Chievo-Roma, il web veronese: “È arrivato il momento di vincere contro i giallorossi”

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I tifosi gialloblu sono pronti alla sfida del Bentegodi: “Credo nella salvezza e in un risultato positivo contro De Rossi e compagni”

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Sfidare il destino per credere nella salvezza. Al Bentegodi arriva la Roma e i tifosi del Chievo sono pronti a gettare il cuore oltre l’ostacolo: “È arrivato il momento di vincere contro i giallorossi”. Tre punti per continuare a sperare, un ossigeno che alimenterebbe la voglia di restare a galla tra le insidie della Serie A:“La salvezza è alla nostra portata, inutile dire che ogni partita da qui alla fine sarà decisiva”.

I numeri provano a scoraggiarel’arrembaggio del web gialloblu, la Roma arriva a Verona forte di precedenti che fanno paura: “Qui hanno perso solo una volta, tanto tempo fa. Sarebbe ora di vincere. Anzi, sono convinto che possiamo farcela”.

Alla base c’è una squadra profondamente riveduta e corretta dal mercato invernale, il destino nella lotta per non retrocedere è legato a doppio filo all’integrazione dei nuovi : “Diousse alla prima mi ha fatto una buona impressione. E su Piazon c’è da scommettere. Speriamo prendano per mano il resto dei ragazzi”. In attesa di capire il tipo di impatto dei rinforzi, c’è rammarico per il forfait di Pellissier (“Peccato, contro la Roma ha sempre fatto bene”), ma il coro compatto dei tifosi si muove verso una partita che potrebbe indirizzare il resto della stagione: “La Roma sta attraversando un momento delicato. Dopo quello che è successo in coppa Italia ha subito una dura contestazione. Ecco perché io credo nella vittoria, devono arrivare tre punti che per noi sarebbero una vera e propria svolta in campionato”

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Brasile, incendio al centro sportivo del Flamengo: almeno 10 morti

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Un rogo di vaste proporzioni ha distrutto parte del centro d’allenamento della squadra rossonera di Rio de Janeiro. I pompieri parlano anche di tre feriti gravi

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Dieci morti, tre feriti gravi, uno dei quali gravissimo. È tragico il bilancio, il primo bilancio, dell’incendio che questa mattina verso le 5 del mattino ha distrutto il centro d’allenamento del Flamengo a Rio de Janeiro. I pompieri sono intervenuti per spegnere le fiamme. Il centro viene utilizzato anche come ritiro per le giovanili del club rossonero.

Tardelli: “Caro Daniele, mi riempi di orgoglio. Ora fai la scelta giusta”

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Il campione del mondo ’82 scrive a De Rossi: “Conosco le sensazioni e le emozioni che puoi aver provato al ritorno in campo”

Chiamali, sei vuoi, pensieri scapigliati. Pensieri che ti assalgono di notte e ti inchiodano alla riflessione. Le nuvole nere del mestiere, scrive Marco Tardelli su La Stampa.

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Eccoli. Per una squadra ci sono momenti in cui tutto sembra crollare:tutto quel che accade ti induce a pensare di essere sulla via del non ritorno. Un clima che ti fa sentire impotente, svuotato di forze. Perfino nella tua casa diventi un estraneo, quasi un intruso. Gli spalti verso i quali correvi tra gli osanna a festeggiare il gol o la vittoria sono divenuti nemici dai quali difenderti e giustificarti. Ai loro occhi diventi un fannullone ruba soldi, uno senza carattere che va in giro la notte a divertirsi, dimenticandosi delle proprie responsabilità.

Chi può cambiare la tendenza negativa e far ritornare la speranza? Uno solo. Il capitano! Ed è per questo che scrivo a Daniele De Rossi. Caro Daniele, caro capitano giallorosso, domenica mi hai riempito di orgoglio perché, da ex calciatore, conosco le sensazioni e le emozioni che puoi aver provato al ritorno in campo, dopo più di tre mesi di assenza forzata, in un lungo momento di particolare difficoltà.

Il tuo allenatore ti ha chiesto di giocare in un ruolo assai impegnativo: di sostituirlo in campo. Lo hai fatto nel migliore dei modi, mettendoci la faccia e il cuore, offrendo serenità e geometrie disegnate alla perfezione ad un centrocampo che si era perso e coprendo con tutto te stesso una difesa molto spesso imbarazzante. Hai corso, urlato, sofferto, hai aiutato quei ragazzi,bisognosi di seguire un capitano che gli indicasse la strada maestra per ritrovarsi, giovani che ti seguono, ti rispettano e pretendono da te soluzioni degne di un capo.

Leggo sui giornali che stai decidendo se abbandonare o continuare la tua carriera calcistica. Mi dispiacerebbe davvero se tu lo facessi. Al contrario, mi auguro di rivederti in campo ancora per un po’ al fianco dei tuoi compagni di squadra, per inculcare nella loro testa e nel loro cuore ciò che significa la responsabilità di indossare una maglia. Una maglia piena di storia e di gloria. Ciao Daniele, fai la scelta giusta. Marco Tardelli

FONTE    Marco Tardelli su La Stampa.

