Manolas: “Nel calcio non si sa mai, ma io sono felice qui. Meritavamo la finale di Champions”

Il difensore giallorosso: “Abbiamo sbagliato la prima partita, ma l’anno prossimo ci rifaremo. Il rinnovo di contratto mi ha fatto sentire più tranquillo. Alisson il più forte in Italia”

 

L’uomo della leggenda. Kostas Manolas rimarrà per sempre impresso nella storia della Roma grazie alla zuccata che ha regalato il 3-0 e l’impresa contro il Barcellona nei quarti di finale di Champions League. In estate l’addio era a un passo, ora il greco è sempre più uomo simbolo di questa squadra anche grazie a una stagione da incorniciare. Il centrale della Roma ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport:

Come stai?
Sono migliorato abbastanza, oggi ho corso e domani farò la prova in gruppo. Cerco di dare il massimo per essere convocato.

Domenica contro la Juve: dove dovete migliorare per avvicinarvi a loro?
La Juve sbaglia poco contro le piccole, quelle sono le partite decisive per vincere lo scudetto. Loro le sbagliano poco, sono anche abituati, sono 6 anni che vincono lo scudetto e hanno una mentalità più forte di noi.

 

La vostra mentalità è cresciuta?
Abbiamo dimostrato di essere una squadra forte che merita di stare in alto, meritavamo anche di stare in finale. Peccato, abbiamo sbagliato la prima partita e il prossimo anno ci rifaremo.

Sogni ancora il gol col Barcellona?
E’ stata una notte bellissima che ricorderò per sempre e spero di averne anche altre così in futuro.

Dybala-Higuain la miglior coppia del campionato?
Sono due giocatori fortissimi, hanno qualità straordianrie ma anche noi siamo forti. Se saremo al 100% non avremo problemi.

Dzeko cosa ha di speciale?
E’ un attaccante fortissimo, ha tutto. Velocità, forza, intelligenza, tecnica. E’ completo, lo prenderei in ogni squadra.

Su Schick.
Prima di tutto ha avuto difficoltà fisiche, è giovane e Roma è una piazza difficile. Non è facile adattarsi subito ma ha le qualità per far vedere tante cose belle. E’ un giocatore forte.

Alisson il migliore in Italia e al mondo?
In Italia sicuramente, con tanta differenza dal secondo. Deve ancora far vedere tanto. E’ la sua prima stagione importante e dovrà farlo vedere anche nei prossimi anni. Lo ritengo tra i più forti al mondo.

Quanta fiducia ti ha dato il rinnovo? Che futuro sarà il tuo?
Io cercherò di fare sempre il massimo per la squadra. Ora mi sento più tranquillo, non ci sono incertezze. Ho 4 anni di contratto, sono felice a Roma anche se nel calcio non si sa mai. Io sono molto contento qui.

FONTE     SKYSPORT

Mercato Roma, sondaggio per Perin. Preziosi: “Me lo hanno chiesto Juve e Napoli”

I giallorossi si sono mossi col Genoa per il classe ’92, nel caso in cui Alisson partisse. Monchi ritiene comunque incedibile il brasiliano. Intanto il patron rossoblù dà inizio al duello per il suo numero 1

Alisson è incedibile, ma la Roma non ha intenzione di farsi trovare impreparata nel caso in cui il brasiliano dovesse partire. Il nome che torna d’attualità è quello di Mattia Perin: secondo Sky Sport, i giallorossi sono gli unici ad essersi mossi con il Genoa effettuando un sondaggio. Ad ora nessuna trattativa, anche perché Monchi non vuole lasciar andare il portierone brasiliano che piace però a Real Madrid e PSG. Per un’offerta sui 70-80 milionila Roma potrebbe cominciare ad aprire.

