Patrick Kluivert: “Justin vorrebbe giocare di più ma ha 19 anni e non può pretendere più di tanto”

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Patrick Kluivert, papà e agente di Justin, ha rilasciato una lunga intervista a sport360.com, nella quale ha parlato anche della carriera del figlio e della sua decisione di lasciare l’Olanda per trasferirsi alla Roma:

“Non credo che Justin abbia fatto bene ad andare via dall’Olanda così giovane. Ho sempre detto che sarebbe dovuto rimanere un altro anno o due all’Ajax. Ma come padre devi seguire e rispettare le decisioni di un figlio”.

La Roma?

“Come ho detto, andare via non è stata la decisione migliore che potesse prendere. È stata comunque una buona scelta e si trova molto bene alla Roma. Ovviamente vorrebbe giocare di più, ma ha 19 anni e non può pretendere più di tanto. Quando gioca si impegna al massimo, gli piace il suo ruolo e questa cosa è già abbastanza. Sono curioso di capire come andrà la prossima stagione e se avrà più occasioni per giocare titolare“.

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La Roma in Porto con il capitano

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–  Ricominciano gli impegni ravvicinati, ricomincia – per quanto possibile – un po’ di rotazione. La trasferta di Verona (venerdì) rimbalza addosso all’andata di Champions contro il Porto (martedì): Di Francesco non vuole toccare certi equilibri appena riconquistati (4-3-3/4-1-4-1) e soprattutto non vuole stressare troppo l’elemento che per questo tipo di gioco diventa indispensabile, ovvero Daniele De Rossi. Che con il Milan ha dovuto fare uno sforzo grande così: non giocava da tre mesi e l’altra sera è stato in campo per novanta minuti. Come sostiene Eusebio, è la terza partita di fila – dopo la lunga inattività – quella in cui si paga la stanchezza. E visto che la terza è con il Porto diventa difficile pensare che la salti proprio lui, per giocare con il Chievo, anche perché al Bentegodi, Eusebio avrà a disposizione sia Nzonzi sia Cristante, i due squalificati con il Milan. Il francese prenderà il posto di De Rossi, Cristante di Pellegrini (squalificato). Vedremo, dunque, come Steven interpreterà il ruolo di centrale, l’alter ego di De Rossi. Il francese era stato preso proprio per questo, ma alla fine si è trovato a giocare con Daniele, o senza ma mai come unico centrale. Nzonzi è diverso da De Rossi: il primo è più abile nel palleggio e nei contrasti (vista anche la fisicità), mentre De Rossi dà quel tanto in più in personalità e ha più genio nella giocata, nella verticalizzazione. Di Francesco in questo lungo periodo in cui è stato assente De Rossi ha schierato pure Cristante come centrale. Sempre nel 4-2-3-1 e mai nel 4-3-3.

 
BALLOTTAGGIA – Verona, l’ex atalantino dovrà fare la mezz’ala per l’assenza di Pellegrini ma non è escluso che in futuro possa ricoprire il ruolo di mediano davanti alla difesa in un 4-3-3. De Rossiil ruolo di capitano lo svolge a pieno, anche non giocando, vedi l’intervento di ieri su Instagram, con cui si è schierato con Kolarov dopo le pesanti scritte d aparte di alcuni tifosi nei confronti del serbo. «Fratello mio», il post del capitano. Come a dire: io/noi siamo con te. Venerdì vedremo altri cambi rispetto al Milan e quindi in funzione di Roma-Porto. Karsdorp è uno di quelli che potrebbe riposare; El Shaarawy torna titolare dopo aver giocato il finale della sfida contro il Milan. Dovranno fare gli straordinari sia Dzeko sia Kolarov. Sta per cominciare la parte viva della stagione e non solo per l’intrigante impegno di Champions. Sia Edin sia Aleksandar, per motivi diversi, quest’anno – per ora – non sono riusciti a ripetere la scorsa brillante annata. Specie il serbo oggi, come detto, ha anche qualche problema con una parte della tifoseria dopo l’episodio della stazione Termini (lite con un tifoso). Per questo è stato fischiato sonoramente (non solo lui) domenica scorsa contro il Milan. Dzeko invece non ha conti in sospeso con nessuno, ha solo bisogno di ritrovare continuità sotto porta. I due gol di Bergamo sembrano risalire a una vita fa, perché tutto è stato offuscato dal bagno di Firenze. Edin sente odore di Champions, dove ha segnato cinque reti. Ma prima c’è il Chievo, e i gol contano lo stesso. Per certi versi anche di più.

