Da Bernardini a Pellegrini, quando il gol alla Lazio è romano si gode di più

photo_1537855590231_1573029949.jpg

Sono ben 18 i calciatori giallorossi nati a Roma (e dintorni) ad essere andati a segno nei derby della Capitale: su tutti Totti, ma anche De Rossi, Giannini, Di Bartolomei, Conti, De Sisti, Amadei e tanti altri. Dall’altra parte il pallottoliere si ferma a 5…

photo_1538312635678_12082057074.jpg

Lorenzo Pellegrini è solo l’ultimo di una lunga lista. Già, perché dal 1927 ad oggi sono ben 18 i calciatori giallorossi nati a Roma (e dintorni) ad aver messo a segno un gol nel derby della Capitale (16 in Serie A, 2 in coppa Italia). È vero, le stracittadine per i romani sono diverse dagli altri. Lo sa bene un certo Claudio Ranieri, che nel 2010 decise di togliere dal campo contemporaneamente sia Totti che De Rossi, andando poi a vincere quel derby. La pressione in certe partite rischia di annebbiare la vista e mandare in tilt i piedi, ma ti può anche far sbocciare. Proprio come è successo ieri a Pellegrini e ad altri diciassette prima di lui.

DA BERNARDINI A GIANNINI – Il primo romano della lista è Fulvio Bernardini in un derby vinto dalla Roma il 4 maggio del 1930. Quasi uno scherzo del destino visto il suo passato alla Lazio. Alla fine saranno ben 4 le reti messe a segno da Bernardini nelle stracittadine, una in meno di Amedeo Amadei. Di Benedetti (2 gol), Fasanelli e Dangianti (in Coppa Italia) sono gli altri romani a segnare in quegli anni nei derby prima della guerra. Dopo si riparte proprio da Amadei, passando per Cardarelli, Orlandi e Spinosi. Negli Anni 70 è il turno di Giancarlo De Sisti, in gol nelle stracittadine per ben 3 volte. Poche le reti dei romani negli ’80 (sono gli anni della Lazio in B…), ma anche Bruno Conti e Agostino Di Bartolomei hanno la possibilità di esultare per un loro gol nei derby. Dopo la rete di Di Carlo in Coppa Italia, si passa a capitan Giuseppe Giannini (2 gol) e a Cappioli (un gol, senza dimenticare la sua doppietta contro i biancocelesti nel torneo quadrangolare Calleri).

TOTTI E I SUOI FIGLI – Ovviamente il primo nome che viene in mente quando si parla di gol romani e romanisti nei derby non può che essere il suo: Francesco Totti. Lo storico capitano giallorosso ha segnato per ben 11 volte ai laziali: la prima nel 1998, l’ultima nel 2015 con una doppietta. Meglio di lui non ha fatto nessuno, romani e non. Due i gol segnati da Daniele De Rossi, mentre Alberto Aquilani, Alessandro Florenzi e Lorenzo Pellegrini completano la lista. Piccola curiosità: negli ultimi 4 anni un romano e romanista è sempre andato nelle stracittadine: Totti nel 2015, Florenzi nel 2016, De Rossi nel 2017 e Lorenzo Pellegrini nel 2018.

E LA LAZIO? – Ben 18 marcatori diversi, per un totale di 39 reti. Numeri impressionanti, soprattutto se paragonati a quelli laziali. Prima della guerra i calciatori biancocelesti nati a Roma vanno a segno soltanto in derby di partite amichevoli, dopo solo in 5 riescono a far gol. In ordine cronologico: De Andreis, Giordano, Di Canio, Di Mauro (giocatore con un passato nella Roma) e Candreva. C’è chi penserà a D’Amico, che però è nato a Latina. Totale: 8 reti. “È la storia che vi condanna”, parola della Curva Sud in un derby di qualche anno fa. Impossibile darle torto.

I MARCATORI ROMANI NEI DERBY

ROMA
Totti 11
Amadei 5
Bernardini 4
De Sisti 3
De Rossi 2
Di Benedetti 2
Giannini 2
Aquilani 1
Cardarelli 1
Conti 1
Di Bartolomei 1
Florenzi 1
Orlando 1
Pellegrini 1
Spinosi 1
Di Carlo 1 – Coppa italia
Fasanelli 1 – Coppa Italia

LAZIO
Giordano 3
Di Canio 2
Candreva 1
De Andreis 1
Di Mauro 1

fb_img_1537513755172_1942913824.jpg

Roma-Lazio, le pagelle dei quotidiani: Pellegrini uomo derby, Kolarov impressionante

photo_1537855590231_1573029949.jpg

screenshot_2018-09-30-12-03-05_1-1978184719.jpg

Il man of the match non poteva non essere il giovane centrocampista, autore di un gol di tacco a dir poco favoloso. Oltre al serbo, bene Santon, così come la cerniera di centrocampo a due composta da De Rossi e Nzonzi e Florenzi spostato più in alto

Roma è di nuovo giallorossa. Il primo derby della Capitale della stagione 2018/19 va a Di Francesco, che finalmente ritrova la sua squadra nella partita più complicata. La Lazio torna a Formello con un 3 a 1 sul groppone firmato Lorenzo Pellegrini, Kolarov e Fazio. E proprio il primo non poteva non essere il ‘man of the match‘. Già, perché il giovane centrocampista entra in campo per Pastore e stravolge la partita con uno splendido gol di tacco e un assist vincente per Fazio, senza dimenticare una cosa: la punizione dal limite per la rete diKolarov se l’è procurata sempre lui. Impossibile dargli un voto sotto all’8. Subito dietro di lui c’è il terzino serbo (“Un portento”, ma anche “Impressionante”), autore del secondo gol con tanto di dito del piede sinistro fratturato.

