Guardiola vuole De Rossi come allenatore nelle giovanili del Manchester City

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Daniele De Rossi tentato dalla Premier League. Secondo quanto riporta Tuttosport, Pep Guardiola vorrebbe il capitano giallorosso all’Academy del suo Manchester City come allenatore nelle sezioni giovanili. Il numero 16, a causa dei problemi fisici, starebbe meditando di ritirarsi già a fine stagione o, al più tardi, il prossimo anno.

FONTE   TUTTOSPORT

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Pallotta ha scelto Petrachi per il dopo-Monchi

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Il club giallorosso è alla ricerca di un nuovo direttore sportivo dopo l’addio di Monchi. Secondo quanto si legge su La Stampa, James Pallotta avrebbe individuato il sostituto dell’ex Siviglia: si tratterebbe di Gianluca Petrachi. Il braccio destro di Cairo ha un contratto con il Torino fino al 2020 ma sarebbe già stato contattato dalla Roma.

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Olsen, c’è nuova vita dietro il muro che gli ha costruito mister Claudio

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 – Ora non ha più scuse. Perché se con Di Francesco ci poteva essere l’alibi di una difesa alta (anche se negli ultimi tempi Eusebio ne aveva abbassato il raggio d’azione) e più esposta agli attacchi avversari, adesso con Ranieri anche questa attenuante viene meno. Difesa bloccata con tre centrali su quattro elementi nella prossima trasferta di Ferrara: più protetto di così, Olsen non può sperare. In un assetto del genere, con il Copenaghen, nella stagione 2016-17, non incassò reti in 27 partite, 19 in campionato, record in Danimarca. A Trigoria si accontenterebbero di molto meno. Perché la buona sorte che accompagna il portiere svedese rischia di non bastare più. Dopo l’acuto nel match contro il Bologna, le incertezze continuano a ripetersi. E se in stagione quelle più clamorose non sono (quasi) mai state influenti sul risultato finale (le ultime della serie: il momentaneo vantaggio di Ciano a Frosinone, il 3-0 di Cataldi al derby, il gol annullato a Krunicl’altra sera, con una parabola che tutto sembrava fuorché irresistibile) minano comunque la fiducia dei compagni.

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NUOVA VITA – Non è un caso che appena arrivato, il tecnico di San Saba – anche pubblicamente – si sia preso un momento di riflessione: «Chi gioca in porta? Vediamo». Poi ha scelto Olsen che tuttavia anche control’Empoli non ha convinto. Quello che sorprende del gigante svedese è l’involuzione che lo ha portato negli ultimi match a non azzardare mai le uscite. Nemmeno quando il pallone vaga ad altezza uomo nell’area piccola del portiere, territorio di sua completa competenza. Nella corsa alla Champions, la Roma ha necessità di registrare la difesa (attualmente è la decima del torneo: 37 reti subite in 27 gare). Ranieri lo sta facendo sia attraverso le scelte sia chiedendo ai difensori di giocare meno il pallone. Ora, però, serve che Olsen regali tranquillità ai compagni di reparto. Facendo quello che sa fare meglio: parare il parabile. Anche perché Mirante è pronto. E continua a lavorare sapendo che prima o poi potrebbe arrivare la sua occasione.

IL MESSAGGERO – CARINA

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Ranieri tiene la Champions sotto coperta

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– Claudio Ranieri entra in campo e ancora non ne trova molti sani, ma qualcuno in più rispetto alla scorsa settimana sicuramente lo avrà a disposizione per la sfida di domani a Ferrara (Dzeko eFazio, ad esempio). Ma ogni giorno ce n’è una: Kolarov e Zaniolo non sono ancora pronti. Ed ecco che, quando in conferenza stampa ipotizza la presenza di Jesus al posto di Aleksandar, torna a tutti in mente quando, alla sua prima sulla panchina della Roma, a Siena dieci anni fa, schierò Burdisso come terzino sinistro. Un centrale sulla fascia, esperimento già visto da queste parti proprio con Jesus: ce lo ha messo Spalletti, lo ha fatto anche Di Francesco (che lì ha schierato una volta anche Marcano) e lo farà anche sor Claudio.

