Sampdoria, Fiorentino: “La mia esperienza con la Roma? Chiusa in un cassetto. Nel calcio è finita l’era dei mecenati”

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– Prime parole da dirigente sportivo per Paolo Fiorentino. L’ex ad di UniCredit, che nel 2011 mediò la cessione della Roma dalla famiglia Sensi alla cordata americana, è da qualche mese vicepresidente della Sampdoria. Questo un’estratto dell’intervista rilasciata al quotidiano genovese:

Dottor Fiorentino, come è arrivato nel cda Samp?
«Conoscevo da tempo sia Ferrero che Romei. Un’accoppiata vincente. Erano a conoscenza della mia esperienza nel board della Roma. Mi è stata fatta questa richiesta, accolta con stima e simpatia. La qualifica di vicepresidente vicario poi è stata una sorpresa per me. Il calcio è una mia passione, al quale mi approccio con la mentalità del business. Non è un gioco, ma un lavoro. La Samp ad esempio ha le caratteristiche di una media azienda italiana. Deve coniugare le soddisfazioni sportive con i risultati finanziari. Quello che sta facendo Ferrero».

Passare a un fondo sembra diventato il destino delle società italiane di calcio. Ci sono voci anche attorno alla Samp. Lei avuto un ruolo chiave nella cessione della Roma agli americani.
«Parlando di Sampdoria, non c’è da parte della proprietà nessuna agenda aperta su questo argomento. Si è appena conclusa l’ennesima stagione con il bilancio in positivo e i risultati calcistici sono ottimi. L’equazione perfetta. La fine dell’era dei mecenati impone i bilanci in ordine, è una questione di sopravvivenza. Quanto alla mia esperienza con la Roma, è lì, in un cassetto».

FONTE  IL SECOLO XIX 

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Monchi-DiFra: un asse di fiducia

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 –  Il patto tra Monchi e Di Francesco è visibile in campo. In partita, ad essere più precisi. Ultimamente le scelte dell’allenatore sono state inequivocabili: spazio agli investimenti del ds, ai giocatori che, per completare la rosa, sono arrivati a Trigoria dall’estate 2017. Spesso alcuni di loro sono stati ai margini, altri sono andati via e altri bocciati, sia nella stagione scorsa che in questa. Da domenica sera, la virata. Questione di riconoscenza e fedeltà. Basta guardare la formazione di partenza schierata contro il Milan che, per sei-undicesimi, ha utilizzato calciatori acquistati nell’ultimo biennio: il portiere Olsen, i terzini Karsdorp e Kolarov, i centrocampisti Pellegrini e Zaniolo, l’attaccante Schick. E paradossalmente pure in quella di Firenze, spingendosi fino a sette. Il tecnico, proprio nella notte della verità, ha quindi chiamato in causa gli interpreti ritenuti al momento più affidabili e al tempo stesso ha dato forza al ruolo del suo principale interlocutore (e difensore). La svolta, insomma, è autentica. Domani a Verona contro il Chievo, con Cristante e Nzonzi che tornano a disposizione, insisterà sul nuovo progetto.

TIMBRO ANDALUSO Il mercato di Monchi, dunque, c’è e finalmente si vede. In campo, non ancora in classifica. Le operazioni del ds devono permettere alla Roma di chiudere il campionato al 4° posto e di giocare quindi anche la prossima edizione della Champions. L’obiettivo principale della proprietà Usa inciderà proprio sul futuro di Di Francesco e ovviamente di Monchi. Se non sarà centrato, l’allenatore e il ds non saranno confermati. Pallotta, ormai da tempo, tiene sotto osservazione la gestione tecnica. E, pur non avendo limitato il potere di Monchi, ritiene insoddisfacente il rendimento stagionale della squadra e di alcuni acquisti. In questo senso il nuovo percorso di Di Francesco è seguito con interesse da Boston. Il coinvolgimento dei giovani, da titolari e non solo come ricambi, è stato un passaggio obbligato per l’emergenza delle ultime settimane in ogni reparto. La risposta è stata positiva ma non dovrà essere fine a se stessa. Gli emergenti dovranno rendere il gruppo più competitivo.

