Diritti TV, Mediapro delibera di versare 186 milioni come garanzia. Ora tocca ai cinesi….

screenshot_2018-05-17-09-59-00_11467281880.jpg

Passi in avanti sul fronte dei diritti tv della Serie A, aspettando l’assemblea di Lega di lunedì pomeriggio, che sarà il giorno del dentro o fuori per Mediapro. Nella notte di giovedì il cda di Imagina, società capogruppo dell’intermediario spagnolo che si è aggiudicato i diritti del campionato, ha deliberato il versamento di 186 milioni da versare come garanzia ai club. Manca ancora l’ok di Orient Hontai, il colosso cinese che sarà il prossimo socio di maggioranza di Mediapro, che non ha ancora completato il closing per l’acquisizione del 53%. Malagò intanto rimanderebbe il piano del canale della Lega fra uno o due anni e al momento spinge per far rientrare in giocoSky. Questo quanto riportato da Il Corriere della Sera.

FONTE  CDS

Mercato Roma, affare Talisca in salita. Smentita la dichiarazione sul futuro in Italia

Ieri i media turchi hanno rilanciato un virgolettato del brasiliano: “Continuerò la mia carriera in Italia”. Niente da fare, almeno al momento: l’operazione resta complicata

Ieri i tifosi della Roma hanno sognato per qualche ora con un virgolettato riportato dai media turchi. “Continuerò la mia carriera in Italia: ecco la presunta dichiarazione di Anderson Talisca ai suoi ex compagni di squadra del Besiktas. Come riporta l’edizione odierna de “Il Tempo“, le parole del brasiliano sono state smentite, così come è stato smentito il “Non ci interessa” di Monchi. L’operazione del club giallorosso per arrivare a mettere le mani sui cartellino di Talisca è comunque definita complicatissima.

FONTE   IL TEMPO

Roma, Defrel possibile pedina per arrivare a Cristante

L’Atalanta sarebbe interessata all’attaccante come parziale contropartita per il centrocampista: l’affare potrebbe concludersi con 15 milioni in contanti più il cartellino del francese

Gregoire Defrel potrebbe lasciare Roma dopo appena una stagione. Secondo quanto riporta l’edizione odierna di “Tuttosport“, l’Atalanta sarebbe interessata all’attaccante francese come parziale contropartita per Bryan Cristante, centrocampista del club bergamasco da tempo accostato ai giallorossi, ma anche a Juventus, Inter e Lazio. L’affare potrebbe concludersi con 15 milioni in contanti più il cartellino di Defrel, con una valutazione complessiva da 25 milioni di euro.

FONTE  TUTTOSPORT

Liverpool, restano in cella i due ultrà del pestaggio

cropped-fb_img_1485594116584

– Filippo Lombardi e Daniele Sciusco, i due Fedayn fermati lo scorso 24 aprile a Liverpool dopo gli scontri nati nel prepartita di Champions con la Roma, rimangono in carcere. Lo ha deciso ieri un tribunale inglese dopo una breve udienza. Durante i tafferugli tra le tifoserie, era rimasto gravemente ferito il sostenitore dei Reds, Sean Cox, tutt’ora in gravi condizioni al Walton Neurological Center.

Davanti al giudice, in quella che potrebbe essere definita una sorta di udienza preliminare del nostro ordinamento, i due imputati sono comparsi ieri mattina nella città inglese. È durato tutto meno di un’ora. Per Lombardi, accusato in una prima fase di tentato omicidio e adesso imputato per lesioni gravissime, il processo comincerà l’8 ottobre.
Meno pesante l’accusa per Sciusco, già in attesa della sentenza, per l’ipotesi di «disordini violenti». Entrambi rimarranno detenuti a Preston. È stato l’avvocato di Sciusco, però, a chiedere al giudice una sentenza separata e veloce per il suo cliente, sottolineando che «gli accertamenti svolti indicano un carattere impeccabile dell’assistito».