Nel frattempo sono arrivate le parole del presidente del Genoa, Enrico Preziosi, rilasciate a juvenews.eu: “E’ vero, nell’ultimo incontro in Lega a Roma, Marotta mi ha fermato e detto che dobbiamo parlare di Mattia e ora sto aspettando una telefonata per sederci a tavolino“, la rivelazione del patron rossoblù. Preziosi però dà il via ufficialmente a un vero e proprio duello per il suo numero 1, valutato circa 20 milioni: “E’ un portiere talmente forte che sarebbe uno spreco come secondo portiere. La Juve tra l’altro deve fare in fretta perché anche il Napoli lo vuole e presto potrebbe partire la trattativa”.

FONTE   SKYSPORT

Strootman: “Buona stagione, ma non abbiamo vinto niente. L’anno prossimo la finale di Champions”

Il centrocampista olandese: “Peccato per il campionato, volevamo lottare per lo scudetto. In Europa speriamo di essere più fortunati col sorteggio”

 

Kevin Strootman è recuperato: contro la Juventus ci sarà. L’olandese è pronto a mettere a referto la centesima presenza con la maglia giallorossa: “Dovevano essere molte di più”, commenta rammaricato il centrocampista nell’intervista al Match Program della Roma. “In cinque anni – continua l’ex PSV – se non ci fossero stati gli infortuni avrei potuto giocare di più, ma da quando sono tornato in campo ho disputato tante partite e ne voglio fare ancora molte con la Roma”.

Ci siamo, mancano due giornate alla fine di questa lunga stagione. Non è ancora il momento dei bilanci, ma possiamo dire che è stato un anno positivo?
Ancora non possiamo fare bilanci, mancano due partite molto importanti per noi. Ad inizio stagione l’obiettivo era lottare per lo scudetto, ma non ci siamo riusciti. Dobbiamo fare un punto per giocare la Champions l’anno prossimo. Abbiamo visto quanto è bello giocarla, lo stadio pieno, tutta la città coinvolta e oggi è il nostro obiettivo. Speriamo di arrivarci con la Juve così finalmente potremo fare i primi bilanci”.

In Champions il cammino è stato straordinario.
Abbiamo fatto bene in Champions, purtroppo in campionato tra dicembre e gennaio sono stati persi troppi punti per poter lottare per lo scudetto con Juve e Napoli che invece hanno fatto benissimo. In coppa è stato un buon percorso, ma non siamo riusciti ad arrivare in finale. Abbiamo dato tutto, noi e tutta la gente che lavora con noi, mi dispiace. Però in campionato volevamo fare di più.

 

La Champions si è chiusa con quella rimonta sfiorata con il Liverpool a cui non ha preso parte per infortunio. Come ha vissuto la partita dagli spalti?
È stato “fastidioso”. Lavori tutto l’anno e tutta la vita per giocare partite così. Io non avevo mai giocato una semifinale di Champions. La squadra ha fatto bene, purtroppo non siamo riusciti ad andare in finale. Ce l’abbiamo messa tutta ma, persa la partita in Inghilterra, nonostante la spinta del pubblico all’Olimpico non siamo riusciti nella rimonta. Però siamo usciti a testa alta.

Dopo quella gara in un post ha scritto “orgoglioso di essere romanista”. Una affermazione che ha fatto felici i tifosi…
Non l’ho detto solo per i tifosi, ma per tutti quelli che ci hanno sostenuto in questa strada in Champions. Sono andato allo stadio e i primi cinque minuti ero in piedi e vedevo tutta quella gente… lo stadio così pieno vale almeno 9 punti in più in campionato! Uno spettacolo dentro e fuori dallo stadio, ed era quello che volevamo da sempre. Ho scritto la verità che provo, l’ho scritto per tutti i romanisti.

