Inter, con il Ninja c’è Aleix Vidal. Ausilio sente Monchi e avvia la trattativa, poi sonda il Barca

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LA GAZZETTA DELLO SPORT – Nonostante ancora l’Inter non abbia il benestare della Uefa sul Fair Play Finanziario, appare comunque molto attiva sul mercato. Radja Nainggolan rimane l’obiettivo numero uno di Ausilio che, come fa sapere La Gazzetta dello Sport, ha per la prima volta avuto un vero e proprio colloquio con Monchi. Il giornale rosa racconta di una chiacchierata produttiva, in cui le parti si sono avvicinate molto. Il problema principale e non da poco rimane ancora la distanza tra la domanda e l’offerta: i nerazzurri hanno ribadito un’offerta di 22 milioni, mentre la Roma non ha intenzione di scendere sotto i 35-40. I giovani da inserire nella trattativa potrebbero essere la chiave per la buona riuscita dell’operazione. I due club si aggiorneranno la prossima settimana e certamente si potrà capire di più sul futuro di Nainggolan.

FONTE    LA GAZZETTA DELLO SPORT

Baldissoni incontra la Raggi per discutere dello Stadio della Roma

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Dopo lo scandalo sul progetto Stadio dello Roma, non sono mutate le scelte della società di Trigoria. Infatti la Roma vuole continuare su questa strada, mantenendo il progetto e spingendo per una cessione dei terreni daEurnova (la società di Parnasi) ad un nuovo imprenditore o società. L’idea dei dirigenti giallorossi sarebbe quella di mantenere Tor di Valle come location, poichè cambiare zona di costruzione comporterebbe ad nuovo anno zero del progetto e quindi ricominciare tutto da capo. Intando il DG Baldissoni si è recato stamane inCampidoglio per un faccia a faccia con il sindaco Raggi.

L’inchiesta avanza ma il progetto tiene: atti tutti validi

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LA GAZZETTA DELLO SPORT – Il giorno dopo si contano i danni del terremoto provocato dal crollo del sistema Parnasi. Il quadro è ancora poco chiaro e il destino del nuovo stadio della Roma incerto. Si prova a capire se tra gli effetti collaterali dell’indagine penale ci sia effettivamente pure una sospensione sine die del dossier Tor di Valle. O se, una volta ripassati al setaccio tutti gli atti, possa riprendere la sua marcia.  Secondo Virginia Raggi “Gli atti della procedura sembrano tutti validi. Noi ci riserviamo di fare gli approfondimenti del caso. Se non ci sono irregolarità, a mio avviso si potrà andare avanti”. Posizione condivisa dal ministro Di Maio: «Le autorità ci diranno se è tutto ok». Il vero rebus da sciogliere, a questo punto, potrebbe riguardare i tempi degli approfondimenti annunciati dal sindaco. Di fatto, rischiano di congelare l’iter per qualche mese. Ieri il Dipartimento Urbanistica del Campidoglio ha inviato una lettera a Eurnova, la società di Parnasi coinvolta nella realizzazione dello stadio, per chiedere chiarimenti. Nelle pieghe dell’inchiesta emerge anche una parallela attività del gruppo Parnasi per l’individuazione di un’area dove costruire il nuovo stadio del Milan. Non per forza un’attività illecita. Al netto del tentativo piuttosto grossolano di ingraziarsi l’assessore Maran, infatti, i colloqui di Parnasi sono regolari. Di questo e del progetto Roma Parnasi parla anche con Giovanni Malagò. Il presidente del Coni non è contrario al progetto, ma la Commissione impianti sportivi del Comitato olimpico, chiamata a dare un parere, esprime le proprie perplessità e concede un ok pieno di prescrizioni. Parnasi prova a sfruttare il ruolo istituzionale di Malagò. E in un altro incontro, è il presidente del Coni a presentargli il compagno della figlia «allo scopo – si legge nell’informativa dei Carabinieri – di creargli un’occasione professionale». Motivo per cui anche lui sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati

FONTE    LA GAZZETTA DELLO SPORT 

Parnasi voleva mollare lo stadio

 – C’è una sorta di via d’uscita che potrebbe salvare, magari in tempi non necessariamente lunghi, il progetto Stadio. Via d’uscita che, in ogni modo, di incognite ne presenta comunque tante, ed è parzialmente contenuta proprio nell’ordinanza di arresto, in cui il Gip riferisce di una trattativa fra Parnasi e il suo gruppo e uno dei più importanti fondi di gestione del risparmio, la DeA Capital Real Estate.wp-image-1068108260

La DeA Capital è una società per azioni, fondata nel 2000 da Carlo De Benedetti (editore di Repubblica), con sede a Milano, acquisita nel 2007 dal Gruppo De Agostini che la rinomina in DeA Capital. Secondo il Gip «è emersa la volontà di Parnasi di vendere il terreno sul quale sorgerà lo Stadio nonché il progetto complessivo, comprensivo di autorizzazioni», fino ad ora conseguite, come «la convenzione urbanistica con il Comune di Roma si legge ancora nell’ordinanza sottoscritta dal soggetto che in quel momento risulterà proprietario». L’operazione, secondo la DeA – che precisa di non essere coinvolta nell’inchiesta – era solo in una fase preliminare, mentre nelle carte il Giudice per le indagini preliminari scrive che era «(…) in fase conclusiva. Dall’ascolto di alcune comunicazioni emerge che si sta stipulando un accordo non vincolante e nei prossimi mesi è prevista la firma del preliminare».

Parnasi da questa operazione avrebbe guadagnato «200 milioni di euro» a fronte di una spesa per l’acquisto delle aree di «42 milioni, pagamento per altro non ancora ultimato» con un incremento di 5 volte il valore iniziale ovviamente dovuto «alle autorizzazioni amministrative, tra cui primeggia la variante urbanistica». Una soluzione, questa della vendita, che secondo “radio Trigoria” alla Roma sarebbe andata a genio e che, comunque, era considerata assolutamente ovvia visto che Parnasi non aveva la liquidità economica per affrontare la costruzione di un progetto così imponente, anche nella versione ridotta della Raggi.

Nel frattempo sembra chiarirsi lo scenario futuro che potrebbe consentire, certo non in tempi brevissimi, il ripescaggio del progetto. Al momento la Procura non ha ritenuto di compiere il sequestro di nessun atto dell’iter né chiedere l’interdizione della società Eurnova, limitandosi, pur contestando un reato associativo, a procedere alle misure cautelari personali perLuca Parnasi e i suoi più stretti collaboratori. Quindi, il giudice per le indagini preliminari non ha potuto provvedere alla nomina del curatore, mancando l’istanza della Procura. Perciò, due appaiono le strade percorribili: la prima, l’assemblea dei soci di Eurnova si riunìsce e nomina un nuovo amministratore. Oppure, non riuscendo in questa nomina, l’assemblea si rivolge al giudice civile ordinario per la nomina di un curatore. Nuovo amministratore o curatore che potranno riprendere il progetto di vendita che Parnasi stava concludendo. In questo modo, con il subentro di una nuova società tutto l’iter si potrebbe rimettere in moto. Anche se il subentro di una nuova società proponente obbligherebbe il Campidoglio ad effettuare nuovamente controlli preliminari sulla solidità e probità del nuovo partner della A.S. Roma. La tempistica, per una soluzione del genere, non sarà breve: difficile ipotizzare un tempo inferiore ai 6 mesi per far ripartire la macchina.

FONTE     IL TEMPO – F. M. MAGLIARO 

Stadio della Roma, spuntano altri big

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IL TEMPO – V. DI CORRADO / A. PARBONI – Nella bufera giudiziaria scoppiata sul progetto per ilnuovo stadio della Roma continuano a spuntare nomi eccellenti. Persone che secondo gli inquirenti romani avrebbero «beneficiato» dei favori del costruttore romano Parnasichiuso in carcere a Milano dove proclama la sua innocenza. Non solo politici, ma anche vertici dello sport italiano. Nelle informative dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma c’è un capitolo dedicato al presunto comportamento illecito dell’imprenditore.

