Capitan De Rossi accanto a Kolarov: “Fratello mio”

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Su Instagram Daniele commenta in serbo una foto del compagno: “Brate moj”. Una frase importante in un momento delicato per il terzino

Da capitano. Da leader. Oltre il rendimento in campo. Daniele De Rossi, su Instagram, commenta una foto di Kolarov e gli scrive: “Fratello mio”, in serbo,accompagnato da un cuore.

Il profilo di De Rossi non è pubblico,ma è lui a gestirlo, come spesso si evince dai discorsi sempre sui social con sua moglie, Sarah Felberbaum.

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Raggi: “Lo stadio si fa”. Il Politecnico: “Problemi risolvibili”

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Presentato ai giornalisti il rapporto dell’università di Torino: “Inizio dei lavori entro l’anno”, le parole del sindaco. In veste di ospite anche Mauro Baldissoni

Per lo stadio della Roma è un giorno importantissimo. Alle 10.30 in Comune al via la conferenza stampa di presentazione della relazione redatta dal Politecnico di Torino sulla questione viabilità. A presenziare il sindaco Virginia Raggi e con lei ci saranno il professore responsabile del parere Bruno Dalla Chiara e il presidente di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi. In veste di ospite presente anche il vicepresidente esecutivo giallorosso Mauro Baldissoni, che non interverrà durante la conferenza. Atteso il via libera – seppur non vincolante – dall’università torinese, che nella prima bozza aveva definito “catastrofica” la situazione. Le integrazioni fornite dal Campidoglio e dal Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) sembrano aver “convinto” il Politecnico, il cui parere è stato chiesto proprio dalla Raggi dopo lo scandalo che ha colpito l’ex capo di Eurnova Parnasi.

Ore 11.08 – Prende la parola l’ing. Stefano Brinchi, presidente di Roma Servizi per la Mobilità: “Partirei dall’approfondimento circa il Pums. Il piano basa le sue radici sul voler cambiare il trasporto muscolare e quindi su ferro e pedonale. Il nostro intento è quello di costruire infrastrutture e regolare la domanda di mobilità. Sul primo punto l’elemento e l’investimento principale sono orientati sul trasporto pubblico su ferro. Trasporto pubblico che nelle zone più esterne della città deve essere rapido e nella parte centrale più diffuso. Nello specifico della collocazione della nuova sede dello stadio: è una zona dotata di infrastruttura di primo livello. Sia la Roma Lido che la FL1 sono di grande aiuto e offrono fino a un 60% della copertura degli spostamenti. Riusciremo a ridurre il numero di auto circolanti. Il piano urbano è ancora in bozza, ma le linee guida sono state dettate dall’amministrazione dal maggio del 2017. Nei prossimi giorni il piano sarà in Campidoglio”.

Ore 11.05 – Parla il professor Bruno Dalla Chiara: “Il punto di vista che ci siamo posti è stato triplice: la disciplina dei trasporti, l’interesse di chi fa uso della rete ferroviaria a Roma e come ci poniamo rispetto agli obiettivi comunitari. E’ al passo con i tempi il progetto oppure no? Questo è stato il terzo punto. Il parere è arrivato dopo due fasi: una prima di approfondimento fino a dicembre e una seconda di rilevamento del problema sulla viabilità stradale e capire se fosse risolvibile. Il problema è risolvibile attraverso un’offerta multimodale. Non solo con investimenti su ferro. Nella misura in cui queste azioni verranno attuate prima della messa in esercizio dello stadio potranno garantire al tifoso di non utilizzare esclusivamente l’auto. Queste azioni che abbiamo rafforzato vanno attuate in tempi contenuti. Il problema c’è, ma esistono delle soluzioni”.

