ANTONIO FELICI…#RomaSpal

 

photo_1539846846520_1_1-406751365.jpg#RomaSpal Facevamo bene a rimanere prudenti dopo il secondo tempo di Empoli. La Roma non è guarita per niente. Anzi, al cospetto di una Spal attenta e ben organizzata, è andata incontro ad una sconfitta davvero rovinosa. L’inizio dei giallorossi è stato positivo ma a fronte delle numerose azioni create, la fase conclusiva è stata assai mediocre. Così ha chiuso il primo tempo in svantaggio a causa di un rigore causato da un’ingenuità di Luca Pellegrini (un errore di gioventù che gli va perdonato). Mi ha colpito la lentezza e la poca cattiveria con la quale la Roma è scesa in campo nella ripresa. Ha sfiorato il gol con un gran tiro di Lorenzo Pellegrini ma ha soprattutto sciupano almeno due chiare palle-gol con Dzeko, apparso moscio e demotivato come agli esordi in giallorosso. In compenso ha subito il raddoppio grazie a una dormita di Fazio e deve ringraziare Olsen per un paio di miracoli che hanno consentito di evitare di incassare altre reti. Un clamoroso passo indietro per Di Francesco e i suoi. Mi ha colpito la presenza, nel finale, di parecchi ragazzini in campo (compreso Coric), mentre le telecamere inquadravano De Rossi e Kolarov, due con gli attributi, malinconicamente in tribuna per infortunio. In fondo, se ci pensiamo bene, questa Roma fatta di alti e bassi è tutta in quella immagine. Forse stiamo solo raccogliendo quello che abbiamo seminato.

FONTE   A. FELICI

FB_IMG_1503824380348
ANTONIO FELICI

Roma, la crisi non è passata: la Spal domina e vince 2 a 0 all’Olimpico – FOTO

photo_1539846846520_1_1-406751365.jpg

Partita imbarazzante della squadra di Di Francesco. Senza grinta e gioco, la rassegnazione di alcuni giocatori in campo è il più grande allarme di una squadra di nuovo in crisi

Quando sembrava essere passato il momento buio, ecco di nuovo la Roma nel baratro. Sconfitta in casa per 2 a 0 contro la Spal, reduce da quattro ko consecutivi. Due gol regalati ingenuamente, una prestazione imbarazzante per gioco e intensità. Anche con l’uomo in più negli ultimi venti minuti i giallorossi non sono riusciti a creare occasioni da gol. La rassegnazione negli occhi di alcuni è il dato più allarmante. La Roma è di nuovo in crisi.

LAZZARI – Tanto possesso palla, qualche tiro sballato e fiacco verso la porta, poi il gol beffa. La Roma è uscita dal primo tempo sotto uno a zero grazie alla rete di Petagna su rigore, ma soprattutto grazie al guizzo vincente di Lazzari che è riuscito a superare l’ingenuo Luca Pellegrini in area e a subire il lieve contatto del terzino giallorosso. Un tiro in porta della Spal, un gol. Sete conclusioni invece da parte della squadra di Di Francesco ma senza cattiveria e convinzione.

ROMA SPRECONA – La squadra ha avuto infatti sì il pallino del gioco, ma è stata carente di gioco e soprattutto di intensità. Il reparto offensivo non è infatti riuscito a concretizzare le numerose occasioni per portarsi in vantaggio, spesso sbagliando l’ultimo passaggio o la mira verso lo specchio della porta. Il gol del vantaggio ospite è arrivato in una delle poche ripartenze che la Spal è riuscita a mettere in pratica: il duello Lazzari-Pellegrini fino ad ora premia l’esterno biancoceleste, che è riuscito con esperienza a procurarsi il calcio di rigore

SECONDO TEMPO – Inizio di secondo tempo drammatico. La grande occasione per la Roma – alla prima vera verticalizzazione della partita – con un Dzeko ancora timido sotto porta e che ha impattato debolmente, quasi svogliatamente, il pallone mandandolo al lato. Poi il raddoppio della Spal, su colpo di testa di Bonifazi, lasciato libero in area di rigore. Fischi per Cristante al cambio con Justin Kluivert: il centrocampista riproposto sulla mediana non è riuscito a dare incisività né in fase offensiva, né tantomeno in quella difensiva.