FONTE    IL MESSAGGERO – ANGELONI

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“Manuel resterà paralizzato”. Forse l’obiettivo era la fidanzata

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I due killer che nella notte tra sabato e domenica hanno ferito con un colpo di pistola Manuel Mateo Bortuzzo, nuotatore trevigiano di 19 anni, condannato a restare su una sedia a rotelle, avevano forse anche un altro obiettivo: Martina, la sua fidanzatina di 16 anni. È questa la nuova ipotesi investigativa alla quale lavora la Squadra Mobile della polizia di stato, coordinata dalla procura di Roma, che nelle scorse ore ha ascoltato per quattro volte la giovane, anche lei nuotatrice delle Fiamme Gialle, cercando un collegamento con i possibili sospettati.

«Non possiamo escludere che chi ha sparato volesse uccidere entrambi», ha spiegato a La Stampa un investigatore che ha aggiunto: «Al momento la pista principale resta quella dello scambio di persona, ma stiamo lavorando anche su eventuali rapporti che la ragazzina potrebbe aver avuto, magari inconsapevolmente, con persone legate alla criminalità del posto». E quando si parla del luogo non bisogna pensare all’Axa-Casal Palocco, quartiere a sud della Capitale dove è andata in scena la sparatoria, ma alla vicina Acilia dove sono presenti diversi gruppi criminali. Perché, è convinzione degli inquirenti, i colpevoli sono da ricercare tra i componenti della “batteria di Acilia”, criminali comuni che vanno avanti a rapine e spaccio di droga». Nel quartiere residenziale dove ha avuto luogo la sparatoria, ma anche nella cittadina limitrofa dove abita la ragazza, c’è grande preoccupazione per l’accaduto ed anche molto dispiacere per la diagnosi resa nota ieri.

Il verdetto dei medici

«La lesione midollare è completa e con le attuali conoscenze scientifiche il paziente non sarà in grado di muovere le gambe», hanno fatto sapere i medici dell’ospedale San Camillo di Roma. Intanto proseguono le indagini. A individuare i componenti della gang come possibili responsabili è stato almeno un testimone, che nel giorno dei fatti aveva raccontato a chi indaga: «Qui il tasso di criminalità è alto, ci si spara anche per molto meno. In questo caso potrebbe esserci di mezzo una partita di droga non pagata». Ed è partita proprio da questo racconto l’inchiesta dei poliziotti, coordinata dall’aggiunto Nunzia D’Elia e dal pm Elena Neri, che hanno sentito diverse persone, tra cui i gestori dell’«O’ Colonnell Irish», il pub di piazza Eschilo dove è andato in scena il tentato omicidio. Certo è che la zona teatro delle indagini, il quartiere popolare di San Giorgio di Acilia, non è di facile gestione.

La guerra tra clan

Oltre alla criminalità comune, infatti, in questo luogo alla periferia di Roma spadroneggia anche il clan dei Guarnera, storici alleati degli Iovine, una delle fazioni camorristiche dei Casalesi. Ma alla prima ipotesi che vede Manuel vittima di uno scambio di persona, nelle ultime ore se ne è aggiunta un’altra, quella della vendetta per questioni di gelosia. «Chi ha sparato lo ha fatto da 20 metri, e una delle tre pallottole ha sfiorato anche la ragazza che è salva per miracolo», ha spiegato una fonte di polizia. Per questo al centro degli ultimi accertamenti ci sono le relazioni sentimentali della giovane, in particolare quella precedente all’incontro con Manuel. L’ex fidanzato, anche lui nuotatore, ha però un alibi di ferro: nel giorno della sparatoria si trovava a Napoli.

A credere fermamente allo scambio di persona sono invece i genitori di Martina. «Nostra figlia e Manuel erano girati di spalle e incappucciati quando i due in motorino hanno fatto fuoco», hanno raccontato i due che nel pomeriggio di ieri si sono recati all’ospedale San Camillo per far sentire a Manuel la loro vicinanza. «Martina non era mai entrata in quel pub fino a sabato scorso», hanno aggiunto i genitori della 16enne, anche se su questa ricostruzione ci sarebbero non pochi dubbi. Sembrerebbe, infatti, che Martina e Manuel in almeno altre due circostanze avessero frequentato il locale in compagnia di altri amici.

Manuel Mateo Bortuzzo, 19 anni, nuotatore trevigiano. Nella notte tra sabato e domenica è stato ferito con un colpo di pistola all’Axa-CasalPalocco, quartiere romano

 

Uefa, la due giorni Capitale per frenare la Fifa

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 –  Per due giorni, mercoledì e giovedì prossimi, Roma sarà la capitale del calcio europeo: non di quello giocato, ma di quello parlato, altrettanto vivace, controverso e litigioso. Per il Congresso della UEFA (la Confederazione continentale), si ritrovano dirigenti e delegati delle 55 Federazioni europee. Dietro l’omaggio istituzionale alla Figc e al nostro Paese che ospiteranno a giugno uninteressantissimo Europeo Under 21, si agitano come sempre interessi economici e finanziari e l’eterna concorrenza tra Uefa e Fifa, la Federazione mondiale.