I due ragazzi, il 24 aprile, erano arrivati a Liverpool in treno da Manchester, insieme ad altri ultras. Dopo avere percorso in corteo alcuni chilometri a piedi, si erano scontrati con i Reds fuori dallo stadio, prima del match. Tuttavia avevano ugualmente assistito alla partita, salvo essere fermati subito dopo il fischio finale dagli uomini della Digos, presenti a Liverpool. Sciusco, classe 89 e Lombardi, classe 97, erano già alla polizia per la vecchia militanza nelle file degli ultrà giallorossi, sebbene incensurati. Le indagini sono ancora in corso, attraverso l’esame dei video. Tra l’altro i familiari dell’uomo ferito avevano accusato un gruppo di 13 persone.

FONTE    IL MESSAGGERO

Fair Play, l’Uefa dà un altro giro di vite

wp-image--1027193435

– Nuovo giro di vite sulle regole che, negli ultimi anni, hanno davvero riequilibrato i bilanci dissestati del calcio europeo. Cominciò tutto nel 2010 con il progetto Platini-Infantino. Nel 2015 la prima riforma, con l’introduzione del voluntary agreement . Adesso è la presidenza Ceferin ad arricchire il quadro normativo. L’Esecutivo Uefa ha dato l’ok alla riforma che renderà più difficile «eludere» i controlli o truccare i conti: più trasparenza, indagini più tempestive, sanzioni immediate. Si comincia dal 1° giugno.

Nel 2010 il deficit globale era di 1,7 miliardi di euro: siamo arrivati a 280 milioni. […]  Ecco le novità più importanti che possiamo anticipare. Adesso i club non potranno più «nascondere» le cifre: ci sarà l’obbligo di pubblicare sul sito i bilanci e, forse ancora più interessante, le spese (aggregate) per gli agenti. «Aggregate»: nel senso che, se Pogba fosse passato alla Juve oggi, non sapremmo in tempo reale quanto ha incassato esattamente Raiola: la somma sarà infatti complessiva di tutte le operazioni dei club. […]

Una delle critiche più forti (e sensate) al fair play riguardava il fatto che le eventuali irregolarità fossero sanzionate almeno un anno dopo. Non dovrebbe essere più così. Se in una finestra di mercato lo «sbilancio» tra acquisti e vendite è di almeno 100 milioni, l’Uefa può fare controlli subito, aprire un’indagine con la commissione investigativa e, in caso, chiedere garanzie sul rispetto del fair play anche per l’anno dopo. Esempio pratico: quando il Psg ha comprato Neymar, con evidente deficit, alla fine del mercato (1° settembre ‘17) avrebbe dovuto dare garanzie sul rispetto dei parametri per la stagione in corso e poi fino al giugno 2018. Se ci sono irregolarità, possono essere applicate sanzioni subito e non la stagione successiva. […] Non sarà più possibile comprare un giocatore «fingendo» un prestito, per posticipare il deficit. L’operazione andrà iscritta a bilancio come acquisto subito. […] Basta ai trasferimenti ai club «amici», cioè dello stesso proprietario, per ridurre il deficit. Se ho uno sbilancio forte, posso provare a vendere a 100 un giocatore acquistato 10? Adesso non più: o, meglio, nel bilancio non potrò scrivere un incasso comunque superiore a 10. Addio utilità del trucchetto. La Lazio anticipò al bilancio 2014-15 i 10 milioni di market pool sicuri della Champions 2015-16. Questo non sarà più ammesso. Gli incassi potranno essere contabilizzati quando effettivamente realizzati.

