Chievo-Roma, le pagelle dei quotidiani: Dzeko da Champions, cresce Karsdorp. E che Mirante

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Giallorossi promossi in toto: bene la coppia di centrali così come Nzonzi-Cristante. Kolarov ed El Shaarawy da 7

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La Roma fa il suo e vince in una serata tranquilla anche per tutti i romanisti. Finisce 0-3 al Bentegodi contro il Chievo ed è il miglior modo per preparare l’andata degli ottavi di finale di Champions con il Porto.
Contro la squadra di Di Carlo tutti promossi, con Dzeko sugli scudi con un gol, un assist e una traversa quasi abbattuta. Sorprende Mirante, mentre vengono promossi anche Fazio e Marcano. Ancora progressi di Karsdorp e Schick, si conferma El Shaarawy.

IL MESSAGGERO (a cura di A. Angeloni)
Mirante 7; Karsdorp 6,5, Fazio 6,5, Marcano 6, Kolarov 7; Nzonzi 6,5; Schick 6 (14’ st Florenzi 6,5), Cristante 6,5, Zaniolo 6,5 (31’ st De Rossi n.g.), El Shaarawy 7 (41’ st Kluivert n.g.); Dzeko 7,5. In panchina: Fuzato, Greco, Jesus, Santon, Pastore, Coric. Allenatore: Di Francesco 7.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (a cura di A. Frosio)
Mirante 6,5; Karsdorp 6, Fazio 6, Marcano 6, Kolarov 7; Cristante 6,5, Nzonzi 6,5, Zaniolo 6 (31′ st De Rossi n.g.); Schick 6 (14’ st Florenzi 6), El Shaarawy 7 (41’ st Kluivert n.g.); Dzeko 7,5. In panchina: Fuzato, Greco, Jesus, Santon, Pastore, Coric. Allenatore: Di Francesco 7.

CORRIERE DELLA SERA (a cura di L. Valdiserri)
Mirante 6; Karsdorp 6, Fazio 6, Marcano 6,5, Kolarov 7; Cristante 6,5, Nzonzi 6,5, Zaniolo 6 (31′ st De Rossi n.g.); Schick 6 (14’ st Florenzi 6), El Shaarawy 7 (41’ st Kluivert n.g.); Dzeko 7,5. In panchina: Fuzato, Greco, Jesus, Santon, Pastore, Coric. Allenatore: Di Francesco 7.

IL TEMPO (a cura di A. Austini)
Mirante 7; Karsdorp 6,5, Fazio 6,5, Marcano 7, Kolarov 7; Cristante 6, Nzonzi 7, Zaniolo 6,5 (31′ st De Rossi 6); Schick 6,5 (14’ st Florenzi 6), El Shaarawy 7,5 (41’ st Kluivert n.g.); Dzeko 8. In panchina: Fuzato, Greco, Jesus, Santon, Pastore, Coric. Allenatore: Di Francesco 6,5.

LA REPUBBLICA (a cura di F. Bocca)
Mirante 6.5; Karsdorp 6.5, Fazio 6.5, Marcano 6, Kolarov 7; Cristante 6, Nzonzi 6.5, Zaniolo 6 (31′ st De Rossi n.g.); Schick 6 (14’ st Florenzi 6), Dzeko 7, El Shaaarwy 7 (41’ st Kluivert n.g.). In panchina: Fuzato, Greco, Jesus, Santon, Pastore, Coric.

TUTTOSPORT (a cura di M. Melloni)
Mirante 7; Karsdorp 6, Fazio 6.5, Marcano 6, Kolarov 6.5; Cristante 6.5, Nzonzi 6.5, Zaniolo 6 (31′ st De Rossi n.g.); Schick 5.5 (14’ st Florenzi 6), Dzeko 7.5, El Shaaarwy 8 (41’ st Kluivert n.g.). In panchina: Fuzato, Greco, Jesus, Santon, Pastore, Coric. Allenatore: Di Francesco 7.