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PRIMA DIFENDERE – Il concetto della difesa bloccata, in questo momento, dà alla squadra più certezze. «Non dobbiamo prendere gol, perché uno, prima o poi lo facciamo», va ripetendo Ranieri. E’ una struttura di squadra provvisoria, come detto spesso in questi giorni, solo per far passare la nottata. E la nottata finisce proprio aFerrara, perché poi ci saranno la sosta, più tempo per svuotare infermeria e per provare altro tatticamente. In quei giorni Ranieri penserà a qualcosa di diverso, come ha già preannunciato, ad esempio, studierà l’ipotesi di inserire un trequartista dietro le due punte. Ma intanto i punti servono ora, quelli di Ferrara sono indispensabili.Ranieri vuole una squadra compatta, con due blocchi di granito: uno difensivo e uno offensivo. I tre centrali su quattro che comporranno la linea difensiva (Fazio, Marcano e Jesus) consentono alla squadra di non soffrire l’unocontrouno e di non trovarsi scoperta sulle ripartenze avversarie. Santon – pare – è il quarto, preferito aKarsdorp, al quale piace più attaccare, per sua stessa ammissione. «Non contano i sistemi di gioco, ma che i ragazzi si riconoscano nelle loro posizioni e che possano fare il meglio. E’ importante che la squadra sia compatta e abbia equilibrio. E che giochi libera», le parole di Ranieri, che ha anticipato la conferenza stampa, che invece della vigilia è diventata dell’anti-vigilia. Così oggi e domani.

AVANTI E TACCOLA – Il blocco offensivo comprenderà 4 attaccanti e due centrocampisti. Facendo un po’ di numeri, possiamo parlare di un 4-4-2 (o 4-4-1-1) o 4-2-4. Gli esterni, El Shaarawy e Kluivert (o Zaniolo) avranno il compito di stare bassi e ripartire, sfruttando il campo che verrà concesso e poi là davanti Schick eDzeko dovranno pensare a non mancare le occasioni. Il pressing alto? No, zero. Perché la squadra non è in condizione e uno sforzo di troppo potrebbe essere fatale a gente che viene da ricadute o vecchie noie muscolari, vedi Perotti, Schick, Dzeko, lo stesso El Shaarawy. A Ferrara – tanto per essere un po’ retorici – serve una Roma testaccina, tutto cuore e romanismo (a proposito di romanismo, domani il nome di Taccola – a cinquant’anni dalla scomparsa – comparirà sulla manica sinistra della Roma, Ranieri con Giuliano ha condiviso una brevissima parte della carriera). «Bisogna stare attenti, i giocatori possono farsi male e un po’ sono anche ansiosi. Sapendo che molti hanno problemi fisici devo stare attento per evitare che i piccoli problemi diventino grandi problemi». Per ora ci si arrangia, poi si vedrà. L’unica missione è il risultato.

FONTE    IL MESSAGGERO – ANGELONI

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ElSha 10. Bomber a sorpresa: “Battiamo la Spal. È ora di svoltare”

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 – Spalletti lo considerava importante, anche se si lamentava della sua di­scontinuità. Di Francesco era andato anche oltre, arrivando a definirlo in camera caritatis il suo esterno ideale, per la sua ca­pacità di attacca­re gli spazi ma saper anche aiutare in fase di­fensiva. Ranieri, invece, la prima cosa che ha fatto – terminata la partita vinta con l’Empoli – è stata quella di fargli i complimenti. Ma non per il gol segnato con cui ha aperto le danze, ma per tutte quelle corse e quei recu­peri che hanno permesso alla squadra di essere compatta in fase difensiva e di rifiatare nel finale. Stephan El Shaarawy così oggi vive probabilmente il suo momento migliore da quando è alla Roma. (…)

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(…) Che poi El Shaa­rawy sia davvero carico lo ha dimostrato anche ieri, parlan­do a Roma Tv. «I nove gol sono un traguardo importante, la voglia è di arrivare in doppia cifra – dice il Faraone –. La cosa più importante, però, è aver trovato la continuità, che pri­ma mi mancava un po’. Manca­no ancora due mesi, bisogna essere concentrati e fare il me­glio per me e per la squadra». Ad iniziare proprio da Ferrara, dove Stephan dovrà fare l’esterno a sinistra con due compiti: aiutare in fase difensiva ed alzarsi in quella offensiva, per andare a da­re una mano alla coppia d’attacco formata da  e Schick. «Quella con la Spal è una gara che dobbiamo vincere – continua – Anche se non sarà facile, loro vengono da due sconfitte e lottano per salvarsi. Metteranno in campo tanta rabbia, ma a noi servono i tre punti». (…)

FONTE  LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Ranieri: “Roma senza paura”

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– Era una Roma responsabilizzata dalla crisi quella che a fine ottobre perdeva la prima di campionato all’olimpico contro la “piccola” Spal, creando un (nuovo) vortice di dubbi intorno a Di Francesco, consapevole all’epoca di non aver curato tutte le ferite nonostante il ciclo di 4 vittorie consecutive, derby compreso, che aveva ridato animo a società ed ambiente dopo il ritiro punitivo.

