ANTONIO FELICI

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ANTONIO FELICI

Finora mi sono sempre espresso positivamente sulle operazioni in entrata dell’#ASRoma. Cristante, Coric, Kluivert, tutti ragazzi di talento che nel prossimo futuro potranno affermarsi come campioni. Qualche perplessità ce l’ho su Pastore, non per le indiscutibili qualità tecniche, ma per la capacità di essere continuo e determinante dopo anni di panchina.

Ma #Nainggolan no. Nainggolan proprio no. La cessione del Ninja è totalmente inaccettabile, sanguinosa, incomprensibile. In sintesi, per tre motivi:

1) Ti privi di una delle colonne della squadra, di un leader, di un trascinatore.
2) Lo cedi a una diretta rivale, rinforzandola e mettendoti inutilmente a rischio nella lotta Champions del prossimo campionato.
3) L’hai clamorosamente svenduto.

Il mercato di Monchi potremo giudicarlo solo alla fine. Magari da qui ad agosto ci saranno colpi in entrata di grande livello. Oggi, però, dico che la cessione di Nainggolan è uno shock.

FONTE A. FELICI

Tonetto: “Kolarov è stato un valore aggiunto per la squadra”

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Max Tonetto, ex della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni a proposito dell’evento Sardegna Summer Vip ai microfoni di RMC Sport. Queste le sue parole: “Nainggolan verso l’Inter? Sarebbe una cessione importante ma in entrata la Roma si sta muovendo secondo le indicazioni di Monchi e Di Francesco. Tra l’altro lavorano molto bene in simbiosi. Il rinnovo di Di Francesco? Ha fatto molto bene, è arrivato con un po’ di scetticismo. Aveva fatto bene a Sassuolo, conosceva la realtà romana ma l’impatto può essere complicato per tutti. È stato bravo, è cresciuto durante l’anno. Ha coinvolto tutta la rosa a sua disposizione, ha meritato di arrivare in semifinale di Champions League. Cosa può significare perdere Alisson? Oggi è un portiere che non puoi trattenere, ha un valore assoluto e forse è il migliore in Europa. Non ci sono portieri alla sua altezza, trattenerlo – viste le tante richieste – diventa complicato. Ma la Roma può fare un mercato di tutto rispetto con i soldi della cessione del portiere. Quale sarà l’obiettivo della Roma per la prossima stagione? L’obiettivo è quello di crescere, magari ripetere il cammino in Champions e cercare di consacrarsi. Arrivare di nuovo in semifinale non sarà facile. In campionato credo che debba avvicinarsi alla Juventus, giocando per lo scudetto e lottando almeno per diversi mesi. Pastore? Mi è sempre piaciuto, ha fatto bene a Parigi e ha qualità indiscusse. L’unica perplessità è legata al suo ruolo, si dovrà adattare dal punto di vista fisico al modulo di Di Francesco per poi sfruttare le qualità tecniche. Chi è il miglior esterno sinistro in Italia? Ho visto Kolarov, è stato un valore aggiunto per la squadra. È stato il migliore per personalità, ha dato un impronta importante in campo e nello spogliatoio”.

FONTE    RMC SPORT

Baldissoni ai pm: “Lanzalone nostro interlocutore fino al suo arresto”

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 – Fino a quando Luca Lanzalone è stato di fatto “l’uomo dello stadio” per il Comune di Roma? Fino a quando è stato “funzionario di fatto”? Dalla risposta dipende il ricorso in Cassazione che i difensori di Lanzalone e Luca  proporranno per fare annullare gli arresti.

LA PROCURA contesta come corruzione le proposte di consulenze per lo studio di Lanzalone. Ma il punto è capire se, quando questo è accaduto, Lanzalone fosse pubblico ufficiale o ci fosse un nesso con il ruolo passato. I pm hanno posto la domanda al  dell’As Roma Mauro , convocato venerdì come persona informata sui fatti: “Praticamente fino al momento in cui è stato arrestato”, ha risposto. Un bel colpo per l’accusa anche se  ha aggiunto: “Il suo ruolo è diminuito d’intensità nel tempo (…) è grandemente scemato a seguito della chiusura della conferenza dei servizi, ma era lui il nostro interlocutore ed era a lui che ci rivolgevamo”.

Chi ha presentato Lanzalone come “uomo del Comune”? Il  qui segna un altro punto per i pm: la Raggi in persona.  spiega di aver conosciuto Lanzalone “intorno a dicembre 2016, quando ci è stato presentato dalla sindaca, come il loro consulente che si occupava degli aspetti tecnico amministrativi del dossier stadio”. Secondo , Lanzalone ha partecipato a “due o tre riunioni”. Una il mese scorso “nello stesso studio di Giampaoletti,  del Comune”. E proprio Giampaoletti,  del Campidoglio da marzo del 2017, è un altro testimone chiave. “A comunicarmi la volontà dell’amministrazione per conoscermi al fine della selezioni come  – ha spiegato ai pm – è stato Lanzalone”.