RASSEGNAZIONE – Menzione a parte questa volta all’arbitro Pairetto, incapace di gestire una partita tesa e con un risultato in bilico. Tanti falli della Spal non segnalati, continue perdite di gioco da parte del portiere che solamente al gesto più plateale è stato ammonito due volte, rimediando l’espulsione. Una partita surreale da parte dei giocatori della Roma, nervosi e in alcuni momenti della partita anche rassegnati. Con l’uomo in più Di Francesco ha provato il tutto per tutto: difesa a tre e tutti avanti. Undici contro dieci, ma nessuna occasione nitida da gol. La rassegnazione di alcuni giocatori in campo è il dato più allarmante di una squadra che inevitabilmente rientra nella crisi che sembrava ormai alle spalle. entre a sinistra confermato El Shaarawy con Kluivert pronto a subentrare.

FONTE      Jacopo Aliprandi,

Torna di moda Cornet per il mercato di gennaio

photo_1539846846520_1_1-406751365.jpg

 – Il calciomercato non dorme mai. Oltre al nome del centrocampista messicano Hector Herrera, in scadenza di contratto con il Porto, Monchitiene sotto controllo i giocatori
che potrebbero sostituire Diego Perotti tra gli esterni d’attacco. (…)  Si continua a parlare di
Berardi, ma il nome più caldo sembra quello di Maxwell Cornet, 22 anni, nazionale della Costa d’Avorio ma con passaporto francese. Cornet è poco utilizzato nell’Olympique Lione,
stretto tra Moussa Dembélé, Depay e Fekir, così vorrebbe cambiare aria al più presto. (…) Monchi ci aveva già pensato in estate dopo il fallimento dell’operazione Malcom.

FONTE   CORRIERE DELLA SERA 

screenshot_2018-10-20-11-20-30_1-1280383387.jpg

Mercato Roma, incontro tra il Porto e l’agente di Herrera

photo_1539846846520_1_1-406751365.jpg

Le parti hanno deciso di optare per una linea più leggera dopo le dichiarazioni delle ultime settimane

È tutto da decifrare il futuro di Hector Herrera. Il centrocampista del Porto è in rotta con il club lusitano, con la Roma pronta ad approfittarne già a gennaio, anticipando la concorrenza che aspetterebbe giugno per prenderlo a parametro zero. Nei giorni scorsi – riporta O Jogo – è andato in scena un incontro tra la stessa dirigenza del Porto e gli agenti del giocatore, con l’obiettivo di distendere gli animi dopo le dichiarazioni delle ultime settimane. Il presidente Pinto da Costa aveva infatti svelato ufficialmente ai media la richiesta di rinnovo (circa 6 milioni di euro lordi), indispettendo lo stesso Herrera. Il rinnovo resta un’ipotesi complicatissima, ma la decisione è stata quella di concentrarsi esclusivamente sul campo, senza ‘punzecchiarsi’ via media e via social. La conferma arriva dalle parole dell’allenatore del Porto Sergio Conceicao, che in conferenza ha subito spento sul nascere l’argomento Herrera, rinviando i cronisti alle decisioni del club.