Lo stesso orgoglio che ha provato nella doppia sfida con il Barcellona. Che cosa ha significato per lei e per tutto il gruppo, passare il turno con una grande squadra così e in quel modo?
Una serata speciale. Abbiamo giocato abbastanza bene all’andata anche se abbiamo perso 4-1. Due autogol e un rigore non dato, ma dopo l’ultimo gol pensavo che sarebbe stata quasi impossibile la rimonta. Poi il mister e lo staff hanno preparato benissimo la gara di ritorno. Volevo vincere, ma non ci credevo tanto. Ma dopo il primo gol di Edin, il raddoppio ad inizio secondo tempo e poi il terzo gol arrivato al momento giusto, non troppo presto, così non hanno avuto il tempo di fare un altro gol. È stato tutto perfetto, una serata speciale, la partita più bella della mia vita.

Il giorno del sorteggio dei gironi si sarebbe mai aspettato di arrivare fino in semifinale?
Noi siamo abituati a prendere sempre un gruppo con gli avversari più forti! Abbiamo fatto bene nella prima partita contro l’Atletico, siamo andati in difficoltà e Alisson avrà fatto almeno 31 parate. Ha fatto la sua partita della vita!

Con il Chelsea abbiamo pareggiato, ma meritavamo di vincere, e poi in casa contro gli inglesi un’altra serata speciale.
Se ripenso a queste partite penso solo al nostro obiettivo di fare almeno un punto per giocare di nuovo il prossimo anno partite così, per incontrare squadre fortissime.

Cosa vi è rimasto di questa esperienza?
È difficile dire se arriveremo così lontano anche il prossimo anno, bisogna avere un po’ di fortuna. Potrebbero capitarci subito avversari fortissimi, bisogna essere un po’ più fortunati nel sorteggio. Ma noi vogliamo fare meglio, e questo significa arrivare in finale. Per adesso non è il nostro obiettivo, dobbiamo guardare partita per partita, facciamo un punto, qualifichiamoci per la Champions e poi il prossimo anno vediamo, con la voglia di vincere ogni partita.

Domenica invece arriva la Juventus: che partita sarà?
Sarà di sicuro una partita difficile. I bianconeri hanno vinto la Coppa Italia e sono forti. Loro vogliono punti per vincere lo scudetto, ma anche noi abbiamo bisogno di quei punti. Daremo tutto per prendere i tre punti, come sempre. Siamo carichi per fare risultato.

Teoricamente basterebbe un punto, ma Roma-Juventus è da sempre una gara diversa dalle altre, speciale.
Sì, noi vogliamo vincere, proprio come loro vogliono batterci. Dobbiamo essere intelligenti, se al novantesimo siamo pari non mandiamo Alisson in avanti per fare gol!”.

È una Juventus a un passo dal settimo scudetto consecutivo, che sembrerebbe aver vinto anche il duello con il Napoli.
La loro è stata una sfida molto importante, hanno fatto record di punti, insomma hanno fatto una grande stagione. La Juve in Italia è la più forte di tutti, vincono sempre negli ultimi sei/sette anni. Ho molto rispetto per loro. Il Napoli ha fatto una buona stagione, ma non sono riusciti a vincere lo scudetto. Noi, come ho già detto, volevamo lottare per i primi posti, ma abbiamo perso troppi punti in questi mesi invernali.

Sarà l’ultima partita della stagione all’Olimpico, l’ultima davanti ai vostri tifosi.
Dobbiamo dare tutto, spero ci sia il pienone come contro il Liverpool e con uno stadio così non si può sbagliare.

La Roma per la prima volta nella sua storia chiuderà il campionato con più punti in trasferta che in casa. C’è un motivo in particolare secondo lei?
Non so se sia un caso o ci sia un motivo, in casa forse abbiamo giocato molte gare dopo la Champions. Ma è difficile capire quale sia la motivazione. Dobbiamo lavorarci per il prossimo anno, con lo stadio pieno certo sei più carico… I nostri tifosi ci hanno sostenuto tanto anche in trasferta. Non dobbiamo più perdere punti in casa contro alcune squadre alla nostra portata perché alla fine si fanno sentire.