Giampaoletti di Lanzalone dice anche: “Lo conosco dai tempi di Genova (…) era consulente a titolo gratuito nominato dal sindaco Doria, e con lui ho un buon rapporto di amicizia”. A Roma Lanzalone, prosegue il del Comune, sullo stadio ha partecipato “a due o tre incontri tra privati proponenti e parti pubbliche. Interveniva a supporto della parte pubblica, nella sua funzione di consulente”. A differenza di , Giampaoletti colloca l’ultimo incontro “tra fine 2017 e inizio del 2018”. I pm però gli leggono una telefonata tra  e Lanzalone del 28 maggio. Commentando con il  della Roma una riunione tra lo stesso  e Giampaoletti, Lanzalone dice “di aver avuto notizie del contenuto della riunione da Giampaoletti”. Perché gli raccontava le riunioni se non era più l’uomo del Comune sullo stadio? Sull’episodio Giampaoletti dice di non avere ricordi precisi.

FONTE     IL FATTO QUOTIDIANO (M. DI LILLO / V. PACELLI) 

Nainggolan va all’Inter

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 – LE TRATTATIVE Lo sliding-doors tra Pastore e Nainggolan è pronto. Uno entra, l’altro esce, almeno come tempistica. Per Radja, oltre a Zaniolo e 24 milioni, la Roma ha chiesto Santon (valutato 6 milioni), terzino che può giocare su entrambe le fasce, utile sia come vice-Karsdorp che come vice-Kolarov. L’Inter, inizialmente contraria per una questione di liste Uefa (il terzino è considerato un prodotto del vivaio), nelle ultime ore ha riconsiderato la propria posizione e adesso è pronta ad accettare. Oggi l’incontro tra Monchi e l’agente del difensore, Vigorelli: se verrà trovata l’intesa sull’ingaggio, l’affare andrà in porto. 

WEB SCATENATO Un arrivo, quello di Santon, che ha già diviso il web romanista: nonostante l’operazione regalerà una valutazione complessiva di 35 milioni al belga (che ora a bilancio figura a 6), l’acquisto del laterale tra i tifosi desta più di qualche perplessità. Intanto ieri il ds del Psg è sbarcato a Milano dove ha incontrato l’agente di Pastore, Simonian, che gli ha sottoposto l’offerta della Roma: 18 milioni più bonus per una somma totale che supererebbe i 20 milioni. A breve è attesa la chiusura. L’arrivo di Pastore non chiude ad un altro innesto di qualità. Mentre Benatia sponsorizza il connazionale Ziyech («Gli auguro di andare a giocare nella Roma. Lui è un grande giocatore, qualità incredibile. Gli ho detto che la Roma è una piazza particolare dove può fare bene, con una tifoseria molto bella e calorosa») l’ultima idea riguarda il nazionale svedese Forsberg, di proprietà del Lipsia. Off record a Trigoria viene definito «un sogno». 

PORTE GIREVOLI Il club tedesco chiede infatti 35-40 milioni: tra i club interessati c’è anche l’Arsenal. Schiarita in arrivo per il trasferimento di Peres al Torino: i 400mila euro lordi che separano le parti, dovrebbero essere convogliati in premi. Nella notte è andato in scena l’incontro tra l’agente e il difensore per il sì. La definizione della trattativa per Nainggolan ha fatto scivolare in secondo piano l’acquisto di Mirante e la cessione di Skorupski tra Roma e Bologna. Per i giallorossi anche un conguaglio di 5 milioni, visto che per il polacco il club di Saputo ne pagherà 9 mentre Mirante (pronto un triennale: oggi le visite mediche) ne costerà 4. Operazione utile (anche) per le plusvalenze visto che Skorupski, arrivato a Trigoria nel 2013, costò all’epoca 900mila euro. Sempre in rossoblù si trasferisce a titolo definitivo il difensore Calabresi (con una percentuale su una futura rivendita a favore della Roma). Tornando a Mirante, è un arrivo che si presta ad una duplice interpretazione: 1) Monchi si assicura un secondo portiere perché il primo già ce l’ha in casa ed è Alisson 2) Cautelandosi per la partenza del brasiliano, il ds prende la chioccia’ (35 anni a luglio) che dovrà coprire le spalle a Meret. 

ALTRE OPERAZIONI Occhio al Napoli, pronto al rilancio con l’Udinese che lo valuta 30 milioni. Areola, in ogni caso, rimane l’alternativa. Capitolo Alisson: il fatto che il Real Madrid si sia assicurato il portiere Lunin cambia poco, visto che il 19enne ucraino giocherà nella squadra B dei Blancos. La Roma attende che Florentino Peres alzi l’offerta, per ora ferma a 60 milioni, premi inclusi. A quota 70, ritiene chi sta seguendo da vicino la trattativa, si chiude. Colpo in prospettiva: preso Nicolò Cudrig, centravanti della Nazionale Under 17, di proprietà dell’Udinese. Costo dell’operazione: 500mila euro. 

