Ufficiale, la Roma ha esercitato il riscatto per l’acquisto di Cristante –

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Soddisfatte le condizioni necessarie, i giallorossi hanno completato l’acquisto del centrocampista dall’Atalanta

Bryan Cristante è interamente un giocatore della Roma. Come si legge sul rapporto semestrale pubblicato dalla società, “si sono verificate le condizioni contrattuali previste per la trasformazione dell’acquisto temporaneo in definitivo dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive del centrocampista italiano”. Dopo i 5 milioni versati all’Atalanta per il prestito, la Roma ha dunque completato l’acquisto del centrocampista a titolo definitivo.

Torosidis: “Derby duro, ma Manolas ci sarà. Che goduria quel gol di Yanga-Mbiwa”

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Il greco ha ha parlato in esclusiva a ForzaRoma.info in vista della sfida con la Lazio di sabato: “Kostas non mancherà perché è nato per queste partite. Sarà una partita chiusa”

Faccia cattiva, rendimento sicuro. Uno come Vasilios Torosidis alla Roma farebbe ancora comodo, specialmente nel derby, da sempre partita per uomini veri. Nella Roma il greco è rimasto per quattro stagioni, giocando quattro sfide con la Lazio. “Il ricordo più bello dei miei derby resta il gol di Yanga-Mbiwa allo scadere” ha raccontato in esclusiva a ForzaRoma.info. La Roma vinse 2-1, conquistando il secondo posto in classifica. Rivivere sabato un epilogo così sarebbe il sogno di ogni romanista.

SANGUE GRECO – Da un greco all’altro, Kostas Manolas sta stringendo i denti per provare a esserci. Ieri il difensore ha svolto lavoro individuale e l’allenamento di oggi sarà decisivo. Su di lui però Torosidis non ha dubbi: “Ci sarà al 100 per cento. E’ nato per giocare queste partite”. La parola di uno che lo conosce bene, e con cui ha diviso decine di battaglia tra Roma e nazionale greca.

“PARTITA CHIUSA” – Nonostante le difficoltà difensive delle due squadre, “Toro” non si aspetta un match con tanti gol: “Sarà una partita chiusa perché tutte e due le squadre sono in difficoltà e lottano per entrare in Champions. I derby a Roma sono uguali a quelli greci, solo che qua non ci sono tifosi ospiti. E’ sempre una sfida dura”. Il suo cuore però è rimasto giallorosso. Un amore che, una volta vissuto, è difficile da dimenticare: “Spero vinca la Roma, ma è difficile fare un pronostico. Forza Roma sempre”.

FONTE   FORZAROMA.INFO

Mercato Roma, si avvicina Cragno: Luca Pellegrini possibile pedina di scambio

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Il costo del cartellino si aggira sui 20 milioni che potrebbero essere ammortizzati dalla cessione del terzino a titolo definitivo

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Alessio Cragno, portiere ventiquattrenne del Cagliari, è un obiettivo concreto per rinforzare il reparto portieri della Roma. Il direttore sportivo Monchi, qualora dovesse restare nella capitale nonostante i corteggiamenti dell’Arsenal, proseguirebbe così il suo progetto di una squadra sempre più giovane e italiana. Il costo del cartellino del giocatore, come riportato da Calciomercato.com, si aggira tra i 18 e i 20 milioni di euro. Prezzo che però potrebbero essere ammortizzato da un possibile inserimento nella trattativa di Luca Pellegrini. Il terzino, di proprietà della Roma, verrebbe così ceduto a titolo definitivo al club sardo che sarebbe ben felice di accoglierlo dopo le buone prestazioni nelle ultime partite disputate.

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Pastore e Pellegrini: il derby ti cambia la vita

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– [..] In pochi potevano pensare che il Flaco avrebbe fallito anche nel suo ruolo naturale, cioè il trequartista, quando Di Francesco si è convinto ad alternare il 4-3-3 con il 4-2-3-1. E invece proprio nel derby di andata, il 29 settembre, è arrivato l’infortunio al 35’ che ha cambiato la storia di Pastore e di Pellegrini. Fuori l’argentino e dentro il romano, capace di segnare l’1-0 (di tacco!) dieci minuti dopo.