Domenica scorsa ha esordito in A Capradossi, insieme avete condiviso il percorso del recupero dall’infortunio al crociato.
Sono stato molto felice perché ha lavorato tanto e si è sempre messo a disposizione della squadra. Ha fatto una buona prestazione e ora lo prendo in giro perché ha giocato 70 minuti e gli sono venuti i crampi… Sono felice per lui, può diventare importate per la Roma del prossimo anno.

Per arrivare in fondo in due competizioni come Champions e campionato c’è bisogno di un gruppo unito. È stato questo il vero punto di forza della Roma? Il segreto della stagione?
Non voglio parlare di segreto, abbiamo fatto bene, ma alla fine non abbiamo vinto niente. Vogliamo vincere e quindi dobbiamo lavorare ancora di più. Non possiamo essere contenti. Sì, ora l’obiettivo è arrivare alla qualificazione in Champions, ma per il prossimo anno vogliamo ancora di più.

FONTE     Match Program

Partita del Cuore, Totti in campo con Bruno Conti e Cassano

La bandiera giallorossa indosserà nuovamente gli scarpini per beneficenza: appuntamento al 30 maggio al Ferraris di Genova

Francesco Totti indossa di nuovo gli scarpini. E non per un calcetto come quelli a cui ci ha abituato in questi ultimi mesi, ma per la “Partita del Cuore” che, come riporta l’Ansa, si svolgerà il 30 maggio allo stadio “Luigi Ferraris” di Genova. La serata sarà utile per raccogliere fondi a favore dell’ospedale pediatrico Gaslini e dell’Associazione italiana per la ricerca sul Cancro (AIRC) e vedrà sfidarsi la Nazionale Cantanti e i Campioni del Sorriso. Oltre a Totti confermate le presenze di Cassano, Bruno Conti, Mattina Perin e Fabio Quagliarella.

Battere la Juve vale il terzo posto e cinque milioni

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 – Un punto contro la Juventus non basta. Di Francesco a Trigorialo ripete da giorni, ma dietro quello che può sembrare un vezzo per tenere alta la tensione della squadra c’è di più. La Roma non può accontentarsi del punto che le basta per giocare la prossima Champions League per un motivo decisamente più concreto: tra arrivare terzi e quarti, c’è una discreta differenza. Banalmente, un decimo della prima “fetta” del market pool della competizione il prossimo anno: la prima che chiuderà alle spalle di Juventus e Napoliinfatti beneficerà del 20% della torta, l’altra solo del 10%. Difficile fare una stima di quanti euro sia la differenza, visto che il patrimonio da distribuire tra i club non è ancora stato comunicato dalla Uefa. Con il tesoretto spartito in questa stagione tra le italiane, la differenza tra il terzo e il quarto posto in classifica varrebbe 5 milioni di euro. Che nel calcio di Neymar non saranno una fortuna, ma possono fare la differenza tra l’acquistare o meno un calciatore. Ma soprattutto, vorrebbe dire prendersi quella piccola – si fa per dire – differenza, a sfavore di una tra Inter e Lazio, ossia potenziali concorrenti anche per la corsa Champions del prossimo anno.

FONTE       LA REPUBBLICA – M. PINCI 

Da Bruno Peres a Gonalons, la Roma che può salutare

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 – Domenica sera, comunque vada la gara, ci sarà la passerella finale dei calciatori che saluteranno il pubblico dell’Olimpico dopo una lunga stagione. C’è chi ha la certezza di rivedere i supporter anche l’anno prossimo, ma esistono anche coloro che sono sulla lista dei partenti. Bruno Peres è uno di questi, e il suo agente è stato visto a Trigoria. Se il brasiliano dovesse salutare, si punterebbe a Laxalt per sostituirlo. Come fa sapere La Gazzetta dello Sport, è ancora da stabilire il futuro di Florenzi. Nonostante l’accordo ancora manchi, è plausibile che alla fine si arrivi a una stretta di mano. Saluterà, invece, Maxime Gonalons, che non è riuscito ad esprimersi al meglio.