LA STAMPA (a cura di Spadaccino)
Mirante 6; Karsdorp 6, Fazio 6, Marcano 6, Kolarov 7; Cristante 6, Nzonzi 6, Zaniolo 6.5 (31′ st De Rossi n.g.); Schick 6 (14’ st Florenzi 6), Dzeko 7, El Shaaarwy 7 (41’ st Kluivert n.g.). In panchina: Fuzato, Greco, Jesus, Santon, Pastore, Coric. Allenatore: Di Francesco 7.

IL GIORNALE (a cura di M. Di Dio)
Mirante 6; Karsdorp 6, Fazio 6, Marcano 6.5, Kolarov 6.5; Cristante 6, Nzonzi 6.5, Zaniolo 6.5 (31′ st De Rossi n.g.); Schick 6 (14’ st Florenzi 6), Dzeko 7.5, El Shaarawy 7.5 (41’ st Kluivert n.g.). In panchina: Fuzato, Greco, Jesus, Santon, Pastore, Coric. Allenatore: Di Francesco 7.

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Karsdorp 71: la Roma ha un nuovo regista di fascia. E fa meglio di Kolarov e Nzonzi

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Il terzino olandese ha giocato 71 palloni contro il Chievo, solo sei in meno rispetto a Kolarov. Ma con 59 passaggi riusciti è il migliore di tutta la partita

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Mai come nel caso di Rick Karsdorp per valutarne la crescita servono i numeri. Se non altro perché fino alla partita con l’Entella in Coppa Italia i romanisti l’avevano visto in campo solo per 180′. Da quel giorno è partito titolare cinque volte su sei, saltando solamente la débâcle contro la Fiorentina. In totale sono più di 400 minuti: questo perché Di Francesco dopo averlo tenuto in quarantena per farlo adattare alla Serie A, adesso fa fatica a rinunciarvi. E il motivo è chiaro: con l’ex Feyenoord in campo, l’attacco della Roma viaggia su due binari. Non solo a sinistra con Kolarov, ma ora anche dalla parte opposta. E non è un caso che contro il Chievo i due giocatori più stimolati siano stati proprio i due terzini, molto più di Nzonzi e dei due centrali di difesa.

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Mirante: “Dobbiamo ricercare la maturità che serve per andare in Champions”….

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Antonio Mirante, portiere della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo la fine del match contro il ChievoVerona. Queste le sue parole:

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MIRANTE IN ZONA MISTA 

Pensi che la Roma sia uscita dalla crisi? 

“Non lo so, sinceramente penso che abbiamo fatto dei passi in avanti rispetto alle precedenti occasioni. Anche nel girone d’andata eravamo andati in vantaggio tante volte e ci siamo fatti riprendere. Stasera non è stato così perché abbiamo gestito bene la partita, abbiamo rischiato qualcosina, ma tutto sommato ci siamo dimostrati una squadra solida. Era importante per noi perché per ambire alla posizione che vogliamo ottenere è importante acquisire quella solidità che ci è mancata”.

MIRANTE A ROMA TV

Grandissima parata la tua, forse il Var avrebbe annullato l’azione…

“Oggi si ha l’obbligo di andare avanti e non fermarsi, i guardalinee aspettano. E’ stata un’azione particolare perché ci siamo fatti sorprendere e abbiamo perso la marcatura, ma nel complesso definitivamente ci siamo comportanti bene. Anche non prendere gol è stato importante per noi”.

Sono partite su cui serve la testa…
“Il Chievo ha cambiato allenatore e faccia, sanno che non hanno nulla da perdere quando giocano con le grandi. Noi siamo stati bravi perché abbiamo gestito bene il vantaggio, davanti abbiamo grande qualità, sono micidiali. Bravi anche a centrocampo nonostante gli ammoniti, non abbiamo rischiato di restare in 10. È un passo in avanti per quanto riguarda la maturità, è quella che ti fa andare in Champions e la dobbiamo ricercare”.

Per mantenere la maturità cosa serve? 

“Anche partite come questa, serve lavorare assieme, non prendere gol e dare qualche calcio per vincere battaglie in area. Vincere ti fa aumentare compattezza e coesione, ti fa anche gioire di più. Quando non prendi gol la soddisfazione è doppia”.