FAVORI «Promesse/dazioni di utilità in favore di…» e nel lungo elenco appare anche il presidente del Coni Giovanni Malagò (non indagato). In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, il numero dello sport italiano ha avuto numerosi rapporti con Parnasi, tanto da interessarsi, secondo i carabinieri, ai progetti per la costruzione dello stadio della Roma e del Milan. Nelle carte spunta anche un colloquio di lavoro del genero di Malagò: «Lo scopo dell’incontro (al circolo canottieri Aniene) era creare occasione professionale» «Nell’ambito dei rapporti esistenti con Malagò, Luca Parnasi ha intrattenuto l’11 marzo del 2018 un colloquio di lavoro presso un circolo sportivo con tale Gregorio, compagno della figlia del presidente del Coni per trovare con l’imprenditore una possibile intesa professionale», si legge in una informativa dei carabinieri. «Dalle conversazioni di maggior rilievo emerge chiaramente una stretta relazione tra Malagò e Parnasi, i quali interloquiscono tra loro anche di questioni inerenti la progettualità relativa allo Stadio della Roma e allo Stadio del Milan», continuano gli investigatori. In un dialogo intercettato tra Parnasi e il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni, quest’ultimo comunque «dubita che l’intervento di Malagò possa giovare ulteriormente».

«STO SOSTENENDO TUITI l POLITICI» «Purtroppo non posso scomparire dalla mattina alla sera così… no? Se c’avessimo tutto approvato…nessuno più a rompere i co****ni potrei pure…capito, fare… il… no? Il fuggiasco…». «Dalle parole di Parnasi – scrivono i carabinieri di via In Selci – risulta evidente la strategia che lui e il suo gruppo intendono perseguire, che consiste nel finanziare vari esponenti politici in vista dei nuovi assetti all’indomani delle consultazioni elettorali, per ottenere poi dagli stessi delle facilitazioni relative agli ultimi adempimenti di natura amministrativa riferibili alle procedure di approvazione dei progetti in corso, tra cui la realizzazione del nuovo stadio della Roma». «Volete che faccia qualche altro passaggio politico? chiede Parnasi ai suoi collaboratori Visto che sto sostenendo tutti quanti… poi vediamo Marcello De Vito…vediamo Ferrara…serve che faccio qualcosa? Avviso Lanzalone». L’imprenditore, in un dialogo intercettato, chiede alla sua segretaria di segnare alcuni nomi, con numeri accanto: Ferro 5 (5 mila euro), Minnucci 5, Agostini 15 (15 mila euro), Mancini 5, Polverini 10 (10 mila euro), Francesco Giro 5, Ciocchetti 10, Buonasorte 5. Poi aggiunge: «Perché pure ai 5 Stelle gliel‘ho dovuti dare eh». «Allo stato non è chiaro se Parnasi stia parlando di finanziamenti leciti o meno, anche se in alcuni casi si legge nell’informativa finale il riferimento a fatture emesse a giustificazione dell‘erogazione lascia presumere la natura illecita della stessa».

«FAMMI CONOSCERE DI MAIO» Tra i partiti foraggiati dal costruttore romano c’è anche la Lega.Nel dicembre 2015, infatti, una delle sue società pagò con due erogazioni liberali da 125.000 euro l’associazione «Più Voci». «Questa associazione era…ovviamente tu lo devi sapere esimio avvocato spiega Parnasi legata alla Lega! Io con Matteo sono amico fraterno, si fa campagna con me, siamo fuori, siamo proprio amici!». Tant’è che quando lo scorso marzo esce l’articolo sull’Espresso, l’imprenditore manda subito a Milano un suo collaboratore per salvare il salvabile. Quest’ultimo, di ritorno a Roma, critica con un altro interlocutore il comportamento di Parnasi: «Cioè tu (inteso Parnasi, ndr) per lecca’ il culo a Salvini, ti prendi tutta la merda per prossimi dieci anni. Mi ha risposto: eh, ma io come gli dico a Matteo?». Il costruttore, proprio in virtù di questa amicizia con il segretario della Lega, offre a Lanzalone la possibilità di organizzare un incontro riservato a casa sua con il parlamentare leghista Giancarlo Giorgetti, incontro che avverrà la sera del 12 marzo scorso. Parnasi, però, gli raccomanda prudenza: «Dobbiamo essere super parati perché se ci vedono, siamo fatti eh…». In cambio Parnasi chiede a Lanzalone di presentargli Luigi Di Maio, capo del M5S.

FONTE    IL TEMPO – V. DI CORRADO / A. PARBONI