Ore 10.50 – Inizia la conferenza. Baldissoni è seduto in prima fila. Prende la parola il sindaco Virginia Raggi: “Grazie per essere qui, saluto il professor Dalla Chiara che ha curato il parere sulla Stadio di Tor di Valle e l’ingegner Brinchi. Siamo qui per illustrare il parere del Politecnico di Torino. Diciamo subito che lo stadio si fa e che i proponenti, se vorranno, potranno aprire i cantieri già quest’anno. Gli investimenti porteranno riqualificazione benessere di un’area degradata. Mezzo milione di cittadini potranno usufruire dei mezzi su ferro che sarà sicuramente potenziato. Il taglio delle cubature non va a impattare sui servizi pubblici. Il progetto dello stadio conferma che questa è la scelta giusta. Ho richiesto questo parere ed è andato a incidere un progetto già approvato in conferenza dei servizi. Non ero obbligata a richiederlo, ma avevo l’esigenza come amministratore che tutti gli ok avuti non fossero solo formali, ma che portassero un concreto beneficio per i cittadini. Il parere ora rassicura e conferma questo dato. La modifica fatta sul progetto iniziale va a impattare comunque in modo positivo sulla città. L’amministrazione è a favore delle opere pubbliche e delle opere che portano vantaggi ai cittadini. Questa sarà un’opera che rispetta tutte le normative europee ed ambientali. Il parere sarà pubblicato oggi”.

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Dramma Sala, l’amico accusa l’agente

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Maximiliano Duarte, amico di Emiliano Sala, ad America News, ha voluto dire la propria su quanto accaduto: “C’è una grande verità dietro a tutto quanto è accaduto, ovvero che c’è un colpevole. Perché Emiliano non ha mai deciso di salire su quell’aereo. Sono tutti degli obblighi che si accettano quando si è giocatori professionisti. Emi è stato costretto a salire sull’aereo”, le parole di Maximiliano che, secondo il MundoDeportivo, si starebbe riferendo direttamente a Willie McKay, l’agente dello stesso Sala.

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Manuel Bortuzzo, si stringe il cerchio attorno a chi ha sparato

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Appello del padre: “Chi ha visto parli”. Attesi gli esami sugli arti

Si stringe il cerchio attorno ai due uomini a bordo dello scooter da cui è partito il colpo di pistola che ha ferito Manuel Bortuzzo, il nuotatore 20enne ferito da un colpo di pistola all’Axa, nel quadrante sud di Roma. Gli investigatori in queste ore sono al lavoro per individuare i partecipanti alla rissa, avvenuta poco prima in un pub a pochi metri di distanza dal punto in cui è stato ferito l’atleta. Uno dei partecipanti è stato già identificato. L’ipotesi al momento più accreditata rimane quella di uno scambio di persona. A premere il grilletto potrebbe essere stato proprio qualcuno che ha precedentemente partecipato alla rissa e ha confuso il ragazzo per un altro. Si indaga allo stesso tempo anche per escludere che dietro il ferimento possano esserci altri moventi. Al momento sembrerebbe che il ragazzo recentemente non abbia avuto discussioni o attriti.

“Adoro Roma, però qui c’è un problema da risolvere. Non è possibile che si rischi la vita per niente, anche andando a mangiare un semplice panino. Questo è un problema distante anni luce da Treviso, non sarebbe successo”, dice Franco Bortuzzo, padre di Manuel. “Manuel si è svegliato ed ha riconosciuto la madre. Ha fatto qualche piccolo movimento con gli occhi e le dita. Chiaramente – prosegue il padre – sulla prognosi i medici si pronunceranno nelle prossime ore. In questo momento per noi sono ore di apprensione riguardo ai tempi e alla sua possibilità di riuscire a muoversi. Nelle prossime ore una tac potrebbe fare ulteriore luce sullo stato del midollo”.  

Le condizioni di Manuel sono stabili. La prognosi rimane riservata. L’atleta è ricoverato all’ospedale San Camillo di Roma dove è stato sottoposto a un doppio intervento per bloccare l’emorragia toracica e per l’estrazione del proiettile che si è fermato su una vertebra. Il giovane presenta “un buon stato di coscienza” ma al momento “non ci sono segni di ripresa agli arti inferiori – afferma Alberto Delitala, il direttore dipartimento Neuroscienze -. Verrà eseguita una risonanza magnetica e sono in corso i potenziali evocati, che ci daranno un’indicazione sulla possibilità del midollo spinale di condurre l’impulso nervoso”.