RICAMBIO GENERAZIONALE Non basta, comunque, la valorizzazione o, meglio ancora, la rivalutazione della rosa. La priorità resta il piazzamento della Roma a fine campionato: solo in caso di obiettivo raggiunto, Di Francesco incasserà il gradimento della proprietà Usa per l’iniziativa. Di sicuro l’allenatore, in quest’annata, è stato meno conservatore, cercando di dare un senso alle operazioni di Monchi. Proprio il contrario di quanto accadde nella stagione scorsa, quando i titolari sono spesso stati esclusivamente giocatori presi in precedenza da Sabatini. Eppure in estate andarono via Szczesny, Ruediger, Paredes e Salah e in inverno Emerson, cioè 5 punti di riferimento della squadra che con Spalletti fece il record di punti. Di Francesco, ignorando il mercato del nuovo ds, andò avanti con il gruppo storico. Strategia che pagò soprattutto in Europa. Nelle partite più esaltanti dell’avventura giallorossa nella Champions 2018, i nuovi sono rimasti a guardare. Il 31 ottobre 2017, nella vittoria contro il Chelsea all’Olimpico (3-0) che certificò il 1° posto nel gruppo C, solo Kolarov trovò spazio nella formazione iniziale. Il 10 aprile del 2018, nel successo casalingo contro il Barcellona (3-0), ancora il fluidificante mancino e Schick, usato sulla fascia destra proprio come contro il Milan: appena 2 novità dall’inizio, per eliminare Messi e festeggiare l’ingresso in semifinale dopo 34 anni dall’unica volta nella storia del club.

FONTE  IL MESSAGGERO – TRANI

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Manolas non è al top. C’è Marcano

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 – Un dubbio in più per Di Francesco: Manolas non è al top e potrebbe lasciare a Marcano il posto accanto a Fazio a Verona. Il centrale greco sia martedì sia ieri si è allenato a parte, oggi sarà decisiva la sua presenza nella seduta mattutina e sarà il tecnico stesso a dare qualche indicazione in più in conferenza stampa. Al momento non c’è certezza sul suo impiego dal 1′, anche se si sta solo gestendo. Il ragionamento va fatto però su due gare, perché martedì c’è il Porto e Di Francesco vuole poter contare sul leader della difesa per l’ottavo di Champions, motivo per cui potrebbe sacrificarlo stavolta e concedere minuti allo spagnolo. Jesus non è ancora pronto, potrebbe fare un tentativo per l’Europa, ma senza correre rischi. Anche Under punta il Porto, mentre Perotti ha bisogno di più tempo. Davanti potrebbero vedersi insieme Dzeko e Schick per la seconda volta di fila, a meno che Kluivert non riesca a convincere l’allenatore. Senza Pellegrini, Zaniolo farà il trequartista e in mediana dovrebbe toccare a Nzonzi e Cristante, per far rifiatare De Rossi, che resta però in lizza. Intanto, si è operato al ginocchio Bianda: il crociato non è stato toccato, l’intervento è stato sul collaterale e su un micro-frammento in sede del menisco esterno che lo costringerà ai box per 6-8 settimane.

FONTE    IL TEMPO – MENGHI 

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La Roma compra i terreni dello stadio: affare da 100 milioni

