Strootman e Nainggolan, da punti di forza a problemi

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– A lungo sono stati considerati punti di forza di un centrocampo tra i migliori d’Italia e d’Europa, ma adesso la situazione è cambiata. Kevin Strootman e Radja Nainggolan hanno passato una stagione tribolata in serie A (un solo gol il primo, quattro il secondo) e stanno andando incontro a un’estate difficile. Non sono più degli intoccabili, né nella Roma né in patria. Strootman è sul mercato e l’Inter è interessata. Il problema è che i nerazzurri vorrebbero chiudere l’affare dopo il 30 giugno e inserire altri giocatori nella trattativa. Discorso simile per Radja Nainggolan. Spalletti preferirebbe il Ninja a Strootman, ma anche in questo caso con pagamenti a rate. L’obiettivo di Monchiper il centrocampo resta Bryan Cristante, ma pure la Roma vorrebbe una formula di pagamento facilitata e l’Atalanta non è d’accordo. Il nome nuovo è Hector Herrera.

fonte    CORRIERE DELLA SERA

Stallo per il rinnovo di Florenzi

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Manca ancora l’accordo tra la Roma e Alessandro Florenzi. Il ds Monchi avrebbe incontrato più volte l’agente del giallorosso, secondo il Corriere dello Sport, senza però raggiungere l’intesa. Lo stallo dipende, ancora, dalle valutazioni economiche. La società non è convinta che il giocatore possa valere i 3,5 mln di ingaggio da lui richiesti, nonostante riconosca l’importanza di Florenzi sia in campo sia nello spogliatoio. Rimane, quindi, tutto in standby.

Il rischio di una bolla per i diritti tv del calcio. Il metodo Mediapro che spaventa la serie A

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 – Ha fatto molto scalpore, nei giorni scorsi l’ufficializzazione dell’acquisto da parte della società spagnola Mediapro dei diritti tv per il mercato domestico del campionato francese alla cifra record di 1153 milioni di euro l’anno per 4 anni. Molti, numeri alla mano, hanno celebrato la notizia come lo storico “sorpasso sulla Serie A da parte della Ligue1”: il campionato italiano nel triennio 2015-2018 era stato venduto a Sky e Mediaset per un totale di 945 milioni di euro a stagione, mentre per il prossimo triennio – le trattative sono in corso – pare non si riesca ad andare oltre i 970, diritti di archivio inclusi.

I francesi dunque avrebbero saputo ricavare dal loro campionato – storicamente il meno attraente fra i primi 5 del continente – 200 milioni in più degli italiani.Ma le cose non stanno così.  La prima cosa che va detta è che si tratta di due contratti di natura del tutto diversa. I 945 “milioni italiani” dello scorso triennio (esattamente come i 970 milioni del prossimo, sono soldi veri, garantiti dai broadcaster attraverso costose fideiussioni bancarie che coprono l’intera cifra e immediatamente scontabili in banca. Con quei soldi i club possono dunque pagare da subito gli stipendi ai calciatori, le fatture dei fornitori, le commesse di calciomercato.

Insomma, cash: in cambio del quale i broadcaster (nel caso Mediaset e Sky) ottengono il diritto di trasmettere ai propri abbonati le partite e di ricavarne quanto più riescono.
Il contratto francese prevede tutt’altro: senza versare garanzie, gli spagnoli di Mediapro si sono impegnati a costruire nei prossimi due anni un canale tematico a fronte del quale, pagheranno 1153 milioni.
Solo una volta realizzata la struttura e avviata la commercializzazione. Cioè nel 2020. Fino ad allora, alla Ligue1 e dunque alle squadre francesi non arriverà un solo euro.

La struttura patrimoniale di Mediapro resta molto gracile: il patrimonio della controllante Immagina non supera i 400 milioni di euro in totale. Poco per un’azienda che si è impegnata a pagare oltre 7 miliardi l’anno per i prossimi “cicli televisivi” in giro per l’Europa, tra Italia, Francia e Spagna.

Per ridurre il “rischio calcio”, la galassia Mediapro ha diversificato in altri business: sta costruendo un parco a tema dedicato a Leo Messi a Nanchino, produce film (tra cui tre di Woody Allen), ha finanziato, in omaggio alle vecchie simpatie politiche di Jaume Roures, il documentario di Oliver Stone su Fidel Castro.

Non solo: in Spagna controlla un giornale (Publico), una tv (Sexta) e con beIN, partner storico, il canale sportivo Gol.
Un gigante che, quando il “boom” dei diritti del calcio arriverà al capolinea, rischia di scoprirsi con i piedi di argilla.

FONTE     LA REPUBBLICA

Strootman: “Meglio che io non sia il capitano dell’Olanda. Non piaccio a molti”

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In occasione della partita contro la Slovacchia, Kevin Strootman, centrocampista giallorosso, ha indossato lafascia di capitano della nazionale olandese, al posto dell’assente Van Dijk. Secondo quanto si legge su Il Corriere dello Sport, l’episodio avrebbe scatenato qualche polemica da parte di tifosi e stampa. Questo il commento amaro di Strootman:

«Il ct sta facendo girare la fascia di capitano. Ora ce l’ha Van Dijk. E forse è giusto così, è meglio che io non sia più il capitano di questa squadra visto che non piaccio a tanti».

