Trigoria, seduta atletica e tattica. Under torna in gruppo, a parte Schick e Karsdorp

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Giallorossi al lavoro per preparare la prossima sfida di campionato contro il Frosinone

Dopo la vittoria col Bologna, la Roma torna al lavoro a Trigoria per preparare la prossima sfida di campionato contro il Frosinone, in programma sabato prossimo alle 20.30. Dopo la seduta di scarico di ieri, oggi la squadra tornerà a lavorare insieme. Buone notizie per Di Francesco: Under è tornato a lavorare con il gruppo, ancora a parte Schick e Karsdorp.

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INFORTUNATI

Patrik Schick: problema muscolare al flessore della coscia sinistra, stop da valutare.

Rick Karsdorp: lieve lesione muscolare, stop da valutare.

CRONACA ALLENAMENTO

Ore 11.00 – Squadra in campo per il secondo allenamento settimanale: dopo il torello iniziale, i giallorossi hanno svolto un lavoro atletico. La seduta è terminata con un focus tattica. Under è tornato ad allenarsi con il gruppo, mentre Schick e Karsdorp svolgono lavoro individuale.

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Gerson, la Fiorentina prova a tenerlo: i viola contano sulla volontà del brasiliano

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Il club di Firenze vorrebbe contattare la Roma per ottenere un diritto di riscatto sul centrocampista, ma al momento i giallorossi non sembrano interessati

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La Fiorentina vuole tenere Gerson. Il centrocampista brasiliano classe ’97 si è fatto valere tra le linee viola, giocando 23 gare e segnando due gol. Come riporta La Nazione, i viola vorrebbero chiedere alla Roma il diritto di riscatto sul prestito concordato con i giallorossi la scorsa estate. Il club di Firenze è intenzionato a puntare sulla volontà del calciatore, che ha giocato con regolarità quest’anno, a differenza delle scorsi stagioni in giallorosso. La Roma per il momento non sembra interessata a concedere il diritto. Tutto si deciderà prima di questa estate, quando anche le parole del giovane faranno la differenza.

FONTE  LA NAZIONE

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Monchi continua a seguire Radu del Genoa, ma nel suo destino c’è l’Inter

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Da Roma il ds continua a seguire la crescita del giovane portiere che già aveva chiesto quest’estate ai nerazzurri insieme a Zaniolo, ma ora a Milano potrebbero far scattare la recompra per farlo crescere all’ombra di Handanovic

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La crescita di Radu al Genoa ha acceso i radar degli operatori di mercato. In estate i rossoblù se lo sono accaparrato per 8 milioni di euro dall’Inter. I nerazzurri, però, hanno mantenuto per le prossime due stagioni una opzione di riacquisto. La cosiddetta recompra: 12 milioni per il primo anno e 15 il secondo. Su di lui c’era anche il pressing di Monchi, che voleva il portiere insieme a Zaniolo come contropartita nell’operazione che ha portato Nainggolan dalla Roma all’Inter. Come scrive Nicolò Schira su “La Gazzetta dello Sport”, incroci di mercato che potrebbero tornare d’attualità tra qualche mese, dato che dalla Capitale monitorano ancora la crescita di Andrei. Quest’ultimo sembra, però, destinato a essere riacquistato dall’Inter per crescere all’ombra di Handanovic. Un anno o due da dodicesimo alle spalle del neo capitano interista per poi provare a esserne l’erede.

FONTE  GDS  Nicolò Schira

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Ecco la delibera anti stadio….