Oltre a loro, tutta la squadra sembra come tornata quella di un tempo. Bene Santon a destra (“Una riscoperta“), bene la cerniera di centrocampo a due composta da De Rossi e Nzonzi, bene Florenzi spostato più in alto. I voti sotto al 6 si contano sulle dita di una mano, e sono quasi tutti per l’infortunato Pastore. Nonostante il gol, Fazio non va oltre la sufficienza striminzita per l’errore che ha portato al gol del momentaneo pareggio di Immobile.

Ecco le pagelle dei principali quotidiani:

LA GAZZETTA DELLO SPORT (a cura di S. Vernazza)
Olsen 6,5; Santon 6,5, Manolas 6,5, Fazio 6, Kolarov 7,5; De Rossi 6 (29’ st Cristante 6), Nzonzi 6; Florenzi 6,5 (38’ st Jesus s.v.), Pastore 5,5 (37’ pt Lo. Pellegrini 8), El Shaarawy 6; Dzeko 6. All.: Di Francesco 7

IL MESSAGGERO (a cura di A. Angeloni)
Olsen 6; Santon 7,5, Manolas 7, Fazio 6, Kolarov 8; De Rossi 7 (29’ st Cristante 6,5), Nzonzi 7; Florenzi 6,5 (38’ st Jesus s.v.), Pastore n.g. (37’ pt Lo. Pellegrini 9), El Shaarawy 6,5; Dzeko 6,5. All.: Di Francesco 7,5

CORRIERE DELLA SERA (a cura di L. Valdiserri)
Olsen 6; Santon 7,5, Manolas 7, Fazio 6, Kolarov 7,5; De Rossi 6,5 (29’ st Cristante 6,5), Nzonzi 7; Florenzi 6,5 (38’ st Jesus s.v.), Pastore 6 (37’ pt Lo. Pellegrini 8,5), El Shaarawy 6,5; Dzeko 5,5. All.: Di Francesco 8

REPUBBLICA (a cura di G. Cardone)
Olsen 5,5; Santon 6,5, Manolas 6,5, Fazio 6, Kolarov 7,5; De Rossi 6,5 (29’ st Cristante 6), Nzonzi 6,5; Florenzi 6,5 (38’ st Jesus s.v.), Pastore 5,5 (37’ pt Lo. Pellegrini 8), El Shaarawy 6,5; Dzeko 6,5

TUTTOSPORT (a cura di S. Carina)
Olsen 6; Santon 7, Manolas 6, Fazio 6, Kolarov 7,5; De Rossi 6 (29’ st Cristante s.v.), Nzonzi 6,5; Florenzi 6,5 (38’ st Jesus s.v.), Pastore 5,5 (37’ pt Lo. Pellegrini 8), El Shaarawy 6; Dzeko 6. All.: Di Francesco 7

CORRIERE DELLO SPORT (a cura di G. D’Ubaldo)
Olsen 6,5; Santon 6,5, Manolas 6,5, Fazio 6, Kolarov 7; De Rossi 7 (29’ st Cristante s.v.), Nzonzi 6,5; Florenzi 7 (38’ st Jesus s.v.), Pastore 5 (37’ pt Lo. Pellegrini 8), El Shaarawy 6,5; Dzeko 6,5. All.: Di Francesco 7,5

IL TEMPO
Olsen 6; Santon 7, Manolas 6,5, Fazio 6, Kolarov 7,5; De Rossi 6,5 (29’ st Cristante 6), Nzonzi 6; Florenzi 7 (38’ st Jesus s.v.), Pastore 6,5 (37’ pt Lo. Pellegrini 8), El Shaarawy 6; Dzeko 6,5. All.: Di Francesco 7

fb_img_1538229255249-628331808.jpg

Eroico Kolarov, gioca e segna con un dito del piede fratturato

Quello del serbo è un infortunio svelato da Daniele De Rossi nel post partita

C’è un segreto dietro alla punizione magistrale segnata da Aleksandar Kolarov durante il derby, come scrive Gianluca Lengua su Il Messaggero. Il terzino ha svelato ai magazzinieri della Lazio, che conosce da molti anni, di aver notato la posizione infelice di Strakosha: “Ho visto che si era messo male dietro la barriera e allora ho calciato in quel modo”.

photo_1535092393147_1713929054.jpg

Poi un altro dettaglio: Kolarov ha giocato tutta partita con la falange prossimale del quinto dito sinistro del piede fratturata, un infortunio svelato da Daniele De Rossi nel post partita.

“Quando le cose vanno male tutti si mettono in discussione, società, allenatori, giocatori, ma abbiamo dimostrato di essere una squadra che ci tiene, fatta da persone serie – da detto Daniele De Rossi – . La sconfitta sarebbe stata una mazzata, vincere ci può dare lo slancio. Prima di giocare ero quasi contento di non perderlo questo derby, c’era un grosso pessimismo. Avremmo visto momenti brutti, magari un altro ritiro”.

“Ci voleva un momento così. – dice Kolarov – Credo che le partite con il Bologna e il Chievo si debbano vincere anche se giochiamo in 8/9 giocatori. Sono contento per Pellegrini, è un giocatore fortissimo con tanta pressione sulle spalle che oggi, però, ha dimostrato di sapere reggere”.

FONTE  IL MESSAGGERO

fb_img_1538300582983-1637471010.jpg

 

Pellegrini: “Gol d’istinto. Gruppo mai disunito, la classifica ci ha fatto scattare qualcosa” –

photo_1537855590231_1573029949.jpg

Le parole del centrocampista giallorosso il giorno dopo il derby vinto: “Sulla rete di tacco potevo fare solo quello, quindi ho tirato e ho sperato che entrasse. Ed è entrata…”

Lorenzo Pellegrini man of the match del derby della Capitale. Il giorno dopo, il centrocampista giallorosso ha parlato ai microfoni di Roma Radio. Ecco le sue parole:

 

Quanti secondi hai dormito stanotte?
Pochi! Pochissimi! (ride, ndr)

Com’è il risveglio dopo un derby vinto? Il tuo primo derby vinto con colpo di tacco così.