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Sala, è del calciatore argentino il corpo recuperato nel Canale della Manica

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È del calciatore argentino Emiliano Sala il corpo recuperato nel relitto dell’aereo inabissatosi nel canale della Manica il 21 gennaio. Lo ha confermato la polizia di Dorset. Il corpo è stato trovato a 63 metri di profondità. Un medico anatomopatologo ha verificato la coincidenza del Dna con quello dei famigliari.

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Adesso non si sa se le ricerche continueranno per ritrovare anche il secondo corpo, quello del pilota dell’aereo, David Ibbotson. Le autorità britanniche e francesi avevano infatti già deciso la fine della perlustrazione aereo navale e le ricerche sono andate avanti solo grazie ad una sottoscrizione popolare per finanziarne le spese. «La sola cosa che chiedo è che si continui a cercare. Non è possibile che sia sparito così», aveva implorato il padre di Emiliano, Horacio Sala da Progreso, dall’ Argentina, dove vive. L’agenzia britannica di indagini degli incidenti aerei (Aaib) aveva annunciato mercoledì notte che dopo vari tentativi non riusciti, alla fine grazie ad un minisommergibile in dotazione alla nave oceanica «Geo Ocean III», si era riusciti a portare in superficie il cadavere rimasto incastrato nel relitto del Piper Malibu, adagiato sul fondo del mare nella Manica ad una settantina di metri di profondità.

La vicenda dell’incidente aereo si colora anche di polemiche e rivendicazioni economiche. Infatti il Nantes (in cui Sala militava prima della cessione al Cardiff), ha contattato la squadra britannica per i 15 milioni di sterline pattuiti per la cessione del giocatore e il cui pagamento doveva essere diluito in tre anni. L’attaccante argentino aveva appena firmato con il Cardiff City e si stava trasferendo dopo aver salutato i compagni a Nantes, in Francia. Il Piper Malibu su cui viaggiava era scomparso dai radar il 21 gennaio scorso mentre volava da Nantes a Cardiff. Nell’ultimo messaggio premonitore su Whatsapp, aveva detto: «Ho paura, questo aereo sembra dover cadere a pezzi da un momento all’altro. Se non avete mie notizie nel giro di un’ora e mezza venitemi a cercare…». Il relitto era stato localizzato domenica mattina dalla nave FPV Morven.

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Olsen e Manolas alzano bandiera bianca

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 TEMPO – MENGHI – La difesa aveva appena trovato le coordinate corrette e già deve ricercarle da capo. De Rossi non può sostenere due partite di fila, tenendo conto che martedì c’è la Champions e vuole esserci, perció verrà a mancare la diga centrocampo, ma non solo: Di Francesco deve fare a meno anche di Olsen e Manolas, rimasti a casa per risolvere i piccoli infortuni (52 totali in stagione, 29 di natura muscolare). Il portiere è alle prese con un problema al polpaccio, la speranza che possa recuperare in tempo per difendere i pali giallorossi contro il Porto, al suo posto a Verona ci sarà Mirante. Il centrale greco ha una lieve pubalgia che a Trigoriastanno gestendo con allenamenti personalizzati. Niente di grave, comunque, un po’ di riposo dovrebbe bastare e in Europa, salvo complicazioni, ci sarà.

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La bella notizia è che Jesus è guarito in meno tempo del previsto e ha strappato la convocazione per il Chievo, ma si accomoderà in panchina (“non è proprio il caso di farlo giocare, ha rischiato l’operazione e non ha camminato per 3 giorni”, ha sottolineato l’allenatore) e allora ci sarà spazio per Marcano al posto di Fazio. Nelle 6 partite che lo spagnolo ha giocato da titolare è arrivato un solo successo, in Coppa Italia con l’innocua Entella, stavolta spera che la fortuna sia dalla sua parte. A destra visto il momento opaco di Florenzi il tecnico spremerà Karsdorp, a sinistra il discusso Kolarov. La mediana tornerà a tre con Cristante e Zaniolo ai lati di Nzonzi, che dopo il riposo obbligato causa squalifica si riprenderà la regia. Restano insieme davanti Dzeko e Schick, la combinazione che ha funzionato contro il Milan sarà riproposta a Verona con l’inserimento di ElShaarawy a sinistra.

FONTE  IL  TEMPO – MENGHI

Roma, incubo ricadute

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 – L’ostacolo è il più basso che si possa incontrare attualmente in serie A, ma stasera a Verona (ore 20,30) la Roma deve essere soprattutto all’altezza della zona Champions. Non si può certo permettere di inciampare anche contro l’ultima in classifica, dopo aver buttato nel girone d’andata 13 punti preziosi contro le piccole del nostro torneo, perdendo in trasferta contro il Bologna e l’Udinese e in casa contro la Spal. E pareggiando all’Olimpico proprio contro il Chievo, rivale nella notte al Bentegodi, e fuori contro il Cagliari. Il ritardo dalle migliori è stato accumulato in 5 tappe che hanno evidenziato la mancanza di continuità del gruppo di DiFrancesco. Che, pur rimanendo imbattuto negli ultimi 5 turni di campionato, è a digiuno dal 19gennaio, gara interna vinta contro il Torino. E’ l’ultimo successo e anche l’unico nel nuovo anno in cui i giallorossi hanno nuovamente rallentato: dopo il 3-2 sofferto contro i granata, i 2 pari con l’Atalanta e il Milan e in mezzo il ko umiliante contro la Fiorentina in Coppa Italia.

