Dea bendata+Olsen= tre punti

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– Tre punti dovevamo essere e tre punti sono stati, ma ci vuole uno sforzo fideistico al limite dell’integralismo per vedere la Roma meglio di Milan e Inter.

– La fortuna stavolta ha strizzato con forza l’occhio link ai giallorossi, che se fossero andati al cambio campo sotto di due o anche tre gol non ci sarebbe stato nulla da dire.

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– Primo tempo horror, quello della Roma. Il 4-3-3 senza De Rossi anzi, meglio, con Nzonzi è letteralmente improponibile. Il Bologna già a immagine e somiglianza di Mihajlovic ha stravinto ogni duello fisico, raddoppiato in ogni angolo del campo correndo a velocità doppia.

– Tanta frenesia è stata pagata sottoporta dai rossoblù, ipnotizzati da Olsen (di gran lunga il migliore in campo) e dalla suddetto buona sorte che attraverso la traversa ha bocciato i sogni di gloria degli emiliani.

– Il Bologna ha poi pagato la sua irruenza con il fallo da rigore su El Shaarawy, spedito in campo nella ripresa da Di Francesco al posto di un pessimo Cristante.

   – Ma l’ex atalantino non è stato neppure il peggiore. Tante le nomination per finire dietro alla lavagna. Fazio, maggiore indiziato per gli obbrobri sventati da Olsen, si è salvato con la zampata che alla fine è valsa tre punti. Dzeko non è andato nemmeno vicino al ritorno al gol in campionato all’Olimpico che manda da 10 mesi, ma Edin è entrato comunque nell’azione del rigore. Florenzi, bullizzato da Sansone è salito sul podio così come Nzonzi. Ma la maglia nera finisce sulle spalle di Kluivert, confuso e ingenuo. Mai capace di incidere positivamente sul match.

– Tutto è migliorato con l’ingresso di De Rossi, imprescindibile per questa squadra è segno tangibile di come più di qualcosa sia stato sbagliato da Monchi la scorsa estate e lo scorso gennaio.

Dea bendata+Olsen= tre punti

Bufera su Le Iene per il servizio sulla madre di Zaniolo. “Vergognatevi”

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“In pratica avete voluto far passare la mamma di Zaniolo per una poco di buono. Poi, mi raccomando, facciamo i servizi sul bullismo e sul rispetto delle donne”. Sotto il post del servizio delle Iene, i commenti hanno più meno tutti lo stesso tono: biasimo per il programma e applauso al giovane calciatore della Roma.

Oggetto delle polemiche, un video in cui madre e figlio sono stati intercettati in macchina e, di fronte al 19enne imbarazzato e irritato, sono state poste alla donna domande con espliciti riferimenti sessuali.

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Francesca Costa, madre del giocatore, è molto attiva sui social e di lei nell’ultimo periodo spesso si parla per la sua avvenenza fisica. Il servizio parte col sorriso, ma quando il giornalista diventa più insistente, Zaniolo si scalda: “Non volevo fare quest’intervista. Preferisco che si parli di me in campo”.

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I toni e l’intento del filmato delle Iene non sono stati apprezzati dagli utenti, che hanno attaccato il programma in numerosi commenti. “Sono rimasto deluso dal programma che ha sempre trasmesso servizi significativi. Questo è lo schifo dello schifo. Non sono riuscito a vederlo tutto quando l’imbarazzo della circostanza è giunto anche a me! Orrendo”, scrive qualcuno sulla loro pagina social.

Applauso unanime al comportamento di Zaniolo, definito da molti “un vero signore”. Le stesse parole non sono state riservate da tutti gli utenti alla donna, che ha deciso di rispondere in prima persona nei commenti alla pagina Facebook:

“L’educazione a Nicolò l’abbiamo impartita io e mio marito. Se lui è questo, è il riflesso di quello che gli ho sempre insegnato. So che non dovrei giustificarmi, so che si parla mossi da mille cause e mi spiace che vi facciate dei problemi sulla mia condotta di vita più o meno conforme a quelle che sono le vostre idee, ma per fortuna mio figlio è un ragazzo d’oro ma è mio figlio e se è così, ripeto, qualcosa sarà anche dovuto a me. Voi che giudicate da delle foto e da un servizio televisivo cercate di costruirvi piuttosto un qualcosa del quale essere orgogliosi, anche solo una falangetta di quanto lo sia io dei miei figli”