Una rivalità storica tra presidenti e scelte di politica sportiva, sullo sfondo di fiumi di denaro e di diritti tv: è stato così tra Havelange e Johansson, poi tra Blatter e Platini, e adesso tra Ceferin (che sarà confermato dal Congresso di Roma n.1 della Uefa) e Gianni Infantino, l’avvocato di origini calabresi entrato in punta di piedi nell’ufficio  legale della Uefa e proiettato al comando del calcio mondiale dopo l’imprevisto tramonto della gestione Platini, di cui era segretario generale. Niente di nuovo sotto il sole, si direbbe, ma con i suoi 4 miliardi e mezzo di fatturato, oltre 2 mila partite tra Coppe e Campionati europei, più di 3 miliardi di incasso annuo dai diritti tv, la Uefa fa la voce grossa. Contesta per esempio il progetto Fifa di un Mundialito per club (ogni 4 anni con 24 squadre); nicchia sul Mondiale con 48 Nazionali già dal Qatar 2022 e in mancanza di un accordo – che gira guarda caso sulla spartizione della torta ripiena di euro e dollari – minaccia di boicottare le due manifestazioni della Fifa, ritirando Nazionali e squadre di club. Parenti-serpenti che ovviamente si metteranno d’accordo per il bene e lo sviluppo della famiglia del calcio. Si rinnoverà anche l’Esecutivo della Uefa, ma l’Italia per ora non corre rischi: con Michele Uva in carica altri 2 anni e con il romanissimo Zibi Boniek, n.1 in Polonia.

FONTE    IL MESSAGGERO – VALENTINI 

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La verità processuale ha le ore contate

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–  Dopo più di due mesi dalla chiusura delle indagini preliminari, la Procura capitolina è pronta a firmare la richiesta di rinvio a giudizio dei soggetti coinvolti nel sistema corruttivo che gravitava intorno al progetto del nuovo stadio
dell’As Roma. A fine ottobre, infatti, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 20 persone, 9 delle quali vennero arrestate il 13 giugno scorso, a cominciare dal costruttore romano Luca Parnasi. L’ex presidente della società Eurnova è accusato di essere il «dominus» di un’associazione per delinquere che corrompeva o finanziava illecita – mente la politica, pur di «ottenere provvedimenti amministrativi favorevoli» alla realizzazione dell’impianto sportivo nell’area di Tor di Valle e di altri progetti imprenditoriali. Insieme a lui rischiano il processo 5 suoi stretti collaboratori: Luca Caporilli, Giulio Mangosi, Nabor Zaffiri, Gianluca Talone e Simone Contasta. Sul fronte dei pubblici ufficiali «avvicinati» da Parnasi – secondo l’accusa – ci sono l’ex presidente di Acea Luca Lanzalone (consulente di fatto del sindaco Raggi nella trattativa perlo stadio), l’’ex vice presidente del Consiglio della Regione Lazio di FI Adriano Palozzi, il consigliere regionale Pd Michele Civita e il soprintendente ai beni culturali di Roma Francesco Prosperetti. «Prosperetti chiamato ad intervenire nel procedimento avviato dal precedente soprintendente per l’apposizione del vincolo monumentale sul ippodromo Tor Di Valle – si legge nel capo d’imputazione – abusando della sua qualità e dei suoi poteri di pubblico ufficiale, previ accordi con Paolo Desideri, induceva indebitamente Luca Parnasi ad attribuire a Paolo Desideri l’incarico professionale di “progettazione della ricollocazione e ricostruzione di una campata strutturale dell’ex Ippodromo Tor Di Valle”, per un corrispettivo complessivo di oltre 200.000 euro, parzialmente corrisposto a Desideri, quale adempimento necessario al fine di richiedere l’archiviazione della proposta di apposizione del vincolo». Il vincolo «avrebbe paralizzato o comunque rallentato il procedimento per l’approvazione del progetto immobiliare denominato “Nuovo Stadio della Roma”, presentato dalla  Eurnova Srl». Nella lista dei 20 a cui è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini ci sono anche Davide Bordoni, consigliere comunale di FI; Daniele Leoni, funzionario del dipartimento Urbanistica del Comune di Roma; Giampaolo Gola, assessore allo Sport del X Municipio; Fabio Serini, commissario straordinario dell’Ipa; Claudio Santini, ex capo di Gabinetto al
Mibact.