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Quella di oggi è una Roma altrettanto fragile, per certi versi, ma sbloccata dalla vittoria all’esordio-bis di Ranieri: “Voglio una squadra libera da condizionamenti. Dalla Roma ci si aspetta sempre tanto, io sono arrivato qui dopo due sconfitte consecutive ed è logico che senza giocatori importanti in campo, mettendo dentro quelli che non sono abituati a giocare insieme, io debba dirgli: ‘Giocate senza paura, anche se sbagliate non mi interessa’”. Gli errori non sono, difatti, spariti e, dovendo ricominciare da capo (o quasi) con metodi, modulo e modi del nuovo allenatore, i compiti a casa sono raddoppiati. “La squadra – sottolinea Ranieri nella conferenza stampa all’anti-vigilia del match con la Spal – ha risposto sufficientemente bene sulle prime cose che gli avevo chiesto. Non posso pretendere molto di più in questo momento, cambiando è logico che non viene fatto tutto come vorrei, ma vedo una buona predisposizione e molta concentrazione nel cercare di fare le cose che chiedo”.

La buona notizia è che il tecnico viene ascoltato, ha aperto fin da subito un dialogo diretto con ogni singolo calciatore e ha caricato tutti a Trigoria, la cattiva è che non ha la bacchetta magica e anche domani la Romapotrebbe non essere perfetta, non come la vorrebbe lui almeno. Comprensibile dopo una sola settimana insieme. E allora si punterá tutto, ancora una volta, sul risultato da portare a casa a tutti i costi per continuare ad inseguire la Champions in questa giornata che presenta il derby milanese. I giallorossi giocano prima delle rivali per il 4o posto e dovranno mettere pressione a Inter e Milan. Il precedente più recente con la Spal non incoraggia, finì 0-2 all’Olimpico lo scorso 20 ottobre, e non sono così positivi neppure i trascorsi a Ferrara: solo 4 successi in 16 partite, 9 vinte dai padroni di casa. La Roma in trasferta puó poggiarsi sul miglior Dzeko, che spera di regalarsi un gol per il compleanno, potendo contare su Schick che gli farà da spalla: “Non importano gli schemi di gioco, l’importante è che possano fare il meglio insieme, senza far perdere equilibrio alla squadra”.

In questo senso verrà fatta la scelta degli esterni, che “si fa in base agli avversari e a come stanno i giocatori”. Kolarov e Zaniolo non al massimo, “non si sono ancora allenati con me e mi lasciano dei dubbi”, Under “continua il suo protocollo di recupero, lo vedo solo negli spogliatoi e spero di riaverlo pronto dopo la sosta”, in generale un gruppo che non è l’immagine della salute e scende in campo condizionato e un po’ frenato: “Se i giocatori si fanno male e sono un po’ ansiogeni di carattere, bisogna stare attenti. Io devo fare in modo che i piccoli problemi non diventino grandi”. Spera piuttosto di far crescere chi ha subito un involuzione inspiegabile, comeFazio: “Lui è un pezzo da novanta. Ci sta che per una parte di campionato non renda, ma sono convinto che possa far bene con me”. Sarà uno dei due centrali a dover domare Petagna e compagni domani: “La Spal è molto abile nel trovare la soluzione e prenderti in velocità. Cercheremo di stare accorti, attenti e compatti”. Per la Champions e in memoria di Taccola, morto il 16 marzo 1969 per un attacco cardiaco: la Roma lo ricorderà con una patch sulla maglia con scritto “Giuliano”.

FONTE    IL TEMPO – MENGHI 

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Kolarov e Zaniolo recuperano

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 – I problemi della Roma si riflettono nelle scelte delle nazionali e puó succedere che un campione del mondo come Nzonzi venga lasciato a casa dalla Francia e che Under, bloccato in infermeria da due mesi, rinunci alla Turchia per provare a guarire.

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La pausa sarà utile a molti, De Rossi, Manolas, Pellegrini, Pastore (verso un nuovo forfait) dovrebbero tornare disponibili contro il Napoli, Ranieri confida quantomeno di recuperare Zaniolo e Kolarov per la trasferta di Ferrara. Il 19enne ha mandato segnali positivi nell’allenamento di ieri, ha lavorato per la maggior parte del tempo con il gruppo e sarà abile e arruolabile, mentre ci sono più dubbi sul terzino che ha un fastidio e una cicatrice al flessore e dovrebbe essere sostituito da uno tra Jesus e Santon, in ballottaggio anche sull’altra fascia con Karsdorp data la squalifica di Florenzi. Perottiè affaticato e acciacato, la rifinitura sarà decisiva per capire se sarà almeno in panchina. El Shaarawy c’è ed è carico: “Voglio andare in doppia cifra”.

