‘RADIO PENSIERI’ Lazio, DE ANGELIS: “I bambini vadano a scuola a testa alta, i trofei a Roma solo grazie a noi”

Ogni tanto facciamo un giro per l’etere che tratta temi biancocelesti. Oggi lo facciamo ‘a caldo’, il giorno dopo Lazio-Inter 2-3

 

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Guido De Angelis (Radio Sei – 98.1): “Non cominciamo a distruggere tutto, quest’anno sono state fatte tante cose belle e solo alcune sbagliate. L’ambiente Lazio è cresciuto, ma non abbastanza. Con questo gruppo e questa squadra la Lazio può andare lontano. Ho sentito tifosi fuori dallo stadio lamentarsi per cose ridicole. Ai bambini dico di andare a scuola a testa alta perché per l’ennesima volta un trofeo a Roma è arrivato grazie alla Lazio, un’altra volta nonostante tutto. Cari romanisti, state boni”.

Pino Wilson (Radio Sei – 98.1): “Quello di far fuori la Lazio dai primi quattro posti è stata un’operazione chirurgica perfetta. Nonostante alcune pause la Lazio meritava di festeggiare la qualificazione in Champions già da alcune partite. Dire che la squadra non avesse meritato il quarto posto mi sembra riduttivo ingeneroso”.

 

Mario Facco (Radio Sei – 98.1): “La Lazio è una squadra che va ritoccata a livello di rosa, di questo se n’è accorto anche cieco. Vorrei sapere cosa dicono e cosa pensano della Lazio i nostri dirigenti. Sperano che abbiano le idee chiare. C’è bisogno di rinforzi”.

Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Ho visto delle cose che non mi sono piaciute, come la prima ammonizione a Lulic che è inesistente. Sul primo gol di D’Ambrosio c’è da discutere… Alla Lazio mancano sei punti. L’Inter ha vinto con tre calci d’angolo, prima aveva fatto ridere. Che la Lazio non sia quarta è una profonda ingiustizia. Non ho mai pensato che i biancocelesti potessero arrivare in Champions a discapito dell’Inter. Molti giocatori non possono giocare nella Lazio. Se fosse stato un campionato corretto la partita di ieri non sarebbe stata decisiva. Anche con i pochi soldi spesi da Lotito la Lazio doveva essere quarta. Il campionato non è regolare”.

Furio Focolari (Radio Radio Mattino-104,5): “Non c’è niente di irregolare sul primo gol dell’Inter. La difesa della Lazio è da Serie B. Strakosha è scarso. De Vrij non poteva fare nulla sul rigore. Inzaghi ieri ha stravolto tutto con i cambi. Lotito non ha comprato nessuno per aiutare Inzaghi a gennaio, le colpe sono anche sue. Il futuro è Strakosha e Luis Felipe? Ma scherziamo?”.

Stefano Agresti (Radio Radio Mattino – 104,5): “La Lazio avrebbe meritato di andare in Champions, l’Inter ha vinto immeritatamente ma non ha rubato nulla. Ripartire senza Champions ora è difficile anche perché bisognerà vendere Milinkovic”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “La Lazio è vero che è stata penalizzata dal Var, ma un po’ se l’è cercata. Ieri tre gol presi su calci piazzati. C’è da riflettere un po’ sulla gestione dell’organico, sui cambi e sui cali di testa nei momenti più importanti. Nulla toglie al grandissimo campionato, ma il prossimo anno sarà ancora più difficile. De Vrij? Si può discutere sul rigore, ma ha fatto una buona partita. Tutta la fase difensiva della Lazio quest’anno è stata carente”.

Emanuele Artibani (Radio Incontro Olimpia – 105,8): “A me la Champions nemmeno mi piace… Lazio-Inter lascia tanta amarezza, si era messa bene e poi, a un certo punto, è cambiato tutto. Dobbiamo andare a testa alta sempre, perché certe cose nella vita accadono. Ieri sera è accaduto un qualcosa che capita solo a noi laziali. La classifica della Roma è extradimensionata. In Italia vincono le squadre indebitate, vedi Roma e Lazio per esempio. Quest’anno fa comodo a tutti avere una romana in Champions e una in Europa League, così come le due milanesi. Non mi ha convinto per niente la prestazione di De Vrij, è la prima volta che gli vedo fare un intervento in acrobatica dentro l’area. Non può non farmi nascere qualche tifoso, parlo da tifoso. Mi puzza… Noi usciamo a causa di quel fallo da rigore”.

La Roma passa e chiude terza

I giallorossi vincono anche in casa del Sassuolo e finiscono sul podio

La Roma si prende definitivamente e meritatamente il 3° posto e, per il 2° anno di fila, va direttamente alla fase a gironi della Champions, scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

Di Francesco sale sul podio e a prescindere dal successo da ex contro il Sassuolo nell’ultima gara esterna della stagione (0-1): il risultato dell’Olimpico lo avrebbe comunque premiato. Fuori casa i giallorossi hanno confermato di avere il ritmo giusto. È accaduto fin dal 1° match del 20 agosto a Bergamo. Da scudetto.

Perché, lontano dall’Olimpico, hanno conquistato 42 dei 77 punti, senza prendere gol in 12 dei 19 viaggi (12 vittorie). Il distacco dalla Juve campione (7° scudetto) è pero pesantissimo: 18 punti, il peggiore di questo quinquennio. Il gruppo è dunque da perfezionare per competere anche in Italia, dopo la splendida avventura in Europa.