Di Francesco: “Contava solo vincere”

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 – Non è soddisfatto e lo dice apertamente. In questo freddo lunedì per la Roma di buono c’è il risultato e poco altro. Di Francesco si tiene stretti i tre punti e, con sincerità, evidenzia tutto quello che non gli è piaciuto. “Nel primo tempo non c’eravamo proprio in campo – attacca l’abruzzese – abbiamo commesso tanti errori tecnici e loro ci hanno messo in difficoltà.

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Andavano al doppio, sembrava che noi non avessimo voglia, con la testa non stavamo bene dentro la partita. Eravamo poco lucidi, calciamo dalla distanza quando non serviva, sbagliavamo tanti passaggi avremmo meritato di stare sotto a fine primo tempo: è una grande verità. Ogni tanto capitano queste vittorie che sono quelle che non mi piacciono, ma spesso si dice che sono i successi delle grandi squadre. In altre occasioni avremmo meritato qualcosa in più e non abbiamo vinto”. Il primo tempo a un certo punto è diventato un monologo rossoblù. “ Abbiamo perso duelli fisici in tutti settori, dobbiamo dar merito anche al Bologna che ha prevalso su di noi. Mi aspettavo che Zaniolo potesse dare più fastidio a Dijks, ho cambiato di proposito il modulo e nel secondo tempo siamo stati più bravi ad andarli a prendere e più ordinati tatticamente. Se guardiamo al lato positivo della medaglia, nella ripresa si è vista un’altra Roma”.

FONTE    IL TEMPO – AUSTINI

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Kolarov prezioso e glaciale. Prove di pace con la Sud

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Ancora decisivo il terzino serbo al suo ottavo gol stagionale

E pace fu. Bomber Kolarov e i tifosi della Roma stringono una sorta di patto di non belligeranza e si ritrovano, esultano insieme, senza troppi fronzoli. Nessun inchino, nemmeno uno sguardo d’intesa, non è servito nulla per mettere fine (almeno per ora) ad una guerra interna davvero incomprensibile. Come riportato nell’edizione odierna de ” Il Tempo” la curva si presenta all’Olimpico, di lunedì sera, piena e calda, ripone armi e bagagli per una notte e al di là di uno striscione in cui ricorda di rispettare la maglia non azzarda cori insultanti, anzi canta come un tempo e fa un passo lei per prima per ricucire questo strappo.

Poi Kolarov ci mette tanto del suo, prende la solita palla che scotta, la posiziona sul cerchietto degli undici metri e non sbaglia, è di ghiaccio davanti all’ex Skorupski, che aveva provato a stregare la porta in ogni modo. Sesto rigore segnato in carriera, il terzo da quando veste giallorosso, ma soprattutto la rete numero 7 in Serie A che lo rende l’unico difensore nei top 5 campionati europei a vantare tutti questi centri. Otto totali in stagione, ovvero quanto El Shaarawy, di professione attaccante. Il terzino serbo è sempre più bomber di questa squadra, lui che si era presentato con un gol su punizione a Bergamo ad agosto 2017, decidendo la prima sfida dell’anno con l’Atalanta, lui che non si era fatto problemi a “purgare” anche la Lazio nel derby. Eppure, fino a Verona, i tifosi sembravano essersene dimenticati, pronti a rivendicare i loro diritti di contestare la squadra quando le cose vanno male si erano tenuti sul groppone la frase diretta a tutti gli allenatori d’Italia che poi “di calcio non ci capiscono molto”.

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Non era bastato neppure il gol al Chievo, con tanto di inchino verso lo spicchio giallorosso, perché quel gesto non per tutti era stato fatto in segno di pace, anzi per molti era quasi di sfida. Ma ieri all’Olimpico si respirava un’atmosfera diversa e quando il serbo ha messo dentro il rigore è esplosa la gioia collettiva, il giocatore non ha avuto nemmeno il tempo di pensare a come reagire, sommerso dai compagni in campo, e sugli spalti vinceva il senso di liberazione per una partita sofferta fino all’ultimo.

