Zaniolo, il rinnovo è a un passo: pronto contratto da 1,2 milioni a stagione più bonus

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Gli ultimi contatti tra la Roma e il suo agente, Claudio Vigorelli, sono stati decisamente positivi: il calciatore è pronto a dire sì fino al 2024, e la Juventus non preoccupa

L’uomo del momento in casa Roma è sicuramente lui: Nicolò Zaniolo. Ieri sera il giovane talento classe 1999 ha messo a segno il gol del pareggio contro il Milan, risultando ancora una volta uno dei migliori in campo. Il rinnovo di contratto si avvicina sempre di più: come riporta calciomercato.com, gli ultimi contatti tra la dirigenza giallorossa e il suo agente, Claudio Vigorelli, sono stati decisamente positivi. Un incontro finale porterà alla firma fino al 2024 con un sostanzioso aumento dell’ingaggio: Zaniolo è pronto a dire sì per poco più di 1,2 milioni di euro a stagione più bonus. E nonostante la presenza del suo nome sul ‘pizzino’ lasciato in un ristorante dal ds della Juventus, Fabio Paratici, dalla dirigenza giallorossi non filtra alcuna preoccupazione su un inserimento dei bianconeri.

Mancini: “Zaniolo ha avuto una crescita velocissima, può giocare anche in Nazionale”

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Parla il c.t. azzurro: “A settembre non giocava, ora è titolare nella Roma. La speranza è che lui e altri giovani continuino a giocare e a migliorare. Bravo Di Francesco a lanciarlo”

Roberto Mancini dà il via allo stage della Nazionale. Da Coverciano, il commissario tecnico degli azzurri è intervenuto in conferenza stampa, dove si è soffermato anche sul giovane talento della Roma Nicolò Zaniolo: “L’ho chiamato perché lo avevo seguito agli europei U19 e mi era piaciuto, avevamo capito che poteva essere un giocatore del futuro, poi è stato bravo anche Di Francesco a lanciarlo. Il ragazzo sta migliorando partita dopo partita, è una buona cosa per noi. A settembre non giocava, ora è titolare nella Roma così come altri. La speranza è che lui e altri giovani continuino a giocare e a migliorare. Ero positivo a settembre, lo sono anche ora. Se giochi nella Roma e in Champions League, puoi giocare anche in Nazionale. Ha avuto una crescita velocissima e forse imprevedibile, è un centrocampista moderno, è stato molto precoce. Ora serve mantenersi, lavorando sodo. Ha grandi qualità tecniche e fisiche“.

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Il protagonista, De Rossi faro: si riprende subito la Roma

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Di nuovo in campo dal primo minuto dopo 98 giorni, il Capitano è risultato il migliore in campo. Ora i giallorossi hanno la loro guida

Basta vedere l’esultanza al gol del pari di Zaniolo, per rendersi conto di quanto fosse mancato Daniele De Rossi alla Roma. La grinta che mostra quando corre ad abbracciare il numero 22, il suo carisma in mezzo al campo, le sue coperture difensive, le verticalizzazioni e le aperture verso gli esterni ieri sera sono state quelle dei giorni migliori. Tanto da far dubitare chiunque sulla veridicità della sua carta d’identità, che recita 35 anni ormai da qualche mese. Eppure contro il Milan ha avuto la lucidità di un ragazzino, pur avendo disputato i primi novanta minuti da quattro mesi a questa parte. L’ultima volta in cui Daniele era rimasto in campo fino al termine della partita risale infatti al 6 ottobre scorso, nella vittoria esterna di Empoli.

È tornato titolare contro il Milan a più di tre mesi da quel 28 ottobre in cui la Roma stava ben figurando a Napoli. Poi l’infortunio che lo aveva costretto a uscire prima dell’intervallo e i giallorossi nella ripresa a malapena riuscivano a mettere la testa fuori dalla propria metà campo. Da quel giorno in poi, tanto lavoro a Trigoria tra terapie, palestra, allenamenti individuali prima e in gruppo poi. In testa il solo obiettivo di tornare a guidare i suoi compagni in campo, a maggior ragione in una stagione complessa come quella che la Roma sta vivendo. A Firenze, nonostante il risultato fosse già segnato, non si è tirato indietro ed è entrato in campo per l’ultimo quarto d’ora. Perché ogni Capitano degno di questo nome non abbandonerà mai la sua nave. Men che meno quando questa è pericolosamente vicina ad affondare.