[…] Da domani ci saranno controlli più stretti anche sulla posizione debitoria, spia di problemi dei club. Ci sono altre misure, ma le principali qui elencate danno il senso della riforma. Il nuovo sistema non ha ancora recepito altre innovazioni, quali la luxury tax (che piace a Ceferin) o la salary cap (quest’ultima molto difficile da realizzare in Europa). […]

FONTE     LA GAZZETTA DELLO SPORT

Totti va al Mondiale, ma con le leggende

L’evento si terrà a Mosca dall’8 al 14 luglio ed il dirigente giallorosso ha detto sì all’invito. Tra gli italiani ci saranno Di Biagio, Delvecchio e probabilmente anche Nesta e Maldini

Tutti vogliono Francesco Totti: il neo dirigente della Roma (tra tre giorni sarà passato un anno dal suo addio al calcio) non ha mai smesso di indossare gli scarpini e continua a ricevere inviti da tutto il mondo per partecipare ad eventi e tornei internazionali. Totti, come riporta Gianluca Lengua su Il Messaggero, ha risposto presente all’invito per il “Mondiale delle Leggende” che si terrà a Mosca dall’8 al 14 luglio. Un torneo a cui prenderanno parte molti giocatori che hanno fatto la storia del calcio, tra gli italiani ci saranno Di Biagio, Delvecchio e probabilmente anche Nesta, Maldini e Candela.

Totti a giugno dovrebbe partecipare a un evento in Cina, mentre tre giorni fa era atteso a Monaco dalla Nazionale piloti per la World Stars Football Match, ma un impegno improvviso lo ha costretto a rinunciare. A Montecarlo, invece, ci volerà questo fine settimana per godersi il Gran Premio.

Il crocevia di Florenzi

Il contratto del vicecapitano romanista scade nel 2019. In Italia, ma anche all’estero, non mancano gli ammiratori

wp-image-1405743474

Rinnovo o addio, all’incrocio più importante per il futuro è Florenzi a scegliere da quale parte andare, come riporta Il Tempo. I tempi sono maturi, il contratto del vicecapitano romanista scade nel 2019, in Italia (ma anche all’estero) non mancano gli ammiratori, non è certo un segreto che piaccia a Spalletti, per esempio, ma la volontà di continuare insieme nella capitale sembra essere reciproca. Sembra. In realtà il finale non è così scontato, e c’è un nodo economico da sciogliere: l’esterno chiede 4 milioni di euro a stagione per 4 anni, la Roma è disposta ad arrivare a 3 (dai circa 1,8 milioni attuali) e a spalmare l’ingaggio oneroso offrendogli un anno in più. Non ci sono ancora appuntamenti fissati tra il procuratore e Monchi, nonostante l’invito pubblico del diesse spagnolo a sedersi al tavolo delle trattative ora che il campionato è alle spalle. L’incontro, in ogni caso, ci sarà a stretto giro di posta e si cercherà di risolvere la situazione prima della partenza di Florenzi per le vacanze con la famiglia allargata (la moglie Ilenia è incinta della seconda figlia). I ragionamenti che fanno tentennare il club sono l’alto stipendio preteso dal giocatore e la ricerca di un ricambio nella rosa per dare nuovi stimoli allo spogliatoio. Le due cose sono collegate, perché all’aumentare dei costi della società con rinnovi che schizzano verso l’alto (c’è pure Alisson in lista d’attesa) cresce la necessità di vendere e di fare plusvalenze, perciò il sacrificato potrebbe essere il diretto interessato Florenzi. Se le parti non troveranno un compromesso, sarà addio alla Roma, che non può rischiare di perderlo a parametro zero dal prossimo gennaio.

A Trigoria tira aria di cessioni, i grossi guadagni della Champions hanno garantito un bel gruzzoletto, ma è in virtù di un sano rinnovamento della rosa che presto un «senatore» potrebbe salutare: Strootman c’è da 5 anni, Manolas e Nainggolan da 4, lo stesso Florenzi da 6, senza contare tutta la trafila nelle giovanili giallorosse. Chi è alla fine di un ciclo può cambiare aria e la Roma otterrebbe così l’effetto di «rinfrescare» lo spogliatoio, magari inserendo giovani del calibro di Kluivert dell’Ajax, seguito attentamente da Monchi, o Cristante dell’Atalanta, oltre a Coric, il più vicino. Se alla fine il vicecapitano dovesse prendere la strada che lo porterà lontano dal suo “primo amore”, il diesse andrebbe alla ricerca di un esterno destro (Kaderabek dell’Hoffenheim resta tra i preferiti) ma Di Francesco perderebbe anche quel jolly che il neo ct dell’Italia Mancini è pronto a sfruttare a pieno. “Terzino è una sicurezza, ma in Nazionale vorrei provarlo da interno di centrocampo”, ha rilanciato da Coverciano. Per Florenzi sarebbe un salto nel passato, mentre la testa sceglie il futuro.