L’ingresso di El Shaarawy ha cambiato la gara, è stato il Faraone con la sua imprevedibilità e rapidità (nonostante l’anca malmessa: non sembrava) a conquistare il penalty, dando una svolta al match, ma Kolarov, che sa essere decisivo e glaciale, si è preso l’ennesima responsabilità sulle spalle e ha siglato la pace coi tifosi. “Ne vorrei 22 come lui”, aveva detto il presidente Pallotta, che si è schierato dalla parte del calciatore già difeso da allenatore e dagli stessi compagni di squadra, perché è uno che non si tira mai indietro. Per non creare nodi inutili in una stagione in cui la Roma ha bisogno del suo pubblico, in campionato come in Champions, e un passo in avanti è stato fatto, anche se il clima distensivo non è ancora totale. Sembra, infatti, che il prossimo a dover far pace col pubblico sia Florenzi, fischiato (un’altra volta) all’uscita dal campo, per non si sa bene quale colpa. De Rossi ha anticipato la mossa di difesa verso il suo “vice” tirandogli indietro la fascia da capitano. Pace sarà?

FONTE  IL TEMPO 

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Di Francesco: “Le grandi qualche volta vincono così”

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Il tecnico e la Roma a due facce: “Molto più ordinati nella ripresa”

Un grande, grandissimo sospiro di sollievo. Come riportato nell’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport” al fischio finale Eusebio Di Francesco lascia il campo stremato come e quanto i giocatori in campo. Se all’intervallo, con lo stadio che fischiava, era sceso negli spogliatoi imbestialito, al 90’ sembra distrutto. Come quando giocava, forse anche di più, vedendo il volto provato con cui si presenta davanti alle telecamere. “Nel primo tempo – la sua ammissione – non c’eravamo e dobbiamo essere onesti e dire che dovevamo andare in svantaggio. Non sarebbero bastati neanche due cambi in quel momento, questa è la verità. Poi certo, le grandi squadre a volte vincono anche così e noi ci prendiamo questi tre punti”.

Di Francesco sa benissimo che, prima del Frosinone, del derby e del delicato ritorno di Champions in casa del Porto per la Roma vincere non era importante: era fondamentale, con i successi del fine settimana di Milan ed Inter. “Erano davvero importanti solo i tre punti per restare in scia della squadra di Gattuso, siamo stati bravi a portare a casa questa vittoria“.

Decisiva, oltre alle sue parole nello spogliatoio e alla grandissima prova di Olsen, anche la sua scelta di togliere Cristante, inserire El Shaarawy e cambiare modulo: “Nel secondo tempo siamo stati più ordinati, magari abbiamo sbagliato qualche palla di troppo, ma quando fai pochi cambi in formazione poi si perde un po’ di lucidità. Abbiamo fatto un passo indietro come partita dopo il Porto, ma nella ripresa siamo stati un’altra squadra, guardiamo anche le cose positive. Mettendo Zaniolo più dietro e spostando Pellegrini qualcosa è cambiato, ma questa è la prova che non è questione di 4-3-3 o 4-2-3-1 ma di atteggiamento generale“. Fondamentale, anche nel momento più difficile, l’ingresso di De Rossi: “Lo stiamo gestendo e testando giorno dopo giorno. Daniele potrebbe anche giocarle tutte, ma non sappiamo poi come reagisce. Dobbiamo tutelarlo, è un giocatore molto importante, anche se abbiamo vinto alcune partite pure senza di lui. Io però so che si allena oggi, ma non so se si allena domani“.

Ieri ha trovato Olsen, alla miglior partita da romanista: “E’ stato davvero bravo,è un grande professionista, anche se non è stato brillantissimo nell’ultimo periodo. Stavolta è stato il migliore e ne sono felice perché capita a tutte le big di avere il portiere come migliore. Noi abbiamo Olsen e siamo felici“. E mentre lo dice, per l’ennesima volta, Di Francesco tira un sospiro di sollievo.