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 Pellegrini e Pastore hanno giocato insieme, in campionato, soltanto 85 minuti: 45 in Roma-Atalanta 3-3; 27 in Bologna-Roma 2-0; 13 in RomaSpal 0-2. Un punto in tre partite, non esattamente un successone. A complicare ancora più la situazione di Javier si sono messi gli infortuni e l’esplosione di Zaniolo. Per lui, ormai, non c’è più posto, tanto più dopo l’esperimento di Firenze in Coppa Italia, finito 1-7, con il Flaco sostituito dopo 45’. Restano, comunque, altri 4 anni di contrattoa 4,5 milioni netti a stagione. Se Di Francesco confermerà il 4-2- 3-1 nel derby, giocheranno sia Pellegrini che Zaniolo, non certo l’argentino. [..]

FONTE    IL CORRIERE DELLA SERA

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Se gioca Florenzi il derby va bene: amuleto per la Champions

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 – Nella sua storia calcistica il Florenzi nel derby è quasi una sorte di amuleto per la Roma. Ne ha perso uno solo su 11, tra l’altro il primo della sua carriera da grande, giocato più di sei anni fa, esattamente l’11 novembre 2012 (3-2 per la Lazio, quello degli insulti tra Pjanic e Zeman). Poi percorso netto, con sei vittorie e 4 pareggi. Il sapore acre della sconfitta non l’ha più vissuto.

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Un po’ anche per sfortuna, forse, visto che quello perso nella finale di Coppa Italia non l’ha giocato (Andreazzoli lo tenne in panchina) e i due persi nel 2016/17 (uno in campionato e uno nella semifinale di Coppa Italia) non li ha giocati a causa dell’infortunio al ginocchio sinistro. Insomma, se gioca Florenzi la Roma non perde il derby. E spesso lo vince anche. Negli ultimi sei a cui ha preso parte Alessandro ha collezionato 5 vittorie, dovendosi «accontentare» di uno 0-0 nel sesto. Tra questi, tra l’altro, anche quel 4-1 del 3 aprile 2016 vissuto con la fascia al braccio, da capitano, in cui segnò un gol bellissimo e decisivo, quello del 3-1 con un destro al volo dal limite che si infilò sul palo opposto della porta difesa da Marchetti. Un piccolo grande amuleto.

FONTE    LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Ora De Rossi si sdoppia

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–  Un giorno si allena, quello dopo (ad esempio ieri) rallenta e lavora a parte De Rossi non può scherzare col suo ginocchio e la cartilagine usurata, ma sta trovando un nuovo equilibrio che gli ha permesso di tornare ad aiutare la Roma. Il nuovo obiettivo è chiaro e possibile: vuole esserci sia nel derby di sabato sia mercoledì prossimo
nel ritorno degli ottavi di Champions in casa del Porto. Una manna dal cielo per
una squadra in perenne ricerca di certezze a cui aggrapparsi, un gruppo pieno di talento, di giovani ma dalla personalità fragile e con qualche limite evidente. Ecco perché Di Francesco non può rinunciare al suo capitano nei momenti cruciali e preferisce mandarlo in campo anche quando non è al top, traendo comunque più vantaggi che problemi.

 