Ieri ha preso per mano la squadra fin dal primo minuto. Un colpo all’occhio di Piatek in avvio di gara lo ha messo ko per un paio di minuti. Giusto il tempo di rimettere a fuoco il campo, e De Rossi si è letteralmente caricato sulle spalle la squadra. Anche stavolta c’è stato da soffrire, con gli avversari in vantaggio al primo (e unico) affondo, ma stavolta i giallorossi hanno reagito sul campo. Guidati da un Daniele fondamentale nella zona nevralgica del campo: la sua capacità di chiudere le verticalizzazioni avversarie, l’essere un costante punto di riferimento per i difensori centrali in fase di impostazione, la personalità e la grinta sfoderate contro i rossoneri sono mancate eccome, alla squadra di Di Francesco. Daniele, per l’ennesima volta, ha raccolto le inevitabili responsabilità che i due ruoli di mediano e capitano inevitabilmente richiedono. Senza tirarsi indietro, anzi. Mettendoci la faccia e la gamba, sempre e comunque. Anche di fronte a un centrocampo fisico come quello composto da Kessié e Bakayoko, Ddr ha giganteggiato.

Perché come dice quella celebre battuta di Belushi: «Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare». E il gioco, dopo il devastante ko di Firenze, si è fatto molto duro. C’è un quarto posto da conquistare con le unghie e con i denti, oltre a un ottavo di Champions League da giocare. La stagione è ancora lunga, ma ora la truppa giallorossa sa che può contare sul proprio capitano. In campo, con la fascia al braccio e il 16 sulle spalle. Del resto per uscire da una tempesta c’è bisogno di un capitano e di un faro: Daniele è entrambi

FONTE   IL ROMANISTA

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Porto, Conceição nei guai. Il tecnico: “Penso che l’infortunio di Marega sia grave”

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L’attaccante si è fatto male ieri durante il match con il Guimaraes

Brutta tegola per il Porto. Sergio Conceição rischia di perdere uno dei pezzi fondamentali del suo attacco. Durante il match con il Guimaraes Moussa Marega è stato costretto al cambio per infortunio. Dalle dichiarazioni del tecnico a fine partita la situazione non sembra delle migliori. “Penso che la lesione di Marega sia grave, presto ne sapremo di più” ha dichiarato l’ex Lazio. Marega è stato il miglior attaccante per i Dragoes nella fase a gironi, con 5 reti su 6 presenze.

 

Roma-Milan, lo show di Cristian Totti a bordocampo

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Il figlio dello storico capitano dei giallorossi ha dato spettacolo durante il match con alcuni palleggi

Zaniolo sogna Totti. Totti sogna Zaniolo. Mentre l’uomo del momento incanta in campo inseguendo il mito del giocatore più forte della storia della Roma, a bordocampo il piccolo Cristian fa il raccattapalle e si immagina tra qualche anno a trascinare i giallorossi come Nicolò. Nel frattempo, durante Roma-Milan, Totti jr. si diverte a bordocampo palleggiando e dando spettacolo a chi lo guarda. Cristian è stato spesso chiamato per fare il raccattapalle. Nel match contro la Samp (vinto per 4-1), si era fatto notare per alcune esultanze ai gol dei giallorossi.

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Under, Perotti e Jesus puntano il Porto

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Il brasiliano è quello più avanti. I due esterni sperano

L’unica novità in lista Uefa è stata Fuzato, che ha preso il posto di Celar. Come ha ricordato Monchi, le risorse andranno trovate nello spogliatoio. Ma anche in infermeria. Al momento tra i giocatori fermi ci sono Under, Jesus e Perotti. Il brasiliano è quello più avanti di tutti ed è già tornato ad allenarsi in campo nonostante il suo infortunio potesse sembrare il più grave. La situazione di Perotti è monitorata giorno per giorno e resta delicata. Under invece può sperare di tornare per l’andata con il Porto. 

FONTE    Il Tempo.