È fantastico, era il mio esordio nel derby. Vincerlo segnando e facendo tutti una gran partita, in un momento in cui ci serviva vincere… vincere il derby è ancora più bello.

Quanto tempo hai avuto per renderti conto del tuo esordio dopo l’infortunio di Pastore?
Zero! Sembrava che Pastore dovesse bere, che dovesse chiedere qualcosa. Non sembrava assolutamente che stesse male, secondo me stava giocando un’ottima partita fino a quando si è fatto male. Poi mi hanno detto ‘vatti a scaldare’, ho fatto un allungo e mi hanno richiamato in panchina. Forse è stato meglio così…

Ieri nel dopo-partita Di Francesco ha dichiarato che in settimana ti aveva detto che avresti potuto giocare o in sostituzione di De Rossi o di Pastore. Da un lato eri preparato, ma forse in una partita come il derby è anche meglio non pensarci.
Sì, come ho detto ora non c’è stato molto tempo per pensare o per riscaldarsi. Il mister mi aveva già detto che probabilmente sarei entrato. C’erano queste due possibilità. Daniele stava un po’ così, Pastore era rientrato da poco e poteva non avere i 90′. Forse questo ti aiuta mentalmente a preparare la partita.

Sei entrato bene. Hai sentito che era la giornata in cui la palla ti usciva bene dal piede?
Sì. Quando succede così lo vedi, lo senti, lo percepisci. Mi sono subito sentito bene. È difficile e complicato, c’è tanta gente allo stadio e poi si sa che il derby per noi romani è un po’ particolare, anche per come lo vive la nostra famiglia, per tante cose. Ma mi sono sentito subito bene, avevo tanta voglia di fare. E devo dire la verità: ieri mi sono veramente divertito in campo. Di questo sono contento.

Hai giocato in una posizione un po’ diversa del solito.
Sicuramente è un ruolo in tante cose diverso dalla mezzala, ma anche molto simile in altre cose. Il fatto di giocare tra le linee, di accompagnare l’azione… Forse da trequartista si è più un po’ più liberi di inserirsi, sai che dietro ci sono due tuoi compagni a centrocampo che possono rimediare. Sei un po’ più libero dalla fase difensiva, anche se quella va sempre fatta tutti e 11. Mi piace molto giocare lì, ma non è che posso giocare solo in una posizione. A centrocampo penso di potermi immedesimare in tutti i ruoli, di questo sono contento. Ci sono cose che riescono meglio ad altri miei compagni, questo non lo possiamo sapere, ma devo dire che mi piace giocare lì, l’avevo già fatto a Sassuolo. Non mi dispiace giocare lì.

Sul gol avuto tempo di pensare o è stato istinto?
L’istinto mi ha detto che potevo fare solo quello. Era stato un po’ un rimpallo, avevo Caceres a sinistra e ho visto con la coda dell’occhio che stava arriva un altro difensore. Ho detto ‘Faccio così e speriamo che entri’. Ed è entrata…

Sul pallone della punizione di Kolarov c’eravate tu e lui. Hai avuto più o meno del 5% di possibilità di battere la punizione?
Forse per intelligenza e logica la percentuale era ancora più bassa del 5%! (ride, ndr). Da quella posizione serve una fucilata sul palo del portiere come quella ha tirato Alex. E ovviamente tra me e lui, è più adatto lui a farlo. Sono contento per Alex, se lo merita. Oltre ad essere il giocatore che tutti conosciamo, è anche una grande persona e un grande ragazzo. Ci ha fatto bene segnare subito dopo il pareggio, ci ha reso ancora più cattivi e più vogliosi di portarla a casa. È stato veramente importantissimo il suo gol.

Da Bologna a ieri. Cosa è scattato nella vostra testa in una settimana?
Non eravamo scarsi prima e non siamo fenomeni adesso. Sicuramente ci ha aiutato anche guardare la classifica. Noi parliamo di queste cose tutto il giorno. Stare in una parte di classifica dove, secondo noi, non meritavamo di stare, probabilmente ci ha fatto scattare un po’ di voglia di rivalsa di far capire a tutti che noi abbiamo voglia di fare bene. Adesso abbiamo vinto due partite, ma non è che il campionato è finita. Ora ce ne sono tante altre e dobbiamo continuare a dimostrare quello che abbiamo dimostrato in questa settimana.

screenshot_2018-08-29-11-55-24_1-826812066.jpg

A proposito di Kolarov: ieri De Rossi ha svelato che il serbo ha giocato con un dito del piede fratturato. Anche Daniele stesso è dovuto uscire per un ginocchio aveva dei problemi. Avete sofferto insieme quando le cose andavano male, ora insieme vi state tirando su.
Certo. Il discorso del grande uomo, della grande persona, che avevo fatto riferendomi ad Alex era anche per questo. Noi sappiamo di tante cose e tante dinamiche che succedono in campo che magari fuori non si sanno. Se Daniele non l’avesse detto, non si sarebbe saputo che Alex ha giocato con con un dito del piede rotto. È comunque un grande gesto, ma non perché ha giocato con un dito del piede fratturato, ma perché non ha mollato, c’è stato per la squadra, non ci ha messo in difficoltà. Questa è una cosa che vedo in tutto il gruppo. Siamo veramente un bel gruppo, unito. Nonostante i momenti di difficoltà, il gruppo non si è mai disunito, non è stato mai brutto vivere questo gruppo all’interno. È stato sempre bello e positivo, soprattutto per noi giovani che abbiamo da imparare. Questi sono gli atteggiamenti giusti da cui imparare. Quello di Kolarov, ma anche quello di De Rossi che stava poco bene ma comunque ha voluto far parte della partita.

