L’uomo dietro Pallotta: da Sousa a Sarri, Baldini e quel legame con la Roma che non si spezza

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Dopo le dimissioni respinte, il presidente ha tenuto “l’amato Franco” al suo fianco. E’ il primo consigliere e referente sulle questioni di campo, ma è presente anche nel ramo commerciale

La Roma del futuro arriva con volo diretto da Londra. In prima classe, davanti a tutti, c’è Franco Baldini, l’uomo ombra che nella Roma tutto vede e tutto sa. Superata la crisi e respinte le dimissioni, James Pallotta è riuscito a tenersi stretto il suo braccio destro. Referente, consigliere, uomo di fiducia, amico. Tra i numeri preferiti, nello smartphone del presidente, c’è proprio quello di Baldini, che squilla sempre appena termina una partita. Il numero uno romanista si fida ciecamente di lui per quanto riguarda i discorsi di campo. Ecco perché, quando si parla di futuro, la figura di Baldini va sempre tenuta in grande considerazione.

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POTERE – A Roma Baldini non si vede mai. Non ha incarichi ufficiali, ma è presente al tavolo esecutivo romanista e già progetta il futuro. Segue i giallorossi nei match all’estero in incognita, e spesso ha dei collaboratori (amici o uomini di fiducia) che vanno alle partite e lo informano passo passo quando lui non può essere presente. E’ stato lui a contattare Paulo Sousa nel momento di crisi. Baldini avrebbe messo subito il portoghese sulla panchina della Roma, ma ha dovuto fare i conti con Monchi, che ha difeso Di Francesco “trattenendolo” al suo posto. Un momento decisivo nel loro rapporto, non più idilliaco come quando da Siviglia, lo stesso Baldini, portava lo spagnolo a Trigoria per affidargli il ruolo di ds. Una sorta di deja vu, vissuto già nel 2015, quando Baldini e Sabatini si scontrarono sulla posizione di Garcia. Finì con l’addio dell’ex Palermo. Anche stavolta l’epilogo può essere lo stesso.

A TUTTO CAMPO – La cena con Sarri a Londra è affare recente (anche se Baldini ha smentito). La posizione di Di Francesco è compromessa e a fine stagione, a meno di risultati clamorosi in Champions, sarà addio. L’ex Napoli, che potrebbe essere esonerato a breve dai Blues, è il preferito di Baldini, che si starebbe guardando intorno anche per quando riguarda la figura del ds. Nonostante un rapporto non più di ferro, Baldini apprezza molto Monchi, ma se lo spagnolo dovesse davvero mollare è possibile che si opti per una soluzione interna: Massara è in pole, con Franco (a distanza) accanto a lui. Altri nomi sarebbero quelli di Mirabelli e Faggiano, ma certezze non ce ne sono perché ormai da tempo Baldini non parla ufficialmente di Roma e molto raramente si interfaccia con i giornalisti italiani. Più facile che si interfacci, invece, con i collaboratori di Pallotta sul ramo commerciale. L’ex dg romanista consiglia Pallotta sulle tournée (ha diversi contatti negli States) e sugli accordi commerciali. Nelle riunioni fatte dal presidente a Londra, durante le trattative con le varie aziende, Baldini è sempre stato presente, anche se con un ruolo meno influente. Uomo ombra sì, ma solo a Roma. Nel board giallorosso la sua figura è decisiva e il futuro passa dalle sue mani.

FONTE  Valerio Salviani

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Frosinone-Roma, sold-out i 700 biglietti messi in vendita questa mattina

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Dopo aver acquistato in poche ore i primi 1000 biglietti, già esaurito il secondo settore aperto stamattina

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I tifosi giallorossi dopo aver acquistato i primi 1000 biglietti in poche ore, hanno già esaurito gli ulteriori 700 posti messi in vendita stamattina dal Frosinone. La società di casa vista la vicinanza geografica delle due società e l’interesse mostrato dai romanisti aveva aperto un secondo settore per i tifosi ospiti in occasione della partita in programma sabato 23 alle 20.30 allo stadio Benito Stirpe.

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Club World Ranking, Di Francesco decimo allenatore al mondo. Primo Gallardo

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Le graduatorie eseguite in base alla qualità dell’avversario e al campionato di appartenenza

Club World Ranking è un famosissimo sistema di statistiche che settimanalmente stila classifiche di tutti generi. Le squadra migliori e i giocatori migliori, per esempio. Questo era il turno degli allenatori. Basata sui risultati delle ultime 52 settimane (un anno), la classifica prende in considerazione i campionati europei, americani, asiatici e sudamericani, inserendo 10 tornei di club internazionali. Ciò che influenza le graduatorie sono anche il campionato di appartenenza e le avversarie affrontate.

