Roma, ancora 9 milioni da pagare per Gerson. La famiglia del brasiliano a rischio sfratto

Il club giallorosso pagherà 4 milioni entro luglio e 5.81 entro il 2019. A beneficiarne il fondo inglese che ha una parte del cartellino

Quattro milioni da versare a luglio, poi altri 5,81 nel 2019. Sono circa nove i milioni che la Roma dovrà ancora pagare per Gerson Santos,  arrivato nel 2016 dal Fluminense per una cifra complessiva di 18,9 milioni di euro (è il brasiliano più pagato della storia giallorossa). Come riportato dal portale brasiliano Lance, il club giallorosso dovrà ancora depositare due rate, ridiscusse con il club sudamericano e con un fondo inglese che possiede una percentuale del cartellino del giocatore.

 

DENUNCIA – Sempre dal Brasile, secondo il portale Oglobo, la famiglia Gersonstarebbe passando dei guai giudiziari per alcuni terreni non pagati al precedente proprietario. Miguel Nassaralla ha infatti denunciato la famiglia dell’attaccante della Roma per non aver ricevuto alcuna somma dall’operazione portata a termine più di due anni fa, e per di più starebbe ancora pagando le bollette della luce e le spese condominiali. Nassaralla ha chiesto lo sfratto della famiglia Gerson, il padre-agente del romanista ha dichiarato tramite i suoi legali: “Ho la coscienza pulita e continuerò ad essere la persona onesta che sono da sempre. Cerco sempre di fare tutto nel modo giusto e soprattutto legale, come i miei genitori mi hanno insegnato, e come io ho insegnato ai miei figli”. 

Sassuolo, Squinzi: “Difra, successo meritato. Politano tra Roma e Napoli”

Il patron: “Ho pensato a Eusebio e a Allegri in questi mesi, ci siamo anche sentiti. Posso dire con orgoglio che i due tecnici italiani più bravi sono passati dal Sassuolo”

Il presidente del Sassuolo Giorgio Squinzi ha rilasciato un’intervista al quotidiano “La Gazzetta dello Sport”. Queste le sue parole sul mercato, la permanenza di Iachini e la Roma. 

Si aspettava che il Sassuolo faticasse così tanto?
“Sinceramente no, ma abbiamo pagato il vuoto lasciato da Di Francesco”.

Lo ritrova domenica…
“E gli farò i complimenti, meritava di conquistare la finale di Champions. Ho pensato a lui e a Max Allegri in questi mesi, ci siamo anche sentiti. Posso dire con orgoglio che i due tecnici italiani più bravi sono passati dal Sassuolo, peccato che per uno di loro la Champions stia diventando un incubo. Detto da uno che ricorda tutto delle 7 finali vinte dal Milan”.

 

Sarà confermato Iachini?
“Dobbiamo parlare del futuro. Iachini è bravo, ma lontano dall’idea di calcio di Eusebio. Il suo gioco non sembra adatto alle caratteristiche di Politano e Berardi. Col 3-5-2 si pestano i piedi, meglio il 4-3-3 anche se devo dire che è mancato il centravanti: Babacar mi ha deluso”.

 

Politano verso l’Inter?
“Non so, credo sia più per la Roma o il Napoli. E può far bene anche in Nazionale”.

 FONTE     (G. Longhi)