Bastano un po’ di partite storte e si dice che i giocatori sono contro l’allenatore, poi si vince e cambia tutto. Le cose sono diverse da dentro.
Sì, assolutamente, sono più semplici. Noi non dobbiamo cercare una soluzione, dobbiamo semplicemente ritrovare un attimo la semplicità e la serenità nel fare le cose e continuare a lavorare sempre. Almeno io credo in questo. Per me parlare troppo forse è un po’ sbagliato a volte. Noi facciamo questo lavoro dall’interno, penso che questo sia l’atteggiamento da tenere. È normale che ognuno fa il suo lavoro, c’è chi comunque deve cercare una soluzione. Anche all’interno, non parlo soltanto dell’esterno. Ma noi che siamo i giocatori che devono andare in campo, l’unica soluzione che dobbiamo trovare è stare al 100% fisicamente e mentalmente. Non credo tanto al ‘ce l’ha con l’allenatore o col compagno di squadra’. Ci sono tante dinamiche, positive e a volte negative. Sarà sempre così: se un giocatore non gioca, ‘je rode il c*lo’. Sempre. Queste cose sono la normalità. Non esistono tutte le cose che vengono detto. Noi dobbiamo sempre pensare a fare solo il nostro ruolo.

FONTE    ROMA RADIO

screenshot_2018-09-29-16-57-59_1-1637471010.jpg

De Rossi: “Siamo sempre criticati, ma noi teniamo alla maglia”

photo_1537855590231_1573029949.jpg

 

Dopo il derby, Daniele De Rossi rilascia dichiarazioni a vari canali commentando il match vittorioso. Ai microfoni di Sky Sport ha detto tutto ciò che i tifosi si aspettano da un capitano:
“Siamo sempre criticati, una volta noi giocatori, una volta l’allenatore, ma noi teniamo alla maglia. Hanno avuto il coraggio di criticare e fischiare anche Kolarov, che oggi ha giocato con un piede fratturato. Problema fisico? Era una cosa che avevo già prima, mi fa parecchio male poi ho giocato diversi partite di fila. Mi sarei dovuto riposare prima, ma tra poco penso che arriverà il momento di fermarsi e curarsi. Ritiro? Mia figlia mi ha chiesto perché fossi in punizione… Io voglio ricordare un attimo Sabatini che ha avuto diversi posto e il mister ci sta riuscendo alla grande, ora non dobbiamo rilassarci. Stiamo bene, abbiamo giocato molto bene con il Frosinone, bene oggi e continueremo a mettere questa intensità. Non so se arriverà una lunga striscia di risultati positivi, ma ci speriamo”

photo_1535092393147_1713929054.jpg

All’emittente RomaTv ha affermato:
“Se ci aspettavamo la vittoria? Dirò una cosa un po’ brutta: sarei stato quasi contento di non perderlo questo derby. Veniamo da un momento delicato in cui c’era qualche divisione tra noi e l’ambiente romanista, perdere oggi sarebbe stata una mazzata troppo grossa. Poi però in campo siamo entrati con la testa giusta, abbiamo giocato una partita da grande squadra. Può dare una scintilla importante questa vittoria? Sì è l’inverso di quello che dicevo, vincere può darci la spinta lo festeggiamo ma martedì rigiochiamo e dobbiamo stare concentrati perché la qualificazione agli ottavi è alla nostra portata. Il ginocchio? È un po’ infiammato ma c’era bisogno di tutti. Lo gestiremo col mister, probabilmente non giocherò qualche partita perché è da qualche tempo che mi porto dietro questi acciacchi. Una dedica? Un pensiero grande alle nostre famiglie, perché qui a Roma si vive tutto troppo emotivamente. Un altro pensiero importante lo dedico a Walter Sabatini che è stato poco bene e al quale noi vogliamo molto bene. Come mai questa differenza di atteggiamento? I cali sono ciclici in questo sport. Siamo più forti del Bologna maproblemi di salute e lo abbraccio tantissimo. Se può cambiare la stagione? In passato è successo, se abbiamo fatto pochi punti, probabilmente avevamo delle cose da mettere a  mentalmente, dobbiamo continuare”.

Dazn ha confessato di meritare la vittoria, come squadra:
“Dovevamo vincere in qualunque modo, penso che abbiamo meritato di vincere il derby. Ci siamo rialzati dopo il gol del loro pareggio, abbiamo ricominciato a macinare gioco e non era facile. Pellegrini è un ragazzo perbene, sono stato contento per la sua rete, lui è un ragazzo giovane e oggi ha fatto una grandissima partita, insomma persone perbene come lui sono importanti, devono pensare a gioire, io purtroppo non ho fatto ancora un gol vittoria al derby (ride, ndr). Dzeko? Si è sacrificato molto, ha giocato da derby, ha fatto sportellate con i difensori, poteva essere servito meglio e su questo dobbiamo migliorare, non è detto che dopo l’1-1 fai sempre il 2-1, dovevamo servirlo meglio ma i gol arriveranno, è un giocatore troppo importante per noi. Pochi punti? Abbiamo sbagliato approccio, con Bologna e Chievo si poteva vincere. Ora dobbiamo respirare un pochino e continuare a lavorare, forse ci fa bene stare in apnea o in contestazione.
L’obiettivo stagionale? Non cambia per una o due partite, dobbiamo arrivare almeno quarti, quella è la zona alla quale dobbiamo ambire, possiamo ripetere il piazzamento passato. Qualcosa non ha funzionato nelle prime partite, contenti di aver invertito la rotta. Siamo usciti da una crisi, doveva essere facile giocare con Chievo e Bologna ma non lo è stato, è uscita fuori una buona dose di personalità, potevamo perdere la Trebisonda invece siamo stati concreti e seri, potevamo raddoppiare molto prima. Certezze in più? Si acquisiscono con il tempo, è un percorso lungo che è fatto di step come quello di oggi, con partite delicate che vedono protagonisti giocatori che sono un po’ criticato, è una partita che fa morale, sono contento per Pellegrini e Kolarov, sono stati un po’ criticati, Kolarov ha giocato con una frattura al piede, siamo una squadra fatta di uomini veri. Come sto? Ho un po’ di acciacchi da vecchio, sto gestendo questo problema. Ho stretto un po’ i denti in questo periodo, abbiamo giocato molte partite, adesso faremo riposare questo ginocchio”