FONTE    IL TEMPO – MENGHI 

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La rivoluzione di giugno

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 – Probabilmente, la Roma cambierà completamente volto al termine di questa stagione. All’indomani dell’eliminazione dalla Champions League, il club capitolino ha deciso di esonerare Di Francesco e lasciar andar via il ds Monchi ma non solo. La società ha salutato anche il medico sociale Del Vescovo dopo 7 anni e diversi fisioterapisti. 

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A giugno, quindi, ci saranno tanti cambiamenti. Si dovrà sostituire in blocco lo staff sanitario che nelle ultime stagioni non è parso una risorsa, visti i tanti infortuni e le ricadute subite dai giocatori ma non sarà l’unico tassello del puzzle da dover ricomporre. 

Per ora, alla guida tecnica è stato chiamato l’esperto Claudio Ranieri per risollevare una situazione decisamente difficile. Il tecnico romano ha accettato di allenare i giallorossi più per amore che per guadagno, visto che al termine del campionato sarà quasi sicuramente sostituito. Chi prenderà il suo posto?

Questo è uno dei quesiti più interessanti che si stanno ponendo addetti ai lavori e gli stessi tifosi ma ancora non è chiaro neanche dalle parti di Trigoria. E’ di oggi la notizia dei contatti avviati con Maurizio Sarri, attualmente trainer del Chelsea che difficilmente potrà privarsi dell’ex Napoli, anche a causa del blocco del mercato sino ed incluso gennaio 2020. Le soluzioni alternative parlano di 2 mister emergenti come Marco Giampaolo e Gian Piero Gasperini. Il primo non ha mai avuto esperienze in grandi squadre e sarebbe chiamato a fare un salto di qualità che in questo momento non può esser garantito: vincere un trofeo che manca da 11 anni nella bacheca della Roma. L’allenatore dell’Atalanta, invece, ha avuto un breve passato all’Inter ma non è certo ricordato in maniera positiva dai tifosi nerazzurri. Tutte e 3 le soluzioni proposte hanno come peculiarità quella di far giocare bene le proprie squadre ma con moduli completamente diversi e sarà quindi importante capire se il mercato sarà fatto col suggerimento del nuovo allenatore o se la dirigenza farà una campagna acquisti-cessioni “indipendente”. 

Ecco l’altro punto cruciale. Chi sarà il nuovo direttore sportivo? Frederic Massara è stato promosso dopo l’allontanamento di Monchi ma sono in molti a credere che non sarà l’ex braccio destro di Walter Sabatini colui che eseguirà il prossimo calciomercato in casa Roma. Suggestiva è proprio la proposta di far tornare l’attuale dirigente della Sampdoria magari in coppia con l’attuale ds blucerchiato Osti con un passato laziale non entusiasmante. L’idea Giuntoli è già stata accantonata dal rinnovo contrattuale del ds partenopeo ed a questo punto si guarda anche a soluzioni estere che però non convincono pienamente, anche vista la recente parentesi Monchi. Si pensa allora all’attuale direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio ma anche lui non è che abbia incantato negli anni interisti. Un altro nome “spendibile” è quello di Gianluca Petrachi del Torino. Il ds granata ha il contratto in scadenza nel 2020 ma una proposta allettante della Roma potrebbe farlo vacillare e lui ha fatto piuttosto bene con le possibilità economiche messe a disposizione dal patron Urbano Cairo. 

C’è un però a tutte queste suggestioni o idee ed è Franco Baldini. L’attuale consigliere “occulto” che vive tra Londra ed il Sudafrica è il più stretto collaboratore di James Pallotta ed il presidente della Roma si fida molto del giudizio dell’ex ds giallorosso. Sarà probabilmente lui a dare l’ultima parola o l’altra anima del club che risponde al nome di Francesco Totti avrà voce in capitolo? 

L’ex capitano storico della Roma è stato il vero deus ex machina per il ritorno di Claudio Ranieri sulla panchina capitolina e potrebbe esser lui a suggerire anche il nome del prossimo tecnico, che avrebbe così un riconoscimento fondamentale anche agli occhi dei supporters romanisti. 

FONTE  MASSIMO DE CARIDI

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Monchi vuole Nzonzi all’Arsenal. La Roma punta su Tonali

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ULTIME CALCIOMERCATO ROMA – Potrebbe essere già agli sgoccioli l’avventura di Steven Nzonzi nella Roma. Il centrocampista francese non è riuscito ad ambientarsi: le sue prestazioni non hanno convinto del tutto e il pubblico non si è innamorato di lui.

