Roma, nella notte gli esami strumentali di Juan Jesus. Attesi i risultati

Il brasiliano è stato costretto a fermarsi dopo un trauma di iperestensione del ginocchio destro. Per l’esito potrebbero servire alcuni giorni

C’è preoccupazione intorno alle condizioni di Juan Jesus. Il brasiliano è stato costretto ad abbandonare il campo contro l’Entella dopo un trauma di iperestensione del ginocchio destro al 6′ del primo tempo. Accompagnato fuori in barella, ha poi lasciato lo stadio Olimpico con le stampelle e consolato da Manolas. Dopo gli esami strumentali svolti nella notte sono attesi i risultati, che potrebbero arrivare anche nei prossimi giorni.

Il Calcio e gli stadi italiani hanno un grosso problema: il moralismo da quattro soldi

– Roma-Virtus Entella chiude il programma degli ottavi di finale di Coppa Italia. Sul 4 a 0 per i padroni di casa da bordo campo irrompe la voce della giornalista Rai che afferma, la prima di tre volte, “Ci sono cori contro Napoli, la Lazio, la Juventus e Liverpool” e “cori contro i carabinieri” con un tono sensazionalistico e “gossipparo” di chi sta tentando goffamente di iscrivere una noiosa partita di un freddo e piovoso lunedí tra una squadra di Serie A ed una di Serie C, finita giá al secondo numero venti grazie alla prodezza di tacco di Schick, in qualcosa di politico, discriminatorio, amorale e spregevole tanto da dover esser segnalato e sottolineato, ripeto per 3 volte, in un minuto.

Roma – Virtus Entella é stato solo l’ultimo dei casi in questa tre giorni di Coppa Italia dove ci sono stati anche i cori dei tifosi laziali, i boo dei tifosi del Bologna contro la Juventus tutta e non solo verso il giovane Kean che si sono subito affrettati a spacciare erroneamente per razzismo (curva Bologna tra l’altro prevalentemente di sinistra) e tanti altri ancora.

Capisco che dopo il caso Koulibaly parlare di razzismo e discriminazione ma soprattutto di “quanto sono cattivoni e criminali questi tifosi” fa alzare lo share, crea dibattito, fa vendere i giornali e muove l’economia editoriale, ma segnalare con un immotivato evidenziatore tonale ogni piccola sciocchezza che fa parte del gioco, dello spettacolo e dello sfogo sugli spalti non si fa altro che creare l’effetto contrario e quindi “iper-trasgressivo”.

In piú sta diventando sempre piú stucchevole l’idea che tutti i mali della societá abbiano come origine il tifo, i tifosi e lo stadio. Secondo i benpensanti se l’Italia é razzista é colpa dello stadio. Perché? Chi ha deciso e dato allo stadio e i suoi frequentatori il ruolo di educatore della popolazione? Semmai é il contrario: se, ipotetico, il microcosmo stadio è razzista è perché il macrocosmo Italia, intesa come nazione, é razzista (sempre ipotesi). Lo stadio é lo specchio della societá e non il contrario e l’educazione e gli esempi da seguire devono passare per i banchi di scuola, i genitori e la vita quotidiana e non allo stadio.

In conclusione con Sanremo alle porte “mamma Rai” vorrebbe che si cantasse solo sul palco dell’Ariston ma non sará cosí: ogni settimana milioni di persone saliranno l’ultimo scalino fino alla vista del manto erboso, affrontando tutte le condizioni atmosferiche sempre con la sciarpa al collo e la voce pronta a sostenere la propria squadra ed insultare l’altra e i suoi tifosi, che accetteranno di buon grado di essere insultati e contraccambieranno a loro volta secondo quelle regole centenarie, stratificate, accettate e consuetudinarie che si sottoscrivono tacitamente e automaticamente ogni volta che si compra un biglietto di una partita, sperando di staccare la spina per 90 minuti piú recupero dai problemi quotidiani. Evidenziare tutto equivale a non evidenziare niente, e allora sì che si sviliscono le cose davvero importanti che andrebbero rimarcate con forza e con i fatti piuttosto che con le sole parole che come dice il famoso proverbio: “le porta via il vento”.

FONTE
IOGIOCOPULITO.IT – SABATINO