La finale che monsieur Garcia non è riuscito a dare alla Roma

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– Soltanto 250 giorni fa, la Francia gli chiedeva di lasciare la panchina, visto che il suo Olympique Marsiglia, sulla prima pagina dell’Equipe, era diventato un “ FiascOM”. Ma Rudi Garcia è uomo che vive di rivincite, spesso consumate fredde, come si conviene. La sua se l’è presa arrivando a giocarsi stasera a Lione la finale d’Europa League contro l’Atletico di Simeone: ma se il Cholo è abituato – l’Atletico ne gioca una ogni due anni dal 2010 – per Rudi sarà la prima. La affronterà, 25 anni dopo la Champions League vinta dal Marsiglia nel ’93 e a 22 dall’ultimo successo francese ( la Coppa Coppe del Psg), quasi da intruso allo Stade de Gerland: così la vede il padrone di casa, l’allenatore del Lione Genesio, che nei giorni scorsi ha messo l’accento su qualche aiutino ricevuto dall’OM in semifinale. « Parla lui, che se avessimo avuto il Var sarebbe staccato dietro di noi», aveva replicato Garcia, che invece in Ligue 1 gli guarda le spalle. Una delle tante frasi a effetto del suo repertorio. In Francia ricordano quel «Non sono un messia »con cui si presentò al Vélodrome nell’ottobre del 2016: la squadra era 13 ª in classifica, riuscì a portarla in Europa. Il come, è già leggenda: ricordano ancora i calciatori che poco dopo essere arrivato, Garcia fissò l’obiettivo Europa facendo dipingere ovunque, sui muri del centro sportivo, il numero 6. Un riferimento al sesto posto, obiettivo per tornare a giocare le coppe. Era riuscito a riportare in Europa anche la Roma depressa dalla Coppa Italia persa con la Lazio, restituendola al vertice della Serie A al motto « abbiamo riportato la chiesa al centro del villaggio » . Ma pure lì aveva rimesso mano alle abitudini locali: chiese di ridipingere le pareti della mensa con colori più tenui, introdusse il ritiro pre partita in hotel per non dover passare troppo tempo in pullman tra Trigoria e lo stadio. Qualcuno per questo lo chiamava “il team manager”, in quella Roma a cui avrebbe voluto regalare un trofeo e da cui è ripartito senza esserci riuscito. Ma con un nuovo amore nel cuore, Francesca Brienza, conosciuta quando era il volto femminile della tv della società e che adesso vorrebbe dargli un figlio (ha 3 figlie con la moglie da cui è separato). Nella capitale ha comprato una villa e trovato qualche amico – il dentista Daniele – ma non il consenso che sperava, dopo un innamoramento iniziale: tornare ad abituarsi ai secondi posti non è bastato alla città. Che oggi dovrà sperare perda perché la Roma finisca in 2ª fascia di Champions. A Marsiglia percorso inverso: fiducia tiepida, scetticismo, fino alla richiesta di dimissioni avanzata da un gruppo di tifosi lo scorso 11 settembre. Quando dopo un mercato da 96 milioni tra gennaio e giugno per assecondare ogni sua richiesta, dal talentuoso Payet al solido Luiz Gustavo, dal bomber Mitroglual regista Sanson, la squadra incassò 9 reti in due partite, di cui 6 nel derby con il Monaco. Pareva la fine, si è rialzato. E stasera, con un po’ di fortuna, potrebbe far sì che “ Europa”, a Marsiglia, non sia più solo un ricordo sbiadito della Champions del ’93.

FONTE    REPUBBLICA – PINCI

L’Italia di Mancini riparte da De Rossi

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– Sorrisi, ricordi, flash, progetti, speranze e inevitabili slogan. Il primo giorno da ct della Nazionale di Roberto Mancini a Coverciano non sfugge al cerimoniale tipico degli insediamenti. «Sono orgoglioso ed emozionato» dice il Mancio, che ha rinunciato a oltre 12 milioni di euro stracciando il contratto che lo legava allo Zenit fino al 2020, ne ha firmato uno con la stessa scadenza a due milioni più premi «facili» (la qualificazione all’Europeo vale 1 milione), rinnovabile per altre due stagioni grazie a un’opzione. Guiderà quindi l’Italia almeno fino all’Europeo, il primo itinerante che partirà con la gara inaugurale all’Olimpico di Roma. E proverà a restare in sella per il Mondiale in Qatar. Con quali giocatori? Da giorni è noto che Mancini riporterà in azzurro Balotelli, rigenerato al Nizza. «Lo vorrei rivedere – la speranza del cittì – come ai tempi dell’Europeo di Prandelli». E magari con un carattere migliorato rispetto ai tempi in cui lo ha allenato all’Inter e al Manchester City. In entrambe le squadre Mancini ha provato a portare De Rossi. Che ora, in teoria, avrebbe detto basta alla Nazionale. In teoria, perché superata la delusione del ko con la Svezia il romanista ha fatto una parziale retromarcia. Se fosse rimasto Di Biagio, rispedito in Under 21, De Rossi avrebbe confermato il suo addio alla tanto amata maglia azzurra. Ma con Mancini lo scenario potrebbe cambiare. La prospettiva di giocare un Europeo a 37 anni, magari da capitano è dura al tempo stesso stimolante. E gli allungherebbe la carriera almeno di un’altra stagione, visto che il suo contratto con la Roma scade a giugno 2019. «Dobbiamo costruire anche per i prossimi anni, quindi l’età conterà – spiega il cittì – ma sei “vecchi” come DeRossi saranno ancora i migliori, per le importanti verranno chiamati. Chi ha dato tanto alla Nazionale merita che io ci parli personalmente». I primi contatti sono già partiti, Mancini ha telefonato a tutti i giocatori che inserirà nella sua prima convocazione del prossimo weekend, compreso ad esempio Florenzi. Con De Rossiil discorso andrà approfondito. A Mancini manca un leader a centrocampo nel 4-2-3-1 che ha in mente, il romanista sarebbe l’uomo perfetto anche come guida nello spogliatoio insieme a Chiellini. Ma che ne pensano entrambi del ritorno di Balotelli? Intanto il Mancio spera di poter contare sull’aiuto di Pirlo, che sta ragionando sull’offerta della Figc, e di Buffon che deve impostare la sua nuova vita nel calcio. Lo ha già chiamato anche la Fifa, ma il richiamo della Patria per lui è sempre forte.