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SCATTO OBBLIGATORIO – Il mini ciclo, 3 partite contro le ultime 3 della Serie A, impone l’en-plein alla Roma che, cominciando stasera con il Chievo, affronterà poi lunedì 18 febbraio il Bologna all’Olimpico e il 23 febbraio il Frosinone allo Stirpe. Il calendario, a 16 turni dal traguardo, va sfruttato. I giallorossi entreranno in campo al Bentegodi partendo dal 7° posto e sapendo che comunque il 4°, in attesa di Milan-Cagliari (domani sera a San Siro), è lontano solo 1 punto. Il successo sul Chievo certificherebbe, quindi, il sorpasso in zona Champions e sarebbe pure utile per mettere pressione ai rossoneri di Gattuso e non dare alcun vantaggio alle altre principali rivali, l’Atalanta e la Lazio. E per archiviare il crollo di Firenze, agli atti come il cortocircuito vergognoso e ingiustificabile di una squadra che, mai completamente guarita secondo Di Francesco, sta vivendo questa stagione in altalena.

TURNOVER FORZATO – Di Francesco più che al Chievo guarda insomma alla Roma. Che si presenta a Verona nuovamente decimata: allo squalificato Pellegrini e agli infortunati Perotti e Under, si sono aggiunti anche Olsen e Manolas, il portiere fermato da un nuovo affaticamento al polpaccio (29° infortunio muscolare della stagione) e il difensore da un fastidiosa pubalgia. In più l’allenatore, dovendosi cautelare anche per la partita di martedì contro il Porto (andata degli ottavi di Champions), sembra orientato a risparmiare De Rossi, titolare domenica scorsa contro il Milan dopo essere stato fermo per più di 3 mesi. Ecco che, nella 31esima formazione diversa in 31 match, saranno 5 le novità dopo il pari contro i rossoneri: Mirante in porta, Marcano al cenro della difesa, Nzonzi e Cristante a centrocampo ed El Shaarawy in attacco. Recuperato Jesus: è tra i 20 convocati. La rotazione chiama in causa cinque-undicesimi, ma non dovrebbe portare al ripensamento sul sistema di gioco: avanti con il 4-3-3 che, come si è visto contro il Milan, garantisce equilibrio all’assetto e protezione alla difesa, spesso fragile e svagata. Confermata la catena di destra con Karsdorp e Schick, il playmaker annunciato è Nzonzi, anche se a Firenze, nella ripresa, in quel ruolo è finito Cristante. Se gli interpreti non si dovessero trovare a loro agio, scontato il ritorno al 4-2-3-1, con Zaniolo dietro a Dzeko, formula già provata in 7 match (l’ultimo, a fine 2018, nel successo al Tardini contro il Parma). Il Chievo, 9 gol incassati nelle ultime 3 partite, ha conquistato 8 dei suoi 12 punti con Di Carlo (in classifica ne ha 9, essendo stato penalizzato di 3): è il 3° allenatore stagionale del club (dopo D’Anna e Ventura). Va meglio di chi lo ha preceduto, ma per salvarsi sa che potrebbe non bastare.

FONTE  IL MESSAGGERO – TRANI 

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Assalto a Zaniolo. La Juve prepara l’offertona

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LEGGO – ORMEZZANO – Non c’è due senza tre. Dopo Pjanic e Szczesny, la Juve sogna di far traslocare da Roma a Torino anche Zaniolo. Il suo nome, con una valutazione da 40 milioni, figurava nell’elenco dimenticato una decina di giorni fa in un bar milanese da Paratici. Altro che fantacalcio, come disse il ds giallorosso Monchi. Alla Continassa monitorano con attenzione la situazione di Zaniolo.

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La Roma ha congelato l’adeguamento del suo contratto fino a giugno. Quando non si parlerà tanto della scadenza, fissata nel 2023, quanto della portata dell’ingaggio al momento di 270 mila euro. Troppo basso, secondo l’agente Vigorelli, lo stipendio da 1,5 milioni annui proposto dai giallorossi al talentuoso centrocampista, che in passato rivelò di tifare proprio per i bianconeri. «Nicolò è stato a un passo dalla Juve, l’affare con l’Entella era quasi definito ma all’improvviso arrivò l’Inter», ha recentemente rivelato Igor Zaniolo, il padre della rivelazione del campionato. La Signora tenterà un nuovo affondo, offrendo un quinquennale da circa 2,5 milioni a stagione. 

FONTE  LEGGO – ORMEZZANO

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