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Roma, Di Francesco a Francoforte per il meeting con gli allenatori della Champions

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I migliori tecnici d’Europa si riuniscono per discutere dello sviluppo dell’Uefa e delle sue competizioni

Eusebio Di Francesco è volato oggi a Francoforte per partecipare al coaches meeting organizzato dall’Uefa. Ogni anno, i migliori tecnici d’Europa si riuniscono per discutere dello sviluppo delle competizioni continentali e confrontarsi fornendosi spunti e idee per gli allenamenti. Nell’ultimo incontro, organizzato a Nyon lo scorso settembre, Di Francesco non aveva partecipato. Oggi sarà dunque assente per l’allenamento della squadra, in programma nel primo pomeriggio.

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Sala, trovati i resti dell’aereo. Il messaggio della Roma: “Vicini a familiari e amici”

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Ieri in tarda serata sono terminate le ricerche del velivolo che trasportava il giocatore argentino

“I nostri pensieri vanno ai familiari e agli amici dell’attaccante argentino Emiliano Sala e del pilota David Ibbotson ,dopo i rottami dall’aereo che li portava a Cardiff è stato trovato nel canale della manica”. Con questo messaggio la Roma ha voluto esprimere la sua vicinanza a Sala e tutte le persone che in queste ore stanno piangendo la sua scomparsa.

Roma-Milan, le pagelle dei quotidiani: De Rossi una garanzia, Dzeko in ripresa

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I giallorossi si ritrovano ma non vanno oltre il pari. Bene Schick e Zaniolo, applausi per Karsdorp

La Roma è viva. Dopo la horror-night di Firenze, i giallorossi rispondono presenti davanti ai 40 mila dell’Olimpico. Il Milan fa muro e porta via un punto, ma la squadra di Di Francesco lotta e ai punti meriterebbe di più. Il ritorno di De Rossi e del 4-3-3 sono due iniezioni di fiducia. Il capitano gioca 90′ dopo esser stato fuori per tre mesi, ridando equilibrio alla squadra. In avanti Dzeko e Schick non colpiscono, ma giocano per la squadra inventando e costruendo. Il baby Zaniolo non molla un metro e segna il suo terzo gol stagionale. Bene anche Karsdorp, che strappa gli applausi all’Olimpico più ostile della stagione.

LE PAGELLE DEI QUOTIDIANI

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Roma (4-3-3): Olsen 6; Karsdorp 6, Manolas 6,5, Fazio 5,5, Kolarov 5,5; De Rossi 6,5, Pellegrini 5,5; Schick 6,5, Zaniolo 7, Florenzi 6; Dzeko 6. Sostituti: 65′ El Shaarawy 6, 86′ Santon sv, 81′ Kluivert sv. Allenatore: Di Francesco 6,5.

IL MESSAGGERO
Roma (4-3-3): Olsen 6; Karsdorp 6,5, Manolas 6,5, Fazio 5, Kolarov 6,5; De Rossi 7, Pellegrini 6; Schick 6,5, Zaniolo 7,5, Florenzi 6; Dzeko 6. Sostituti: 65′ El Shaarawy 6, 86′ Santon sv, 81′ Kluivert sv. Allenatore: Di Francesco 6.

LA REPUBBLICA
Roma (4-3-3): Olsen 6,5; Karsdorp 6,5, Manolas 6, Fazio 5, Kolarov 5,5; De Rossi 7, Pellegrini 5; Schick 6,5, Zaniolo 7, Florenzi 5,5; Dzeko 6. Sostituti: 65′ El Shaarawy 6, 86′ Santon sv, 81′ Kluivert sv.

IL CORRIERE DELLO SPORT
Roma (4-3-3): Olsen 6; Karsdorp 6, Manolas 6, Fazio 5, Kolarov 6; De Rossi 6,5, Pellegrini 6; Schick 6,5, Zaniolo 7, Florenzi 6; Dzeko 6. Sostituti: 65′ El Shaarawy 6, 86′ Santon sv, 81′ Kluivert sv. Allenatore: Di Francesco 6,5.