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L’esempio perfetto a Frosinone: nel secondo tempo De Rossi era in evidente difficoltà fisica eppure è stato lui, all’ultimo assalto al 95’,a scodellare quel pallone perfetto verso El Shaarawy che ha avviato l’azione del gol vittoria di Dzeko. Il tecnico ha fatto bene a lasciarlo in campo, richiamando in panchina il deludente Nzonzi. Alla base della De Rossi-dipendenza c’è anche il rendimento recente del francese, involuto, passivo, talvolta nascosto in mezzo al campo. L’esatto contrario del giocatore che Monchi immaginava come perfetto rimpiazzo del capitano, inevitabilmente destinato a una stagione in cui doveva prendersi qualche pausa. La Roma non aveva certo previsto che Daniele dovesse fermarsi per tre mesi consecutivi, ma la terapia conservativa sembra aver funzionato, così come il programma di allenamenti specifico, da ridefinire di giorno in giorno. Una gestione intelligente di un campione che viaggia verso le 36 primavere ma dentro di sé sente di avere ancora tanto da dare per la causa della sua vita. La Roma. E allora, se non ci saranno intoppi, sarà il numero 16 a guidare i compagni nell’ennesima «battaglia» cittadina di sabato per poi ripetersi mercoledì 6 marzo in Champions, lui che di derby ne ha già giocati 30, di cui 6 da capitano, vincendone 14. Di gol alla Lazio ne ha segnati due ma entrambi non sono bastati a evitare la sconfitta, inutile dire quanto ci terrebbe a lasciare il segno in un trionfo, ma statene sicuri: firmerebbe la vittoria con qualsiasi marcatore e un autogol ininfluente suo. Stavolta Di Francesco dovrebbe affiancargli Cristante e Pellegrini, mezzali in un 4-3-3, oppure sarà Bryan a partire accanto al capitano nel 4-2-3-1. Zaniolo torna in attacco a destra perché Under non è pronto (è tornato a fare fisioterapia e punta alla convocazione per il Porto), Perotti è indietro fisicamente e Kluivert non dà garanzie. Ci sarebbe anche Schick, quasi recuperato, mentre Karsdorp è rientrato in gruppo, ma per entrambi è probabile un posto in panchina. Sta bene invece Manolas, che ieri ha svolto individuale come De Rossi e Kolarov e tra oggi e domani si allenerà con i compagni per testare la caviglia. Ma la paura è passata.

FONTE    IL TEMPO – AUSTINI

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L’Inter, il Var e i media: non gli resta che piangere

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Nessuno tocchi Milano. Il monito partito già nell’immediato post-gara di Firenze è arrivato chiaro e soprattutto forte

Nessuno tocchi Milano. Il monito partito già nell’immediato post-gara di Firenze è arrivato chiaro e soprattutto forte. Perché quando le forze mediatiche si compattano a difesa delle tre squadre con la maglia a strisce, diventa difficile opporsi. Ammesso che da qualche parte si rintracci una pur minima opposizione. E tanto per sgombrare il campo da equivoci, non è questo il caso. Lo si è intuito già a match concluso da pochi minuti, quando alle bacchettate sferrate da Spalletti i commentatori di Sky hanno risposto porgendo l’altra guancia. Peraltro dopo aver dispensato certezze su un episodio controverso per definizione.

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Nemmeno il Var è riuscito a chiarire la dinamica del tocco di D’Ambrosio che ha portato al rigore per i viola. Il caso nasce perché quattro angolazioni di riprese su sei sembrano privilegiare il tocco di petto rispetto a quello col braccio dell’interista. Anche se sull’episodio tecnicamente non esiste alcuna evidenza. Eppure fra espressioni scandalizzate, editoriali al vetriolo, revisionismi di regolamento e moviole postume, i fiancheggiatori hanno azzannato ai fianchi quel sistema per il resto sempre tutelato. Da strenui difensori ad attaccanti di grido (urlatori proprio, con contorno di lacrime) con una disinvoltura che nemmeno i componenti dell’Olanda di Cruijff. L’Arancia meccanica che oggi violenta lo strumento Var, proprio a Firenze qualche mese fa dev’essersi distratta sul calcio in faccia sferrato a Olsen da Simeone, che in cambio ha ottenuto rigore, encomi e nessun ricorso alla tecnologia, in un’azione persino più chiara rispetto a quella di domenica sera. Quel giorno non sono stati lanciati appelli accorati a ristabilire la pubblica decenza.Né è capitato nelle due sfide che hanno coinvolto ancora l’Inter, ma contro la Roma. La prima volta all’esordio assoluto del Var all’Olimpico coi giallorossi di scena, quest’anno di nuovo: gli evidenti sgambetti di Skriniar a Perotti e di D’Ambrosio a Zaniolo non sono stati contemplati. Ma chi piange oggi non si è indignato allora: ai nerazzurri le vesti di vittime si addicono di più rispetto a quelle di carnefici. Con loro i giornali colorati diventano coloriti, le emittenti satellitari scendono sulla terra assieme al marziano di Flaiano, i vertici del calcio (Tavecchio prima, Micciché poi) tuonano: questo matrimonio fra Milano e la vetta s’ha da fare. Sì sì, mò ce lo segniamo.