Schick ko: salta la Spal. Superlavoro per Dzeko

photo_1539846846520_1_1-406751365.jpg

Il ceco era candidato per una maglia da titolare, ma l’infortunio ha tolto ogni dubbio

Riparte il campionato, l’Olimpico arriva a quasi 40mila spettatori, grazie a una promozione dedicata agli studenti e la Roma prova a riprendere il filo di vittorie lasciato a Empoli. Oggi pomeriggio contro la Spal, a tre giorni dalla sfida Champions — sempre casalinga — con il Cska Mosca, Di Francesco mischierà le carte, ruotando i giocatori. “Schick ha qualche problemino, vediamo come sta”. Non sta bene, il ceco, neanche convocato per la gara di oggi. Di Francesco avrebbe voluto dargli la possibilità di ritagliarsi uno spicchio di gloria anche in giallorosso, dopo esser stato protagonista con la sua nazionale. Quindi – scrive Francesca Ferrazza su “La Repubblica” – di nuovo spazio a Dzeko, come in Europa e nella serie di complicate trasferte (Napoli, Firenze, Mosca). “Edin ha delle potenzialità enormi, gli manca un pochino di continuità, ma la sto rivedendo per larghi tratti di gara — l’analisi severa del tecnico — Non dico che sparisce, ma a volte non si mette a completa disposizione della squadra” Non ci saranno De Rossi e Kolarov, che Eusebio spera di recuperare per la Champions, quindi sarà Luca Pellegrini a giocare come terzino sinistro, mentre a centrocampo Nzonzi e Cristante saranno davanti alla difesa, con Lorenzo Pellegrini trequartista. De Rossi ha ribadito di vedersi come allenatore, nel futuro. Di Francesco non può che esser d’accordo. “Già fa il mio collaboratore (sorride ndr)… Daniele è un punto di riferimento per i ragazzi, ritengo possa fare l’allenatore, anche se è normale che poi andranno valutate tante altre sfaccettature, ma credo in futuro possa essere un ottimo tecnico”.

FONTE  F. FERRAZZA

Screenshot_2017-09-18-08-16-14

Youth League, solo una giornata di squalifica a Svoboda per il brutto intervento su Calafiori

photo_1539846846520_1_1-406751365.jpg

L’Uefa ha deciso di punire il difensore del Viktoria Plzen con un solo turno di stop nonostante il calciatore della Roma Primavera si sia ritrovato con un ginocchio sinistro in cui tutti i legamenti, la capsula e tutti i menischi sono andati distrutti

Incredibile, ma vero: Vaclav Svoboda, il difensore del Viktoria Plzen autore dell’entrata che ha portato al gravissimo infortunio di Riccardo Calafiori nella gara di Youth League del 2 ottobre scorso, salterà soltanto una partita. L’Uefa ha deciso di punire così il calciatore ceco che ha costretto il giovane giocatore della Roma Primavera a volare negli Stati Uniti per una complessa operazione al ginocchio sinistro. Il motivo è noto: tutti i legamenti, la capsula dell’articolazione e tutti i menischi sono andati distrutti. Calafiori – ora alle prese con l’inizio della riabilitazione in Pennsylvania – dovrà restare fuori dai campi di gioco per almeno un anno; Svoboda, autore di un intervento assassino che ha messo a rischio la carriera di un giovane calciatore in rampa di lancio, rimarrà ai box soltanto per una partita. Incredibile, ma vero.

Roma-Spal, le probabili formazioni dei quotidiani: Cristante con Nzonzi, davanti c’è Kluivert

photo_1539846846520_1_1-406751365.jpg

Luca Pellegrini sostituisce Kolarov a sinistra. Giocheranno anche Under e Dzeko, chiamato agli straordinari per il problema di Schick

La Roma vuole battere la Spal per centrare la quinta vittoria consecutiva tra campionato e Champions e salire, almeno per qualche ora, al terzo posto. Martedì arriva il CSKA in Champions ma per Di Francesco è dura pensare al turnover visto l’elenco di indisponibili: non ci saranno De Rossi, Kolarov, Perotti, Karsdorp e Schick. In difesa seconda da titolare per Luca Pellegrini, in mezzo torna Cristante dopo la brillante prestazione da mediano contro il Viktoria Plzen. Davanti chiede spazio Kluivert, mentre non può riposare Dzeko visto l’infortunio del ceco ex Sampdoria.

