Ecco l’ItalRoma: in regia l’idea è Locatelli

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I giallorossi monitorano l’ex del Milan, rigenerato dal Sassuolo. Occhi puntati anche su Mancini e Belotti

Se il futuro di Di Francesco e di Monchi è ancora tutto da definire in base ai risultati e alle volontà personali (non è un mistero che il d.s. sia concupito dall’Arsenal e lusingato in patria dal Siviglia), alcune linee guida non dovrebbero cambiare. Ovvero: spazio ai giovani e agli italiani. In questo senso, come riporta Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport, uno dei primi ruoli che a Trigoria vorrebbero coprire è quello del regista.

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E così il club sta seguendo Manuel Locatelli, 21 anni, che in estate il Milan (dove è cresciuto, esordendo in Serie A a 18 anni) ha ceduto in prestito con obbligo di riscatto al Sassuolo per circa 12 milioni che potrebbe diventare un punto di riferimento per il centrocampo. Resta sempre d’attualità, infatti, il monitoraggio sul 22enne difensore Gianluca Mancini dell’Atalanta (la richiesta al momento è di 25 milioni) e quello sul 25enne centravanti Andrea Belotti del Torino, anche se questa si tratterebbe di una operazione assai complessa innanzitutto per la clausola di rescissione (cento milioni) e poi per la concomitanza che dovrebbe esserci con la cessione di Edin Dzeko, il cui contratto scadrà solo nel 2020. Tornano a circolare voci su nomi più o meno stimati come Faggiano, Mirabelli e altri ancora.

FONTE   M. CECCHINI

Sarri: “L’incontro con Baldini? Una bella caz*ata”

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Il tecnico del Chelsea: L’ultima volta che l’ho sentito era in Sudafrica quindi è impossibile”

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Le indiscrezioni riportate ieri da alcuni quotidiani secondo i quali Maurizio Sarri avrebbe incontrato Franco Baldini, consigliere di Pallotta, che gli ha proposto la panchina della Roma per la prossima stagione, sono smentite dal tecnico dei Blues il quale al termine della partita del match vinto contro il Malmoe in Europa League ha detto: “Impossibile, io ho un contratto con il Chelsea per il prossimo anno e non posso sentire nessuno. Franco Baldini l’ultima volta che l’ho sentito era in Sudafrica e penso sia ancora lì, quindi impossibile per me incontrarlo. E’ una bella caz*ata” le parole del tecnico all’emittente inglese btsport. Poi sulla partita disputata contro il Malmoe che ha sancito la qualificazione agli ottavi di Europa League: “Dobbiamo vincere per superare i problemi. All’inizio con il Malmoe abbiamo sentito la tensione, ma mi è piaciuta la reazione dei calciatori. La finale con il City? Ci stiamo pensando da due settimane“.

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El Shaarawy: “Non voglio ancora parlare di stagione della maturità. Zaniolo? Gli do qualche consiglio”

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Stephan El Shaarawy, attaccante della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni a DAZN in vista del match contro il Frosinone. In attesa della pubblicazione integrale dell’intervista, di seguito uno stralcio delle dichiarazioni del Faraone, che ha commentato il suo momento di forma (gli manca un gol per toccare il suo record personale in Serie A):

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«Però non voglio parlare di stagione della maturità, preferisco non sbilanciarmi perché nel calcio le cose cambiano da un momento all’altro»

Poi si passa al compagno di squadra Zaniolo: 

«Gli do qualche consiglio extra-campo, per aiutarlo a gestire questi cambiamenti».

Si cambia radicalmente argomento quando gli viene chiesto di commentare le polemiche sulla vittoria diMahmood (che con El Shaarawy condivide le origini egiziane) al Festival di Sanremo: 

«Certe polemiche non dovrebbero neppure esistere».

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Roma, un esame lungo tre mesi..ennesima rivoluzioni

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– In bilico a Trigoria, come nel resto d’Italia. Anche a Milano e Torino, addirittura sponda Juventus. In ogni società, e quindi anche nella Roma, ogni ruolo è in discussione, ovviamente legato al raccolto stagionale. In palio c’è il futuro dei singoli che si giocano il posto: direttore sportivo, allenatore e giocatori. L’esame, per gran parte delle squadre di serie A, è lungo tre mesi, quelli che mancano alla fine del campionato: ultima giornata il 26 maggio. In teoria è possibile anche posticipare la scadenza: il 29 maggio c’è la finale di Europa League e il 1° giugno quella di Champions (la Coppa Italia, invece, si assegna il 15 maggio). Pallotta, come è successo alla fine di ogni annata e come ha spiegato anche recentemente al suo management, è pronto a intervenire prima dell’estate, scegliendo in prima persona, e sempre ascoltando il consulente Baldini, chi confermare e chi allontanare.