FONTE  SKY SPORT  FONTE  ROMA TV  FONTE DAZN

screenshot_2018-07-24-09-58-26_11278106122.jpg

“Una vittoria da uomini, avanti così”

photo_1537855590231_1573029949.jpg

 

 – «Nei momenti di difficoltà bisogna tirare fuori qualcosa in più. Ci siamo riusciti». Terzo derby sulla panchina romanista, ancora imbattuto. Score invidiabile per Eusebio Di Francesco che, questa volta, si aggiudica una stracittadina fondamentale per l’umore romanista e per una panchina che si era fatta rovente dopo il tracollo del Dall’Ara.

photo_1535092393147_1713929054.jpg

Formazione azzeccata e tre gol arrivati nell’occasione più importante che appianano le polemiche esplose dopo lo stentato inizio di ”stagione, anche con un pizzico di fortuna per l’ingresso di un eccellente Pellegrini al posto dell’infortunato Pastore. Di sicuro un bel viatico in vista del match casalingo di martedì in Champions contro il Plzen, possibile crocevia del girone. La risposta positiva è arrivata dopo il ritmo imposto dall’allenatore: «La scelta di andare in ritiro – le parole del tecnico – era per tirar fuori paure e malcontenti. Abbiamo giocato un derby da uomini, è quello che avevo chiesto. Dobbiamo continuare a lavorare con questo atteggiamento che ci porterà a toglierci grandi soddisfazioni». Dopo un primo quarto d’ora con il freno a mano tirato e forse con la paura di commettere qualche errore di troppo, la Roma ha preso pian piano possesso del campo: «Eravamo in controllo anche con il Chievo e abbiamo sbagliato come è successo contro la Lazio con Fazio che poi è stato bravo ad andare a riprendersi il gol. Oggi i ragazzi li ho visti tranquilli, ero sicuro che avremmo avuto opportunità di fargli gol subito dopo il pareggio. Bisogna avere la forza caratteriale di rimanere in partita, a dimostrazione che questa squadra sta crescendo». L’ingresso di Pellegrini al posto di Pastore ha dato un altro ritmo alla Roma: Di Francesco applaude il centrocampista, lanciato nel calcio che conta ai tempi del Sassuolo.
«Ha le qualità tecniche e fisiche per giocare da trequartista, oggi poteva partire anche titolare al posto di De Rossi che non era al meglio ma è entrato benissimo per Javier». Il tecnico non si sottrae alle domande su Dzeko, apparso molto nervoso anche con il compagni: «In alcune situazioni aveva ragione Edin, oggi mi è piaciuto tanto il primo gol, è arrivato per una sua sponda. Non gli chiedo rincorse di cento metri o di lavorare sul mediano, ma la continuità. Abbiamo bisogno di tutti e mi tengo stretto Edin, che deve soltanto capire che in certi momenti si deve soffrire se non si può fare gol. Da domani penserà a segnare contro il Viktoria». Dopo un derby così prezioso, per qualche ora anche la Champions può passare in secondo piano.

FONTE   IL TEMPO – F. SCHITO

screenshot_2018-09-29-16-57-59_1-1637471010.jpg

 

Spalletti: “Totti? Tanta volgarità nel suo libro

|photo_1537855590231_1573029949.jpg

 – Tra i tantissimi lettori del suo libro “Un Capitano”, Francesco Totti avrà Luciano Spalletti. Il tecnico dell’Inter, protagonista di alcune pagine scottanti, ha dichiarato che prima di esporre la sua verità vuole giustamente analizzare la parte di testo che lo riguarda. “Capisco la vostra curiosità – ha detto ieri il mister di Certaldo ai giornalisti che lo interrogavano sull’argomento durante la conferenza stampa – ma non è questo il momento di affrontare il discorso. I nostri tifosi vogliono che io parli di Inter, del nostro immediato futuro. E qui non c’è Totti”.

photo_1535092393147_1713929054.jpg
Spalletti prova anche ad ironizzare un po’. “Ho appena finito di leggere il libro di Zanetti e ci ho messo tre mesi, ora inizierò questo”. Finale pungente. “Nelle pagine anticipate sui giornali ci sono molte parolacce, chissa se ne troverò qualcuna che possono leggere anche i bambini”. Intanto stasera c’è il Cagliari. “Questa è la settimana che ci può rimettere in carreggiata”. Poi su Nainggolan. “Sta dando la sufficienza, da lui mi aspetto il dieci”.