Ecco le probabili formazioni dei quotidiani.

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Roma (4-2-3-1): Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio, Lu. Pellegrini; Nzonzi, Cristante; Under, Lo. Pellegrini, Kluivert; Dzeko.

IL MESSAGGERO
Roma (4-2-3-1):
 Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio, Lu. Pellegrini; Nzonzi, Cristante; Under, Lo. Pellegrini, Kluivert; Dzeko.

IL TEMPO
Roma (4-2-3-1): Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio, Lu. Pellegrini; Nzonzi, Cristante; Under, Lo. Pellegrini, El Shaarawy; Dzeko.

fb_img_1538229255249-628331808.jpg

Samp, Defrel: “A Roma leggevo cose brutte su di me, ora vi faccio vedere chi sono”

photo_1539846846520_1_1-406751365.jpg

L’attaccante ex giallorosso: “In genere sono timido e calmo, ma questa è stata una spinta in più per fare bene”

A Roma ha deluso, tanto da lasciare la capitale dopo una sola stagione. Ma alla Sampdoria Gregoire Defrel è partito con una marcia completamente diversa: cinque gol (con due doppiette) in otto giornate. Basta pensare che con la maglia giallorossa lo score recita un gol (su rigore contro il Benevento a risultato acquisito) in venti presenze. Il francese è stato intervistato da “La Gazzetta dello Sport” e si è soffermato anche sulla sua esperienza romana. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni.

A Genova c’era chi dubitava che potesse far meglio di Zapata.
Ho subito sentito parlare molto di lui, tra l’altro un ottimo attaccante, così come era successo a Sassuolo con Zaza, ma io non faccio caso ai confronti: al mio arrivo pensavo soprattutto a tornare al massimo fisicamente. Stavolta, poi, avevo qualcosa in più».

Cosa?
L’anno scorso, a Roma, sono andato male. Leggevo cose brutte su di me, come accade spesso nel calcio. Io di solito sono timido, calmo, ma stavolta ho pensato: vi faccio vedere chi sono. Una bella spinta in più.

FONTE     “La Gazzetta dello Sport”

screenshot_2018-10-20-09-47-43_1465907800.jpg

 

 

La Roma tra Spal e Cska «Gioca chi dà più garanzie»

photo_1539846846520_1_1-406751365.jpg

 

– In gergo calcistico si chiama «trappolone». La Roma arriva da quattro vittorie consecutive:
4-0 al Frosinone, 3-1 alla Lazio, 5-0 al Viktoria Plzen, 2-0 all’Empoli; 14 gol segnati e solo uno subito, il «regalo» di Fazio a Immobile nel derby, per altro ininfluente sul risultato finale (…)  I numeri dicono: oggi alle 15 non ci sarà storia. Eusebio Di Francesco, però, che ha studiato a fondo le partite degli estensi, non è d’accordo: «Mi aspetto una gara molto complicata. Basta guardare la partita contro l’Inter per capire che nell’ultimo periodo la Spal ha fatto ottime prestazioni. Serve grande attenzione perché dobbiamo dare continuità
ai nostririsultati. Abbiamo preso la strada giusta, ma dobbiamo perseguirla con determinazione».(…)  Spazio sicuro per Luca Pellegrini, al posto di Kolarov: «Darò continuità al suo percorso di crescita, ricordandogli che deve continuare a lavorare con umiltà, cercando di essere più pulito in tutte le sue prestazioni, con la palla e senza. Ha fisicità e grandi mezzi, deve essere bravo a sfruttarli di più».