A Sassuolo non c’è cattiveria e nemmeno agonismo per metà partita. Che cambia nello svolgimento e nell’intensità per l’autogol casuale (il 5° a favore) che quindi nessuno si aspetta. Quasi all’improvviso e in attesa di rientrare negli spogliatoio per l’intervallo, la Roma si ritrova in vantaggio. Manolas entra in area e, scansato Duncan che tenta il recupero, va al tiro. Traversa, prima della deviazione decisiva di Pegolo che involontariamente fa da sponda per il rimbalzo fatale. Fino a quel momento i giallorossi, subito capaci di prendersi l’iniziativa, hanno rischiato solo di farsi trovare scoperti su qualche ripartenza organizzata da Iachini a sinistra dove Florenzi è svogliato e disordinato. Skorupski, nella notte in cui gioca l’unica partita di campionato di questa stagione (ha avuto spazio solo il 20 dicembre contro il Torino nell’ottavo di Coppa Italia), è bravissimo a chiudere su Politano, rapido a girare in porta l’invito di Berardi. Schick, invece, ha colpito il palo esterno proprio all’alba del match, prima di uscire di scena, perdendo contrasti e palloni. E scivolando sempre sul più bello.

Dzeko, unica punta del gruppo in doppia cifra, resta a digiuno prima di tagliare il traguardo: Pegolo, davanti al centravanti, si riscatta nel finale.

FONTE    U. TRANI

Eusebio non si accontenta: «Voglio un calcio più cattivo»

di francesco

 Voleva la competizione, anche alla fine. Anche se la partita contava poco e niente e che anche con zero punti la sua Roma poteva restare terza in classifica. Invece prestazione attenta, anche se i ritmi non sono stati frenetici. Alla fine è arrivata la vittoria di misura contro il suo Sassuolo, ed ennesima gara senza subire gol. «E’ cambiata la mentalità, ma non accontentiamoci», urla fiero Eusebio Di Francesco, che chiude una stagione col sorriso, dopo essersi concesso un briciolo di emozione, sbagliando panchina prima del fischio d’inizio. Del resto, certi amori non finiscono, si dice così, no? Splendida Champions League e campionato con risultato finale doveroso per la Roma, che negli ultimi cinque anni ha centrato l’Europa vera per quattro volte. Ma ora, si va avanti pensando alla crescita, perché la distanza con la vetta è ancora troppo grande.
IL PERCORSO «Dobbiamo migliorare la gestione della partita, la capacità di andare con più insistenza in verticale. Migliorare determinate azioni. A volte restiamo scoperti, dobbiamo leggere meglio determinate situazioni. Il prossimo anno saremo avvantaggiati, tanti giocatori conoscono meglio il mio gioco e io conosco meglio loro. La vittoria con il Sassuolo? Abbiamo dimostrato di avere un’ottima mentalità. Siamo partiti molto bene, anche se poi siamo calati e i nostri avversari sono entrati in partita. Abbiamo portato a casa questa vittoria che ci è servita a confermare il terzo posto». Diciotto punti dalla prima in classifica sono tanti, troppi, specie per una squadra che ha giocato la semifinale di Champions. A gennaio cosa è successo? Tutto è finito lì. «Tanti fattori importanti, è servito a crescere. Ora guardo avanti, siamo migliorati ma non basta. Ora vogliamo andare oltre, questo è l’obiettivo. Il campo darà le risposte giuste lasciando dietro le chiacchiere, dobbiamo lavorare meglio e di più. Siamo la seconda miglior difesa del campionato, dobbiamo fare di più in attacco. Abbiamo fatto meno di quello che potevamo fare quest’anno. Alisson? E’ il nostro portiere e sono felice di tenermelo. Spero possa rimanere». Spero. Sabato era un po’ più sicuro sul futuro del brasiliano. Staremo a vedere, finché il Real non li separi. A qui torna in mente il mercato. «Dovremo essere bravi. Si dovrà sbagliare il meno possibile, per questo le prossime settimane ci butteremo con il direttore Monchi sul mercato per capire quali saranno le nostre prossime mosse. Non è certo una squadra da smantellare, ma solo da migliorare. Credo sia stato tutto importante, dal mercato di gennaio alle sconfitte, tutto ci ha fatto crescere. Non dobbiamo accontentarci, dobbiamo fare meglio in futuro. Vogliamo migliorarci, dobbiamo sempre avere la fame di cercare di ottenere qualcosa in più rispetto a quello che abbiamo fatto in precedenza».

FONTE      IL MESSAGGERO – ANGELONI

Fazio: «Le sconfitte ci aiuteranno a crescere»

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– Lui, Federico Fazio, uno degli artefici dei numeri della difesa: 18 clean sheet in campionato, 5 in Champions League. E 12 trasferte senza subire reti (9 gol presi in tutto, è la migliore in Italia), consecutive le ultime 4 – derby compreso – contro la Lazio, la Spal, il Cagliari e il Sassuolo. La vittoria di Reggio Emilia consolida il terzo posto. «Era importante giocare di nuovo la Champions. Bello arrivare in semifinale, bisogna proseguire il percorso di crescita. L’anno prossimo dovremo fare ancora meglio», le parole di Fazio, che ora vuole il Mondiale. «L’esperienza ce la portiamo dietro l’anno prossimo.Anche le sconfitte serviranno».Non c’era il solito Alisson a prendere l’ultima palla, ma Skorupski. «Ho lavorato tutto l’anno, aspettavo questo momento. Sono contento della vittoria e di non aver preso gol, ho fatto qualche parata ma è il mio lavoro.Sono contento del terzo posto. Il futuro? Ora aspetto il Mondiale e vedremo. Certo,un altro anno in panchina è duro». A proposito di portieri, Lobont va a scadenza. E forse stavolta saluterà la Roma.

FONTE     IL MESSAGGERO – TRANI