FONTE  ANSA

Manuel Bortuzzo © ANSA

Schick e Karsdorp, torna il sereno

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Pagati 60 milioni, i due acquisti del 2017 stanno superando guai e incomprensioni

Schick e Karsdorp: due degli acquisti più onerosi dell’era americana — bonus compresi il loro valore ha superato i 60 milioni —, per un motivo o per l’altro non sono mai riusciti a dare l’apporto che la Roma si aspettava. Ma la sensazione, che si aveva già da prima della sfida contro i rossoneri, è che ormai siano pronti a far cambiare il vento.
Schick sembra prontissimo, scrive Massimo Cecchini su “La Gazzetta dello Sport”. Fisicamente sta bene, mentalmente anche, come ha rivelato il suo mental coach ieri complimentandosi con lui via Instagram (“buon lavoro, Patrik”). Si è visto contro la squadra di Gattuso quando, pur partendo nella posizione che meno ama, cioè esterno, è stato una spina nel fianco nella difesa del Milan e ha spesso fatto reparto da solo. Qualche certezza in meno è, invece, nella testa di Karsdorp, che dopo un anno e mezzo di quasi totale inattività — e due infortuni alle ginocchia — ha solo bisogno di giocare per ritrovare ritmo e fiducia. Monchiè sempre stato convinto delle sue qualità, Di Francesco aveva qualche dubbio in più, anche di natura caratteriale, ma il ragazzo sta maturando.

FONTE   Massimo Cecchini

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Roma, ecco la svolta buona

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– Più che l’interrogativo, è il dibattito a prendersi la Roma subito dopo il pari con il Milan, risultato ininfluente per la classifica ma di sostanza per la squadra e il suo allenatore. Solo venerdì sera a Verona, prossima partita contro il Chievo, potremo capire se questa è davvero la svolta buona. E, evitando di restare a metà del guado, non esclusivamente il ripensamento mirato alla difesa della panchina e quindi del posto. «Mi piace il 4-3-3» ha detto Di Francesco dopo l’1-1 dell’Olimpico. Nessuno ha mai pensato il contrario. Anzi, l’accusa più fastidiosa indirizzata verso il tecnico, è stata proprio quella di aver rinnegato la sua idea di calcio, e quindi il suo sistema di gioco preferito, per assecondare tatticamente il gruppo. Adesso l’assetto, riproposto già ad inizio ripresa nel pomeriggio dell’umiliazione vergognosa contro la Fiorentina al Franchi, sembra quello ideale per cominciare il nuovo percorso che deve riportare i giallorossi in zona Champions: il Milan, attualmente al 4° posto, è sopra di 1 punto (in più ha vantaggio del risultato dell’andata: quel 2-1 che, arrivando alla pari, promuoverebbe Gattuso).

SCHERMO IN REGIA – L’ingresso di De Rossi, come ha chiarito domenica sera l’allenatore, ha favorito l’aggiustamento in corsa: «Straordinario» e, aggiungiamo noi, per l’interpretazione del ruolo di play, basso e lucido davanti alla difesa. Se c’è il capitano, nessun dubbio: nai più titolare dal 28 partite (16 partite, dunque, su 30), ha garantito l’equilibrio che è spesso mancato ai giallorossi: 12 gol in 3 match (media di 4 a gara), prima della rete di Piatek.Finalmente la Roma non è stata fragile e Olsen non ha avuto lavoro come nelle gare precedenti. Pericoli e gol (1) solo per le gaffe che proprio non riescono a uscire dal dna di questi giocatori. A Di Francesco, ieri volato a Francoforte per la riunione tra i 16 allenatori promossi agli ottavi di Champions (meeting sulla Var) verrebbe da chiedere come mai, con 30 reti incassate in 22 match di campionato (l’anno scorso 28 in 38), non abbia pensato prima alla virata tattica. Ora l’esercizio dei se e dei mai non aiuta nè l’allenatore nè i giocatori, pure se a Firenze, con De Rossi in panchina e Nzonzi sostituito all’intervallo, Cristante si è piazzato in mezzo alle due linee da 4, tra la difesa e il centrocampo. E il modulo, soprattutto per riconquistare la solidità e ritrovare il comportamento di squadra, in fase di non possesso palla è sempre il 4-1-4-1.