FONTE      IL TEMPO

Nainggolan: “Non giocare il Mondiale per me è un duro colpo. Dopo quattro ottime stagioni alla Roma meritavo più rispetto”

FB_IMG_1488148983947

Radja Nainggolan, escluso dai convocati del ct Martinez, non parteciperà ai Mondiali di Russia con il suoBelgio. Il centrocampista giallorosso è tornato nuovamente sull’argomento, queste le sue parole ai microfoni di VTM Nieuws: 

“Volevo esserci, è normale, ma lui ha fatto la sua scelta, anche se non mi è ancora chiaro il motivo. Non giocare un Mondiale per me è un duro colpo, anche perché ne ho già saltato uno. Sono a Roma da quattro anni e ho giocato quattro ottime stagioni. Penso di essermi guadagnato un po’ più di rispetto con le mie prestazioni. E’ una cosa bella ricevere supporto e rispetto dalla gente e dai compagni, ma ora tutti dovremmo concentrarci sulla squadra. C’è un Mondiale, spero che arriveranno il più lontano possibile”.

Mercato, Spalletti non molla Nainggolan: oggi incontro con l’agente, la Roma lo valuta 40 milioni

L’allenatore dell’Inter continua a sognare il belga e insiste con la società: molto dipenderà dalla volontà dei giallorossi e del giocatore

FB_IMG_1486704709211

Nuova stagione, vecchi pallini. Luciano Spalletti non ha dimenticato Radja Nainggolan, allenato fino allo scorso anno in giallorosso. Il tecnico dell’Inter oggi ha fatto il punto del mercato in conferenza stampa, ammettendo l’impossibilitàdi riscattare Rafinha. I nerazzurri dunque hanno bisogno di rimpiazzare il giocatore di proprietà del Barcellona, cercando allo stesso tempo di realizzare delle plusvalenze: l’idea è quella di inserire alcuni giovani nella trattativa con il Cagliari per arrivare a Barella. Come riporta Sky Sport, il sogno però resta Nainggolan, che la Roma valuta 40 milioni.

Questa mattina il ds dell’Inter Ausilio ha incontrato Alessandro Beltrami, agente sia di Barella che di Nainggolan, con il quale ha parlato di entrambi i centrocampisti. Nulla di concreto, solo una chiacchierata, ma l’argomento è stato toccato pur senza iniziare una trattativa. Spalletti insiste che la sua dirigenza provi a capire le reali possibilità di portare il Ninja giallorosso in nerazzurro. Molto dipende però dalla volontà dei capitolini e dello stesso giocatore, oltre al costo comunque elevato dell’operazione.