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PATTO VULNERABILE Sotto osservazione, e ormai da tempo, Monchi e Di Francesco. Il presidente, come ha spesso fatto capire nei suoi interventi da Boston, non è soddisfatto dal rendimento della squadra in questa stagione. Il 5° posto in campionato, con i 13 punti lasciati per strada contro i club di bassa classifica, non gli va giù. E si prepara, dunque, a chiedere il conto sugli investimenti della scorsa estate che non hanno migliorato la rosa, sui 31 infortuni muscolari che sono finiti al centro del dibattito pure oltreoceano e sulle prestazioni altalenanti da agosto ad oggi. Il ds sa che le operazioni di mercato non hanno convinto la proprietà Usa: quelle in entrata e non certo le dismissioni eccellenti, con relative e ottime plusvalenze, di Alisson, Nainngolan e Strootman. L’allenatore, invece, è nel mirino dal ko del 23 settembre contro il Bologna al Dall’Ara. D 5 mesi, dunque, con Baldini che contattò Paulo Sousa. Il 30 gennaio, dopo l’umiliante 7-1 del Franchi nei quarti di Coppa Italia contro la Fiorentina, bastò l’«ask Monchi», inviato ai media da Boston, per definire la posizione di Pallotta. È toccato ancora allo spagnolo salvare il tecnico. Ma Monchi e Di Francesco, senza mettere in discussione l’alleanza siglata nel giugno 2017, hanno capito in quelle ore che pedalare in tandem pure nella nuova stagione, con il presidente di traverso, sarebbe stato complicato.

ENNESIMA RIVOLUZIONE Dal destino del ds e dell’allenatore, comunque, dipende la Roma che verrà. Monchi potrebbe decidere autonomamente di chiamarsi fuori, scegliendo di ricongiungersi ad Emery e di passare quindi all’Arsenal. Meglio Londra del ritorno a Siviglia dove lo vogliono da presidente. Tra i possibili eredi rimane in corsa Mirabelli. Di Francesco, forte del contratto fino al 2020, aspetta che escano allo scoperto Pallotta e Baldini. Il 4° posto dovrebbe bastare per restare a Trigoria. Ma avrebbe sicuramente più chance in caso di promozione ai quarti di Champions. I giocatori, invece, non possono avere al momento alcuna certezza. In particolare i big. La difesa, ad esempio, andrà rinnovata. Manolas ha un prezzo con la clausola da 36 milioni e quindi nessuno può garantirne la permanenza in giallorosso, gli altri sono appesi alle performance dei prossimi 94 giorni. Da Florenzi a Kolarov, da Fazio a Jesus, da Santon a Marcano. Ognuno deve dare garanzie al club. Già bloccato Mancini dell’Atalanta. La verifica è quotidiana, in allenamento e in partita. Ne sa qualcosa De Rossi che, dopo lo stop di 3 mesi abbondanti, deve valutare se è il caso di continuare a giocare o no. Nzonzi, invece, potrebbe chiedere di essere ceduto in Inghilterra. Il regista è la priorità: Sensi o Locatelli del Sassuolo, anche perché per Tonali la richiesta del Brescia è esagerata. I giovani della rosa sono (quasi) al sicuro. Non solo Cristante e Zaniolo, anche Pellegrini, nonostante sia accompagnato nella sua avventura da quei 30 milioni invoglianti di clausola, e Karsdorp che sembra in ripresa. L’attacco, come la difesa, va rivisitato. Se resta Dzeko, bisogna prendere il vice. Di ruolo. Se parte il centravanti, serve il titolare. Probabile il ritorno di Perotti in Argentina, Under è uomo mercato e bisogna vedere se spingerà per andarsene. Kluivert è ancora da decifrare, Schick l’interrogativo, Pastore il flop.

FONTE    IL MESSAGGERO – TRANI

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