Mercato, ag. Cristante: “In settimana la sua decisione. Non ci sono solo Juve e Roma”

Le parole del procuratore del centrocampista dell’Atalanta, obiettivo di Monchi per la mediana

 

Dopo Coric e Marcano, Monchi vorrebbe fare il tris con Bryan Cristante.L’agente del centrocampista dell’Atalanta e della Nazionale, Giuseppe Riso, ha parlato oggi a RMC Sport del futuro del suo assistito: “Penso che in settimana dirà all’Atalanta la scelta che ha fatto. Juve o Roma? Sono più di due le squadre che lo vogliono. Credo che sia arrivato il momento di decidere”. Sembra dunque arrivata la resa dei conti: nei prossimi giorni si saprà in che squadra giocherà Cristante l’anno prossimo.

La Roma svolta al centro: Monchi punta Herrera del Porto

Il d.s. pensa al centrocampista capitano dei portoghesi (costo 20 milioni) e studia una rivoluzione in mediana. Oltre all’arrivo quasi definito di Cristante, si pensa anche a Ziyech dell’Ajax

 

Hector Herrera, capitano del Porto, 28 anni, col contratto in scadenza nel 2019 – ora in procinto di partire col suo Messico per l’avventura mondiale – dopo aver detto «no» due anni fa al Napoli, potrebbe sbarcare alla Roma: prezzo intorno ai 20 milioni, scrive Massimo Cecchini su “La Gazzetta dello Sport“. D’altronde a centrocampo le cose potrebbero cambiare su più ruoli. L’unico punto fermo è capitan Daniele De Rossi, che comincerà l’ultima stagione in giallorosso (al netto di ulteriori rinnovi). Occhio alle sorprese: la società ha piena fiducia in Maxime Gonalons, nonostante la scorsa annata non abbia reso secondo le aspettative. I giocatori più adatti per poter costruire plusvalenze sono Kevin Strootman e Radja Nainggolan. Per restare, Lorenzo Pellegrinichiede un posto da titolare, anche perché i due «big» non hanno reso secondo le loro possibilità. Non è un mistero che Strootman piaccia all’Inter e Nainggolan (oltre che da Spalletti) abbia ancora richieste cinesi. Il club giallorosso è pronto a sedersi con tutti per parlare. L’impressione è che cedere Strootman – la cui clausola di rescissione pare essere scesa a 32 milioni – sembra più facile rispetto a Nainggolan, ma se l’Evergrande confermasse per lui la proposta d’ingaggio da 12 milioni a stagione, arriverebbe anche l’assenso.

Se a centrocampo si liberassero più caselle, oltre all’arrivo di Cristantedato in dirittura d’arrivo dopo il 30 giugno, non viene perso di vista neppure Hakim Ziyech, centrocampista offensivo dell’Ajax e della nazionale marocchina. Un profilo che piace, anche se trattare col club olandese non è facile, come si nota nella questione legata a Kluivert, che comunque resta uno degli obiettivi della Roma così come Berardi. In questo clima di rivoluzione, una cosa sicura è che Herrera è un vincente, visto che col Porto si è aggiudicato l’ultimo campionato e nel palmares ha anche una Supercoppa di Portogallo, una medaglia d’oro olimpica e una Gold Cup. La Roma ha voglia di cambiare pelle per non restare prigioniera dei «nomi» e dei relativi altissimi ingaggi.

FONTE    M. CECCHINI  GDS

Real o Chelsea, Alisson va all’asta

La Roma, che gli ha proposto invano il rinnovo del contratto, parte da una richiesta di 80 milioni: la preferenza del brasiliano è Madrid, ma deve vedersela con Courtois

Per motivi diversi i quattro brasiliani della Roma sono diventati uomini-mercato, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. “Ho la testa soltanto al Mondiale. Poi vedremo…”. Alisson continua a prendere tempo, ma sa che può cambiare club. Il problema rimane il prezzo del cartellino. La Roma parte da una valutazione di 80 milioni. Una quotazione importante per un ragazzo che, pagato 8 milioni due anni fa, attualmente figura a bilancio a 4,8. A Trigoria hanno più volte ripetuto di volerlo tenere. E la dimostrazione concreta è la proposta presentata all’entourage del portiere qualche giorno fa che lo farebbe diventare se non il calciatore più pagato della rosa, almeno figurare in prima linea con Dzeko e Nainggolan (a proposito: in caso di partenza del belga o di Strootman la Roma ha sondato Herrera del Porto): 3,5 milioni d’ingaggio più premi, oltre alla cessione dei diritti d’immagine. Il fatto che non ci sia stato un immediato sì, conferma la volontà di attendere da parte di Alisson. Che a Roma e nella Roma sta bene ma non si preclude un futuro in una realtà più grande. Quello che ha in testa il ragazzo, almeno in Brasile, è noto: giocare nel Real Madrid.

FONTE   S. CARINA  IL MESSAGGERO