Com’è l’atteggiamento degli allenamenti con Savorani? Sembravi il portiere titolare… 

“Conosco il mio ruolo, so cosa devo fare alla Roma e come devo allenarmi. In questo sono aiutato dal mio preparatore, è pretenzioso e questo fa si che la domenica si abbiano i riferimenti giusti. Ci fa lavorare tanto e mi piace, alla mia età c’è bisogno di questo, non posso sedermi e accontentarmi di fare il secondo. Gioco nella Roma, so che anche in quella partita che giocherò ogni tanto devo farmi trovare pronto perché siamo alla Roma, e questa è una grande cosa per me”.

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Stop dei baby giallorossi dopo 5 vittorie di fila. Il Chievo ne fa quattro

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 – Dopo cinque vittorie consecutive la Roma Primavera di Alberto De Rossi si ferma. A rallentare la scalata alla vetta è il Chievo, che batte i giallorossi 4-3. Ora la Roma rischia il sorpasso dalla Fiorentina che potrebbe battere il Torino e agguantare il terzo posto. Le reti giallorosse portano la firma di Darboe, Riccardi e Cangiano.

FONTE   GAZZETTA DELLO SPORT

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Dzeko: “Ci serviva una partita come questa”

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– Cinque gol in campionato, tutti in trasferta, e cinque in Champions League, tutti all’Olimpico. Dzeko fa 83 in maglia giallorossa e raggiunge Delvecchio all’8° posto della classifica marcatori all-time della storia romanista: obiettivo Balbo a quota 87. Avrebbe potuto fare un altro passettino avanti il bosniaco, fermato solo dalla traversa nel finale al Bentegodi: «Dopo una brutta prestazione come quella di Firenze, abbiamo fatto vedere che siamo forti e sappiamo essere compatti, col Milan ci è mancato il secondo gol, col Chievo abbiamo fatto il nostro, ma non è mai facile vincere in Serie A fuori casa.

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Non è stata una partita così tranquilla, dopo il 2-0 abbiamo smesso di giocare, ci succede spesso, ma Mirante ci ha salvati». Sentir nominare la Fiorentina gli fa cambiare faccia, non vuole tornarci, preferisce guardare avanti: «Quest’anno ci sono più squadre a competere per il 4° posto, se non vinciamo non importa cosa fanno gli altri». La spinta in più potrebbe arrivare dal pubblico: «Non c’è freddezza, ma noi come i tifosi non siamo contenti per quello che è successo. Abbiamo bisogno del nostro 12° uomo, però, e speriamo che martedì tornino tutti a fare il tifo per noi».

FONTE    IL TEMPO – MENGHI 

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Pirlo pulisce casa, Totti commenta: “Se vuoi puoi venire da me più tardi” –

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L’ex capitano della Roma risponde divertito a un post su Instagram dell’ex compagno in Nazionale

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Ex compagni di squadra in Nazionale, i due campioni del mondo del 2006 Francesco Totti e Andrea Pirlo sono stati protagonisti di un divertente siparietto social. L’ex giocatore di Milan e Juventus ha postato una foto su Instagram che lo ritrae intento ad adempiere alle faccende di casa: “A volte le punizioni le tiri, a volte le subisci”, la sua didascalia. Tra i commenti spunta quello di Totti: “Se vuoi venire anche da me più tardi”. Immediata la risposta del regista: “Qualche ragnatela dovresti averla già tolta…”.

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Roma quarta con vista Champions,i Boys che hanno disertato la trasferta

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Kolarov segna uno dei tre gol dei giallorossi e fa l’inchino verso i tifosi che lo contestano

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Insultatemi ancora, intanto io segno. L’inchino di Aleksandar Kolarov verso i cinquecento romanisti del settore ospiti del Bentegodi, come riporta Il Tempo, è la sintesi di una serata dai risvolti surreali e per certi versi inediti nel rapporto tra i tifosi, la squadra e, nello specifico, un giocatore-leader.