FONTE    SKY SPORT

Vertice Monchi-Di Francesco per preparare il mercato estivo

di francesco

La Roma comincia le grandi manovre per il mercato estivo. Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, ieri sarebbe andato in scena l’incontro tra Monchi e Di Francesco. Il focus della conversazione è stato quello di puntare a ringiovanire la rosa e ridurre il monte ingaggi, tutto questo senza abbassare la qualità. I nomi che circolano sono quelli di Justin Kluivert, classe ‘99, e Bryan Cristante, classe ‘95, sono i primi nomi sulla lista del ds che però dovrà aspettare la fatidica del 30 giugno per acquistarli. Il rischio è che altre società arrivino prima, ma la Roma si sente sicura di un accordo di massima già trovato con Ajax e Atalanta. Specialmente con i bergamaschi, ai quali verranno girati Gerson e Tumminello. Un altro rinforzo di cui si è parlato riguarderebbe l’altra fascia offensiva, anche per dare un valido cambio o un’alternativa a Cengiz Under  visto che né Schick né Defrel hanno convinto. I nomi dell’esterno puro richiesti dal mister abruzzese sono 2 sue vecchie conoscenze: Berardi e Politano. Piccolo giallo riguardo Anderson Talisca: il Besiktas avrebbe dovuto riscattarlo per 21 milioni dal Benfica ma non ha liquidità per esercitare l’opzione e dunque aspetta la Roma. Altro ruolo da coprire è quello di un regista che possa far meglio di Gonalons ed alternarsi con De Rossi. A tal proposito, Torreira e Pulgar piacciono molto, ma attenzione al ritorno di fiamma per Seri.

FONTE    CDS

Buffon firmerà un biennale col PSG e farà da testimonial per i Mondiali in Qatar

FB_IMG_1503730133578_1

Gigi Buffon sempre più vicino al Paris-Saint-Germain. Secondo quanto riporta Tuttosport, il passaggio al PSG è oramai cosa certa e l’ex juventino è pronto a firmare un biennale con i parigini solo nelle prossime settimane, dopo essere rientrato dalle vacanze. Un ingaggio complessivo per due anni da 7-8 milioni di euro che prevede anche l’accordo come testimonial dei Mondiali 2022 in Qatar. Il tutto sarà ufficiale entro un mese.

FONTE  TUTTOSPORT

Strootman ricorda la cena d’addio di Totti ad un anno esatto di distanza…

E’ già passato un anno. Il 24 maggio 2017, infatti, Francesco Totti invitava tutta la squadra a cena per l’ultima volta  da capitano e calciatore della Roma. Solo 4 giorni dopo si sarebbe svolto il suo ultimo match, in casa contro il Genoa e che avrebbe visto l’ex numero 10 fare un lungo e commuovente giro di campo e leggere una lettera d’addio al calcio ai suoi tifosi ma che fece piangere anche molti appassionati di altre squadre.Kevin Strootman, centrocampista giallorosso, ha voluto ricordare quella serata con una foto sul suo profilo Instagram con questa didascalia in aggiunta:

https://instagram.com/p/BjJxO5pHXgu/?utm_source=ig_embed

Centrocampo Roma, adesso si cambia. Cristante è più vicino

l’accelerata è arrivata ad inizio settimana: prima con l’incontro di lunedì tra il d.s. giallorosso Monchi e l’agente del giocatore (Giuseppe Riso) e poi con le due società a colloquio martedì in Lega

FB_IMG_1493745186331_1
MONCHI

Negli ultimi giorni Roma e Atalanta si sono avvicinate e anche di molto, con il club giallorosso che ora è in pole position (la freccia è stata messa sulla Lazio) per aggiudicarsi i servigi di Bryan Cristante, 23 anni, uno degli uomini chiave di una squadra capace di tagliare per il secondo anno consecutivo il traguardo europeo. Come riportato nell’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport”, l’accelerata è arrivata ad inizio settimana: prima con l’incontro di lunedì tra il d.s. giallorosso Monchi e l’agente del giocatore (Giuseppe Riso) e poi con le due società a colloquio martedì in Lega. Se tutto andrà come può andare, Cristante dovrebbe essere giallorosso per una cifra di circa 25 milioni più 5 di eventuali bonus. Il condizionale però è d’obbligo, un po’ perché il mercato (ufficialmente) non è neanche ancora iniziato, un po’ perché la vicenda Kessie dello scorso anno ancora brucia dalle parti di Trigoria.