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Ieri Fassina e Grancio hanno riunito i più accesi sostenitori anti stadio per presentare la proposta per annullare le due delibere che riconoscono il pubblico interesse alla costruzione della futura casa giallorossa

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C’erano tutti, seduti allo stesso tavolo, per ripetersi l’un con l’altro quanto è sbagliato, brutto e cattivo il progetto della Roma di costruire lo Stadio a Tor di Valle. C’era Paolo Berdini, il Comitato Salviamo Tor di Valle dal Cemento, il Tavolo della Libera Urbanistica di Sanvitto, Italia Nostra, Federsupporter, Cristina Grancio e Stefano Fassina. Tutti uniti per ribadire il no a Tor di Valle, basato su asserzioni a dir poco fantasiose, scrive “Il Tempo“. Occasione, la presentazione di una proposta di delibera da votare in Consiglio comunale per annullare in autotutela le due delibere, Raggi 2017 e Marino 2014, che riconoscono il pubblico interesse alla costruzione della futura casa giallorossa. Una proposta, firmata da Fassina e Grancio, che però non tiene conto dei limiti temporali per l’annullamento in autotutela (18 mesi e la delibera Raggi, la più recente, ne ha già quasi 21) e che deve ancora passare il vaglio di ammissibilità degli uffici comunali prima di poter esser discussa in Aula. Aula in cui, domani, andrà in scena il Consiglio comunale straordinario dedicato proprio allo Stadio. L’appuntamento di domani sarà fondamentale per vedere la capacità della Raggi di tenere compatta la sua maggioranza in vista del voto su variante e convenzione urbanistica.

FONTE IL TEMPO

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La squadra che tira la carretta e il Flaco perduto

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Data la stanchezza dei titolare, sorprende che nelle rotazioni a nessuno venga nemmeno in mente di chiedere aiuto e minuti al calciatore più importante acquistato in estate

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Tre punti pesantissimi e una certezza: la Roma vista contro il Bologna è una squadra che, nella corsa per il quarto posto, rischia di pagare un dazio agli infortuni, che hanno colpito un po’ tutti nella rosa, e alla stanchezza di chi tira la carretta, scrive “Il Corriere della Sera“. Sorprende quindi che nelle rotazioni e nei cambi di ruolo e giocatori che sentono visibilmente la fatica, non solo a Di Francesco ma a nessuno di noi non venga nemmeno in mente di chiedere aiuto e minuti al calciatore più importante acquistato in estate: Javier PastorePossibile che, a tre settimane da Fiorentina-Roma, di lui si siano perse completamente le tracce?

FONTE  CDS

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La Roma in cerca della Roma

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Di Francesco non si arrende all’evidenza, vedendo l’altalena delle prestazioni, ma è chiaramente preoccupato per l’insopportabile discontinuità della squadra

“Incomprensibile”. La diagnosi, se vogliamo chiamarla così perché a quanto pare la guarigione non è completa, è di chi lavora quotidianamente in campo e nello spogliatoio, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

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Di Francesco non si arrendeall’evidenza, vedendo l’altalena delle prestazioni, ma è chiaramente preoccupato per l’insopportabile discontinuità della Roma. Passi avanti in classifica, indietro nel gioco.

Fragile, disorganizzata e soprattutto incapace di qualsiasi reazione. Scena muta. E’ successo nel 1° tempo della partita contro il Bologna, come in altre partite di questa stagione. Nel girone d’andata sono stati lasciati per strada 13 punti contro le piccole, a Bergamo nemmeno con 3 gol di vantaggio i giallorossi sono riusciti a portare a casa la vittoria e a Firenze addirittura l’umiliazione di quel settebrutto che la tifoseria non ha ancora cancellato. Ma la Soluzione, dopo 33 partite (e 33 formazioni diverse), non è stata ancora trovata. Si va avanti per inerzia, aggrappati al prossimo risultato da conquistare.

Dal ko allo Stadium e dal 10° posto, ecco l’attuale 5°, recuperando punti a chi è ancora davanti e a chi adesso sta dietro: al Napoli (5), all’Inter (4), al Milan (2), all’Atalanta (3), alla Lazio (7), alla Fiorentina (7), alla Sampdoria (10) e al Sassuolo (12). Anche la zona Champions, dal 26 dicembre, è più vicina: da meno 4 a meno 1. Nessuno, però, si fida.

La motivazione per il black out, e bisogna convivere con questa angoscia in ogni partita, è pronta e già confezionata. Vale per ogni stagione e per ogni caduta: questione di testa e via, senza guardare in faccia la realtà che chiama in causa pure i singoli, in alcuni casi sopravvalutati. Mentalmente, comunque, la Roma sembra sempre impreparata. E, anche fisicamente, a terra.