Sorpresa giallorossa quest’anno, al decimo posto infatti si piazza Eusebio Di Francesco, che dopo la scalata in Champions fino alla semifinale dello scorso anno, supera allenatori come Sarri, Guardiola e Mourinho.

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Mr. Frosinone, Stirpe all’attacco: “Noi senza paura. A Ciofani dico…”

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Il presidente sfida la Roma: “Ci servono punti. E se segna Daniel, pronto un Rolex come quello che gli hanno rubato”

Una notte in trincea? E chi l’ha detto. Una notte da “leoni” di Ciociaria? Perché no. Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone e vicepresidente di Confindustria con delega al Lavoro e alle Relazioni Industriali, va in campo con i suoi “umanissimi” eroi e vuole meritarsi il sogno di una serata da circoletto rosso, o giallorosso, fate voi, con una partita di coraggio e sofferenza, in quella che sarà anche la sfida del cuore contro la Roma, l’altra squadra per cui ha sempre tifato. “Sarà una partita particolare per me, lo dico apertamente – ammette il patron a La Gazzetta dello Sport –: evocherà ricordi e suggestioni, mi emozionerò senz’altro nel valzer della memoria, ma il mio Frosinone vuole vivere il presente giocando a viso aperto e, soprattutto, vuole fare punti pesanti: questa è l’altra verità”.

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E, certo, affrontare la “sua” Roma nel nuovo stadio di Frosinone intitolato a suo padre Benito, aggiunge al contesto un forte motivo di orgoglio personale.
“Certamente, è così. Dentro di me, provo questo sentimento. E riaffioreranno tanti momenti, uno fra tutti: quello di un Roma­-Fiorentina di fine anni Sessanta che andai a vedere con mio padre, tifoso come me dei giallorossi. Segnò Amarildo, un gol che non dimenticherò mai. Ci abbracciammo a lungo in tribuna. E poi a casa custodisco gelosamente anche la maglia di Francesco Totti, guai a toccarla… Sarà anche una bella rimpatriata tra persone che si vogliono bene. Tanti amici romani, a cui tengo, mi hanno chiamato per annunciarmi la loro presenza e chiedermi le coordinate per raggiungere lo stadio. Non sarà una partita come tutte le altre”.

Il Frosinone è in chiara ripresa dopo il colpo in trasferta contro la Sampdoria di due giornate fa: sono maturi i tempi per la prima vittoria in A in casa, allo Stirpe, a lungo, troppo a lungo, rimandata? 
“Credo proprio di sì. E lo dico perché il nostro allenatore Baroni è riuscito a inculcare nella testa dei giocatori la consapevolezza che possiamo dire la nostra contro chiunque. Abbiamo avuto in casa, soprattutto all’inizio del girone d’andata, un atteggiamento arrendevole che ci ha complicato il piano salvezza, ma ora le cose sono cambiate. E all’obiettivo io credo fermamente: le nostre possibilità restano intatte, perché abbiamo avuto finora il merito di restare aggrappati al treno che porta al traguardo. Contro Spal e Parma saranno sfide decisive, ma io resto concentrato sulla Roma. E col contributo di tutti, anche di noi dirigenti, arriveremo presto al dunque e ci toglieremo tutti i dubbi. Ma dobbiamo, questo sì, sbloccarci in casa. E ci sbloccheremo presto”.

Fosse a Frosinone, il crack Zaniolo vi avrebbe portato magari fuori dalla zona a rischio. Non ci avevate fatto un pensierino l’estate scorsa? 
Ma lui per la verità è stato oggetto di una transazione tra Inter e Roma. E la Roma l’ha voluto per metterlo in campo, noi non avremmo potuto competere con loro nella trattativa. Però abbiamo portato a Frosinone ragazzi come Pinamonti e Cassata, che sono il futuro del calcio italiano e una certezza per noi. Il loro valore sta venendo fuori con chiarezza. E aggiungerei anche Ghiglione e Valzania: daranno il loro contributo lungo il sentiero della salvezza.

A Ciofani hanno appena rubato il Rolex a Roma e lei ha cercato in settimana di consolarlo: se segna il gol della vittoria, lei che fa?Glielo ricompro, su questo non ci sono dubbi. Stia tranquillo Daniel, pensi solo alla partita e a vincere, all’orologio ci penserò io…

Perotti gioca, Under andrà in panchina

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Attacco ancora orfano di Schick che si sta allenando individualmente al pari di Karsdorf

A un mese dallo scatto “a freddo” contro il Torino che gli è costato una lesione al retto femorale della coscia sinistra, Under è tornato in gruppo: a Frosinone ci sarà, probabilmente in panchina, e Di Francesco potrà contare su una risorsa in più in attacco, come riporta Il Tempo.