FONTE     (A. Pugliese)

Dai concorsi di bellezza al tetto del mondo: è Alisson-mania

In Brasile Rede Globo gli dedica un documentario, la Roma vuole blindarlo, i club di mezza Europa lo cercano. Ma per lui adesso c’è solo il Mondiale

Quella Becker non è mai stata una famiglia all’attacco. Tutti in difesa e…tra i pali. Il bisnonno era il portiere della squadra della città, la madre di Alisson giocava in porta a pallamano, e anche il padre sin da ragazzo fino ad oggi, nella partitella settimanale tra amici, si mette i guanti e difende la porta. Lui ha le idee chiare per le caratteristiche principali che deve avere il portiere: “Deve essere matto e non aver paura” dice Josè Becker in un servizio di Rede Globo. Ed è questo che ha insegnato ai due figli. Figli che, soprattutto il minore, sono sulla bocca di tutti.

Alisson, in particolare, mentre prepara il Mondiale col Brasile e ragiona con la società sul rinnovo di contratto, cerca di restare con i piedi per terra. Merito delle solide radici familiari, cementate da uno strettissimo rapporti col fratello. Portiere anche lui, cinque anni più grande, oggi in forza al Belenenses in Portogallo. “Alisson sin da piccolo voleva fare sempre quello che facevo io e mi seguiva dappertutto. Era come se lui seguisse le me tracce”. Muriel era il portieretitolare delle giovanili dell’International di Porto Alegre e delle squadre minori della Seleçao. Arrivato a giocare in prima squadra, passano un paio di anni e Alisson diventa la sua riserva, e si contendono il ruolo da titolare. “Sono entrato quando lui ha avuto un grave infortunio – dice Alisson – e non ne sono uscito più. E’ logico che ero molto triste per quello che era capitato a Muriel, ma allo stesso tempo, appena cominciai a giocare, fui felice per me”. Da quel momento è diventato prima idolo della squadra e poi capitano. A 23 anni l’Internacional lo ha venduto alla Roma. Il giorno dell’addio è arrivato in occasione di una partita decisiva, a Porto Alegre, nello stadio Bela Rio: “La mia casa per quasi metà della mia vita”, il pensiero di Alisson.

Con la fascia da capitano al braccio ha alzato al cielo il titolo Gaucho. Un’immagine che resterà per sempre nella testa del portiere della Seleçao e della sua famiglia: finita la partita e terminati i festeggiamenti, Alisson resta seduto appoggiato al palo della porta, alcuni minuti fermo a pensare e a piangere. Nella sua testa passa il film del suo inizio di carriera. “Mi si è stretto il cuore – confessa Magali, la madre – Quando rivedo quelle immagini sento la sua mancanza”. Momenti indimenticabili per lei e anche per suo figlio: “Meno male quel giorno sono arrivati mio fratello e suoi figli ad abbracciarmi. Un momento che porterò sempre nel cuore”.

Soprannominato “O goleiro gato” Alisson da giovane ha ottenuto successi anche fuori dal campo: “A quindici anni è stato eletto il ragazzo più bello del liceo e gli hanno offerto di fare alcuni book fotografici”, ha rivelato dona Magali. Ma anche questa è ormai storia.
Il presente vede Alisson pronto a difendere i colori del suo Paese in un Mondiale in cui il Brasile parte tra i favoriti per la vittoria finale. Ma il presente vede anche il mercato: su di lui ci sono gli occhi dei più importanti club europei, ma a Romac’è la speranza, che in alcuni sfiora la certezza, di rivederlo indossare i colori giallorossi anche nella prossima stagione.

 