FONTE    IL MESSAGGERO – STEFANO CARINA 

Stadio, nella mail dell’avvocatura il no alla consulenza di Lanzalone

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– Dice che quella del gruppo Parnasi è stata una «erogazione liberale» a una fondazione che con lui non ha nulla a che spartire, «non è che gli ho detto, se non fai questo poi…». Luca Caporilli, il dirigente di Eurnova finito agli arresti con l’accusa di corruzione, «lo vedevo qui negli uffici», racconta Daniele Leoni, ingegnere e funzionario del dipartimento Urbanistica. Una carriera ventennale senza macchie, fino a mercoledì, quando il suo nome è comparso nel registro degli indagati dell’inchiesta Tor di Valle. Il giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza ha scritto che «Parnasi prometteva ed effettivamente versava – con l’ausilio di Caporilli – in favore di Leoni Daniele, per lo svolgimento della sua funzione» al dipartimento Urbanistica, «la somma di 1.500 mediante bonifico del 01.12.2017», sul conto corrente di una fondazione «riferibile al Leoni», annota il gip.

Leoni, contattato al telefono dal Messaggero, racconta la sua. Parnasi, dice, «non l’ho mai visto»; Caporilli, il braccio destro del costruttore, «lo conosco», dice il funzionario del dipartimento comunale. «Stava lì nell’ufficio, era il rappresentante della società e stava sempre al tavolo tecnico, insieme agli altri».
Sul bonifico da 1.500 euro Leoni racconta dei contatti con l’esponente del gruppo Parnasi, ora agli arresti: «Io gli ho dato informazioni su questo convegno a cui ho partecipato, ma poi c’è stata una erogazione liberale, non è che gli ho detto, se non fai questo poi… Io non potevo essere influenzato da questi soldi. Sono due cose diverse». Leoni è convinto di essere «innocente» e ribadisce: «Io non c’entro nulla con questa fondazione, a questo convegno ho partecipato gratis, senza avere avuto nulla in cambio. In vent’anni non ho mai avuto problemi». 
«I SOLDI NON C’ENTRANO» Nelle carte dell’inchiesta compaiono gli atti della conferenza dei servizi a cui Leoni ha partecipato e c’è la sua firma su un parere elaborato dal dipartimento Urbanistica. Tutti gli atti ora verranno ricontrollati nel corso della due diligence chiesta dalla sindaca Virginia Raggi. Il funzionario indagato racconta di avere firmato quei pareri, ma insieme ad altri dipendenti. «Faccio parte di un tavolo tecnico all’interno del dipartimento Urbanistica, sopra di me ci sono direttori a cui tutti andiamo a riferire. Il parere che noi diamo non è che dipende da come ci svegliamo la mattina o è in funzione di certi soldi che uno riceve. Il parere era di tipo collegiale, c’erano tanti dirigenti». Il suo operato, sostiene, «è stato vagliato dai superiori. La verità? Mi ero pure stufato di occuparmi di stadio, perché c’era un andamento molto altalenante, con la delibera cambiata e il progetto stravolto, diventava pesante». «Non so se qualcun altro ha subito pressioni, io ho rispettato le procedure», si difende Leoni.
Le decisioni su questo «maledetto progetto stadio», si sfoga, erano «a un livello più alto», facevano capo ai politici, «al Consiglio comunale, che è superiore a tutti quanti. Lì hanno deciso se fare lo stadio e come farlo. Non spettava ai tecnici decidere se le Sul (le superfici commerciali, ndr) fossero troppe, noi ci occupavamo solo del rispetto delle varie norme, il progetto era quello approvato in Assemblea capitolina».

FONTE     IL MESSAGGERO – L. DE CICCO

Mercato Roma, è fatta per Nainggolan all’Inter: 24 milioni più Santon e Zaniolo

Il belga è praticamente un nuovo giocatore nerazzurro: Spalletti è stato accontentato

E’ fatta per Radja Nainggolan all’Inter. Come riporta gazzetta.it, Monchi ha accettato l’offerta dell’Inter di 24 milioni di euro più Santon e Zaniolo e ha chiuso l’affare che dovrebbe sbloccare l’arrivo di Pastore (già atteso nelle prossime ore). Una trattativa da 40 milioni complessivi che pone fine alla telenovela del belga, ormai ai margini della rosa di Di Francesco ed ufficialmente sul mercato da diversi giorni. Spalletti potrà così riabbracciare il Ninja, che con lui aveva fatto grandi cose nel ruolo da trequartista. Nei prossimi giorni Nainggolan è atteso a Milano per le visite mediche e la firma del contratto.