FONTE    CORRIERE DELLA SERA 

screenshot_2018-10-03-09-42-49_1278182465.jpg

Roma, crocevia Champions..il punto della situazione…

 

photo_1539846846520_1_1-406751365.jpg

 Aria di Champions. A Trigoria c’è un respiro nuovo, non soltanto per l’imminente doppia sfida con il Cska Mosca che in un modo o nell’altro indirizzerà il girone europeo. La Roma per la prima volta in stagione – al di là della la giornata a punteggio pieno per 7 squadre su 20 – può salire al terzo posto di una classifica che, adesso si, guarda con interesse, dopo aver passato la prima parte di campionato nella colonna «sbagliata». Il derby ha fatto rinascere i giallorossi, che oggi alle 15 aprono la 9a giornata in casa contro la Spal, partendo dal sesto gradino della Serie A, ma con la possibilità, vincendo,
di passare almeno una notte in zona Champions, lì dove è abituata a stare. Con la Lazio a Parma e Inter-Milan domani e la Sampdoria che lunedi se la vedrà col Sassuolo, la squadra di Di Francesco potrebbe raggiungere quota 17 punti e scavalcarne tre in un colpo solo. Per farlo, però, dovrà inanellare il quinto successo consecutivo, cosa che non le riesce dal novembre 2017, e il terzo di fila tra le mura amiche, cosa mai accaduta quest’anno. L’Olimpico non farà mancare il suo sostegno, ci saranno 40 mila persone allo stadio, anche se non si tratta esattamente di un big match. Ma la Spal non va sottovalutata, «è il grande errore – precisa Di Francesco – che si fa in questo ambiente, sarà invece una partita molto complicata: nell’ultimo periodo ha ottenuto pochi risultati, ma ha fatto ottime prestazioni e
va presa con le molle» e chi ha visto l’ultima sfida con l’Inter sa che il tecnico non è solo politically correct: i ferraresi hanno perso, ma hanno tirato più dei nerazzurri, hanno avuto più possesso palla e sono stati più precisi nei passaggi, e se la Roma è la squadra che ha vinto meno contrasti (48), la Spal è laseconda migliore della A da questo punto di vista (95). «Ci stiamo lavorando, questo dato – conferma l’allenatore – lo dobbiamo migliorare per essere maggiormente competitivi. Dobbiamo continuare nella giusta strada che abbiamo intrapreso, perseguirla con applicazione, attenzione e dedizione, perché non è finita qui». La parola d’ordine è continuità,quella che Dzeko tra club e nazionale sembra aver ritrovato: «Il merito più grande è il suo, Edin ha potenzialità enormi che a volte neanche lui si rende conto di avere, quello che gli manca un pochino è la continuità, ora la sto rivedendo per lunghi tratti di gara. Credo che l’aspetto psicologico, specialmente per un attaccante, sia importantissimo». Può essere anche un boomerang per chi, come Perotti, vive il calcio
con estrema passione e «sfoga» la pressione sui muscoli: «Sono veramente dispiaciuto per Diego, mentalmente è un calciatore che va aiutato: siamo qui apposta. In generale la squadra sta bene, terrò conto del minutaggio in nazionale, ma credo che due partite ravvicinate si possano reggere in buona condizione, con la speranza di recuperare Kolarov e De Rossi per il Cska. Questo ci permetterebbe di avere maggiori soluzioni in tutte le zone del campo». Coric «non può fa- re l’esterno», Zaniolo «fa il trequartista o la mezz’ala», Di Francesco dice basta agli esperimenti perché «servono maggiori certezze ora>>. Per il futuro però c’è un ruolo che potrebbe calzare a pennello a De Rossi: «Già fa il mio collaboratore (ride, ndr), credo che possa diventare un ottimo allenatore».