FONTE     MASSIMO  LIMITI

La Roma riparte all’offensiva

screenshot_2018-05-22-07-46-18_1-1423541414.jpg

articolo sponsorizzato da………..https://www.facebook.com/fabbricamaterassi.it/

 – Migliorare. È il verbo che, ormai da qualche settimana, viene usato con disinvoltura a Trigoria. Di Francesco e Monchi lo utilizzano in ogni discorso sulla Roma che verrà. L’allenatore ne fa una questione quasi ambientale. È la crescita che si aspetta dal gruppo e quindi dalla squadra, non accontentandosi, lui più di ogni altro, di quanto raccolto in questa stagione. E’ come se alzasse l’asticella del lavoro quotidiano per la crescita dei comportamenti in campo. E delle conoscenze che appartengono quasi esclusivamente alla sfera tattica. Il ds è in sintonia e sposa il piano. Ma, più del tecnico che comunque si aspetta rinforzi mirati e di spessore per dare un senso al suo metodo, si sente coinvolto nel perfezionamento della rosa. Sarà, del resto, il suo primo mercato a 360 gradi. E vuole lasciare il segno per avvicinarsi alla Juve: il gap di 18 punti è sicuramente esagerato. Da quello, però, bisogna ripartire. Quel distacco non piace a nessuno, a cominciare da Pallotta.

 
VALUTAZIONE INDIVIDUALE – Di Francesco e Monchi sanno bene quali sono le esigenze della Roma. Le cifre stagionali li aiutano a pianificare il futuro. Il rendimento in campionato è stato inferiore alle aspettative, quello in Champions, invece, superiore. Due facce della stessa squadra. Come è successo con le fasi di gioco. Ottima quella difensiva, con la seconda miglior difesa del torneo: 28 resti subite, solo la Juve con 24 ha fatto meglio. Insufficiente quella offensiva, con il 5° attacco della serie A: 61 gol realizzati, 29 in meno di un anno fa. L’allenatore, dopo la gara di Reggio Emilia, ha chiaramente evidenziato la lacuna. Dzeko è l’unica punta ad aver chiuso in doppia cifra: 24 reti, comprese le 8 in Champions. Il reparto numericamente più completo ha, dunque, deluso la società e il tecnico. Promosso solo il giovane Under, tra l’altro debuttante: 8 gol, 7 dei quali in campionato. Solo 1 per Defrel e 3 per Schick, cioè gli investimenti più significativi della scorsa estate. Fiacchi pure Perotti, appena 5 reti in questo torneo e 8 totali, e lo stesso El Shaarawy, il 2° miglior realizzatore con 9 gol, 7 in A e 2 in Champions. Solo Dzeko e Under hanno la certezza di essere confermati. Gli altri finiranno sotto la lente di ingradimento. E con loro anche i centrocampisti che, nella fase realizzativa, hanno spesso fatto cilecca: Nainggolan 6 reti (nella scorsa stagione chiuse a quota 14), Pellegrini 3, De Rossi e Gerson 2, Strootman 1 e Gonalonsaddirittura a digiuno. In sintesi: non c’è da intervenire solo davanti.

 
PORTA CHIUSA – La Roma, nelle 51 partite, ha dato spesso la sensazione di essere equilibrata e solida: lo confermano i 23 clean sheet (18 in campionato, con ben 12 in trasferta). Il limite, dunque, è riconoscibile nella mancanza di efficacia che va ritrovata, come ha spiegato lo stesso Di Francesco, anche con qualche specialista che Monchi sta cercando sia in Italia che all’estero. Dietro, però, la differenza l’ha fatta, insieme con l’organizzazione (baricentro alto e pressing nella metà campo avversaria), soprattutto Alisson. Che, nel ruolo, va considerato il top. E’ il motivo per cui l’allenatore, pure in pubblico, se lo tiene stretto, confidando nella promessa del presidente e del ds. E dando quindi la priorità alla situazione contrattuale del portiere. Viene prima della sua.

FONTE    IL MESSAGGERO – TRANI

‘RADIO PENSIERI’ Lazio, DE ANGELIS: “I bambini vadano a scuola a testa alta, i trofei a Roma solo grazie a noi”

Ogni tanto facciamo un giro per l’etere che tratta temi biancocelesti. Oggi lo facciamo ‘a caldo’, il giorno dopo Lazio-Inter 2-3

 

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Guido De Angelis (Radio Sei – 98.1): “Non cominciamo a distruggere tutto, quest’anno sono state fatte tante cose belle e solo alcune sbagliate. L’ambiente Lazio è cresciuto, ma non abbastanza. Con questo gruppo e questa squadra la Lazio può andare lontano. Ho sentito tifosi fuori dallo stadio lamentarsi per cose ridicole. Ai bambini dico di andare a scuola a testa alta perché per l’ennesima volta un trofeo a Roma è arrivato grazie alla Lazio, un’altra volta nonostante tutto. Cari romanisti, state boni”.