FONTE      IL TEMPO – M. VITELLI

screenshot_2018-09-29-11-13-01_1388982619.jpg

 

Roma e Lazio derby verità

photo_1537855590231_1573029949.jpg

All’Olimpico si gioca una gara che può dire molto sul futuro delle due squadre. I giallorossi devono capire se sono guariti, i biancocelesti se sono da Champions

Il derby, facendo storia a sé, dà di solito poche certezze. Figuriamoci se può consegnarle il 29 settembre e a 31 giornate dal traguardo. Alcune indicazioni, però, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero, bisogna aspettarsele. Soprattutto su quale piega prenderà la stagione della Roma e della Lazio.

photo_1535092393147_1713929054.jpg

La Roma, e non solo perché ha 4 punti in meno della Lazio, rischia di più. La vittoria contro il Frosinone, dopo un digiuno di 6 partite (contando quella di Madrid in Champions), non è sufficiente per dire che la crisi è superata. I giallorossi, senza identità e spesso pure senza anima in almeno 4 dei 6 match giocat), cercano innanzitutto di tornare a comportarsi da squadra. Cioè dando la priorità al collettivo e non al singolo. È quanto predica da tempo Di Francesco che, cambiando in ogni partita (e anche in corsa) il sistema di gioco, ha disorientato il gruppo. Che ha ripreso a collaborare solo quando l’allenatore ha virato sul 4-2-3-1 (e usato dall’inizio mercoledì sera per la prima volta in questa stagione), andando incontro ai giocatori e in particolare ai senatori. Guarda caso è l’unico assetto che permette ai big di entrare al completo nella formazione di partenza.

Ecco, dunque, il doppio play, con Nzonzi affiancato a De Rossi e Pastore avanzato da trequartista. La formula è spregiudicata e quindi non assicura lo stesso equilibrio del 4-3-3, considerando pure le caratteristiche dei giocatori del tridente. Il pericolo viene, senza il sacrificio degli esterni offensivi, dall’inferiorità a centrocampo, numerica e fisica.

Ecco perché Florenzi potrebbe, a sorpresa, partire alto e non basso a destra. Garantisce corse e rincorse, sacrificandosi proprio per la fisionomia da ritrovare.

I tecnici vanno sul sicuro. Di Francesco ricomincia da Florenzi e Dzeko così come Inzaghi da Milinkovic e Immobile. Stamattina test per Manolas che però sta meglio: Jesus l’alternativa. Radu è, invece, out: dentro Luiz Felipe. La stanchezza di Under può portare alla conferma di Santon da terzino destro e lo spostamento di Florenzi, sulla stessa fascia, nel tridente. Luis Alberto, intanto, torna alle spalle di Immobile.  La cornice è (quasi) da big match: più di 45 mila gli spettatori annunciati. La Sud, pure se ultimamente contesta Pallotta, farà la coreografia: la Nord, invece, rinuncerà e c’è chi, per protesta, entrerà a partita iniziata.

wp-image--487506031

Il Flaco e il Sergente, l’occasione è capitale

photo_1537855590231_1573029949.jpg

Pastore e Milinkovic sono i due volti di questo derby. Uno argentino e l’altro serbo, gli antipodi dal punto di vista del carattere

photo_1535092393147_1713929054.jpg

Uno, Javier Pastore, ha ancora la faccia da ragazzino nonostante l’età dica che non lo è più. L’altro, Sergej Milinkovic ha la mascella serrata e lo sguardo duro di chi a 23 anni sembra averne vissute molte più di quante si possa immaginare. Il Flaco e il Sergente sono i due volti di questo derby, scrive Emiliano Bernardini su Il Messaggero.

 

Il numero 27 giallorosso è considerato uno dei trequartisti più talentuosi della sua generazione. Il 21 biancoceleste è un diamante puro che vale una fortuna.  Pastore ha una finissima capacità di percepire la presenza dei marcatori senza vederli. Li evita a passo di danza: controllo di palla, eleganza e quella predisposizione a fare i tunnel. Milinkovic è potenza e qualità. Attira a sé gli avversari quasi a sfidarli. Il primo, in passato, lo hanno paragonato ad Iniesta, il secondo a Ibrahimovic. Attraversano due momenti opposti della carriera: Javier, con la dote e le premesse che si porta dietro, sa che non ha margini d’errore in questa stagione. Sergej, al contrario, cerca l’ultima parte del trampolino per spiccare definitivamente il volo della consacrazione.

Hanno in comuni il fatto di non essere ancora al top della condizione fisica. Pastore è il pezzo pregiato del mercato giallorosso, arrivato nonostante non fosse nella lista dei desideri di Eusebio Di Francesco, tanto che il tecnico ha ridisegnato il modulo per farlo giocare. Finora ha segnato due splendidi gol di tacco ma del suo repertorio ha fatto vedere ben poco. L’intesa con Dzeko sarà una delle chiavi di volta della stagione giallorossa. Avrà la marcatura asfissiante di Leiva che avrà il compito di togliergli l’ossigeno per pensare. Dovrà essere bravo a non cadere nella trappola di fare lui la partita sul play argentino della Lazio snaturando il suo ruolo.

FONTE    Emiliano Bernardini 

screenshot_2018-07-01-21-51-37_1-1350011785.jpg

 

Roma-Lazio, le probabili formazioni dei quotidiani: Santon terzino, Florenzi davanti. Out Under

photo_1537855590231_1573029949.jpg

Di Francesco intenzionato a confermare l’ex Inter, spostando più in avanti il numero 24 giallorosso. Resta fuori il turco, che parte dalla panchina

“Potrebbe esserci qualche sorpresa”, ha annunciato ieri Di Francesco in conferenza stampa. E la sorpresa dovrebbe essere Davide Santon come terzino destro, con il conseguente spostamento di Florenzi da esterno nel confermato 4-2-3-1 visto col Frosinone. “Alessandro mi piace più alto che da interno di centrocampo”, l’altra indicazione arrivata in conferenza stampa dal tecnico. Così resterebbe fuori Under, prima arma da utilizzare in corsa nel secondo tempo. Per il resto non si cambia, con un Manolas a mezzo servizio ma che non vuole mancare proprio al derby. In mezzo al campo De Rossi-Nzonzi, con Pastore dietro Edin Dzeko ed El Shaarawy sulla sinistra.

 

Ecco le probabili formazioni dei quotidiani. 