Il 7-1 di Firenze ha rotto gli equilibri,non basta neppure questa vittoria in discreta scioltezza per calmare la rabbia dei gruppi organizzati giallorossi, ieri rappresentati da 500 presenti nella fredda Verona, oltre a tanti altri romanisti sparsi nelle tribune. C’erano tutti, tranne i Boys che hanno disertato la trasferta in segno di protesta, e i cori sono stati sin dall’inizio molto chiari: il classico repertorio di “tifiamo solo la maglia”, “mercenari”, “tirate fuori le p…” etc etc. Nulla di strano, per carità, ma la musica non è cambiata neppure dopo i gol di El Shaarawy e Dzeko. E invocare gli «attributi» quando una squadra è in vantaggio di due gol (e poi di tre) non è facilissimo da comprendere. Come contro il Milan, in diversi momenti gli ultrà giallorossi hanno preso di mira Kolarov, dandogli del “bastardo” con tanto di «mort.. tuoi».

Cosa ha fatto di tanto male per meritarsi questo trattamento? Una storia lunga, da rimettere insieme. Detto che il suo ritorno nella Capitale da ex laziale non gli ha certo procurato delle simpatie all’inizio, la scorsa stagione da trascinatore assoluto sembrava sufficiente per entrare nel cuore della tifoseria, con apice raggiunto quest’anno nel derby deciso proprio da un suo gol.

Quel giorno l’inchino lo fece verso la tribuna Monte Mario, con probabile riferimento ai dirigenti laziali con cui non si era lasciato benissimo, ieri lo ha ripetuto (è la sua esultanza tipica) verso il settore ospiti ma il significato è certamente diverso, scritto nella sua espressione tra lo sdegno e la sfida.

Sì perché il coro anti-Kolarov è ripartito anche mentre i compagni lo abbracciavano e si complimentavano per il 3-0 che ha chiuso la partita e scacciato via le paure di rischiare l’ennesima rimonta. Il serbo non ce la fa a tenersi dentro le reazioni, anzi, “a me piacciono i momenti difficili” aveva raccontato mesi fa in una conferenza stampa che è alla base dell’astio di molti nei suoi confronti. Dire nell’ambito di un discorso ampio e piuttosto condivisibile nel suo insieme che “i tifosi possono dire quello che vogliono ma secondo me non capiscono molto di calcio”, è stato vissuto come un affronto.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta in due giorni, tra la vigilia e la partita di Firenze: un tifoso a Termini invita la squadra a “svegliarsi” e lui gli risponde in malo modo, il tutto immortalato da un video. Poi prestazione disastrosa dei giallorossi, compreso Kolarov nonostante il gol segnato. E allora Aleksandar è improvvisamente diventato un “bastardo” da insultare. Anche quando la butta dentro. Con quello di ieri sono sette in stagione, niente male per un difensore di 33 anniE più lo bersagliano, più ci prende gusto.

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Anche Schick si è fermato: allarme attacco

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L’attaccante ceco out per un fastidio al flessore della coscia sinistra ravvisato nel secondo tempo al Bentegodi

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La maledizione degli infortuni muscolari continua, stavolta è Schick a tornare in panchina anzitempo per un fastidio al flessore della coscia sinistra ravvisato nel secondo tempo al Bentegodi e ora è a rischio per la Champions, anche se Di Francesco é fiducioso: «Non credo sia grave». La smorfia di dolore del ceco non trasmetteva lo stesso messaggio, saranno necessari gli esami strumentali (oggi la ripresa alle 10.30) per capire se è davvero riuscito a fermarsi prima del danno. Il tempo è poco, però, e col Porto potrebbero essere necessarie nuove soluzioni. Al di là del tentativo in extremis di Under per essere almeno a disposizione (Perotti resta out), Di Francesco deve riflettere sulle opzioni possibili a destra e Zaniolo, col ritorno di De Rossi e Pellegrini dal 1’, potrebbe cambiare ruolo un’altra volta: da trequartista a mezzala a ala offensiva, come con l’Atalanta. Un’altra ipotesi è Florenzi, male ultime prestazioni sono lontane dai suoi livelli e rischia di restare fuori. Il tecnico onta almeno di recuperare due pezzi fondamentali della difesa quali Olsen e Manolas, ma il primo resta in bilico: «Più facile che recuperi Kostas», conferma l’allenatore e Mirante si tiene pronto per il bis.