Pino Wilson (Radio Sei – 98.1): “Quello di far fuori la Lazio dai primi quattro posti è stata un’operazione chirurgica perfetta. Nonostante alcune pause la Lazio meritava di festeggiare la qualificazione in Champions già da alcune partite. Dire che la squadra non avesse meritato il quarto posto mi sembra riduttivo ingeneroso”.

 

Mario Facco (Radio Sei – 98.1): “La Lazio è una squadra che va ritoccata a livello di rosa, di questo se n’è accorto anche cieco. Vorrei sapere cosa dicono e cosa pensano della Lazio i nostri dirigenti. Sperano che abbiano le idee chiare. C’è bisogno di rinforzi”.

Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Ho visto delle cose che non mi sono piaciute, come la prima ammonizione a Lulic che è inesistente. Sul primo gol di D’Ambrosio c’è da discutere… Alla Lazio mancano sei punti. L’Inter ha vinto con tre calci d’angolo, prima aveva fatto ridere. Che la Lazio non sia quarta è una profonda ingiustizia. Non ho mai pensato che i biancocelesti potessero arrivare in Champions a discapito dell’Inter. Molti giocatori non possono giocare nella Lazio. Se fosse stato un campionato corretto la partita di ieri non sarebbe stata decisiva. Anche con i pochi soldi spesi da Lotito la Lazio doveva essere quarta. Il campionato non è regolare”.

Furio Focolari (Radio Radio Mattino-104,5): “Non c’è niente di irregolare sul primo gol dell’Inter. La difesa della Lazio è da Serie B. Strakosha è scarso. De Vrij non poteva fare nulla sul rigore. Inzaghi ieri ha stravolto tutto con i cambi. Lotito non ha comprato nessuno per aiutare Inzaghi a gennaio, le colpe sono anche sue. Il futuro è Strakosha e Luis Felipe? Ma scherziamo?”.

Stefano Agresti (Radio Radio Mattino – 104,5): “La Lazio avrebbe meritato di andare in Champions, l’Inter ha vinto immeritatamente ma non ha rubato nulla. Ripartire senza Champions ora è difficile anche perché bisognerà vendere Milinkovic”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “La Lazio è vero che è stata penalizzata dal Var, ma un po’ se l’è cercata. Ieri tre gol presi su calci piazzati. C’è da riflettere un po’ sulla gestione dell’organico, sui cambi e sui cali di testa nei momenti più importanti. Nulla toglie al grandissimo campionato, ma il prossimo anno sarà ancora più difficile. De Vrij? Si può discutere sul rigore, ma ha fatto una buona partita. Tutta la fase difensiva della Lazio quest’anno è stata carente”.

Emanuele Artibani (Radio Incontro Olimpia – 105,8): “A me la Champions nemmeno mi piace… Lazio-Inter lascia tanta amarezza, si era messa bene e poi, a un certo punto, è cambiato tutto. Dobbiamo andare a testa alta sempre, perché certe cose nella vita accadono. Ieri sera è accaduto un qualcosa che capita solo a noi laziali. La classifica della Roma è extradimensionata. In Italia vincono le squadre indebitate, vedi Roma e Lazio per esempio. Quest’anno fa comodo a tutti avere una romana in Champions e una in Europa League, così come le due milanesi. Non mi ha convinto per niente la prestazione di De Vrij, è la prima volta che gli vedo fare un intervento in acrobatica dentro l’area. Non può non farmi nascere qualche tifoso, parlo da tifoso. Mi puzza… Noi usciamo a causa di quel fallo da rigore”.