Assente nelle ultime 6 partite, il turco dovrà gestirsi al meglio in vista di derby e Porto. Zaniolo ha coperto bene il “buco” a destra, il rientro del titolare potrebbe farlo scivolare di nuovo a centrocampo, ma non da subito perché sabato potrebbe toccare ancora al ragazzino bocciato dalla Fiorentina ai tempi della Primavera: “Mi hanno comunicato che non c’era posto per me e ho pianto una settimana intera. Poi mi sono rimboccato le maniche”. Fino all’esordio in Champions contro il Real: “Il mister mi ha dato la notizia dopo la riunione tecnica e sono stato tutto il giorno a fissare il soffitto della camera, De Rossi e Totti mi hanno detto di stare tranquillo e in campo ho pensato solo a giocare: sarebbe un sogno fare come loro e restare qui. Non sono famoso, ma sotto gli occhi di tutti sì e devo essere bravo a gestire tutto questo”.

Di Francesco dovrà piuttosto gestire le energie dei suoi e gli faranno comodo i ritorni di Under e Perotti, che col Bologna è andato in panchina e ora vuole farsi largo nell’attacco ancora orfano di Schick, che si sta allenando individualmente al pari di Karsdorp.

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Incontro tra Paratici e l’agente di Zaniolo

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Fabio Paratici, ds della Juventus,ha incontrato ieri all’Hotel Melia Fenix Claudio Vigorelli, agente di Nicolò Zaniolo. Non è nuovo l’interesse dei bianconeri per il baby fenomeno, ma l’operazione si annuncia complessa sia per i costi (oltre i 50 milioni), concorrenza (ci sono Real Madrid e Chelsea) e scarsissima volontà da parte della Roma di cedere il giocatore. A riferirlo è Tuttosport. 

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Sarri-Roma, attrazione fatale. Baldini gli offre la panchina

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– Come in un corteggiamento vero e proprio, tutto è iniziato con un invito a cena. Di certo, non è più solo una forte attrazione: la Roma a giugno cambierà allenatore e vuole convincere Maurizio Sarri a dirle di sì. L’idea è di quelle suggestive, ma si è già trasformata in azioni concrete. Due telefonate, un appuntamento a tavola, a Londra: a guidare le mosse del club giallorosso per assicurarsi dalla prossima stagione l’ex tecnico del Napoli è il consigliere personale del presidente Pallotta, Franco Baldini.

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Che per Sarri ha una passione da tempo: a lui la Roma pensò già nel 2015, quando poi firmò con De Laurentiis dando inizio a quella saga culminata con lo scudetto sfiorato un anno fa. Al Chelsea invece non ha avuto la stessa fortuna, finora: secondo voci ricorrenti se perdesse la finale di Coppa di Lega contro il Manchester City di Guardiola – da cui ha recentemente incassato sei gol – sarebbe subito esonerato. In ogni caso, il destino a fine stagione pare segnato o quasi, anche se lui prova a restare aggrappato alla panchina: «Devo pensare al fatto che sarò l’allenatore del Chelsea per molto tempo, altrimenti non posso lavorare. Non ne sono sicuro, ma devo pensarlo». E quel «non ne sono sicuro» è la crepa in cui ha provato a inserirsi la Roma appena ha annusato l’aria che tirava a Londra intorno al tecnico. Aria che si è fatta pesantissima dopo il 6-0 col City, ma che già da alcune settimane soffiava voci di rottura. È bastato l’acquisto di Pulisic, che il Chelsea si è assicurato per la prossima stagione e di cui Sarri ha saputo leggendo i giornali. A Marina Granovskaia, plenipotenziaria del club inglese per mandato diretto di Roman Abramovich, alcune scelte hanno dato un certo fastidio. Intanto, quelle di mercato: il club ha speso in estate 65 milioni per Jorginho, pur di accontentare Sarri, ma il rendimento del regista della Nazionale azzurra è stato fin qui tragicamente ordinario, con momenti di profonda insufficienza. In più, è costato il dirottamento fuori ruolo del gioiello Kanté, che adesso ha messo il broncio e vorrebbe andar via, in Spagna o al Bayern. Pure l’affare Higuain, preso in prestito a gennaio per espressa richiesta dell’allenatore con la speranza che rivitalizzasse il Chelsea, è stato fin qui ininfluente per i destini del club. E anzi è costato il “sacrificio” di Morata, cinque anni più giovane di lui. Hazard gli ha dato pubblicamente del “vecchietto”, persino i tifosi che inizialmente avevano sposato la sua filosofia di gioco ora lo attaccano, cantando “fuck the Sarri ball”. E Marina avrebbe preso contatti con Zidane per sostituirlo. Insomma, a meno di ribaltamenti da qui a fine campionato, il divorzio pare solo una questione di tempo. La Roma si è già mossa, per bruciare i concorrenti: anche perché la liason con Di Francesco a fine stagione – a meno di un’insperata finale di Champions League, che rivoluzionerebbe i piani – è destinata a chiudersi. Complice l’addio, sempre più probabile, del principale sponsor dell’allenatore abruzzese: il direttore sportivo Monchi. Lo spagnolo è esausto, voci ricorrenti lo candidano alla direzione sportiva dell’Arsenal, altre lo vorrebbero futuro presidente del “suo” Siviglia, per un gruppo straniero che vuole acquistarlo: «Sono convinto che tornerà qui, non so però se da direttore sportivo», confessò qualche mese fa il suo ex collaboratore al Siviglia Miguel Ángel Gomez. Di certo la Roma sta già iniziando a pensare all’eventualità della successione. Provando a garantirsi nel frattempo una certezza in panchina.