FONTE  IL ROMANISTA

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La Roma pensa al dopo Monchi: tra i candidati anche Ausilio

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Il ds dell’Inter può arrivare a Trigoria in caso di addio dello spagnolo, diretto all’Arsenal. Possibile anche una soluzione interna, con la coppia Balzaretti-Massara affiancata da Luca Nember

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Monchi e la Roma possono concretamente dirsi addio a fine stagione. Il rapporto fra il ds spagnolo e la piazza non è mai decollato e nonostante la stima della dirigenza romanista, l’idea di cambiare aria nella sua testa è sempre più concreta. I giallorossi non resteranno però a guardare e già pensano al sostituto. La nuova figura avrà un ruolo diverso rispetto a quello plenipotenziario che riveste l’ex Siviglia. Si sceglierà uno scopritore di talenti, che dovrà però rispondere alla dirigenza già insediata.

Tra i candidati c’è l’attuale ds dell’Inter Piero Ausilio, che erediterebbe il progetto della “ItalRoma” avviato dall’amico Monchi. Con Mancini già bloccato dall’Atalanta, si seguono anche Barella, Tonali e Cragno. Si pensa anche allo soluzione interna, con il duo Balzaretti-Massara al comando, affiancati da Luca Nember (attuale ds del Foggia). Più indietro nelle preferenze l’ex Milan Mirabelli e Faggiano del Parma.

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Sabatini: “La Roma la sentirò sempre mia, quello che è successo poi è un prosieguo di quanto succedeva prima”

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Walter Sabatini parla a Tele Radio Stereo. L’ex ds della Roma, attualmente in carica con la Sampdoria, risponde all’intervista:

“Mi devo sottrarre da questa cosa di essere stato lo scopritore di Zaniolo, non è vero. Quando ero all’Inter ho solo avallato un’operazione che era stata condotta da Ausilio, come non è vero che ho aiutato la Roma a prenderlo. Devo restituire agli altri il merito di aver preso Zaniolo”.

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Quanto sente ancora sua la Roma?
“Sempre di meno, perché i giocatori sono sempre di meno. Sentimentalmente la sentirò sempre mia, tutto quello che è successo poi è un prosieguo di quanto succedeva prima. La Roma la sentirò sempre mia”.

Difficilmente ho sentito parlare della Roma come fa lei.
“La Roma è stata il mio destino, non è solo un fatto sportivo. E continua ad esserlo, anche se adesso mi occupo della Sampdoria. Ieri ho fatto una piccola cosa che riguardava la Roma, in un’intervista che riguardava Astori, ma questa telefonata è solo per restituire a Monchi e Ausilio il loro nell’affare Zaniolo”.

Ha pagato questa onestà?
“L’onestà ha un prezzo salato che ognuno di noi paga. Innanzitutto ti allontana dalla gente perché per esserle vicino devi essere un po’ corruttibile”.

Una previsione da addetto ai lavori: la Roma arriva…?
“In Champions, è quello che deve fare. E auspicabilmente supera il Porto, è in salute e le sta girando anche abbastanza bene vedendo le ultime partite. La componente fortuna è sempre rilevante, le servirà soprattutto nel ritorno a Oporto. Arriverà in Champions e supererà il turno col Porto”.

Che deve fare l’allenatore e cosa deve fare Pastore?
“Il rendimento di Pastore mi imbarazza moltissimo, non posso vederlo giocare così. Ho avuto la fortuna di vederlo dominare il campo, di abbagliare la gente con giocate soprannaturali. Gli ho visto giocare partite epiche e portare il Palermo in una posizione di classifica importante, mi dà grande dispiacere vederlo giocare così. Deve attingere al suo carattere argentino, alla sua ‘garra’, deve attingere al suo orgoglio se ce l’ha, altrimenti è meglio che si dedichi ad altro. I calciatori devono aiutarsi da soli, non li può aiutare nessuno. E’ un playmaker a tutto campo, bisogna rimuovere l’idea che possa essere un enganche o un trequartista, deve sempre star vicino alla palla. Lui si sposerebbe alla grande con il gioco di Giampaolo perché fraseggia in ogni zona del campo, però non mi fate andare avanti perché sennò vengo frainteso”.