FONTE       IL TEMPO – AUSTINI

Roma multata per cori su Pessotto

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 – Multa di 5 mila euro alla Roma per un coro offensivo su Pessotto cantato dai tifosi durante la gara con la Juve. I cori contro i napoletani sono costati invece 20 mila euro alla Samp. Tre turni di stop a Veretout (Fiorentina), uno a Nainggolan, Toloi (Atalanta), Montolivo (Milan), Behrami (Udinese), Borini (Milan), Cionek, Salamon ed Everton (Spal), Helander (Bologna) e Masiello.

FONTE     IL TEMPO

Dzeko, stop USA. Per blindarlo la Roma rilancia

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– Come spesso accade, probabile che avesse ragione Ennio Flaiano: «I giorni della vita che contano sono pochi, gli altri fanno solo volume». Se trasferite l’aforisma del poliedrico scrittore abruzzese al calcio, vedrete che per un attaccante i giorni davvero significativi sono quelli in cui si fa gol. Il resto sono interpretazioni, critiche, a volte polemiche, molto spesso fuffa. Esattamente il contrario di quanto ha prodotto Edin Dzeko nella Roma in queste tre stagioni, in cui ha segnato 73 gol in 138 partite. Per questo Eusebio Di Francesco – pescarese proprio come Flaiano – due giorni fa in tv ha ribadito: «Dzeko è unico».

LA SPALMATURA A 32 anni, il bosniaco non ha intenzione di muoversi da una città in cui si trova benissimo. Insomma, ci sono le premesse che il matrimonio continui anche oltre la scadenza del contratto – il 2020 – visto che nell’entourage sta lievitando l’idea di allungare il rapporto di un anno, magari spalmando l’attuale ingaggio (circa 4,5 milioni) e inserendo alcuni bonus a risultato.

coric e berardi Un vero e proprio idillio, che potrebbe essere incrinato da qualche sirena a stelle e strisce. Solo la California, infatti, potrebbe rubare il cuore alla famiglia Dzeko più di Roma, e non è un caso che ultimamente sia stato fatto qualche sondaggio da parte dei Los Angeles FC, anche se l’impressione è che difficilmente il rapporto coi giallorossi s’interromperà. Una cosa però è certa: nella prossima stagione la Roma vuole fare meglio sul piano dei gol realizzati, perché avere al momento solo il 5° attacco del campionato (con 60 gol segnati) è troppo poco per volare. E allora spazio alla corsa per Berardi (Sassuolo), Verdi (Bologna) e Chiesa (Fiorentina), anche se il primo annuncio sarà quello di Coric (D. Zagabria). Occhio però, perché la Roma ha in casa anche Schick? «È già uno con enormi potenzialità, non una scommessa – ha detto l’allenatore –. Io devo metterlo nelle migliori condizioni per potersi esprimere». Ma gli apprezzamenti di Di Francesco su Balotelli, ribaditi anche due giorni fa («Lo avevo già cercato quando ero a Sassuolo, è indubbio che Mario sia un giocatore dalle grandi qualità») hanno fatto più rumore (vedi le pagine precedenti), mandando in fibrillazione la piazza giallorossa, per gran parte assai ostile all’attaccante dl Nizza. Su di lui pesano giudizi e pregiudizi, nati negli anni interisti dagli antichi screzi con Totti nella finale di Coppa Italia del 5 maggio 2010 (l’ex capitano fu espulso per avergli dato un calcio, giustificandosi con il fatto di essere stato provocato) e corroborati dagli insulti razzisti al giocatore che, nel Milan-Roma del 12 maggio 2013, portarono all’interruzione della partita per un paio di minuti e alla chiusura delle curve giallorosse per due turni.