IL CORRIERE DELLA SERA
Roma (4-3-3): Olsen 6; Karsdorp 6,5, Manolas 6, Fazio 5, Kolarov 5; De Rossi 7, Pellegrini 7; Schick 7, Zaniolo 7,5, Florenzi 5,5; Dzeko 5,5. Sostituti: 65′ El Shaarawy 6, 86′ Santon sv, 81′ Kluivert sv. Allenatore: Di Francesco 6,5.

IL TEMPO
Roma (4-3-3): Olsen 6,5; Karsdorp 6,5, Manolas 6,5, Fazio 5, Kolarov 6; De Rossi 7, Pellegrini 5,5; Schick 6,5, Zaniolo 7,5, Florenzi 5,5; Dzeko 6. Sostituti: 65′ El Shaarawy 6, 86′ Santon sv, 81′ Kluivert 5,5. Allenatore: Di Francesco 6.

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Zaniolo show…- La Roma resta a galla

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– La Roma resta a galla. Non vince e chiude tra i fischi, ma per la prova in sé contro il Milan non li merita. Il pari tiene i giallorossi incollati alla zona Champions, lascia la distanza invariata dai rossoneri e fa respirare Di Francesco, salvato ancora una volta dai giovani e dal mister in campo, De Rossi, stoico per 90 minuti. Lazio e Atalanta possono approfittare del segno X nello scontro diretto dell’Olimpico, ma il passo
falso dell’Inter accorcia la classifica e lascia aperto l’obiettivo principale del club di Trigoria. Il tecnico abruzzese usa due moduli «fratelli», rispolvera il caro 4-3-3 che si trasforma in 4-1-4-1 in copertura, mettendo una toppa alla difesa bucata che torna ad essere protetta da De Rossi, a cui dà il benvenuto Piatek  infilandogli un dito nell’occhio. Con due di dita fa invece il gesto della pistola, al 26’, esultando per l’1-0 è che i giallorossi si fanno di fatto gol da soli, perché la palla cel’avevano loro, ma la consegnano agli avversari, suicidandosi. Paqueta ruba palla a Pellegrini e Fazio distratto arriva tardi sull’ex Genoa, già a quota 3 in maglia rossonera. Un gol firmato dai nuovi acquisti del Milan, dall’altra parte i «vecchi» su cui Monchi ha scelto di scommettere ancora navigano a vista. Eppure avevano fatto vedere belle trame di gioco in avvio, Schick fa un colpo di testa da centravanti puro, anche se deve farsi «piccolo» adattandosi vicino al bosniaco, ma c’è un portieresolido dall’altra parte e non lo premia. Fioccano cartellini gialli, l’arbitro non aiuta la già nervosa Roma (e tantomeno il Milan, tra il sospetto rigore su Suso e il rosso risparmiato a Pellegrini), che subisce la contestazione della curva, che onora De Falchi e chiede rispetto ai giocatori di oggi. Zaniolo è il faro di questa squadra, un leader sotto età, non intriso dai malumori cittadini e salvato dai fischi dei tifosi (al pari di De Rossi), rumorosissimi all’intervallo. E non è un caso che sia lui, ancora lui, a «spaccare» la porta con una grinta che dovrebbe essere da esempio, alla prima giocata del secondo tempo, quello in cui la Roma mostra l’altra faccia, quella bella. Da applausi anche il tacco di Schick che innesca l’azione. Peccato Monchi l’abbia visto solo in tv, rimasto nella saletta dirigenti pensieroso. Pellegrini all’81’ gliene avrebbe tolto qualcuno in più di pensiero, ma il decimo palo del campionato obbliga la Roma a farsi bastare il punticino.

FONTE  IL TEMPO – MENGHI 

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Di Francesco: “Meritavamo di vincere”