Qual è la vera difficoltà per un dirigente di lavorare qui a Roma? 
“La risposta per sopravvivere a Roma è autoironia e ironia, se non hai queste caratteristiche non ce la fai. Ho sofferto molto come sta facendo Monchi ma non avere la Roma è molto peggio di soffrire avendola”.

Un parere sull’operazione Edin Dzeko: è possibile un’operazione analoga?
“E’ nata che pensavo se la Roma non avesse avuto un nuovo eroe dopo Francesco avrebbe fatto fatica. Tutte le squadre hanno bisogno del mito, del sogno che rassicuri i tifosi. Abbiamo avuto l’ardimento di farla e l’abbiamo fatta. Un’insoddisfazione di un gioc.

Quella mentalità perché non si può trasmettere qui a Roma?
“Ci vorrà un gruppo di calciatori che da soli rappresentino uno zoccolo duro, una forte componente di aggressività e che il vincere diventi un’abitudine e una necessità, non qualcosa di estemporaneo. E’ difficile trasferire questo concetto. Quando la Roma avrà 2-3 giocatori così, allora sarà pronta per tutti i palcoscenici”.

Ha parlato con Pallotta: se la richiamasse tornerebbe?
“Lasciatemi fare il mio lavoro periferico. Forza Roma”.

FONTE  TELE RADIO STEREO

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La prima volta di Zaniolo

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 – Il derby d’andata lo ha guardato dalla panchina, sabato sarà protagonista. Tutto è cambiato in un girone per Nicolò Zaniolo, quello che a tutti gli effetti si sta dimostrando l’acquisto più riuscito dell’era Monchi. Pensare che il diciannovenne sia arrivato come parziale contropartita in un affare che avrebbe dovuto indebolire la Roma, vista la cessione di Radja Nainggolan all’Inter, oggi fa sorridere. Il diciannovenne di Massa
ha stregato tutti a partire da Di Francesco che non lo ha voluto mandare in prestito, ma ha scelto di farlo rimanere in giallorosso con il benestare della società, fino ad arrivare ai tifosi che impazziscono per lui.

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Zaniolo divide con Daniele De Rossi un destino da predestinato: entrambi hanno esordito prima in Champions League che in campionato, il primo lo scorso settembre contro il Real Madrid, il capitano nell’ottobre del 2001 contro l’Anderlecht. Dopo i due gol al Porto che lo hanno consacrato anche a livello europeo, il numero 22 giallorosso si troverà ad avere a che fare con la sua prima stracittadina da titolare con le pressioni e le aspettative del caso. Di Francesco lo ha tutelato contro il Frosinone, visto che l’ex Inter era in diffida, facendogli giocare solo una manciata di minuti, sabato invece ci sarà dal primo minuto. Visti gli acciacchi degli esterni d’attacco, tolto El Shaarawy in gran forma, è probabile che il posto di Zaniolo sia proprio lì davanti, sulla destra. «Ho l’adrenalina a mille» confessa il padre Igor al Corriere dello Sport. «Il derby è sempre una partita speciale, a Roma poi si respira un’atmosfera fantastica. Nicolò è carico, ma spero che sia più rilassato di me». Nella stagione delle prime volte, Zaniolo è chiamato a far bene anche al suo primo derby. Il papà è fiducioso ma avverte il figlio di rimanere con i piedi per terra: «La gara d’andata contro il Porto è stato un bel banco di prova, ma naturalmente non basta. Non possiamo fare i finti modesti, le sue qualità sono innegabili, ovviamente non si deve fermare perché non ha ancora fatto nulla. Dovrà confermarsi nel resto della stagione e poi nei prossimi anni. Se si ferma ai due gol al Porto siamo all’inizio della fine». I tifosi della Roma si augurano che possa continuare a fare bene nella capitale nonostante le offerte da capogiro che sono arrivate e arriveranno dai top club europei. Il centrocampista giallorosso ha giurato amore alla Roma, nel club di Pallotta si trova bene e se la decisione fosse soltanto sua non avrebbe dubbi, un altro anno in giallorosso non sarebbe in discussione. A stemperare gli animi su un eventuale cambio di procuratori con l’inserimento di Raiola ci pensa papà Igor: «Raiola ha chiesto informazioni ed è interessato, ma Vigorelli resterà l’agente di Nicolò per tanto tempo». A fine stagione le parti si incontreranno per il rinnovo e l’adeguamento del contratto. Le volontà del giocatore e della società coincidono, Zaniolo è destinato a rimanere in giallorosso. Il ragazzo sa cosa vuole, le sue priorità sono quelle della Roma: superare gli ottavi contro il Porto, centrare la qualificazione in Champions e, perché no, bagnare l’esordio al derby con una vittoria.