DOVE È LA VITTORIA – Il 4-2-3-1 è stato utilizzato in 21 match, il 3-4-1-2 a San Siro contro il Milan all’andata (sconfitta che oggi pesa in classifica), il 3-4-3 con il Genoa all’Olimpico e con Zaniolo falso nove (Schick in panchina e Dzeko infortunato), e il 3-5-2 contro la Juventus a Torino. Il 4-3-3, scelto in 5 delle prime 6 gare stagionali e abbandonato dopo il ko di Bologna del 23 settembre (lì Pallotta avrebbe affidato la gestione tecnica a Paulo Sousa), si è visto 6 partite, contando l’ultima con il Milan (dopo 23 match). La Roma, con questo sistema di gioco, ha vinto solo al debutto in questo torneo: gol di Dzeko, in casa del Torino. A centrocampo, da titolare, ancora presente Strootman, prima dell’addio. Nelle altre 5 gare: i pareggi all’Olimpico contro l’Atalanta 83-3), il Chievo (2-2) e domenica contro il Milan (1-1). E 2 sconfitte esterne, al Bernabeu in Champions contro il Real (3-0) e al Dall’Ara contro il Bologna (2-0).

FONTE    MESSAGGERO – TRANI

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A tavola con le romane c’è anche l’Atalanta

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– L’Atalanta vince anche quando è brutta. Segno di forza. Ieri le è bastata una rete di Hateboer per espugnare la Sardegna Arena (0-1) davanti a un Cagliari senza Barella squalificato e Birsa infortunato al 13’ (sospetta frattura del braccio). Soltanto dopo un’ora, grazie al debutto dei nuovi acquisti Pellegrini e Thereau, i sardi hanno trovato più spazi nella difesa di Gasperini.

Primo tempo senza emozioni. Nel secondo Ilicic al posto di uno stanco Gomez ha svegliato l’attacco bergamasco. La rete arriva al 5’, di testa. Poi anche Thereau deve arrendersi (stiramento) dopo appena 20’ minuti di campo lasciando il Cagliari in 10. E in 10 Deiola colpisce la traversa nel recupero. Atalanta a 35 punti con Lazio e Roma, a –1 dalla zona Champions.

FONTE  LA REPUBBLICA

A tavola con le romane c’è anche l’Atalanta

Già venduti 43mila biglietti per il Porto

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 – Prove di pace coi tifosi. La Champions League fa storia a sé e, pure quando in campionato le cose non vanno nel verso giusto, attira sempre il pubblico delle grande occasioni. Col Porto, per la partita d’andata degli ottavi di finale, non sarà diverso: sono stati staccati 43 mila biglietti e si punta a riempire lo stadio negli ultimi giorni di vendita, anche se dopo il boom iniziale ai botteghini gli acquisti si sono di gran lunga ridotti e c’è stata un po’ una frenata. Basti pensare che erano 33 mila i tagliandi prenotati in fase di prelazione da chi era in possesso dei mini-abbonamenti per l’Europa, fase che si è chiusa lo scorso 7 gennaio. Pure la vendita libera era partita bene con 7 mila biglietti spazzati via in poche ore, poi però, complici i risultati della squadra e i più costosi posti liberi rimasti, si è andati a rilento.