FONTE      (C. Zucchelli)

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Roma-Bologna, le pagelle dei quotidiani: Manolas c’è sempre, Olsen sveglio e fortunato

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I giallorossi faticano a sorpresa ma vincono. Male la mediana, attacco poco incisivo. Bocciati Kluivert e Cristante, El Shaarawy utile

Prestazione da dimenticare, risultato da incorniciare. Sarebbe potuto essere un lunedì da incubo, invece la Roma ha tenuto botta e ha battuto un Bologna che avrebbe meritato di più, conquistando tre punti importanti. “Vittoria da grande squadra” dice Di Francesco, che ha ammesso il passo indietro dal punto di vista della prestazione. Sulla stessa linea l’eroe di serata, Robin Olsen, che al rientro dopo l’infortunio al polpaccio ha tenuto i suoi in vita nel momento più difficile. Male Fazio, nonostante il gol, così come Florenzi. Sufficienti Manolas e Kolarov. Linea di centrocampo bocciata in toto. Con De Rossi sale il livello. Male anche Kluivert e DzekoEl Shaarawy dà la svolta al match. Zaniolo al ribasso.

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LE PAGELLE DEI QUOTIDIANI

IL MESSAGGERO (a cura di A. Angeloni)
Olsen 7,5; Florenzi 6, Manolas 6,5, Fazio 6, Kolarov 6,5; Cristante 5, Nzonzi 6, Pellegrini 6; Zaniolo 5,5, Dzeko 6, Kluivert 5; El Shaarawy 7, De Rossi 6,5, Santon s.v., Di Francesco 6.

LEGGO (a cura di Buffoni)
Olsen 8; Florenzi 5, Manolas 6, Fazio 5, Kolarov 6; Cristante 5, Nzonzi 5, Pellegrini 5,5; Zaniolo 6,5, Dzeko 5,5, Kluivert 5; Santon 5, El Shaarawy 7, De Rossi 7, Di Francesco 6.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (a cura di Cecchini)
Olsen 8; Florenzi 5, Manolas 6,5, Fazio 6, Kolarov 6,5; Cristante 5,5, Nzonzi 5,5, Pellegrini 6; Zaniolo 6, Dzeko 6, Kluivert 5; Santon s.v., El Shaarawy 6,5, De Rossi 6,5., Di Francesco 6.

IL TEMPO (a cura di Austini)
Olsen 7,5; Florenzi 6, Manolas 7, Fazio 5, Kolarov 7; Cristante 5, Nzonzi 6, Pellegrini 6,5; Zaniolo 6, Dzeko 6,5, Kluivert 6; Santon s.v., El Shaarawy 7,5, De Rossi 6,5, Di Francesco 6.

IL CORRIERE DELLA SERA (a cura di Valdiserri)
Olsen 8; Florenzi 5, Manolas 6,5, Fazio 6, Kolarov 6; Cristante 5, Nzonzi 5, Pellegrini 6; Zaniolo 6, Dzeko 5,5, Kluivert 5, Santon s.v., El Shaarawy 7, De Rossi 6,5, Di Francesco 6.

LA REPUBBLICA (a cura di Pinci)
Olsen 6,5; Florenzi 5, Manolas 6, Fazio 6, Kolarov 6,5; Cristante 5, Nzonzi 5, Pellegrini 6,5; Zaniolo 6, Dzeko 5,5, Kluivert 5,5. Santon s.v., El Shaarawy 6,5, De Rossi 6,5.

LA STAMPA
Olsen 7; Florenzi 5, Manolas 6,5, Fazio 6,5, Kolarov 6; Cristante 5, Nzonzi 6, Pellegrini 6; Zaniolo 6, Dzeko 5, Kluivert 5, Santon s.v, El Shaarawy 6,5, De Rossi 6, Di Francesco 6.

IL GIORNALE (a cura di Bergonzini)
Olsen 7,5; Florenzi 5,5, Manolas 6, Fazio 5,5, Kolarov 6,5; Cristante 5, Nzonzi 5,5, Pellegrini 6; Zaniolo 6,5, Dzeko 5,5, Kluivert 5,5; Santon s.v., El Shaarawy 7, De Rossi 6, Di Francesco 6.

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