FONTE    IL TEMPO – SCHITO

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Manolas migliora ma resta in dubbio

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 – Si respira aria d’ottimismo in casa Roma. L’infermeria giallorossa si va lentamente svuotando, lasciando qualche speranza in più a Eusebio Di Francesco in vista del derby e della partita che vale i quarti di finale di Champions League contro il Porto in programma il 6 marzo. In particolar modo fanno ben sperare le condizioni di Kostas Manolas, uscito dolorante dal «Benito Stirpe». La distorsione rimediata dal greco contro il Frosinone sembra meno grave del previsto tanto che la risonanza magnetica in programma per oggi dallo staff medico della Roma è stata cancellata.

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Si escludono comunque sia una possibile frattura alla caviglia, sia l’interessamento dei legamenti. Il centrale giallorosso verrà monitorato nei prossimi giorni e, se il dolore diminuirà, potrebbe essere arruolabile per il derby, in caso contrario il greco tornerebbe a disposizione per il ritorno di Champions. Un lumicino di speranza per la partita contro la Lazio lo hanno sia Schick, sia Karsdorp. I due proseguono ad allenarsi individualmente dopo l’infortunio al bicipite femorale dell’ex doriano e il problema muscolare rimediato dall’olandese alla vigilia dell’andata degli ottavi contro il Porto, ma è possibile che tornino in gruppo nei prossimi giorni e di conseguenza a disposizione per sabato. Discorso diverso quello legato alle condizioni di Under: il turco si è fermato lo scorso 19 gennaio per un infortunio muscolare. Dagli esami non si evidenziano ulteriori problemi, sembra che l’esterno romanista sia definitivamente guarito, ma il giocatore sente ancora qualche fastidio. La sua situazione, come quella dei suoi compagni, continuerà a essere monitorata giorno per giorno, ma difficilmente riuscirà a tornare a disposizione per il derby.

FONTE  IL TEMPO – SCHITO 

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Roma, El Shaarawy nella top 11 della Serie A

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Secondo i dati Opta il Faraone è tra i migliori giocatori del nostro campionato

Stagione della consacrazione per Stephan El Shaarawy che ha finalmente trovato la continuità tanto ricercata. Il faraone è infatti stato inserito nella formazione dei top 11 della serie A 18/19 stilata da Opta su Twitter in concomitanza della notte degli Oscar. Con lui ci sono Handanovic in porta, Alex Sandro, Skriniar, Acerbi e Cancelo in difesa, Allan, Pjanic e Fabian Ruiz a centrocampo con Piatek e Gomez compagni di reparto del laterale giallorosso.

