Roma-Chievo, le pagelle dei quotidiani: Dzeko superstar, Schick cattivo come mai. Male Jesus

Il bosniaco ha sempre più fame, il ceco cresce sempre di più: ora l’intesa funziona. A centrocampo bene Pellegrini “da manuale” e l’”immarcabile” Nainggolan. Voti alti per Alisson, autore della parata sul rigore di Inglese

 

Dopo la sconfitta di Liverpool, la Roma torna a volare: nel primo anticipo della 35esima giornata di Serie A, i giallorossi hanno battuto per 4-1 il Chievo Veronadi Maran, blindando il terzo posto e salendo a +4 sull’Inter. Ad eccezione di Juan Jesus (rosso per lui e rigore per i veneti per un fallo in area su Inglese), tutta la squadra è ben al di sopra della sufficienza. Migliore in campo bomber Dzeko, seguito a ruota dai due compagni di reparto Schick (“Cattivo come mai“) ed El Shaarawy (“Ottima prestazione fatta di mille iniziative“). A centrocampo bene Pellegrini “da manuale” e l’”immarcabile” Nainggolan (“Sprizza energia da tutti i pori“), bene anche la difesa. Da sottolineare la prestazione di Alisson, autore della parata sul rigore di Inglese che blinda la vittoria.

Ecco le pagelle dei principali quotidiani:

LA GAZZETTA DELLO SPORT (a cura di A. Pugliese)
Alisson 7; Peres 6,5, Fazio 6,5, Jesus 5, Kolarov 7; Lo. Pellegrini 6,5 (34’ st Gonalons s.v.), De Rossi 6,5, Nainggolan 7,5; Schick 7 (15’ st Manolas 6), Dzeko 8 (39’ st Gerson s.v.), El Shaarawy 7,5. All.: Di Francesco 7

IL MESSAGGERO (a cura di A. Angeloni)
Alisson 7,5; Peres 6,5, Fazio 7, Jesus 4, Kolarov 6,5; Lo. Pellegrini 7 (34’ st Gonalons s.v.), De Rossi 6,5, Nainggolan 7,5; Schick 7,5 (15’ st Manolas 6), Dzeko 8 (39’ st Gerson s.v.), El Shaarawy 8. All.: Di Francesco 7,5

CORRIERE DELLA SERA (a cura di L. Valdiserri)
Alisson 8; Peres 6,5, Fazio 7, Jesus 4,5, Kolarov 6,5; Lo. Pellegrini 7,5 (34’ st Gonalons s.v.), De Rossi 6,5, Nainggolan 7,5; Schick 7,5 (15’ st Manolas 6), Dzeko 8 (39’ st Gerson s.v.), El Shaarawy 8. All.: Di Francesco 8

LA REPUBBLICA (a cura di M. Pinci)
Alisson 7; Peres 6, Fazio 6,5, Jesus 5,5, Kolarov 6,5; Lo. Pellegrini 6,5 (34’ st Gonalons s.v.), De Rossi 7, Nainggolan 7; Schick 7 (15’ st Manolas 6,5), Dzeko 7,5 (39’ st Gerson s.v.), El Shaarawy 7

IL TEMPO
Alisson 7,5; Peres 6,5, Fazio 7, Jesus 5, Kolarov 6,5; Lo. Pellegrini 6,5 (34’ st Gonalons 5,5), De Rossi 6,5, Nainggolan 7,5; Schick 7 (15’ st Manolas 6), Dzeko 8 (39’ st Gerson s.v.), El Shaarawy 6,5

IL CORRIERE DELLO SPORT (a cura di R. Maida)
Alisson 7; Peres 6,5, Fazio 6,5, Jesus 5, Kolarov 6,5; Lo. Pellegrini 6,5 (34’ st Gonalons s.v.), De Rossi 6, Nainggolan 7; Schick 7 (15’ st Manolas 6,5), Dzeko 7,5 (39’ st Gerson s.v.), El Shaarawy 7. All.: Di Francesco 7

«Uno stadio tutto giallorosso»

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 – Prima la protesta di alcuni gruppi organizzati, i cori contro Pallotta(fischiati) e quell’«odio Liverpool» che non fa bene al calcio, poi una lettera a cuore aperto per trasmettere alla squadra la voglia di crederci. La Curva Sud manda un messaggio di speranza in vista di Roma-Liverpool, un gesto non esattamente abitudinale (si è esposta giusto per qualche derby in passato): «Non abbiamo nulla da perdere, abbiamo nuovamente bisogno di una rimonta. Davanti agli occhi c’è ancora la gioia della partita contro il Barcellona, levatevela, perché non basterà a passare il turno. Mercoledì porta allo stadio la tua sciarpa, la tua bandiera, ciò che più ti appartiene da Romanista. Solo cantando e tirando fuori tutto ciò che hai dentro potrai davvero far parte di quegli 11 ragazzi in campo. Il sogno devono venire a togliercelo dall emani, perché noi saremo lì a proteggerlo, in tanti, in tutti, con chi vuole crederci. Provarci non costa nulla, arrendersi costa la dignità, perché se noi non siamo abituati a certi palcoscenici, loro non sono abituati all’amore di Roma. Forza Roma, si può fare».