FONTE     IL TEMPO – MENGHI 

screenshot_2018-10-20-09-30-16_1-511130788.jpg

 

 

Manolas: “Cuore e talento. Roma credici, si può vincere”

photo_1539846846520_1_1-406751365.jpg

 Inutile. Anche osservandolo placidamente a sedere, mentre parla e giocherella con le chiavi della sua Mercedes, ci sembra sempre di vedergli sul viso quella smorfia incredula, quelle lacrime irrefrenabili che segnarono il «fine corsa» del Barcellona in Champions League poco più di sei mesi fa. Kostas Manolas, in fondo, è questo: un guerriero greco a cui i 27 anni hanno regalato la serenità dell’ineluttabile e lo stupore del possibile. Ciò che serve alla Roma, d’altra parte, per proseguire oggi (contro la Spal) la rimonta in campionato e per vivere martedì (contro il Cska Mosca) un’altra magica notte europea.

Lei è nato Naxos, la prima isola greca che intorno al 502 a.C. si ribellò al persiano Dario, il Re dei Re, apparentemente imbattibile: nel calcio adesso a chi associa l’Impero Persiano?

«Chi mi conosce lo sa, mi piacciono le sfide, mi sento un vincente e lo sarò per tutta la mia carriera, però ora i più forti sono il Real Madrid e il Barcellona. Una volta lo erano anche le italiane, ma ora ci andiamo vicino senza vincere».

Che cosa ci frena?

«Nulla, solo il fatto che le altre sono migliori. Il Real, ad esempio, è più forte di Juve, Roma, Inter e Napoli. Guardate i bianconeri: sono andati meritatamente in finale, ma poi hanno sempre perso nettamente. D’altronde le spagnole spendono di più e hanno più campioni».

Le è mai capitato di pensare però che, se la Roma lo scorso anno avesse superato il Liverpool, in finale avreste potuto battere anche il Real e vincere la Champions League?

«In una partita secca non si sa mai ciò che può succedere. Magari segnavamo per primi, o loro prendevano un “rosso”. Se fossimo stati in una serata come quella contro il Barcellona, avremmo potuto battere chiunque. Insomma, avremmo potuto alzare noi la Coppa…».

È vero che lei si carica vedendo le immagini di quella partita?

«Sì, è stato il giorno più bello della mia vita calcistica. Ma ovviamente non è stato solo merito mio. La fortuna è stata che il terzo gol l’ho fatto io, però nel calcio si vince tutti insieme».

Ora arrivano la Spal e il Cska: secondo lei perché l’Olimpico in Europa è una fortezza, mentre in Serie A no?

«Non me lo spiego. Io entro sempre per vincere. Certo, l’atmosfera in Champions è più bella rispetto a quella della Serie A. Noi abbiamo davvero bisogno dei nostri tifosi. Se lo stadio fosse stato sempre pieno, saremmo stati più forti. Ve l’assicuro al 100%. giocatori sentono la differenza. Infatti, tranne quando abbiamo perso col Bayern Monaco, non ricordo una partita con l’Olimpico esaurito in cui abbiamo fatto brutta figura. Forse mai».

Si sbilanci: quali saranno per lei le semifinaliste di Champions?

«Psg, Juventus, Barcellona e Real. Magari posso togliere la Juve e mettere il City, non lo so… La Roma non la dico perché non siamo tra le favorite, ma ce la possiamo giocare con tutti. Certo, col Real abbiamo subito troppo, ma eravamo nel nostro momento peggiore. Li aspettiamo al ritorno, e vedrete che all’Olimpico sarà diverso».

A proposito di stadi, giocare al Karaiskakis, quello dell’Olympiacos, è davvero da brividi?

«Sì, mi manca troppo. Il giorno che la Roma avrà il proprio impianto, vedrete la differenza. Io spero di giocarci senza essere troppo vecchio. Basti pensare all’effetto dello stadio della Juve. Un impianto del genere, con tifosi come i nostri, può darti facile 10 punti in più a campionato».

Col Cska l’Olimpico forse non sarà pieno, ma lei come la vede?

«I russi hanno cambiato tanto, ma hanno esperienza di Champions. Non sarà facile, ma abbiamo l’obbligo di vincere se vogliamo passare il turno. Siamo più forti di loro, ma occorre dimostrarlo».