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Mancini: “Seguo Zaniolo dagli Europei Under 19, è una mezzala”

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Il tecnico della Nazionale torna a parlare del talento giallorosso

Roberto Mancini, ct della Nazionale Italiana, ha parlato dell’esplosione di Nicolò Zaniolo commentandone le caratteristiche tecniche. Intervenuto ieri sera nella trasmissione “Tiki Taka“, ha parlato così:

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Zaniolo che giocatore è?
Io credo che Di Francesco lo conosca meglio, lo vede tutti i giorni, sa dove puó giocare. Ora gli sta andando tutto bene. Io comunque penso che sia una mezzala, un interno

L’hai convocato prima ancora che esordisse in serie A
L’avevamo seguito agli Europei Under 19 con altri 2/3 ragazzi e ci era saltato all’occhio. Mi aveva fatto una buona impressione

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Occhio DiFra, ti giochi tutto

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Decisivi il 4° posto e la qualificazione ai quarti. Ma il tecnico è ottimista: “Faremo un gran derby”

Tutte le storie cominciano, ma non tutte hanno un vero finale. Il romanzo di Italo Calvino “Se una notte d’invero un viaggiatore” spiega meglio di ogni parola un concetto del genere. Ci sono dieci “incipit” che però non portano mai ad alcuna conclusione, col romanzo che ricomincia sempre in un altro modo. Ecco, la storia della Roma a trazione statunitense è anche una collezione di storie interrotte, ed anche quest’anno si corre il rischio di rivivere situazione già viste. Come riportato nell’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport”  inutile dire che, in situazioni del genere, è l’allenatore l’anello debole di ogni catena di comando. Così Eusebio Di Francesco, nonostante venga da due vittorie consecutive, sa bene come le sfide che lo attendono – contro la Lazio in campionato ed il Portoin Champions League – potrebbero essere decisive per la stagione giallorossa e conseguentemente per il suo futuro.

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Non basta. L’allenatore in questo momento corre il rischio di pagare due situazioni diverse fra loro. La prima è legata a lui, visto che le ultime due gare, pur vittoriose, hanno evidenziato una squadra con grandi difficoltà. La seconda invece lo prescinde, visto che riguarda quello che è stato finora il suo mentore, ovvero il d.s Monchi, sempre più vicino all’addio a fine stagione. Ieri il tweet postato dallo spagnolo inevitabilmente non hanno fugato dubbi sul suo futuro, che sembra sempre più legato all’Arsenal, anche se il club londinese dovrà pagare una clausola di rescissione alla Roma, a cui è legato da un contratto fino al 2021. Logico che il suo addio indebolirebbe la posizione di Di Francesco, anche se il tecnico abruzzese è ancora perfettamente in grado di costruire la sua fortuna. Come? Arrivando in zona Champions League e magari facendo ancora strada in Europa, visto che il Porto non è sembrato avversario irresistibile.

Logico che, se al direttore sportivo vengono accollati alcuni errori sul mercato, i tanti problemi muscolari non aiutano la gestione dell’allenatore. Se Di Francesco onorerà il suo contratto fino al prossimo anno, qualcosa forse dovrà essere rivisto in merito.

Insomma, nel giro di due partite parte del futuro della Roma potrebbe essere scritto. Quanto basta per cominciare altri romanzi che corrono a loro volta il rischio di restare incompiuti. Ma tornando alla panchina, c’è da registrare l’ottimismo di Di Francesco: “Sono convinto che faremo un grande derby, anche se l’ambiente destabilizzante non aiuta“. Ne siamo convinti, ma c’è un futuro da scrivere. E sono in tanti a credere che, se anche questo romanzo fosse interrotto, sarebbe una sconfitta per tutti.

FONTE    (M. Cecchini)

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Under, il rientro slitta: una ricaduta blocca il turco

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Tegola per Di Francesco, che dopo l’infortunio di Manolas, si ritrova di nuovo senza l’unico esterno di piede mancino della rosa

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Frosinone doveva essere la partita del rientro di Under, almeno tra i convocati. Invece il turco è rimasto a Roma e le notizie che filtrano da Trigoria non sono confortanti. L’attaccante infatti si sarebbe fermato per una ricaduta dell’infortunio al flessore, che farebbe così slittare il rientro in campo. Una tegola per Di Francesco, che dopo aver perso Manolas, si ritrova di nuovo senza l’unico esterno di piede mancino della rosa. Under si è fatto male per la prima volta lo scorso 19 gennaio, durante il match con il Torino.

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