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– Manca solo la carta regalo e il fiocco rosso, poi James Pallotta, presidente della Roma, sarà proprietario anche dei terreni di Tor di Valle e subentrerà a Eurnovanelle quote sul progetto Stadio. Per Radio Trigoria la cifra oscillerebbe attorno ai 100 milioni e la firma sarebbe attesa entro pochissimi giorni, difficilmente oltre fine mese. L’acquisto da parte di Pallotta delle quote di Eurnova del progetto e dei terreni, di fatto, chiude uno dei buchi ancora aperti nella complessa trattativa con il Campidoglio che ha fatto chiaramente intendere di non voler sottoscrivere la convenzione urbanistica (il contratto) in presenza di pendenze economiche.
IN ATTESA DEL POLITECNICO La notizia del passaggio da Eurnova a Pallotta gira oramai da qualche settimana e il “closing”, atteso già da dicembre, è slittato fino a febbraio per attendere l’esito politico della relazione del Politecnico di Torino. Relazione che rimane comunque il grande tema politico che anima i corridoi del Campidoglio. Più di qualche consigliere comunale 5Stelle è tutt’altro che soddisfatto del testo e di come la Raggi e il suo entourage hanno gestito la pratica.

ROMA-TORINO Per sostanziare l’idea che la relazione preliminare dell’Ateneo – quella che descriveva come «catastrofico» il traffico in occasione di una partita serale infrasettimanale – fosse basata su dati incompleti, dal Campidoglio hanno spedito in tutta fretta all’Ateneo piemontese un lungo documento, 44 pagine che riepiloga la visione del futuro della mobilità cittadina in salsa 5Stelle.

LA MOBILITÀ DEL FUTURO Le 44 pagine di Roma Servizi per la Mobilità sono, di fatto, la base del Piano Urbano per la Mobilità sostenibile (Pums), vale a dire il “piano strategico” della Raggi«che orienta la mobilità in senso sostenibile» sul «breve/medio periodo (5/10 anni)» e che «punta sul trasporto pubblico e sulla mobilità muscolare». Nel futuro “Pums” vengono elencati una serie di interventi selezionati in base alla «priorità» e alle «risorse disponibili».

GLI INTERVENTI PRINCIPALI La lista della spesa si apre con l’adeguamento delle due metro, A e B, unica opera effettivamente finanziata dal Governo (Gentiloni) con 425 milioni di euro. A seguire, trova spazio il prolungamento della metro B da Rebibbia a Casal Monastero, punto numero 2 nell’elenco, il cui estensore evidentemente non ha parlato con l’asse-sore alla Mobilità Linda Meleo, la quale, appena due giorni fa, ha etichettato come «irrecuperabile» il progetto a seguito dei contenziosi nati con il consorzio che la gara se l’era già aggiudicata. Medaglia di bronzo per la metro C che deve arrivare fino a Colosseo e, nel frattempo, si fa la rivisitazione del progetto della tratta successiva fino a piazzale Clodio. A seguire c’è l’ammodernamento della Roma-Giardinetti poi la connessione fra la metro A ad Anagnina, la C, il Policlinico e l’Università di Tor Vergata: un progetto dell’era Veltroni, rivisitato da Alemanno e, dall’epoca, rimasto chiuso nel cassetto. Ben 6 linee di tram, poi, occupano le posizioni successive: Verano-Stazione Tiburtina; quello sulla Togliatti da Ponte Mammolo a Subaugusta; poi quello da Subaugustaa Stazione Trastevere passante per viale Marconi; quindi Parco della Musica-Risorgimento; Risorgimento-Termini; Esquilino-Fori Imperiali. Seguono i filobus: Ponte Mammolo-Policlinico Sant’Andrea, Eur Fermi/Tor de’ Cenci prolungato a Ostia; Tor Pagnotta 2 fino al Campus Biomedico; Rebibbia-Polo tecnologico; elettrificazione del tratto del 90 Express da Porta Pia a Termini. Quasi in coda, posizioni 17, 18 e 19, troviamo il gran cavallo di battaglia dei grillini romani: le tre funivie, quella che deve sostituire la metro B1 da Jonio a Bufalotta, poi da Mattia Battistini a Casalotti e, infine, quella della Magliana. Ultimo un generico «aumento dell’intermodalità». C’è spazio anche per le opere di altri Enti: spiccano le fermate sulla Roma Lidoe il capolinea di Piazzale Flaminio, cantieri finanziati dalla Regione e fermi per il caso interno all’Atac, stazione appaltante.
MA I SOLDI CI SONO? Il vero nodo di tutto questo piano, al netto delle sue imprecisioni e sviste, è però l’assoluta mancanza di certezze sui tempi e sui fondi. Il Campidoglio deve ancora finire di scriverlo, poi va approvato, predispone le schede sui singoli interventi, portato al Ministero delle Infrastrutture (entro agosto) che poi dovrà decidere se e cosa finanziare, quanto e come. Una incertezza che pesa come un macigno e fa di questo Piano, al massimo, un bel libro dei sogni.