FONTE    IL TEMPO – DI CORRADO 

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10 uomini stile Champions

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Cinque squadre in lizza per due posti, cinque portieri e altrettanti bomber determinanti per la classifica finale

Sedici giornate alla fine del campionato, 48 punti ancora a disposizione. Cinque squadre in lizza per due posti Champions: dall’Inter, che guida il gruppetto a quota 40, ad Atalanta, Roma e Lazio che hanno un punto meno del Milan, 35. Nelle prossime settimane le cinque aspiranti Champions non saranno impegnate soltanto in campionato, scrive Mimmo Ferretti su Il Messaggero.

E questo potrebbe incidere pesantemente nella corsa verso la Grande Europa. L’Inter, ad esempio, sarà impegnata due volte in Europa League contro il Rapid Vienna; il Milan dovrà affrontare due volte in semifinale di Coppa Italia la Lazio; l’Atalanta dovrà giocare due volte contro la Fiorentina nelle semifinali di Coppa Italia; la Roma avrà due appuntamenti di ottavi Champions contro il Porto e la Lazio avrà due partite di Europa League contro il Siviglia e due semifinali di Coppa Italia contro il Milan e, per questo, salterà un turno di campionato, quello contro l’Udinese.

Non v’è dubbio che i successi delle cinque squadre dipendano fondamentalmente da dieci uomini: cinque portieri più altrettanti centravanti.

Seguendo l’ordine della classifica, l’Inter con Samir Handanovic è in buone mani ma lo sloveno non sempre più (quasi) insuperabile come un paio di stagioni fa. Il Milan, invece, si sta godendo i progressi di Gigio Donnarumma, migliorato in maniera sensibile con l’aiuto del suo nuovo preparatore, Valerio Fiori. L’albanese Etrit Berisha, estremo difensore dell’Atalanta, non garantisce il massimo dell’affidabilità, ma ne abbiamo visti di peggio. La Roma con Robin Olsen sta sempre sul chi va là, perché con lo svedese non sai mai con certezza cosa possa accadere.

Analizzando i reparti avanzati, vien da sè che il Milan con Krzysztof Piatek e l’Atalanta con Duvan Zapata stiano – al momento – meglio delle altre. Il polacco ha avuto un impatto devastante nella sua nuova realtà, segna praticamente sempre e il suo contributo è pesantissimo. Un po’ quanto sta facendo il colombiano con la Dea, che vanta il miglior attacco del campionato. Periodo delicato assai per Mauro Icardi, il capitano dell’Inter, e non certo felice per il romanista Edin Dzeko.

L’argentino sta pagando forse come nessun altro le difficoltà di manovra della sua squadra, ed è complicato far gol a ripetizione se ti arrivano appena un paio di palloni giocabili a partita. Ciro Immobile, 11 reti già a referto, non sta benissimo sul piano fisico, e questo per forza di cose l’ha un po’ penalizzato. Dzeko, appena tre reti all’attivo, solo recentemente ha dato segnali di ripresa, ma non è ancora il bomber dei sogni dei tifosi della Roma. Dovranno essere loro, più di qualsiasi altro compagno, a orientare la stagione della propria squadra.

FONTE  M. FERRETTI

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Da Dzeko a Zaniolo, i contratti bollenti

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Monchi proverà a togliere la clausola di 30 milioni sul contratto di Lorenzo Pellegrini

“I rinnovi? Zaniolo sarà il primo caso che affronteremo”. Non è trascorso nemmeno un mese (10 gennaio) da quando Monchi chiarì la posizione del club, come riporta Stefano Carina su Il Messaggero.

La sessione invernale s’è conclusa ma il ds sta trovando qualche difficoltà imprevista. In primis per l’ex interista. Perché a fronte delle versioni edulcorate che vengono fatte trapelare (rinvio dovuto a motivi burocratici per allungare di un anno la durata), l’agente del calciatore ha deciso di rimandare ogni discorso a fine stagione.

La Roma, che inizialmente aveva proposto un ritocco dell’ingaggio (ora percepisce 270mila euro più bonus) per arrivare al milione, ora s’è sentita chiedere il doppio (2).

Monchi ha dirottato il suo forcing su Pellegrini. In agenda a febbraio c’è un incontro con l’agente di Lorenzo nel quale il ds (che in Inghilterra continuano ad accostare all’Arsenal) proverà a togliere la clausola di 30 milioni. Il centrocampista, godendo di un contratto che si autoalimenta da solo (i bonus stagionali si sommano e diventano la base per quella successiva: già percepisce 2,5 milioni), non ne fa una questione di soldi. Vuole capire che ruolo avrà nel progetto tecnico. Se convinto, sarebbe anche disposto ad andare avanti così. È chiaro che se il club vorrà togliere la clausola avrà un costo. Timido tentativo nella stessa ottica per Manolas (clausola di 36 milioni): per ora non ha prodotto effetti. Tutto tace per Under e Dzeko. E anche per Riccardi i colloqui sono fermi da Natale.

FONTE   S. CARINA

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