FONTE     LA GAZZETTA DELLA SPORT

Mercato Roma. Con l’arrivo di Coric probabile la partenza di Gerson

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 – L’arrivo di Ante Coric sembra da tempo cosa fatta per la Roma. Il giovane croato andrebbe a rinfoltire e ringiovanire il centrocampo ma, a fare le spese del suo arrivo, potrebbe essere Gerson. Come fa sapere La Repubblica, il brasiliano non è mai sbocciato definitivamente e per questo Monchi può decidere di cederlo. Sul brasiliano si è informato il Bologna, e in maniera più timida anche la Sampdoria. Quello che appare certo, è che sarà difficile rientrare nella spesa fatta due anni fa per portarlo nella Capitale.

FONTE   LA REPUBBLICA

Mercato Roma. Sorta di prelazione per Kluivert grazie all’asse con Raiola

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MONCHI

 – L’asse Roma-Raiola è incandescente. Dopo il rinnovo di Luca Pellegrini e le voci che vorrebbero Balotelli in giallorosso c’è una terza via: quella che porta a Justin Kluivert. Come riportato da Leggo il club capitolino riuscirebbe ad avere una corsia preferenziale per il talento dell’Ajax che resterebbe un altro anno in Olanda prima di approdare nella Capitale nel 2019.

FONTE   LEGGO

Balotelli spacca Roma

SuperMario in giallorosso? Comandano i “no”, ma il “sì” è in rimonta

 

Mario Balotelli alla Roma. Un’ipotesi che qualche anno fa avrebbe mosso una rivolta popolare, come riporta Leggo. Oggi la possibilità di vedere SuperMario in giallorosso, invece, sta spaccando una città tra chi non dimentica i comportamenti dell’attaccante da avversario e chi invece punterebbe sulla voglia di riscatto di un giocatore dalle qualità tecniche indiscusse e con l’età giusta (28 anni) per provare l’ultima grande chance in serie A dopo aver segnato 39 gol in 58 partite al Nizza.

Un sondaggio, su 5000 tifosi, effettuato ieri su ForzaRoma.info ha rivelato una forte divisione: il 56% dice no all’acquisto, il restante 44 invece è favorevole e nell’ultima diretta Instagram di Mario ha chiesto a gran voce il suo arrivo.

Tra le ragioni del “no”, come detto, i precedenti. Tra tutti la provocazione che portò Totti a rifirargli un calcione nella finale di coppa Italia del 2010. Con gli anni i due hanno fatto pace come testimonia una foto prima di un Roma-Milane gli attestati di stima di Mario nei confronti dell’ex capitano: nel 2013 quando chiedeva la sua convocazione in azzurro e due stagioni fa quando celebrò Totti dopo la doppietta al Toro. Ci sono poi i dubbi sul carattere di un giocatore che nella vita ha sprecato tantissime chance. Solo ieri, per dire, Balotelli ha litigato su Instagram con l’ex Fanny: “Neanche un ct ha mai avuto così tanti calciatori”, la risposta di Mario dopo la provocazione della Neguesha: “Se fossi una brava persona avresti già trovato una vera donna. Neanche con tutti sti soldi ce la fanno a stare con te… ci sarà un perché?”.

 

Ma quanto è vicino SuperMario? Abbastanza, anche perché Di Francesco lo stima molto e lo avrebbe voluto già al Sassuolo. Balotelli poi ha apertamenteaccettato la destinazione: “Mi piacciono la città e i tifosi, ci andrei sicuro mentre rifiuterei Milan e Napoli”. Nelle ultime ore si è aggiunta la Fiorentina tanto che il giocatore sabato scorso è stato avvistato a Firenze. Ci sono però altri due fattori che confermano la pista Roma. In primis l’asse con Raiola e annesso intrigo di mercato: dopo il rinnovo di Luca Pellegrini, infatti, la Roma riuscirebbe ad avere una sorta di prelazione per Kluivert, che dovrebbe restare ancora un anno all’Ajax per approdare nella capitale nel 2019.