FONTE       IL TEMPO – MENGHI

 

Di Francesco: «E ora crediamo nella rimonta»

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IL TEMPO – MENGHI – «Prima di tutto crederci» è lo slogan di Di Francesco per il Liverpool, ma ad accompagnare la Roma verso il sogno finale ci sono anche una serie di frasi motivazionali con cui Monchi ha voluto arredare lo spogliatoio giallorosso: «Non dico che sarà facile, ma sono certo che ne varrà la pena» è una delle scritte che dal 70’ del match col Chievo sono comparse sopra le sedute dei giocatori e sulla strada per arrivarci. Le hanno lette, imparate a memoria e le ripeteranno oggi alle 11 a Trigoria mentre cominceranno a preparare la sfida dell’anno, da affrontare senza Perotti e Defrel, forse pure senza Strootman, perché il colpo al costato è stato duro e rischia di non farcela. Il tecnico hafatto ieri le prove generali della squadra che potrà vedersela coi Reds mercoledì, anche El Shaarawy e Pellegrinihanno possibilità di esserci dal 1’: «Ho 4 attaccanti a disposizione, 3 giocheranno. Schick è una soluzione che posso attuare sia col 4-3-3 sia col 4-2-3-1 in questo momento». In ogni caso sarà difesa a 4 e la formazione è quasi fatta. C’è da lavorare piuttosto sull’atteggiamento: «Vogliamo fare una partita aggressiva, non possiamo stare sotto la nostra traversa, già ci siamo stati troppo all’andata. Mi auguro di ricevere lo stesso applauso dell’altra volta, possiamo fare qualcosa di importante. La tattica va a morire quando mancano certe letture. Per competere in Europa devi avere fisicità e noi siamo stati inferiori a loro, per poterla ribaltare dobbiamo almeno pareggiarli sotto quel punto di vista». E la Roma ha dimostrato di essere in forma: «La condizione della squadra è eccellente, la consapevolezza che stiamo bene dobbiamo riportarla in campo. Non guardiamo quello che è stato, guardiamo avanti. A volte si perde la bussola, dobbiamo crescere in questo, non ci dobbiamo intimorire, abbiamo fatto vedere di poter essere competitivi con loro: crediamoci». 

FONTE        IL TEMPO – MENGHI

Prove di Liverpool

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 – Prove tecniche di Livepool. E non solo perché la colonna sonora del pomeriggio è quell’«odio Liverpool, odio Liverpool, odio Liverpool» cantato a ripetizione dalla Curva Sud. Ma anche perché,guarda caso, all’Olimpico contro il modesto Chievo di Maran, finisce proprio con quel 4-1 che i tifosi romanisti sognano per ribaltare, mercoledì sera sempre nello stadio di casa, quella maledetta semifinale d’andata chiusa ad Anfield sul 5-2 per i Reds. Torna la Champions, ma soprattutto arriva la partita più importante della stagione giallorossa, quella per la quale vale la pena di rinunciare a qualcosa. Eppure Di Francesco, che stupido non è, sapeva benissimo quanto fosse importante vincere la sfida contro il Chievo e ha risparmiato poco o nulla: tranne gli acciaccati Perotti e Strootman, che molto probabilmente non recupereranno per la gara di mercoledì sera, gli unici assenti dal 1’ sono Florenzi, Manolas e Under. Perché sì, quella contro il Liverpool è la partita della vita, ma arrivare in fondo tra le prime quattro quest’anno fa davvero tuttala differenza del mondo. Così con il successo di ieri la Roma non solo diventa terza da sola aspettando la replica della Lazio impiegata oggi a Torino,ma mette anche carburante mentale per un gruppo che dovrà mettere dentro tutto quello che ha per ribaltare quel dolorosissimo 5-2. Lo ha già fatto contro il Barcellona, in una notte magica che però inevitabilmente toglierà qualcosa proprio a quella che andrà in scena tra tre giorni. Perché c’è già chi, sbagliando, dà tutto per scontato non considerando che quella contro il Liverpool sarà tutta un’alta partita. La gara di ieri invece sarebbe stata una formalità se dopo il 2-0 (gran gol in avvio di Schick che realizzala sua terza rete in giallorosso e raddoppio di Dzeko), Juan non avesse commesso in fallo da rigore che ha rischiato di riaprire tutto. Ma lì, tra i pali, c’è Alisson: para il penalty concesso dal pessimo Calvarese (peggiore in campo) e calciato da Inglese (altra coincidenza) e tiene in corsa i suoi rimasti in dieci per il rosso a Jesus. Di Francesco cambia, mette Manolas per Schick e la Roma non si ferma. El Shaarawy e il secondo gol di Dzeko chiudono la pratica prima della rete di Inglese che interessa solo agli amanti del tabellino. E ora il Liverpool con un po’ di serenità in più visto il ko dell’Inter ora 4 punti più sotto. Il che vuol dire che a Di Francesco bastano 6 punti per centrare l’obiettivo stagionale. Il resto rientra nella categoria «SOGNI».

FONTE        IL TEMPO – CARMELLINI