CACCIA A KLUIVERT Ciò non toglie che la Roma ci stia riflettendo, ed infatti già a gennaio il suo agente, Mino Raiola, lo ha proposto a Trigoria. Impressioni? Il tentativo si ripeterà, forse già la prossima settimana, se è vero che Raiola e Monchi s’incontreranno. Sul piatto, però, ci sarà anche un altro attaccante. Ovvero quel Justin Kluivert – figlio dell’ex rossonero Patrick – che mezza Europa vuole strappare all’Ajax, visto che, a 19 anni, sembra già un fenomeno. In corsa c’è anche la Roma. Magari per mandarlo a scuola da Re Dzeko.

FONTE       GAZZETTA DELLO SPORT – CECCHINI 

 NEWS DELLA GIORNATA – Tutte le news della giornata giallorossa raccolte per voi in un unico articolo…..

 
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INTERVISTA PEROTTI – L’attaccante argentino è intervenuto ai microfoni di “Ataque futbolero”. Ecco alcune delle sue dichiarazioni: “Il Siviglia? Non tornerei lì. Ci sono stato molti anni e non mi è piaciuto il modo in cui me ne sono andato. Tornare mi farebbe rivivere cattivi ricordi che non mi farebbero rendere al meglio. Mi capita di ricevere ancora critiche per i 5 mesi vissuti al Boca e sono passati quattro anni. La mia idea è di rispettare il contratto con la Roma, ma se non vorranno rinnovarlo dopo il 2021, il Boca è sempre nei miei pensieri”.

INTERVISTA MANCINI – l nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, Roberto Mancini, si è presentato ufficialmente alla stampa. Ecco uno stralcio delle dichiarazioni in conferenza:Che Italia sarà? Fare il CT è sempre difficile. Ci sono 60 milioni di persone in Italia e tutti fanno il tifo per la Nazionale. Non è una cosa semplice, a maggior ragione ora che veniamo da un momento negativo. La nostra speranza è quella di poter riuscire a mettere insieme una Nazionale che vinca e che giochi bene in breve tempo. Troppi stranieri in Serie A? Forse ce ne sono troppi, potrebbero essercene ugualmente tanti ma bravi, perché dai giocatori forti c’è sempre da imparare. Poi le nazionali comunque sono composte da 25-30 giocatori, non di più. L’Italia è un paese di calciatori e ne troveremo di bravi. Più esperienza o più ragazzi giovani? Dev’essere un mix di tutto questo, dobbiamo riuscire a trovare una base di squadra molto velocemente. Questo è il primo obiettivo poi cercheremo di farla giocare bene. Buffon in campo con l’Italia a giugno? Dovrò parlare con lui, non ho avuto tempo perché successo tutto in un giorno. Dovremo parlare con Buffon e con De Rossi per capire le loro intenzioni”.

INTERVISTA SKORUPSKI- Il portiere della Roma, Lukasz Skorupski, intervenuto ai microfoni del portale polacco Sportowefakty, ha parlato del suo futuro. Queste le sue parole: “Non ci sono scuse, ho bisogno di giocare. Sono impaziente perché non sto giocando, meno male che a casa c’è mia moglie Matilde che mi aiuta molto e che presto mi renderà padre. E’ al nono mese. Ho ambizioni diverse e nei prossimi mesi questa cosa deve cambiare. Però devo ammettere una cosa: non penso di aver perso tempo. Il preparatore della Roma, Marco Savorani, è bravissimo. Non ho giocato, ma sono migliore rispetto a dodici mesi fa. Ne sono certo. A Roma sono stato una seconda scelta, il primo è Alisson, uno dei più forti al mondo. Vedremo cosa succederà, ma ripeto: io devo giocare. A fine anno parlerò con i dirigenti e il procuratore e dirò che voglio giocare regolarmente, indipendentemente da dove mi trovo. Monchi lo sa, ci confrontiamo sempre, mi dice che Alisson non può uscire, che è forte, lo capisco, è vero, ma non posso accettarlo”.

CALCIOMERCATO – L’Inter fa sul serio per Strootman. Venerdì scorso avrebbe avuto luogo un incontro tra i dirigenti nerazzurri che si occupano di calciomercato e l’entourage del centrocampista della Roma con l’obiettivo di sondare sondare la disponibilità per un ipotetico trasferimento. La clausola rescissoria si aggira intorno ai 32 milioni: l’operazione può andare in porto. Prosegue a gonfie vele la trattativa tra Ante Coric e la Roma: dopo l’accordo tra società (sette milioni di parte fissa e uno di bonus, ndr) e l’ok del consiglio direttivo della Dinamo Zagabria a lasciar partire il talentuoso centrocampista, è progredito in queste ore anche il discorso tra Roma e giocatore. Accordo trovato sulla base di un quinquennale a un milione l’anno più bonus, con la stipula dei contratti. Capitolo Balotelli: la Roma incontrerà la prossima settimana l’agente Mino Raiola con l’intenzione di fare passi avanti verso la fumata bianca. Su Supermario c’è forte anche il pressing di Lokomotiv Mosca, Borussia Dortmund e altri club europei, ma l’accelerata della Roma potrebbe risultare decisiva.