Il mercato estivo non ha migliorato la rosa, decimata poi da 31 infortuni muscolari. Quello invernale non c’è nemmeno stato, ma qualche rinforzo il tecnico lo avrebbe gradito. Che, anche con il cambio di sistema di gioco, non è ancora uscito dal tunnel.

FONTE  UGO  TRANI

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Raiola corteggia la star Zaniolo per la sua procura

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– È l’uomo copertina della Roma, di lui si è accorta anche tutta l’Europa calcistica dopo la doppietta col Porto, ed inevitabilmente è corteggiato dai procuratori più potenti in circolazione. Nicolò Zaniolo non deve districarsi solo all’interno di una potenza mediatica che gli è esplosa tra i piedi in maniera inaspettata, ma anche con la volontà dei manager- mediatori di assicurarsene il futuro.

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Tra questi – e forse su tutti – quel Mino Rajola gestore di star calcistiche, l’uomo che gestisce gli interessi di grandi stelle pallonare e da tempo fa pressing sulla famiglia del ragazzo. Da gennaio scorso, la procura di Zaniolo è passata a Vigorelli, che è il terzo procuratore ad avvicendarsi negli ultimi mesi – tra varie questioni ancora irrisolte legate a diritti d’immagine e penali da pagare – ma i contatti con Rajola sono recenti, con il manager che continua a marcare stretto la famiglia del giovane. In pieni discorsi legati al rinnovo contrattuale, questo contorno può condizionare molto la trattativa e rischia di disturbare la crescita di uno dei giovani più talentuosi del calcio italiano. È intanto partita ieri la vendita in prelazione dei biglietti per il derby di sabato 2 marzo.

FONTE    LA REPUBBLICA – FERRAZZA

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Aut aut sullo stadio: “Garantite le strade e demolite le case”

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  – C’è un ostacolo in più sulla strada che porta al nuovo stadio della Roma. Letteralmente, perché il Campidoglio è stato chiaro con il club giallorosso: sull’unificazione di via del Mare e di via Ostiense non si transige. Le due direttrici andranno riunite anche nel tratto tra viale Marconi e l’area di Tor di Valle scelta per la realizzazione della futura casa dei romanisti. Un’unica linea retta, mentre ora le due strade si dividono per centinaia di metri all’altezza della metro Magliana per poi ricongiungersi.

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Il problema è che in quel tratto ci sono case, un’autorimessa e una carrozzeria. La soluzione prospettata nella riunione di lunedì da pal’amministrazione capitolina, per portare a casa una convenzione urbanistica accettabile. Nel documento conclusivo che passerà al vaglio del consiglio comunale ci sarà anche la ricostruzione delle tribune del vecchio ippodromo — oggi un rudere — disegnato da Julio Lafuente per le Olimpiadi del 1960. A gestire per 30 anni la riproduzione della storica location di Febbre da Cavallo sarà la Roma. James Pallotta, presidente del club, spendendo circa 105 milioni di euro farà presto suoi i terreni di Tor di Valle ora della Eurnova di Luca Parnasi, il costruttore in attesa di processo nell’inchiesta per corruzione sullo stadio. E con gli appezzamenti pagati 42 milioni dall’imprenditore, la società di Trigoria si intesterà anche l’intero progetto. Un piano su cui entro 10 giorni, dopo il «catastrofico» parere del Politecnico di Torino, si chiuderà la due diligence dei manager capitolini: non dovrebbero saltare fuori nuovi lazzo Senatorio ai privati? L’esproprio e poi la demolizione di abitazioni e capannoni per far spazio alla nuova viabilità. Un’impresa non da poco per tempi e costi. Ma l’unico modo, secondo intoppi. Per gli uffici l’iter non è stato toccato dall’inchiesta e si può andare avanti. A patto che vengano rispettate le condizioni poste sulla mobilità. Richieste che, così si mormora in Campidoglio, potrebbero far slittare l’apertura dell’impianto oltre il 2023. Che l’inaugurazione avvenga prima o dopo quella data, poco importa per Paolo Berdini. L’ex assessore all’Urbanistica della giunta Raggi ieri è tornato in Campidoglio per esporre tutti i suoi dubbi sull’operazione di Tor di Valle: «Sfido la maggioranza a votare certi atti (domani è in programma un consiglio straordinario, ndr) perché avranno conseguenze personali interminabili». Per il progettista che ha lasciato il Comune in polemica con i 5S le prescrizioni del Politecnico sono irricevibili: «È un falso. Scrivono di quattro binari in più nella stazione di Magliana e altrettanti a Tor di Valle per potenziare i trasporti via treno. Non si può fare. Vuol dire demolire decine di palazzi. Se ci sarà il via libera del consiglio, andrò in procura. La giunta? Ha tradito le promesse elettorali»