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– La sta «spalando» per far riaffiorare la vera Roma, ma dopo la batosta di Firenze per cui c’era letteralmente da «ammazzare l’allenatore» (a detta sua) di fango da togliere ce n’è parecchio e non basta parare il colpo Milan per uscire con la testa fuori, bella alta. Di Francesco è realista, ha strappato l’ennesimo voto di fiducia da Monchi e non può essere contento per un pareggio, perché servono vittorie per scacciare la crisi, ma almeno i giallorossi rimangono appesi all’obiettivo Champions. «Se siamo arrivati a questo –
dice in sala stampa – è solo colpa nostra e potevamo dare solo una risposta del genere». Di grinta, coraggio, personalità, pure se tra tanti, troppi, errori da correggere in fase difensiva: «Non riusciamo mai a ripulire totalmente questo aspetto su cui dobbiamo continuare a lavorare. De Rossi ci è mancato, con lui l’anno scorso la difesa lavora meglio grazie all’intelligenza tattica che ha. L’allenatore in campo è troppo importante, sennò si perde con facilità la testa in certe occasioni».Ieri non è successo, anzi la Roma ha saputo reagire, rimontare, ha incassato un gol per un’ingenuità di Pellegrini ma ha tenuto lontano le paure e ha evitato un altro psicodramma. Questo sicuramente è da salvare, da questo si dovrebbe ripartire. «Il rapporto tra me e i giocatori -giura Di Francesco – non è cambiato, non si può rovinare in pochi giorni, non può morire qualcosa per un 7-1 che ha fatto male a tutti. I
ragazzi hanno dato un’’ottima risposta, ma nona me, io mi prendo quello che c’è da prendere. Non basta però, non bisogna accontentarsi, sono arrabbiato perché in questa partita dovevano portare a casa i tre punti». Il palo e Donnarumma hanno sbarrato la strada ai giallorossi, ma non è un’attenuante perché «dovevamo essere più bravi a chiudere la mole di gioco creato». Schick ha avuto un’occasionissima e ha dimostrato di essere in palla, anche se è rimasto a bocca asciutta: «L’ho visto vivo Patrik, potrebbe fare ancora meglio e credere nelle sue qualità. Con questa tigna e determinazione può fare tutti i ruoli». Zaniolo resta la star indiscussa, celebrata pure da Gattuso a fine gara: «Mi ricorda il primo Totti, per la faccia che ha e come tocca il pallone, sembra più grande dell’età che ha: è un bene per il calcio italiano». Di Francesco sa cos’ha trale mani, ma per lui «non c’entra niente con
Francesco, anche se hanno una cosa in comune: parlano poco e vogliono sempre la palla. Noi ce lo teniamo stretto, deve continuare così. Mi auguro resti così spensierato anche dopo il rinnovo. Deve tenersi stretto questa squadra e l’opportunità che gli ha dato».

Un messaggio per il futuro. Oggi il tecnico deve pensare ad altri problemi, quelli di una squadra che«per svegliarsi e rialzarsi deve prendere gli schiaffi. Ho raccontato una storia al ragazzi: quando vuoi seppellire un cavallo gli tiri tanta terra addosso, per non dire un’altra cosa, cerchi di tirarla via pian piano per poter risalire. Noi dobbiamo dare continuità in questo senso». Riprendono subito (nel pomeriggio) gli allenamenti a Trigoria per preparare la sfida col Chievo venerdì, per cui ritroverà Nzonzi e Cristante ma perderà per squalifica Pellegrini. A Verona De Rossi potrebbe rifiatare in vista del Porto.

FONTE  IL TEMPO – MENGHI

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Cori contro Pallotta e squadra

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– Nella serata dedicata al ricordo di Antonio De Falchi nel trentennale della sua scomparsa, la curva sud contesta la squadra. Dopo il tributo riservato al tifoso giallorosso ucciso prima di un Roma-Milan nel 1989, la tifoseria ha preso di mira la squadra dopo il 7-1 incassato a Firenze. Fischi, cori contro il presidente Pallotta e contro alcuni giocatori, Kolarov in particolare, e poi il messaggio esposto dalla curva in un lungo striscione: «Solo Antonio dobbiamo onorare… A voi non vi vogliamo neanche guardare», seguito da altri striscioni che lasciano poco spazio all’immaginazione: «Portate rispetto». Dopo poco più di un quarto d’ora la curva si è svuotata per metà, rimanendo il silenzio
per tutto il resto della partita. Se anche Gattuso ha percepito l’ambiente ostile che ha fatto da cornice al match, Di Francesco non vuole scusanti: «Se siamo arrivati a questo punto la
colpa è solo nostra. Vedere questa prestazione dove meritavamo la vittoria e poi vedere quella di Firenze fa riflettere sugli atteggiamenti»

FONTE  IL TEMPO – SCHITO

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