IL MESSAGGERO
Roma (4-2-3-1): Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Nzonzi; Florenzi, Pastore, El Shaarawy; Dzeko.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 
Roma (4-2-3-1): Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Nzonzi; Florenzi, Pastore, El Shaarawy; Dzeko.

LA REPUBBLICA
Roma (4-2-3-1): Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Nzonzi; Florenzi, Pastore, El Shaarawy; Dzeko.

IL CORRIERE DELLA SERA 
Roma (4-2-3-1): Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Nzonzi; Florenzi, Pastore, El Shaarawy; Dzeko.

roma-atalanta-pastore-de-rossi-manolas-pellegrini-630x415

Di Francesco: «Non siamo da scudetto, ora serve di più»

photo_1537855590231_1573029949.jpg

 – Per il derby torna Dzeko, ma la Roma ha bisogno del vero Dzeko. Come dice in conferenza Di Francesco: «Dzeko ha avuto anche occasioni importanti per far gol e magari non ci è riuscito. Deve avere grande partecipazione alla nostra manovra.  Ha le caratteristiche per prendersi la squadra sulle spalle, ma tutto parte dal sacrificarsi per i compagni». Il concetto è semplice: conta solo la Roma. E Di Fra lo ribadisce quando gli chiedono quanto sia importante questo derby per la sua carriera: «È importante per il futuro della Roma. Io rappresento la Roma, non me stesso».

photo_1535092393147_1713929054.jpg

La sincerità del tecnico abruzzese è come sempre totale, persino brusca: «Attualmente non siamo competitivi per lo scudetto, lo dimostra la classifica. Il fatto di essere dietro alla Lazio, però, mi rammarica». Si va avanti con il 4-2-3-1 e la sorpresa potrebbe essere la conferma di Santon terzino destro, con Florenzi avanzato al posto di Under, che fisica mente non è al top. […]

FONTE   CORRIERE DELLA SERA

screenshot_2018-07-24-19-01-21_1-700518457.jpg

Rischio contestazioni. Blindati Foro Italico e aree di parcheggio

photo_1537855590231_1573029949.jpg

– E’ il giorno di Roma-Lazio che vedrà il lungotevere blindato, così come ponte Duca d’Aosta e piazza Mancini, con aree di parcheggio e percorsi dedicati per le tifoserie: da piazzale Clodio e via Cipro per i romanisti, da viale della XXVII e Tor di Quinto per i laziali. I cancelli saranno aperti dalle 13 con massicci controlli di sicurezza ai varchi e ai tornelli da parte delle forze dell’ordine, e si temono contestazioni sia dal lato del tifo giallorosso sia da quello biancoceleste.

photo_1535092393147_1713929054.jpg

Proprio ieri gli Irriducibili hanno annunciato ufficialmente che «purtroppo la curva Nord non attuerà alcun tipo di scenografia contro repressione e benpensanti. Entreremo a partita iniziata. Ci saranno comunque 90 minuti di tifo incessante per la nostra amata Lazio».

In campo, invece, ci saranno circa 1.500 uomini fra poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani, e anche massima attenzione sui percorsi che saranno seguiti dai pullman con le squadre.

FONTE    CORRIERE DELLA SERA

wp-image-1068108260

Un derby diviso: Roma, tanti dubbi. Lazio, le certezze

photo_1537855590231_1573029949.jpg

CORRIERE DELLA SERA – Alle 15 il derby: la Lazio si presenta alla stracittadina con quattro punti di vantaggio e con una striscia di cinque vittorie consecutive tra campionato e Europa League, la Roma è il contrario. Oggi Di Francesco presenterà la settima formazione diversa in sette partite stagionali e la sorpresa potrebbe essere la conferma di Santon come terzino destro con Florenzi più alto nel tridentino dietro a Dzeko. Dovrebbe andare in panchina Cengiz Under, che fisicamente non è al top.

photo_1535092393147_1713929054.jpg

 

«Sarà la fame a fare la differenza e noi dovremo averne più di loro. Della Roma temo Di Francesco, che le ha dato un’organizzazione di gioco eccellente e che nella scorsa stagione l’ha portata alla semifinale di Champions», dice il laziale. Di Francesco è di brutale sincerità: «Attualmente non siamo competitivi per lo scudetto, lo dimostra la classifica. Il fatto di essere dietro alla Lazio, però, mi rammarica. Il derby non è una gara come le altre».

FONTE   CORRIERE DELLA SERA

screenshot_2018-09-16-11-23-50_1429618164.jpg

Var in Champions dal 2019/20 Ci sarà in Supercoppa 2019, poi a Euro 2020 e in E.League ’20/21

photo_1537855590231_1573029949.jpg

 Il Comitato Esecutivo Uefa ha deciso di introdurre la Video assistant referees (Var) nella Champions League 2019/20, a cominciare dalla fase di spareggio della competizione (agosto 2019).

photo_1535092393147_1713929054.jpg

Lo ha reso noto l’Uefa sul proprio sito. La Var verrà inoltre utilizzata anche nella Supercoppa Uefa 2019. L’Uefa prevede di estendere ulteriormente l’utilizzo della Var nella fase finale degli Europei 2020, nella Europa League 2020/21 (dalla fase a gironi in poi) e nelle finali della Nations League del 2021.

wp-image--1027193435

Uefa riduce a 1 mese squalifica Pallotta N.1 Roma aveva criticato arbitro di Roma-Liverpool del 2 maggio

photo_1537855590231_1573029949.jpg

L’Uefa ha parzialmente accolto il ricorso della Roma contro la sospensione per tre mesi inflitta al presidente giallorosso, James Pallotta, per le sue dichiarazioni post Roma-Liverpool, semifinale di Champions League disputata il 2 maggio.

photo_1535092393147_1713929054.jpg

Per Pallotta, la squalifica è stata quindi ridotta ad un mese – a partire dalla prima gara Uefa della stagione 2018/19 – durante il quale il presidente non potrà essere nell’area tecnica, né comunicare con i giocatori e i tecnici durante la partita e nemmeno entrare nello spogliatoio o nel tunnel prima o durante. Secondo il ricorso della Roma, il presidente Pallotta, nel dopo-partita, se l’era presa ‘a caldo’ col delegato Uefa e in privato, mentre pubblicamente non aveva fatto commenti sulla direzione di gara. Il n.1 giallorosso aveva in particolare chiesto l’introduzione della Var dopo essersi lamentato per le decisioni arbitrali.