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Nel futuro di Nzonzi, che ha perso anche il posto tra i convocati di Deschamps nella Francia, potrebbe esserci l’Arsenal: gli inglesi lo volevano già l’anno scorso, e ora che Monchi sta per diventare ds dei Gunners i discorsi potrebbero davvero riaprirsi.

La Roma non farà di certo carte false per trattenerlo. Anzi, i giallorossi, scrive oggi Leggo, stanno accelerando per avere Sandro Tonali, centrocampista del Brescia su cui il club capitolino vuole costruire la mediana del futuro. Per la porta invece l’obiettivo numero uno è Cragno del Cagliari.

Fonte: Leggo

Valeria Biotti..La Pancia del Tifoso – “Buttiamo il cuore oltre l’ostacolo”

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Siete maledettamente bravi. Quando va detto, va detto.
E, allora, ecco: nelle ultime ore, siete stati maledettamente bravi.
Alle battute finali di una stagione parecchio indigesta, il colpo di genio. Altro che “operazione a coda di gatto maculato”, altro che doppio carpiato ritornato: qui siamo di fronte ad un’opera di alta psico-ingegneria. Ranieri. Per tre mesi. Per dodici partite. Senza dubbi o imbarazzi su un possibile rinnovo, senza questioni di soldi, senza condizioni: Ranieri.
Perché se il progetto Roma, in questo momento, non appare così “serio” (cit. Mister Ranieri stesso), tre mesi di scalcagnata cavalcata sono proprio quello che ci vuole. Senza ironia, in tutta onestà.

L’amaro dell’esonero di Eusebio Di Francesco, a marzo (a marzo!), improvvisamente fa digerire ogni peso sullo stomaco, i lividi degli schiaffoni passati e l’ansia per i pericoli futuri.
Ranieri. Mi sveglio la mattina e, ancor prima del caffè, mi sento pronta a tutto. Mi sento pronta ad un orrendo 442, ai lancioni lunghi, all’arrocco e al contropiede. Mi sento pronta ad una Roma sporca, anzi – visto che si torna a parlare la lingua “de casa nostra” – dichiaratamente zozza.

Mi sento perfino pronta a considerare il quarto posto come un obiettivo a cui tengo, che improvvisamente voglio, davvero. E non per la Champions, non per i conti, nemmeno per non vendere i giocatori. Lo desidero come cosa in sé. Ho voglia di considerare queste dodici partite come un campionato che parte oggi. Come una competizione breve da affrontare con questa sorta di strano instant team che è la rosa della Roma; discutibilmente assortita, certo, ma che potrebbe riservare sorprese. Ecco, ho voglia di lasciarmi stupire. Non per nove interi mesi, non per una stagione. Per uno scampolo, meritato e leggero.

Se consideriamo questa coda di Serie A come avventura inedita, iniziata lunedì sera – con Roma Empoli punto d’origine, anno zero – allora improvvisamente tutto si può fare. E la corsa al quarto posto, contro Inter, Milan e via le altre, assomiglia straordinariamente all’impresa di vincere la Premier con il Leicester. Con lo spogliatoio trasferitosi in infermeria, con ragazzini immaturi e vecchi reduci duri a morire. Con il look alla Nils Liedholm e calciatori che, uno per uno, ci devono un grosso riscatto. Con una squadra che è chiamata ad essere operaia. Proprio come quel Leicester fatto di ragazzi-nessuno, umili e festaioli, uniti e fomentati.
Ranieri. Tre mesi. Senza chiedere oltre, senza bruciare né lui né noi in un’avventura più lunga di una corsa a perdifiato; come quella che si improvvisa tra amici fuori forma che trovano un pallone mezzo sgonfio, una sera, sulla spiaggia.

Intanto, allora, corriamo, sudiamo; senza risparmiarci. Poi, a maggio, col fiatone e i dolori da acido lattico, ci diremo se vogliamo diventar grandi. Una volta per tutte o per un anno. Intanto, però, almeno, per tre mesi, ci saremo divertiti. Non per il bel calcio, non per grandi cose. Ma per il gusto di risentirci un istante noi, a cercare di buttare la palla in rete e il cuore – che torna, per un istante, a battere forte – oltre l’ostacolo.

Fonte: Corriere dello Sport, in data 14.03.2019

Valeria Biotti trasmette, inoltre, sulle frequenze  di rete sport  14.200

dal lunedi al sabato

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