Vero che lei è più amato a Roma che in Grecia?

«Non lo so, ma l’amore che mi dimostrano i tifosi italiani è enorme. E non solo della Roma. In estate, a Naxos, c’erano juventini, milanisti, interisti… tutti volevano farsi fotografare con me. Insomma, mi rispettano. E questo mi piace tanto».

Il calcio è un vizio di famiglia: chi è più forte lei o suo zio Stelios Manolas, ricordato come uno dei grandi del calcio ellenico?

«Lui giocava vent’anni fa ed è era il più forte di tutti, nettamente. Io non posso dire di essere il migliore. Devo farlo vedere in campo».

La politica della Roma prevede ogni anno cessioni importanti e nuovi arrivi. Lei, rimanendo, ora è quasi un veterano. Sente la responsabilità di essere tra quelli che devono guidare il gruppo?

«L’unica responsabilità che sento è di aiutare la Roma a vincere. Non mi sento leader, non sono il capitano. Non conta il fatto che sia qui da anni. Tutti siamo uguali nello spogliatoio. Ora sono venuti giocatori giovani e forti, che hanno bisogno del nostro aiuto. Io ci sono. Ma l’unica cosa che posso promettere è di dare tutto».

Le tante cessioni creano disagio per chi resta o possono essere uno stimolo per dare qualcosa in più?

«Un anno fa abbiamo perso Salah, Rudiger e Paredes, quest’anno Nainggolan, Strootman e Alisson. Perdiamo sempre giocatori, ma la Roma rimane in alto. Una squadra non dipende mai da uno o due. Vero che sono partiti campioni – altrimenti non li avrebbero acquistati grandi squadre – ma ne sono arrivati di altrettanti forti. Certo, sono giovani, hanno bisogno di crescere, ma sono convinto che ci daranno una grossa mano».

Perché avete avuto un inizio così difficile? C’è stato bisogno di un ritiro per ricompattarvi?

«Bisogna avere personalità per uscire da certi momenti, ma non penso che sia stato il ritiro a farci venir fuori. Per me anzi le cose diventano più difficili, perché non vedo la famiglia. Non è che in ritiro diventi più forte o ti cambia la mentalità. Per fortuna nelle ultime 4 partite abbiamo ritrovato il gioco e la compattezza in difesa. Speriamo di continuare, ma l’essere usciti dal tunnel dimostra che siamo forti».

La Roma ha una mentalità vincente?

«Io sono qui da cinque anni e non ho ancora vinto niente. In passato invece avevo vinto sia all’Aek che all’Olympiacos. Questa squadra ha bisogno di vincere. Certo, la Juventus è sempre stata la più forte, ed anche quest’anno lo è. E’ difficile vincere lo scudetto, la verità è questa. Loro ogni anno prendono giocatori super e migliorano perché vogliono vincere anche la Champions. Però l’anno scorso, sbagliando solo una partita, a Liverpoool, siamo arrivati ad un passo dalla Coppa più importante. Perciò niente è impossibile. Io sono convinto che pian piano la mentalità vincente si possa costruire».

Allora ha ragione Totti quando dice che in campionato si gioca per il secondo posto.

«Per me sì. La Juve ha tre formazioni, tutte fortissime. In panchina ha Bernardeschi, Douglas Costa, Dybala, Cuadrado, Benatia, Barzagli, Rugani. La Roma però deve restare tra quelle che mettono pressione restando attaccate fino alla fine, come abbiamo sempre fatto negli ultimi anni. Dietro i bianconeri, ci sono Roma, Inter, Milan e Napoli. Alla pari. E non vedo l’ora d’incontrare Ronaldo e tutti loro, perché a me piacciono le sfide».

E’ stato portato qui da Sabatini, ora c’è Monchi: differenze?