Poi c’è l’occasione ghiotta di prendere Balotelli a zero euro visto il contratto in scadenza, anche se dalla Francia parlano di una sorta di indennizzo di 10 milioni da versare al Nizza (non confermato in Italia però). Il nodo principale è rappresentato dall’ingaggio: 5 milioni. Intanto la Roma deve monitorare Under. Sul turco, infatti, è forte la pressione di Atletico e Dortmund, ma da Trigoria fanno sapere che è incedibile almeno per un’altra stagione. Sale, infine, la pista Verdi.

FONTE       (F.Balzani)  FORZAROMA.INFO

Vucinic: “Roma-Juventus derby del cuore”

Il doppio ex gioca la sfida di domenica sera: “Sono stato bene in tutte e due le città per questo tifo per il pari, che però non è già scritto. Anzi… Vinca il migliore ma io tifo per la X”

Mirko Vucinic alla Juventus ha imparato che “vincere è l’unica cosa che conta”, ma questa domenica a Roma farà uno strappo alla regola aurea di Boniperti: “Tifo per un pareggio”. L’attaccante montenegrino, intervistato da Leggo, cinque stagioni in giallorosso (2006-2011) e tre in bianconero (2011-2014), fa il democristiano. Non si sbilancia: “Mi sono trovato molto bene sia a Roma che a Torino. Vinca il migliore. Anche se un punto andrebbe benone a tutti”.

Vucinic, si aspetta una partita meno combattuta del solito, all’insegna del volemose bene?
“Ma no, Roma-Juve è sempre Roma-Juve. Il pareggio non è già scritto, anzi. Lo stadio strapieno spingerà le squadre a dare il meglio. All’Olimpico c’è sempre un grande tifo”.

La Juve segnerà di nuovo con un ex giallorosso?
“La legge del calcio dice così, all’andata toccò a Benatia, ma Allegri può contare su tanti campioni. Anche la Roma ha un organico importante, a cominciare da Dzeko, il protagonista della stagione giallorossa”.

 

Quali sono i suoi ricordi più belli a Roma e a Torino?
“Per quanto riguarda la mia esperienza in giallorosso, oltre ai successi in Coppa Italia e Supercoppa, non scorderò mai i 10 mila tifosi che si sono presentati a Trigoria per consolarci dopo l’uscita dagli ottavi di Champions contro l’Arsenal. E poi, a livello personale, la mia doppietta al Chelsea, per una vittoria che ci serviva come il pane. Quanto alla Juve, troppo facile, scelgo il primo anno di Conte: segnai il primo dei due gol al Cagliari nella partita che ci consegnò lo scudetto”.

Quello era soltanto il primo di sette tricolori consecutivi. Se lo sarebbe aspettato un simile filotto da parte del club bianconero?
“La Juve ha fatto un’impresa senza precedenti. Prevedere una striscia del genere era sicuramente difficilissimo, se non impossibile. Alla base di tutto c’è la mentalità vincente dei bianconeri, quella che uscì fuori già in occasione del nostro primo titolo”.

Chi è il protagonista di quest’ultimo scudetto?
“Tutti quanti, il collettivo. I senatori sono importanti, a cominciare da quel grande campione che è Buffon, il cui addio lascia un grande rammarico, ma se gli altri giocatori non avessero seguito quelli più esperti la squadra non sarebbe andata da nessuna parte”.

A proposito di campioni che lasciano, dopo l’addio nel 2016 all’Al Jazira cosa c’è nel futuro prossimo di Mirko Vucinic?
“Vediamo, non ci ho ancora pensato, non so se resterò nel mondo del calcio. Per adesso penso a godermi la vita in famiglia con i miei due figli”.

FONTE                           (T.Ormezzano)