Dallo stadio a capitan De Rossi: con la Champions per sognare


LA REPUBBLICA – FERRAZZA –  Non si può parlare dell’eccellenza nello sport capitolino legata alla Roma, non partendo dalla questione stadio. Ed è quella che più sta impegnando Pallotta da quando è diventato presidente del club e che vedrà nel 2019 l’anno cruciale, decisivo per la svolta finale di una vicenda che va avanti da sei anni. Il presidente giallorosso è intenzionato a rilevare i terreni da Eurnova, investendo un capitale importante pur di veder realizzato ü progetto sul quale sta lavorando con il suo staff, deciso a renderlo una realtà che possa valorizzare la zona di Tor di Valle. Tra alti e bassi, tra frenate e improvvise accelerate, il prossimo anno dovrebbe essere decisivo per sbloccare definitivamente l’iter, consentendo di arrivare all’inizio dei lavori, nelle previsioni, a fine 2019. Ma l’inizio del nuovo anno sarà caratterizzato dalla finestra del mercato di riparazione, che in questa stagione è stata ridotta a soli 15 giorni. Non più, quindi, un mese a disposizione delle società per provare a rinforzare le squadre, ma un periodo ristrettissimo, all’interno del quale muoversi velocemente. Monchi, il direttore sportivo, sta pianificando con la proprietà e con Di Francesco cosa fare, soprattutto nel caso venissero ceduti dei giocatori che non riescono a trovare spazio in campo. Vedi il difensore centrale, Marcano, praticamente mai preso in considerazione dal tecnico giallorosso e pronto a fare le valigie. Al suo posto, però, bisognerà portare a Trigoria un altro centrale, altrimenti resteranno in tre per due posti (Manolas, Fazio e Juan Jesus). Il convincimento di Pallotta, in generale, è che la rosa è comunque competitiva e non serviranno investimenti importanti in questa finestra di mercato, se non, come detto, qualche puntellatura resa necessaria da eventuali partenze. Di Francesco vorrebbe invece un rinforzo a prescindere, un centrocampista, con le qualità del regista da mettere in mezzo al campo per aiutare la costruzione della manovra. Ma l’eccellenza romanista è legata all’andamento europeo della squadra guidata da Di Francesco. La scorsa stagione, con il tecnico abruzzese sulla panchina, i giallorossi hanno raggiunto lo storico risultato della semifinale di Champions, traguardo importante per il prestigio sportivo e le casse del club. Resterà nella storia la sfida all’Olimpico col Barcellona, che ha regalato ai tifosi la possibilità di sognare in grande. 112019 sportivo si apre con la qualificazione agli ottavi della massima competizione europea, con il superamento di un girone che non era certo proibitivo, ma che ha regalato ancora una volta la possibilità di giocarsi la fase finale. Con ancora De Rossi capitano, nella sua ultima stagione, almeno da contratto. Ma il numero 16 è intenzionato a rinnovare per un altro anno con la Roma, sempre che le sue condizioni gli consentano di avere una continuità di rendimento sul campo. Un altro anno da giocatore e poi un futuro da allenatore, magari cominciando proprio la gavetta dalle giovanili di Trigoria_ Con Tottidirigente e Daniele futuro allenatore, i tifosi sognano che la tradizione dei romani venga tramandata. Si prepara intanto a raccogliere l’eredità sul campo Florenzi, che è vice-capitano e ha alle sue spalle già Lorenzo Pellegrini Una successione continua, alla quale i tifosi tengono molto.

FONTE    LA REPUBBLICA – FERRAZZA

Probabile ritorno di Peres alla Roma

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Bruno Peres non sembra aver convinto il  San Paolo che a fine stagione non riscatterà il suo cartellino. Come riferito dal giornalista Alessandro Austini nel corso della trasmissione televisiva La Signora in Giallorosso, per il terzino si prospetta un probabile ritorno alla Roma.

FONTE   A. AUSTINI

QUANDO….QUANDO…QUANDO

QUANDO….QUANDO…QUANDO

Quando mi sporgo dal balcone, quando penso a un amore, quando un racconto mi sfugge dalle dita, quando una storia da inventare mi strozza il respiro. Quando immagino di perdere Gatto, quando mi rendo conto di non sentire più un’amica, quando vedo la mia vita dibattersi, quando mi offrono un nuovo lavoro. Quando me la cavo da sola, quando mi scopro diversa, quando sono più dura, quando sono triste e non voglio darlo a vedere. Quando mi penso madre. Quando strozzerei chiunque emetta un rumore. Quando alzo la testa e so che tutto è da fare, quando scendo dall’aereo, quando guardo il deserto. Quando avverto che tutto deve ancora accadere. Quando perdo l’occasione, quando spengo la luce, quando provo a dormire e non ho un cazzo di sonno. Quando rivedo il fuoco che circonda la casa, quando non capisco che diamine io stia facendo. Quando leggo la menzogna negli occhi di chi mi parla. Quando sbaglio, distratta. Quando taccio ed è meglio, sapendo che è giusto. Quando guardo mio padre, quando sono arrabbiata, quando chi non conosco mi fa i complimenti. Quando alzo la testa, mi lancio, ci provo. Quando mi chiedo chi diamine sarò tra 6 mesi. Quando scrivo, rileggo e mi sento felice.
Quando c’è tutto questo, o quando mi manca, mi gira la testa ma lo faccio lo stesso.

Valeria Biotti