La speranza è di vedere un Olimpico pieno dopo la curva polemicamente vuota dal quarto d’ora del primo tempo col Milan. Ma la contestazione non è ancora finita, domenica al triplice fischio sono piovuti fischi anche se la prova dei giallorossi non era da disprezzare. Il 7-1 di Coppa Italia ha lasciato il segno e per cancellarlo serve tempo, e vittorie. A partire magari da Verona, dove lo spicchio per gli ospiti è sempre grande e affollato e la Roma si aspetta di vederlo tutto colorato di giallorosso venerdì, nonostante le poche centinaia di biglietti staccati ieri.

FONTE    IL TEMPO – MENGHI 

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Diga giallorossa…IL Capitano….

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 – Con o senza di lui fa tutta la differenza del mondo: De Rossi cambia la Roma. Non è bastata la sua presenza per evitare il gol di Piatek, ma è contro il Milan che si è capito quanto il capitano fosse mancato ai compagni, soprattutto a chi gioca alle sue spalle. Difensore aggiunto, play formidabile e mister in campo, è a 360° un giocatore insostituibile, anche a 35 anni, anche quando il fiato finisce. E ci mancherebbe, dopo oltre 3 mesi di stop e 90 minuti da leader. Di Francesco si è aggrappato a lui nei momenti più difficili, è l’uomo con cui si relaziona durante le partite, quello a cui affida il compito di dirigere la squadra, sia tatticamente sia mentalmente: “So quanto ci sia mancato, la sua presenza – ha sottolineato il tecnico dopo l’1-1 coi rossoneri – può determinare il sistema di gioco: sapete quanto mi possa piacere il 4-3-3, l’ho fatto per dare con Daniele maggiore protezione alla linea difensiva. E con lui in campo la difesa ha lavorato meglio, lo ha dimostrato l’anno scorso”.

Una tesi sostenuta dai numeri: in questa stagione sono 16 i gol incassati con De Rossi in campo (media di 1,14), 30 senza di lui (1,5), in quella passata si va dai 21 in 32 presenze (0,65) ai 27 in 26 (1,03). Il totale ritrae al meglio le due facce della Roma, con lui la media è di 0,80 e senza 1,23. Come se si spegnesse la luce. E questo “buio” fa paura se si pensa che tra 4 mesi il contratto del capitano giungerà alla fatidica scadenza, senza che in rosa ci sia un sostituto in grado di non farlo rimpiangere. Ma, sia chiaro, la società non ha nessuna intenzione di far smettere il suo numero 16 e sarebbe pronta a fargli firmare il rinnovo se il fisico lo supporterà e lui per primo si sentirà sicuro di poter dare un contributo.

De Rossi ha testato il ginocchio fragile contro il Milan, ha resistito per 90 minuti nonostante la stanchezza che, inevitabile, si è fatta sentire al rientro da titolare dopo 98 giorni e adesso nessuno vorrebbe toglierlo dalla cabina di regia, ma fargli giocare 3 partite in 10 giorni potrebbe essere un rischio troppo grande, perciò un ragionamento va fatto. Nzonzi ritorna dalla squalifica assieme a Cristante e venerdì col Chievo potrebbero essere loro due i mediani prescelti davanti alla difesa, permettendo al capitano di riposarsi in attesa dell’andata degli ottavi con il Porto, in programma martedì 12 all’Olimpico. De Rossi deve gestirsi, ieri alla ripresa degli allenamenti ha fatto scarico assieme ai (pochi) compagni scesi in campo domenica, mentre i suoi “colleghi” azzurri erano in prova dal ct Mancini a Coverciano (stage per Florenzi, El Shaarawy, Zaniolo, Pellegrini e Cristante: tornano oggi pomeriggio a Trigoria, alle 15 seduta diretta da Di Francesco, ieri assente perché a Francoforte per il meeting Uefa) e gli infortunati Jesus, Perotti e Under lavoravano individualmente. Un piccolo progresso per le due ali, che non hanno smesso di sperare nel rientro per la Champions.

FONTE    IL TEMPO – MENGHI

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