de Santis Saró io un facilone ma la vedo molto piu semplice la cosa…. Uno..squadra senza preparazione fisica non x colpa di tecnico o giocatori… Il gioco che propone il.mister richiede preparazione fisica. Se stai bene fisicamente sei lucido nei ragionamenti e negli interventi .. il.pressing alto lonpyoi fare se sei fisicamente preparato xke serve aggressività se no é solo ricerca di chiudere le linee di passaggio e non pressing … La squadra corta che sale e scende insieme che fa il fuorigioco e che se eludono il fuorigioco riesce a recuperare la puoi fare se hai una buona preparazione fisica .. insomma testa e gambe vanno se fisicamente sei a posto… La Roma non lo é… Nonnha fatto preparazione… ha preso giocatori o rotti o vecchi o inutilizzabili… Defrel non era a posto ed é rientrato da poco… Moreno inutilizzabile… Undee x tt l andata era improponibile… Kolarv é spompato… Gonalones era finito in panca a lione.. karsdorp e schick senza commenti… Pure sto jonhatan silva rotto… Insomma se ad una squadra alla quale non dai preparazione ci aggreghi rotti vecchi o inutilizzabili… Ma che ti asperti nel girone di ritorno? Il carattere non c entra nulla puoi incontrare anche la ternana …. Secorre il doppio di te e dura 90 minuti… Non la vinci mai.

Gianluca Garbati Ma non ci vuole un genio del calcio per vedere le lacune di questa squadra. Voglio dire se segui la Roma vedi sempre gli stessi errori. Si ripete sempre. Il problema è solo uno la difesa non è tanto in forma e si è visto anzi direi tutta la squadra. Ma il punto è che se non segni non vincerai mai purtroppo. E si continua a dare fiducia a una punta che non è un centravanti puro le partite si perderanno sempre così. Dzeko è troppo distante dalla porta e Perotti e under giocano per lui. Ma non ha corsa. Non ne prende una di testa. È moscio. È altanelante.discontinuo. da solo non regge un reparto. Siete rimasti al ricordo di un dzeko-salah che si faceva tutto il campo saltava il portiere e gli metteva la palla davanti alla porta. Un esempio un Icardi ieri sera quelle palle goal di dzeko le buttava dentro. Ci sono attaccanti che non toccano palla per 90 minuti ma quando gli capita l’occasione non sbagliano quasi mai. Questi sono attaccanti puri con l’istinto del goal.

Salvatore Reitano Basta a prendersela con l’allenatore.!Per 50 minuti la Roma ha dominato.Poi ci son stati errori dei giocatori e una punizione stratosferica che ha deciso il risultato.Nel calcio gli episodi contano e se a questo aggiungi la scarsa difesa fatta sulle fasce ti spieghi il risultato.In campo ci vanno i giocatori……..

Rimangiamoci qualche parola di troppo detta su questo ragazzo! A questo punto dopo 5 gol, non può essere una casualità! Ma direi che è proprio forte! Altro che salah forte pure lui. Direi che è un Bruno conti, con in più il vizio del gol!!!

Buongiorno amici dopo una notte a pensare la mia analisi a freddo e questa magari non sarà condivisa da tutti ma e anche giusto visto che siamo in democrazia la partita di ieri a messo in evidenza delle cose che mi hanno fatto riflettere la squadra come prende un gol va in barca nessuno sa più quello che deve fare non si fa una verticalizzazione si cerca sempre il compagno vicino a centrocampo non si fa filtro siamo lunghi e ci prendono in mezzo loro ieri giocavano cosi al secondo tempo non pervenuti sembravamo noi che non giocavamo da 2 mesi resto fiducioso x il passaggio del turno ma si deve cambiare mentalità a presto e ovunque tu sarai non ti lasceremo mai onore ai 300 che sono andati fin lassù

Fabrizio Cesaretti La squadra vale piu o meno questi risultati senza false illusioni. Siamo un po piu deboli dello scorso anno sia nella squadra che nella conduzione tecnica. Cmq abiamo un 40/50 per cento di possibilità di passare il turno ed arrivare 3 o 4 in campionato. Senza grandissimi investimenti non si arriva da nessuna parte. Ed ogni anno che passa sarà peggio perchè i giocatori migliori invecchiano.