FONTE     REPUBBLICA – D’ALBERGO

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Quattro titolari a rischio derby

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– Tre quarti della difesa titolare e la star del momento a rischio derby. Frosinone è l’ostacolo dei diffidati di lusso della Roma: Zaniolo, Fazio, e ora anche Manolas e Florenzi. Per il ragazzino con la testa sulle spalle sarebbe la prima contro la Lazio, dopo la panchina nella gara d’andata da cui sembra trascorsa una vita, vista la crescita impressionante che ha avuto e che l’ha reso insostituibile a soli 19 anni: «Devo tenere i piedi per terra e continuare così. Il talento – ha detto Zaniolo in un’intervista a
La Giovane Italia – non è tutto, servono testa e allenamento».

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Tutte qualità che sta dimostrando a Di Francesco, intenzionato a spremere chi gli sta dando le risposte migliori, ma probabilmente costretto a pianificare un turnover per evitare quantomeno di rimanere senza difesa al derby: uno tra Fazio e Manolas può riposare sabato, Jesus ormai è recuperato e si candida, lo stesso vale per Santon che potrebbe tornare titolare per preservare Florenzi, il «bello de nonna» diventato il giocatore più fischiato della squadra. Se Kolarov era stato bersagliato dalla curva per aver dato degli incompetenti, calcisticamente parlando, agli stessi tifosi, Florenzi non ha fatto o detto nulla di eclatante per meritare questo trattamento e le colpe che gli vengono attribuite sono due: le preziose richieste per il rinnovo di contratto, firmato alla fine a 2,8 milioni di euro più bonus quando l’Inter gliene offriva 4, e l’aver rispettato una regola ormai più di un anno fa, non rispondendo alla «convocazione» della Sud infuriata dopo la sconfitta con la Sampdoria e spedendo negli spogliatoi i suoi compagni. Le ultime prestazioni poco convincenti hanno fatto il resto e hanno coinvolto nei fischi gran parte dell’Olimpico. «Non posso piacere a tutti», aveva asserito nella conferenza agostana post-rinnovo e oggi la pensa ancora così, ma non significa che non gli importi, anzi. Lui, romano, romanista e contestato, è il primo ad essere dispiaciuto per questa situazione che si è creata: è il paradosso del capitano (o vice), De Rossi può confermare.

FONTE    IL TEMPO – MENGHI

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Affanno Roma. Infortuni e scelte tecniche: giocano sempre gli stessi

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 – Sofferti, ma incredibilmente importanti. I tre punti ottenuti col Bolognaallungano la serie di risultati utili della Roma in campionato (sette), ma hanno messo in mostra un calo fisico evidente oltre ai soliti difetti di fabbrica. Stanchezza da Champions? Forse, anche perché di turnover se ne è visto poco o niente. Dieci i titolari che sono scesi in campo col Porto hanno giocato anche col Bologna (El Shaarawy e De Rossi sono entrati nella ripresa). L’unico risparmiato, per forze di cose, è stato Mirante visto il ritorno di Olsen in porta. «Poco turnover? È una scelta tecnica.