FONTE    IL TEMPO – MAGLIARO

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Hamsik-Cina, il Napoli blocca tutto

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Il Napoli ha detto no alla partenza 

A comunicarlo la stessa società partenopea attraverso un tweet sul proprio profilo ufficiale: “Il Calcio Napoli ha deciso di soprassedere alla cessione di Marek Hamsik ai cinesi poiché le modalità di pagamento della cifra pattuita non collimano con gli accordi precedentemente raggiunti”.

Niente Dalian per ‘Marekiaro’ che era pronto a volare a Madrid per le visite mediche e firmare un contratto da 9 milioni di euro netti più bonus a stagione per tre anni.

Fra le due società si era trovato un accordo da 18 milioni di euro più due di bonus, ma a quanto pare qualcosa è andato storto con il club di Aurelio De Laurentiis che ha fatto saltare il banco.

Il mercato in Cina chiude il 28 febbraio

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Manuel Bortuzzo, i due sospettati confessano: “Sparato per errore, era buio” | Fermati per tentato omicidio

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Hanno confessato Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, i due ragazzi ascoltati in questura a Roma nell’ambito delle indagini sul ferimento del nuotatore Manuel Bortuzzo. Si tratta di due giovani di Acilia, di 24 e 25 anni, che hanno ammesso di aver sparato “per errore” e che “era buio” al momento del ferimento. “Manuel deve avere giustizia, siamo distrutti”, hanno affermato. I due sono stati fermati per tentato omicidio.

La svolta nelle indagini è avvenuta dopo il ritrovamento della pistola usata per colpire il ragazzo, sabato notte a piazza Eschilo. In serata due ventenni si sono poi costituiti.

I due in questura: “Manuel deve avere giustizia” – “Siamo qui perché Manuel deve avere giustizia. Siamo distrutti, è stato un tragico errore”, hanno detto durante l’interrogatorio i due giovani. A riferirlo l’avvocato Alessandro De Federicis, legale di Lorenzo Marinelli, aggiungendo che Marinelli e Bazzano hanno pianto per tutto il colloquio in questura e che i tre colpi sono stati esplosi alla cieca.

Non volevano colpire, alla fine di una rissa un un locale avevano ricevuto delle minacce e temevano che delle persone si rifacessero sotto, quindi giravano in motorino con una pistola”, ha spiegato De Federicis. “La pistola, secondo quello che dichiarano loro, è stata ritrovata tempo fa in un campo e all’occorrenza utilizzata. Dicono che il colpo è stato esploso durante la marcia”, ha proseguito. I due ragazzi hanno girato allo sbando: “Sono tre notti che non dormono, sono molto provati”.

Il fermo per omicidio e porto d’armi – Al temine dell’interrogatorio, Marinelli e Bazzano sono stati accusati anche di porto abusivo d’arma. I due verranno ora trasferiti in carcere. A sparare, spiega l’avvocato difensore, sarebbe stato Marinelli, mentre Bazzano guidava lo scooter.

Le parole di Manuel: “Fatti coraggio, mamma”Intanto Paolo Barelli, presidente delle Federnuoto, ha raccontato che Manuel, al risveglio, si è rivolto alla madre: “Fatti coraggio, mamma”, le ha detto, spiegando che “ora per me comincia un altro allenamento”.