Dario Tramontano Florenzi secondo me non solo non era nella forma migliore, ma non era nemmeno tranquillo mentalmente….Bisogna incoraggiarlo, non colpevolizzarlo….Un po’ meglio De Rossi, ma anche lui non era nelle condizioni migliori….

Buongiorno ieri non è andata benissimo purtroppo però non è ancora finita c’è il ritorno a casa nostra daje c@@@o siamo tifosi della Roma e il nostro simbolo è il lupo non arrendiamoci senza lottare 

Buongiorno
Ad ogni partita perdiamo membri …
Possibile che NON si riesca a mantenere un linguaggio consono al VIVER CIVILE ?
Se siamo tifosi ciò NON vuol dire tracimare nello scurrile..
Credo che il buonsenso deve prevalere e prima di pigiare sui tasti 
#RIFLETTERE#….e…
#FORZAROMA#

Buonasera Lupi!
Io non dispero, per me possiamo farcela. 
Loro sono abili palleggiatori, ma soffrono il pressing…ed il primo tempo, lo ha dimostrato. 
L’unico errore x me, é stato Under sulla fascia di Florenzi…Io avrei scmbiato le fasce tra lui e Perotti. Perotti, ti offre maggiore copertura, ed Under deve rimanere alto.
FORZA ROMA!

Milan, da Bacca e Kalinic. Ecco i soldi per Dzeko

C’è il piano per condurre in porto l’assalto a Edin Dzeko. Il Milan dopo la rivoluzione dell’estate 2017, fra qualche mese, con la speranza di aver risolto le situazioni legate al rifinanziamento del debito di Elliott e il settlement agreement con la Uefa, svolgerà un mercato diverso da quello precedente. Come riporta “Tuttosport”, i giallorossi avevano trovato l’intesa col Chelsea per 30 milioni, a fine stagione il prezzo di Dzeko si assesterà sui 25 milioni, trattandosi di un 32enne con un contratto in scadenza nel 2020. Una cifra ragionevole che al Milan potrebbe andare bene.

Un incasso che il Milan spera di fare e che potrebbe finanziare parte dell’investimento su Dzeko è quello relativo a Carlos Bacca, ceduto l’agosto scorso in prestito con diritto di riscatto al Villarreal. Il Milan ha già ricevuto 2,5 milioni per il prestito, il riscatto è fissato a 15,5 milioni. Bacca vorrebbe rimanere in Spagna, il club ci sta riflettendo visto che il discreto rendimento del colombiano (11 gol in 29 gare stagionali). E’ evidente, però, che l’ingresso di Dzeko spingerebbe fuori uno dei centravanti presenti attualmente in rosa e il mirino fra Cutrone, Andrè Silva e Kalinic è sul croato, non fosse altro perché a 30 anni la prossima estate potrebbe essere l’ultima occasione buona per cederlo a buon prezzo, considerando anche la vetrina del Mondiale. Il Milan lo ha acquistato dalla Fiorentina per 25 milioni (5 di prestito, 20 per l’obbligo di riscatto già scattato), con un assegno da 20 i rossoneri direbbero di sì. Kalinic ha mercato in Cina e soprattutto in Germania(Wolfsburg, Eintracht e Hoffenheim).

 

FONTE           (F. Masini)

Taison graziato, era da rosso per la gomitata data a Perotti

 Il brasiliano reagisce al fallo con una gomitata volontaria al volto del giallorosso

Lo scozzese Collum controlla la gara con personalità, ma proprio sui titoli di coda si perde. Partiamo da qui: siamo nel recupero con la Roma in affanno; sulla fascia destra, vicino alla bandierina, c’è Taison che lavora l’ennesimo pallone, su di lui arriva Perotti che commette fallo andandogli addosso. Peggiore, però, è il comportamento di Taison che reagisce alla scorrettezza con una gomitata volontaria al volto del giallorosso. L’assistente dell’arbitro segnala l’irregolarità di Perotti, ma non vede quella più grave del brasiliano. Come riporta “La Gazzetta dello Sport”, Collum piomba sul luogo del misfatto per bloccare l’eventuale rissa. Riporta la calma a fatica e poi mostra il giallo a Perotti e a Taison: cartellino okay per il romanista, ma ci voleva il rosso per il giocatore dello Shakhtar. La Var avrebbe fatto giustizia. Non solo, l’azione del possibile 3-1 forse nasce da un offside di Taison.