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Per giocare col 4-3-3 devo mandare in campo determinati giocatori», ha ammesso Di Francesco. Ma da tempo il tecnico si fida di una rosa ristretta formata da 14 giocatori tra cui gli infortunati Schick, Karsdorp e Under (gli ultimi due torneranno col Frosinone). Tanti i bocciati da Eusebio, soprattutto tra i nuovi arrivati. A dimostrarlo i numeri che riguardano gli eterni esclusi. Marcano e Juan Jesus insieme hanno accumulato appena 1405′ mentre la coppia titolare Fazio-Manolas ne ha giocati 4771. Poco spazio pure per Santon che da Natale a oggi (dopo il gol subito da Mandzukic in Juve-Roma 1-0) ha disputato appena 21 minuti mentre a centrocampo è sparito il croato Coric: ultima apparizione con la Spal il 20 ottobre scorso.
L’altro desaparecido risponde al nome di Pastore. L’argentino, arrivato in estate per 24,7 milioni di euro, è scomparso dai radar. Superati gli infortuni muscolari, da inizio dicembre è sceso in campo soltanto in tre occasioni per un totale di 40′ in campionato a cui bisogna aggiungere i 60′ orribili col Plzen, i 45 imbarazzanti con la Fiorentina e i 90′ con l’Entella in coppa Italia. Poco spazio in attacco pure per Kluivert, che nell’ultimo mese è partito titolare solo con Entella e Bologna. Cinque giocatori su sei, come si vede, fanno parte dell’ultima campagna acquisti di Monchi. Fa da contraltare il gioiello Zaniolo (corteggiato da tanti sponsor negli ultimi giorni) che dal 2 dicembre ad ora ha giocato 1141′ su 1305 a disposizione. Ancora più eclatante il caso di Kolarov che risulta essere (a 33 anni) il giocatore di movimento più presente nella Roma (2637′). Il quinto in serie A dopo Acerbi, Skriniar, Ronaldo e Koulibaly nonché il difensore più prolifico d’Europa con 7 gol. Il serbo, 11 reti in giallorosso dalla scorsa stagione, ha raggiunto Riise e ora insegue Candela (16) tra i terzini sinistri più prolifici della storia romanista.

FONTE    LEGGO – BALZANI

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Padova, muore nel sonno giavellottista di soli 16 anni

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Dramma nel mondo dell’atletica giovanile: è morto, a 16 anni, David Cittarella, giavellottista del settore giovanile delle Fiamme Oro Padova. A trovare il giovane senza vita nella sua camera da letto è stato il padre, preoccupato perché in ritardo per andare a scuola, l’Istituto Tecnico Marconi, indirizzo Trasporti e Logistica, della città veneta. Secondo il medico legale si è trattato di un decesso naturale ed è stata disposta l’autopsia per accertare le cause della morte. Quasi un anno fa, il 4 marzo 2018, nel sonno morì Davide Astori, capitano della Fiorentina.

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La carriera

«Sempre partecipe a ogni allenamento – si legge in una nota delle Fiamme Oro – David era tra i primi a rispondere “Presente!» quando c’era da dare una mano nell’organizzazione degli eventi del gruppo sportivo. Si allenava con noi da quando aveva 10 anni e con noi era cresciuto, prima da esordiente, poi da ragazzo e cadetto ed ora da allievo».

Il ragazzo, da circa tre stagioni seguito dalla 33enne Silvia Carli, a sua volta ex giavellottista, con l’attrezzo da 800 grammi vantava un personale di 38.74 ottenuto lo scorso anno a Treviso. Con la maglia del Veneto, aveva anche partecipato ai campionati italiani cadetti, mentre nell’ultima finale dei Societari allievi a Cinisello Balsamo, per dare una mano alla squadra, aveva lanciato il martello.

Il ricordo

«Schivo e riservato – recita il comunicato – quando c’era da tifare per i compagni si trasformava, urlando a squarcia gola e incitandoli uno a uno. La squadra innanzitutto, il gruppo prima di ogni cosa. Ora lo piangono i compagni, gli allenatori, i dirigenti delle Fiamme Oro, i genitori e la sorella Egle».

David Cittarella, 16 anni, atleta del settore giovanile delle Fiamme Oro. Foto Eduard Ardelean