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DiFra: “Sta tornando la mia Roma”..speriamo!!!!

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Il tecnico: “La squadra sta crescendo e sta tornando ad essere quella che vorrei”

La Roma vince e non prende gol. Anzi: la Roma non prende gol e vince. Perché è dalla porta finalmente limpida, come non accadeva da Parma, e dalla difesa che nell’emergenza resiste agli attacchi “scarichi” del Chievo che si costruiscono i successi. Un concetto che Allegri alla Juve non si stanca mai di ripetere e che Di Francesco ha fatto suo, nonostante agli inizi lo definissero uno “zemaniano”, votato sicuramente più all’attacco ma bravo a dare solide basi nel momento del bisogno: “La partita di Coppa Italia ha rovinato un po’ tutto dal punto di vista mentale e dei giudizi, è stata una nota dolente. La squadra sta crescendo e sta tornando ad essere quella che vorrei, però non basta. Dobbiamo avere continuità nei 90 minuti, martedì abbiamo una partita delicatissima e non ci possiamo permettere di commettere errori”.

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Anche a Verona, sopra di 2 gol nel primo tempo, i giallorossi hanno vissuto un blackout in cui hanno rischiato di crollare, proprio come all’andata, quando gli avversari erano riusciti a rimontare servendo la prima beffa stagionale alla Roma: «La prestazione ha convinto, tranne la parte centrale del primo tempo dove abbiamo lasciato troppo gioco al Chievo e non abbiamo difeso bene. Ma per il resto la squadra ha fatto quello che doveva fare. Spesso ci è capitato anche a risultato acquisito di avere disattenzioni, questo si allena e quella di Verona era la partita perfetta per poterlo fare, in questo senso ho avuto buone risposte”. Piuttosto una piccola critica, riporta “Il Tempo”, il tecnico abruzzese l’ha mossa agli attaccanti, che potevano concretizzare di più la mole di gioco creata: “Potevamo fare qualche gol in più, mi auguro che ce li siamo tenuti per il Porto. Per crescere bisogna battere su certi tasti, è come in casa, per convincere i propri figli a tenere determinati comportamenti bisogna sempre ricordarglielo e questi ragazzi vanno spronati nel modo giusto. Vanno supportati e aiutati”. Di Francesco è intervenuto sulla testa, ma anche sul modulo, è tornato al 4-3-3 a cui è affezionato per ridare equilibrio e per tutta la gara ha urlato ai suoi di restare vicini, di non concedere spazi agli avversari. In Champions dovrebbe insistere con questo assetto tattico che ha portato buoni frutti nelle ultime due partite. La Roma non vinceva con tre gol di scarto da quasi un anno, dall’aprile 2018 contro la Spal e aveva bisogno di questa sicurezza per acquisire fiducia in vista dei primi 90 minuti col Porto. Alcuni giocatori con la continuità stanno crescendo, qualcuno è stato un po’ spremuto per forza di cose, tutti stanno dando il loro contributo, “non solo Zaniolo” come sottolinea Monchi nel pre-partita: “Il lavoro individuale – dice Di Francesco – è sempre importante. Il tempo non è tanto, le partite ravvicinate non permettono di dare continuità ai lavori e certi giocatori, a partire da Karsdorp, ne hanno bisogno. Nella ripetitività di quello che si fa si migliora sempre. Sono contento delle risposte che ha dato Kolarov, lui vuole rispondere solo sul campo alle critiche. Credo abbia fatto un gran gesto, non c’è discussione né sul calciatore né sull’uomo”. El Shaarawy, capocannoniere del campionato, può essere l’arma in più: “Deve esserlo. Siamo una cooperativa del gol, mi fa piacer, ma nelle squadre importanti ci sono tanti attaccanti che arrivano in doppia cifra”. 

FONTE  IL TEMPO

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