«Due grandi professionisti. Sabatini lo ringrazierò tutta la vita. È stato lui a scegliermi. Dopo il Mondiale mi disse: “Ti senti pronto per questa sfida?”. E io risposi: “Certo, io sono sempre pronto”. Con Monchi ho rinnovato il contratto, e penso di averlo meritato. Lo scorso anno potevo andare via 2-3 volte, non l’ho fatto ed ho vissuto la mia migliore stagione qui»

Lei ha una clausola di rescissione di 36 milioni: non troppo alta per uno della sua caratura. Ridiscuterà il contratto per toglierla o alzarla?

«Non sono mai stato contattato per farlo. Io ho ancora 4 anni di contratto. Comunque per me la clausola non è così bassa… Adesso il calcio è andato fuori dal normale, perciò se la Roma la considera non adeguata, mi può chiamare per discutere».

È vero che lei l’anno scorso non andò allo Zenit per un problema di cambio fra rubli e dollari?

«Certo. Ho visto che tutto era in rubli, ho chiesto di cambiare e loro mi hanno risposto di no. Allora ho detto: “Guardate, se me ne vado, poi anche se fate come dico, non torno più”. Mi hanno confermato il no. Poi giorni dopo mi hanno richiamato, ma io non sono tornato. Era destino».

Pensa che potrebbe restare per sempre alla Roma?

«Be’, se arrivasse una squadra come il Real o il Barcellona, a parte Totti che rifiutò, non c’è nessuno che non ci penserebbe. Poi bisognerebbe valutare le condizioni, perché non è facile per nessuno lasciare la Roma, ve l’assicuro».

Le ha fatto piacere l’applauso riservatole dai tifosi del Real al Bernabeu per ringraziarla del gol che eliminò il Barcellona?

«Neanche li ho sentiti, però dopo quella rete mi sono arrivati tanti messaggi dai tifosi madridisti e ho visto anche un video su quando mi hanno applaudito all’annuncio del mio nome».

È vero che dopo aver rinnovato il contratto, Totti le ha dato un (amichevole) calcio al sedere?

«Francesco può fare quello che vuole, è amico mio. Lui è stato fondamentale per convincermi a restare. Ho parlato più con lui che con Monchi».

Lei pianse al suo addio al calcio: crede che ci sarà mai più in uno stadio un’emozione collettiva come quella?

«Non lo so. Forse quando lasceranno Ramos o Messi».

Lei è un giocatore duro e un tipo deciso, ha sempre detto che in campo non teme nessuno, neppure Messi e Ronaldo. Qualcuno le ha mai fatto paura?

«Uno solo: Ibrahimovic. Contro di lui non potevo fare niente. È due volte più grande. Troppo più forte di me. Quando senti uno che ti è superiore fisicamente, è dura».

A Schick servirebbe di stare un po’ con uno come Ibra per crescere nel carattere?

«Patrik è forte, tecnico, veloce. Gli manca solo di dimostrarlo in partita. In campo deve mettere un po’ più di cattiveria. Occorre che segni per sbloccarsi, perché Roma non è una piazza facile. Ma bisogna aspettarlo, io sono convinto che verrà fuori, perché lui tecnicamente è fortissimo»

Monchi dice che lei è fra i 5 difensori più forti: conferma?

«Non saprei. C’è Varane, che per me è il migliore di tutti, e Ramos, Umtiti, Chiellini, Van Dijk… Ma le classifiche dovete farle voi».

A proposito di sfide: si ricorda che, se segnerà 10 gol, il presidente Pallotta le ha promesso una Lamborghini?

«È dura, solo Sergio Ramos ne fa così tanti. Ma credetemi: preferisco rinunciare ai 10 gol e vedere la Roma in alto. Sarei più felice così». Difficile dargli torto. D’altronde anche questo, in fondo, è un modo per andare veloci nella vita.

fonte   GAZZETTA DELLO SPORT – PUGLIESE, CECCHINI

screenshot_2018-10-20-09-14-15_1-1758703961.jpg