FONTE   FORZAROMA.INFO

Ecco Peres. Il brasiliano può sostituire Florenzi

– La gastroenterite di Florenzi complica i piani di Di Francesco.Ieri il nazionale azzurro non si è presentato in conferenza stampa e soprattutto non ha preso parte all’allenamento in terra ucraina della squadra giallorossa. Il tecnico tuttavia spera nel recupero in extremis e la precisazione temporale effettuata nella conferenza stampa della vigilia («Ad oggi non è disponibile per giocare e infatti non parteciperà nemmeno alla seduta. Non sappiamo quello che avverrà nelle prossime ore. Prima della gara, lo valuteremo nuovamente») lascia aperto uno spiraglio. Qualora non dovesse farcela, spazio a Bruno Peres. A quel punto, però, cambierebbe l’assetto anche nel tridente offensivo dietro Dzeko: dentro Defrel, più propenso alla copertura, e fuori Under,l’uomo più in forma dei giallorossi. In entrambi i casi, Schick rischia seriamente la tribuna. Per il resto è la formazione annunciata alla vigilia con i rientri di Kolarov, Strootman e Perotti dal primo minuto, tenuti inizialmente in panchina a Udine.

LA CARICA DI DE ROSSI – A sostituire Florenzi al fianco del tecnico, c’è De Rossi che non nega quanto sarebbe importante «arrivare tra le prime otto d’Europa. Passare il turno, porterebbe a vedere in maniera diversa questa stagione, anche se in campionato ci siamo allontanati da quello che poteva essere il sogno di inizio anno. Sono consapevole dell’importanza di questa partita, con le giuste pressioni che ti porta un incontro del genere. Ce la giocheremo, non credo che avremo vantaggi particolari da questa loro sosta visto che anche nel 2011 era così e poi ci hanno eliminato». Qualche problema, ammette il capitano giallorosso, potrebbe invece crearlo il freddo: «Quello un po’ conta perché per noi è una cosa nuova, ma poi si gioca in undici contro undici. Saranno importanti i primi minuti, se il freddo fosse così decisivo squadre come lo Shakhtar o il Cska Mosca vincerebbero la Champions ogni anno, invece poi conta la qualità. E noi ne abbiamo».

FONTE       TUTTOSPORT – CARINA 

Roma, una notte da lupi

 

La Roma da 10 anni non arriva ai quarti di Champions: in ballo il prestigio, insomma, e anche il bilancio, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. Stasera, alle ore 20,45 nel freezer del Metalist Stadion, l’andata degli ottavi contro lo Shakhtar:da temere il freddo, con l’orario che non aiuta (fischio di inizio alle 21.45 di qui) e da non snobbare questa rivale che, guardando i precedenti nel torneo e le caratteristiche dei suoi giocatori, è comunque scomodo.

Di Francesco e Fonseca si giocano la qualificazione da intrusi della manifestazione, avendo rispettivamente eliminato, ribaltando il pronostico, l’Atletico Madrid e il Napoli. Il tecnico giallorosso addirittura con il 1° posto (e 11 punti, il raccolto minore tra le 16 promosse), il collega con il suo calcio arrogante.

 

La Roma arriva alla sfida con il 4-2-3-1 e i 4 gol in 3 partite di Under che può esordire nel torneo proprio contro la squadra che, per 12 anni (2004-2012), ha preso quota con il suo ct Lucescu. Il ventenne accanto ai big per superare gli ottavi, obiettivo fallito negli ultimi 3 tentativi (2009 contro l’Arsenal, 2011 contro lo Shakhtar e 2016 contro il Real). E centrato, invece, nei tre precedenti, cominciando in Coppa dei Campioni a Sofia, gol di Falcao contro il Cska, il 19 ottobre del 1983 (arbitro, pensate un po’, il francese Vatrout, celebre poi il caso Dundee, aprile 1984).

Lo Shakhtar di Fonseca mostra in campo la spavalderia e il ritmo dei talenti del Sudamerica. Gioca sempre con il 4-2-3-1, puntando sul rombo offensivo. L’argentino Ferreyra è il centravanti, i brasiliani Marlos, Taison e Bernard lo accompagnano di lui, da destra a sinistra, trio veloce e raffinato di trequartisti.

FONTE   IL MESSAGGERO