FONTE    ANSA

screenshot_2018-04-09-07-55-56_12046644923.jpg

TOTTI :”IO PRESIDENTE DELLA ROMA? PERCHÉ NO…” “PER IL BENE DI QUESTA SOCIETÀ FACCIO TUTTO”

Un Capitano al Colosseo. E Roma che abbraccia Francesco Totti, 25 anni di vita in giallorosso festeggiati nel giorno del suo 42esimo compleanno con un libro-autobiografia in una serata-evento al centro del monumento simbolo della città eterna. Eterna vuole essere la vita giallorossa dell’ex n.10. “Presidente della Roma? In futuro perche no…”, ha detto all’Ansa prima del via alla serata. Nella quale Totti è stato mattatore sul palco prima col sindaco Virginia Raggi (“io e te nella stessa scuola? Io ci andavo poco, ecco perche non ci siamo incontrati”) poi con Rosella Sensi, Daniele De Rossi, Marcello Lippi e Walter Veltroni, a fare da anfitrione Paolo Condo’, autore del libro edito da Rizzoli. Una serata evento, sotto le stelle, abbracciato dal Colosseo.

photo_1535092393147_1713929054.jpg

Totti celebra il suo 42/o compleanno da ultimo gladiatore, presentando l’autobiografia davanti a una ristretta cerchia di invitati. C’è ovviamente la sua famiglia, ma anche la sindaca Raggi e l’ex primo cittadino Veltroni, Marcello Lippi e Cesare Prandelli, i compagni con cui ha vissuto la cavalcata mondiale in Germania nel 2006. Undici anni dopo è arrivato il ritiro, il ruolo al fianco del ds Monchi e un futuro ancora da scrivere. “Diventare un giorno presidente della Roma? Perché no, ma il futuro non lo so prevedere – spiega all’Ansa -. Quello che è certo è che cercherò di fare sempre il bene di questo club, da presidente, vicepresidente o anche semplice collaboratore”. “Adesso fare da tramite tra società e giocatori è il ruolo che mi si addice di più, poi nella vita tutto può succedere” aggiunge, sottolineando che l’autobiografia è stata scritta “per parlare di Francesco, dell’uomo più che del calciatore. Come definisco il libro? Piacevole”. Anche se non a tutti è piaciuto. Franco Baldini ad esempio sembra sul punto di lasciare il comitato esecutivo della Roma per alcuni passaggi. “Ma io non speravo nelle sue dimissioni, spero non si arrabbi nessun altro. Non ho fatto questo libro per togliermi sassolini. Ho scritto la verità, non cavolate”.

screenshot_2018-09-26-09-20-56_1543802181.jpg

Dall’infanzia in via Vetulonia a quel “speravo de morì prima” legato al giorno dell’addio al calcio. Totti si confessa al giornalista Paolo Condò. Sfogliando le cinquecento pagine Francesco ripercorre i primi passi col pallone, l’ammirazione in gioventù per il Milan di Sacchi (“la squadra più esaltante che abbia mai visto, l’unica nella quale fantasticavo di giocare”) e il no all’offerta monstre del Real Madrid nel 2005: “Mi offre 12 milioni di euro all’anno e una gestione mista dei diritti d’immagine. Non andrò perché non è la mia storia. La mia storia è Roma”. Una storia infinita in cui incrocia l’amore (Ilary Blasi), il successo professionale (su tutti scudetto nel 2001 e Mondiale nel 2006), ma anche rapporti difficili da gestire. Tra questi quello con Cassano, “un uomo puro, spontaneo ai limiti dell’autolesionismo” messo al muro assieme al fidato Vito Scala quando gridò a Franco Sensi “Brutto avaro, spendi i tuoi soldi maledetti e compra qualche campione”.

Il filo che lo lega a Spalletti (“il dobermann” secondo la definizione di Buffon presente nel libro) è invece riannodato in due capitoli in cui se ne leggono di tutti i colori. Totti definisce il toscano come “un grande allenatore, forse il migliore che abbia avuto”, rivelando conversazioni private sul filo del rasoio come quelle riguardanti la cacciata da Trigoria (“Vigliacco, adesso che non ti servo più mi rompi il cazzo, eh? Sei tornato qui con una missione, portala a termine!”) e il successivo faccia a faccia dopo la gara con l’Atalanta in cui “perdo le staffe anch’io e ci devono separare in quattro perché altrimenti ce le daremmo di santa ragione”.

Pepato anche il confronto dialettico con Franco Baldini che, ricorda Totti, “è il consulente più ascoltato da Pallotta”, e che nell’estate del 2011 rivelò all’allora capitano “Guarda Francesco, se fosse per me io ti venderei”. “Baldini mi considera il male della Roma perché, a suo parere, condiziono troppo l’ambiente” scrive Totti nel libro, arrivando a definire “La rivelazione dell’assassino” il momento in cui Baldini nella riunione avuta a Londra dopo il ritiro dal calcio gli confessò “Sono stato io, Francesco, a farti ritirare. Ho voluto e sostenuto Spalletti perché sapevo che la pensava come me”.

FONTE  ANSA