Ferdenuoto: “E’ diventato il figlio di tutti” – Barelli ha quindi sottolineato che il ragazzo “ha ricevuto la solidarietà di istituzioni e mondo sportivo, dall’affetto e dalla commozione dell’Italia intera. Ne ha sentito la forza e sa di poter contare su una famiglia premurosa, pronta a sostenerlo e ben più numerosa di quanto immaginasse. E’ diventato il figlio, il fratello, il nipote di tutti coloro che non accettano di vivere in un ambiente ostaggio della violenza”.

Chi sono i due che hanno sparatoAmici da tempo, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano sono entrambi di Acilia, quartiere poco distante dal luogo del ferimento di Manuel. Uno dei due avrebbe un doppio taglio di capelli, che corrisponde anche alle descrizioni dei testimoni. Sarebbero stati dunque loro i due uomini a bordo dello scooter scuro da cui sono partiti i colpi. Sui profili social, in molti scatti sono immortalati durante le serate trascorse insieme. Entrambi sono amanti dei tatuaggi: in particolare Bazzano ne ha uno sulla spalla, che raffigura proprio una pistola.

Scambio di persona durante gli spari – I poliziotti della Squadra Mobile hanno ricostruito il percorso di fuga dei due giovani attraverso l’analisi delle telecamere e il racconto di alcuni testimoni. Al momento l’ipotesi rimane quella dello scambio di persona. Chi ha ha sparato probabilmente ha confuso Manuel con un altro che gli assomiglia, forse con qualcuno che poco prima aveva preso parte a una rissa nel pub dall’altro lato della piazza – ed è questa al momento l’ipotesi privilegiata – o con qualcuno da punire per altre ragioni.

Pistola calibro 38 – La calibro 38, una pistola di piccole dimensioni, è l’arma preferita da chi non intende lasciare tracce evidenti: i bossoli infatti non vengono espulsi come nelle pistole semiautomatiche. Si cerca ancora anche lo scooter scuro dei due ripreso in lontananza da una telecamera che punta sul distributore di sigarette dove il nuotatore è stato ferito. Sono in corso accertamenti su uno motorino trovato in strada ad Acilia, che sarebbe stato dato alle fiamme quella notte.

Saputo della paralisi, Manuel non ha pianto – Intanto in giornata Manuel si è svegliato e si è reso conto di non riuscire a muovere le gambe. “Ha saputo della paralisi, ma non ha pianto. Gli ho promesso che tornerà a vivere come una persona normale”, ha detto il padre del ragazzo, Franco Bortuzzo. “Mi ha detto ‘non sento più niente’ e gli ho risposto: ‘e certo, con una pallottola nella spina dorsale'”, ha aggiunto il genitore.

 

 

 

Zaniolo, gelo sul rinnovo: tutta colpa di Kluivert. E così Karsdorp è rinato

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L’olandese guadagna 2 milioni e l’agente dell’ex Inter chiede lo stesso trattamento

Il rinnovo di Zaniolo slitta alla prossima estate, nonostante la promessa di Monchi (“Il suo rinnovo sarà il primo” le sue parole a La Gazzetta dello Sport). In questo momento l’agente di Zaniolo ha preferito rimandare, scrive Matteo Pinci su La Repubblica. Il giocatore deve ancora trovare continuità e chi lo rappresenta vuole capire quale sia la prospettiva del ragazzo. Nicolò ama la Roma e la città, ma il suo agente lavora per fargli ottenere il massimo e i primi colloqui con i giallorossi raccontano di posizioni distanti. Il milione e mezzo offerto in prima battuta non basta più, soprattutto perché uno come Kluivert guadagna già 2 milioni. Un argomento che ha creato problemi anche con Under. Dopo l’arrivo dell’olandese anche il suo rinnovo si è complicato. L’ultimo giovane ad essere esploso è Karsdorp. La sua nuova versione nasce da una chiacchierata con Di Francesco, che gli ha spiegato di avere grande fiducia in lui e che l’aveva visto lavorare bene. Fiducia ripagata.

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