FONTE  LA REPUBBLICA – CARDONE, PINCI 

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La pancia del tifoso – di Valeria Biotti – “Ma quindi le donne ci capiscono o no?”

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Viviamo un tempo strano. Tutti devono poter parlare di immunologia, infrastrutture, ingegneria aerospaziale. Ma di calcio? Di calcio no: solo gli “addetti ai lavori”. Meglio se maschi. Bianchi? Di una certa età. Che abbiano giocato. Vinto?
Ognuno faccia il proprio lavoro: i tifosi paghino e battano le mani. Meglio all’unisono, grazie.
Le donne facciano quello che possono, senza esagerare. Tanto a un bel sorriso si perdona tutto. Per fortuna, a volte, perfino l’essere capaci.

Caressa ha detto una cosa di una semplicità estrema, l’altra sera, al “Club”; eppure, contemporaneamente, rivoluzionaria. Se il procuratore di Icardi fosse stato un uomo – procuratore e, insieme, compagno di vita – la sovrapposizione dei ruoli sarebbe stata altrettanto inappropriata. Nessuno si è sentito di raccogliere tale sconvolgente provocazione. Già è difficile avere a che fare con le donne, ora non esageriamo!
Eppure il passaggio era fondamentale: l’elemento di genere non è influente. Si parla di persone, professionisti competenti. E allora la domanda diventa: le” donne del calcio” sono competenti?

Le generalizzazioni sono sempre errate (compresa la presente), ma si possono riconoscere delle tendenze. Figlie di luoghi e di tempi. Pertanto, è il caso di concederci un breve “riassunto delle puntate precedenti per coloro i quali siano nati ieri”.

C’è stato un tempo in cui il calcio era roba per maschi. Lo giocavano i maschi. Lo guardavano i maschi. Lo sognavano, come lavoro, carriera, i maschi. Pertanto, ne parlavano i maschi.
Poi, tra maschi, ci si è ricordati che anche l’occhio vuole la sua parte. E si è introdotta la bonazza di turno.

 Ma la società – grazie al cielo – a volte si evolve. E qualcuno ha ben pensato – in un mondo in cui si stava provando a far dire due cose sulla pace nel mondo perfino a Miss Italia – che magari ci si sarebbe potuti concedere un colpo di teatro: donne che parlano di calcio.

E’ probabile che l’equivoco sia sorto a questo punto. Intere generazioni di donne dall’intelligenza straordinaria erano cresciute con genitori  che pensavano che il pallone non fosse roba per loro. E che dovessero a tutti i costi pettinare le bambole.
Anche le migliori, dunque, curiose, determinate, si sono scontrate con una triste realtà: ciò che mastichi fin da piccolo ti entra sotto pelle. Lo studio serve, è fondamentale, ma l’imprinting ti dà un quid in più. Quel quid che resta gap tra chi ha potuto godere di un’educazione calcistica dai primi anni di vita e chi no. Poche avevano avuto una educazione “non sessista” in questo senso.

Ecco, dunque. C’è stato un tempo. Poi c’è oggi.
Perché nel frattempo sono accadute delle cose. E’ accaduto che, quando per strada prendevamo a calci una lattina, mamma non ci dicesse più che non fosse “da signorina” ma solo che non fosse educato. Al parco, giocavamo a pallone. E la domenica potevamo vedere la partita con papà.

Insomma, noi   trenta – quarantenni, siamo cresciute come Collovati qualche anno prima: guardando il calcio, giocandolo, sognando di diventare un campione.
Con quell’imprinting che fa sì che – oggi – le differenze culturali e di competenza in materia si siano azzerate.
Le affermazioni di chi dice che le donne non capiscano di calcio, più che sessiste, oggi, sono vecchie.
Che ne dite, allora: lasciamo perdere il passato e riprendiamo a parlar di pallone?

 

Fonte: Corriere dello Sport, in data 19.02.2019

Valeria Biotti trasmette, inoltre, sulle frequenze  di Centro Suono Sport 101.5 FM

Lunedì, mercoledì, venerdì (ore 14 – 16): “Io sto con Centro Suono Sport”

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