FONTE         Paolo Sparla

 

Monchi, questi chi li ferma?

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 – La Roma non considera Balotelli una priorità e non lo sta trattando. Come riporta il Corriere dello Sport (R.Maida), Raiola ne ha parlato a Monchi diverse volte e a gennaio era il nome più caldo per sostituire una possibile partenza di Dzeko al Chelsea. Il ruolo importante è quello che recita il tecnico Di Francesco, che più volte ha ribadito il suo benestare sull’approdo dell’attaccante classe ’90 nella capitale. Un attacco pesante con Schick, Balotelli e Dzeko è una suggestione che stuzzica, anche se farli coesistere tutti insieme è quasi utopia.

FONTE   CDS  R. MAIDA

Mercato Roma, contatti per Teodorczyk: l’Anderlecht chiede 20 milioni. C’è anche l’Inter

Il centravanti polacco, che poteva approdare in giallorosso a gennaio, ha segnato 14 gol totali in stagione

Dopo lo 0-0 con la Juve la stagione della Roma si è praticamente conclusa, in attesa di confermare il terzo posto nella trasferta di Sassuolo. Intanto il calciomercato sta già cominciando ad entrare nel vivo e i nomi accostati ai giallorossi sono molti. Il ritorno di fiamma è legato a Lukasz Teodorczyk che, a detta del suo stesso agente, poteva essere già in giallorosso da gennaio se Dzeko fosse andato al Chelsea. Ora, secondo calciomercato.it, i contatti tra la Roma e l’Anderlecht sono frequenti. Per il polacco la squadra belga chiede 20 milioni di euro, ma Monchi deve battere anche la concorrenza dell’Inter che si è già mossa nelle ultime settimane.

FONTE  CALCIOMERCATO.IT

La Roma muove le punte

L’attacco giallorosso attualmente è il quinto del torneo con appena un calciatore in doppia cifra

 

Aritmeticamente per il terzo posto manca ancora un punto (anche se potrebbe non servire, qualora la Lazio non vincesse con l’Inter). In trasferta la Roma, come scrive Stefano Carina su Il Messaggero, oltre a pareggiare sei volte(in due occasioni per 0-0 e in quattro per 1-1) e perdere a Torino 1-0, ha vinto quattro volte 1-0, quattro per 2-0 e soltanto a Firenze (4-2), Napoli (4-2), Benevento (4-0) e Ferrara (3-0) ha segnato almeno tre reti.

Attacco che attualmente è il quinto del torneo (62 gol) con appena un calciatore in doppia cifra (Dzeko, 16) e cinque (Under 7, El Shaarawy 7, Perotti 5, Defrel 1 e Schick 2) che insieme hanno segnato come Dybala (22).

Numeri che stanno facendo riflettere a Trigoria.  La Roma sta seguendo a fari spenti l’evolversi della situazione legata a Berardi. Lo scorso anno il Sassuolo non si mosse dalla valutazione di 40 milioni, improponibile oggi. Altro nome che a Monchi piace, oltre a Ziyech (che tuttavia potrebbe ricoprire, come sta già accadendo all’Ajax, il ruolo di mezzala sinistra), è Verdi. L’exploit dell’attaccante del Bologna non aiuta (discorso simile per Politano) anche se i rapporti tra i club sono ottimi e sono diversi i calciatori che a Trigoria potrebbero inserire nella trattativa: da Skorupski a Calabresi.

 

Se Coric è ad un passo (trequartista che nelle idee giallorosse potrebbe trasformarsi in regista), meritano un discorso a parte Kluivert Jr. e Balotelli. Ruoli diversi ma in comune lo stesso agente: Raiola. L’olandese, vista la concorrenza dei club della Premier (Everton su tutti), rischia di rimanere un sogno. Super Mario viene invece considerato un’opportunità. Ventotto anni il prossimo agosto, a parametro zero, tecnicamente indiscutibile e possibile volto nuovo dell’Italia targata Mancini, rappresenta una possibilità che è difficile scartare a priori. Soprattutto se il calciatore ha messo la Roma al primo posto e Di Francesco ne è un convinto estimatore.

FONTE    S. CARINA