L’effetto Conte è arrivato a Trigoria. Ed è pure gratis

Se lo vedremo in futuro non si sa, ma l’ex allenatore del Chelsea sta trasmettendo grande armonia

Se lo vedremo in futuro non si sa, ma nel presente ha già dato i primi frutti. L’”effetto Conte” – quella sorta di spinta magica e inesorabile che trasmette la forza di vincere, trasforma giocatori in crisi in giocolieri, mette pepe a titolari e panchinari – sembra già aver conquistato Trigoria, con squadra e dirigenti in primis e tifosi esultanti all’Olimpico o sui social. Si scherza, ma fino a un certo punto. Come riporta Il Corriere della Sera, da dieci giorni l’unico tema che sembra interessare i romanisti è il futuro di Antonio Conte, l’unico motivo per seguire le partite è capire chi possa far parte del prossimo 11, indipendentemente da una corsa Champions che fino a un mese fa sembrava vitale e oggi – parole di Totti – diventa ininfluente nella scelta del prossimo allenatore. Una sbornia collettiva che poco ha a che fare con il buon andamento della Roma in campo, ma molto aiuta Ranieri a lavorare senza troppe pressioni, i giocatori a pensare al campo più che a un mercato ancora tutto da decidere, i tifosi a sognare. Per questo viva Conte se ci sarà e se non ci sarà. Il suo lo sta già dando. E pure gratis.

FONTE  CDS

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Idea Aquilani: tornare a casa, dopo dieci anni

Alberto potrebbe partire da un ruolo nelle Giovanili, come fece Montella: Under 16 o nello staff della Primavera

Dieci anni fa, a Trigoria, Alberto Aquilani aveva capito che sarebbe stato il pezzo pregiato del mercato da cedere per salvare le casse della società. Aveva provato, a volte con rabbia e altre con lacrime, a dire no, ma poi quando lo aveva cercato il Liverpool e la Roma gli aveva fatto capire che la sua cessione non era solo necessaria, ma prioritaria, aveva accettato. Da quel momento non è più rientrato, anche se di quei giorni in molti, a Trigoria, ricordano alcune parole: “Magari un giorno tornerò”. Quel giorno, forse, potrebbe essere arrivato. Come scrive Chiara Zucchelli su La Gazzetta dello Sport, nell’ottica di una possibile ristrutturazione del settore giovanile giallorosso, che potrebbe e dovrebbe arrivare a fine stagione, Aquilani sembra destinato ad entrare nel vivaio giallorosso. Lo stesso che, appena ragazzino, lo ha lanciato nel grande calcio. Aquilani ha smesso con il calcio giocato e sta cercando di capire la sua strada. Talento immenso, una carriera spesso frenata dai problemi fisici, in Italia ha giocato, oltre che con la Roma, con la Juventus, il Milan, la Fiorentina e il Sassuolo, e da un anno è tornato a vivere nella capitale. Una moglie, l’attrice Michela Quattrociocche, due figlie, Aurora e Diamante, nella Roma potrebbe allenare l’Under 16 oppure far parte dello staff della Primavera di De Rossi. Ha preso il patentino Uefa B, dice che gli piacerebbe fare l’allenatore ma sa perfettamente che la teoria è una cosa e la pratica un’altra. Intanto, Aquilani ha acquistato la società in cui ha iniziato, la Spes Montesacro, e si diverte a lavorare con i bambini. A Trigoria è di casa, di Totti nel corso degli anni è diventato amico stretto. Con Bruno Conti i rapporti sono rimasti ottimi e se lui davvero dovesse, una volta rinnovato il contratto, tornare ad avere un margine operativo nel vivaio, allora Aquilani potrebbe per certi versi ripercorrere la carriera di Vincenzo Montella, diventato allenatore proprio per intuizione di Conti, che gli affidò i Giovanissimi. I condizionali, in questa storia, sono ancora d’obbligo, perché accordi scritti non ce ne sono e proposte ufficiali neppure, contatti invece sì. Un’altra veste in cui potrebbe vedersi è quella di opinionista tv: da qualche mese ha aperto un suo profilo ufficiale su Instagram, dove si racconta come marito e papà ma anche, e soprattutto, come ex calciatore che mette a disposizione dei più piccoli la sua esperienza, e non ha problemi, se invitato, ad andare in televisione. La sensazione, però, è che il richiamo dell’erba sia troppo forte: gli scarpini li ha tolti, ma Aquilani ha voglia di tornare ad indossare la tuta. Se poi fosse quella giallorossa, l’amore di una vita, tanto meglio.

FONTE   C. ZUCCHELLI

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La vita di Francesco Totti diventa una serie televisiva

 – La vita di Francesco Totti sbarca in tv. La Wildside, casa di produzione cinematografica, ha deciso di acquisire dalla Rizzoli i diritti per la tv del libro ‘Un Capitano’, l’autobiografia dell’ex calciatore. Il progetto è di farne una serie televisiva. Intanto De Rossi prova ad essere a disposizione per Genoa-Roma. La speranza è flebile, anche di rientrare nella lista dei convocati. Entro venerdì effettuerà un provino dal quale dipenderà il suo rientro o meno in gruppo. Ranieri non vuole rischiare: se non avrà garanzie, tornerà il 12 maggio contro la Juventus. Dallo stage della Nazionale a Coverciano, Riccardi sogna ad occhi aperti: “Il mio mito? Totti, sogno la sua “dieci”.Vorrei ringraziare Di Francesco per l’opportunità dell’esordio in Coppa Italia. Ora cercherò di dare il massimo e di farmi vedere dal ct”. Alberto Aquilani potrebbe tornare a Trigoria per guidare una squadra del settore giovanile.

FONTE    IL MESSAGGERO – CARINA 

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Quattro finali per Ranieri

– Mai in Paradiso. Ma conta entrarci alla fine. L’Atalanta conferma la dura legge con cui deve convivere, per suoi demeriti, la Roma quest’anno: non è mai stata tra le prime quattro in classifica alla fine di un turno di campionato. La vittoria sul Cagliari unita al ko del Milan a Torino le hanno concesso di respirare solo per due giorni l’aria di Champions, ma ieri sera, puntuale, l’Atalanta, seppur soffrendo, si è riportata avanti battendo l’Udinese. Ranieri, quindi, deve continuare a rincorrere. Ha ereditato una Roma al quinto posto da Di Francesco, con un derby appena perso in malo modo e un’eliminazione dolorosissima a Oporto, e sempre lì si trova, anche se è riuscito a ridurre a un punto il gap dalla quarta: il giorno del suo insediamento c’era l’Inter a +3 e il Milan a +4. È proprio l’armata di Gasperini ad aver recuperato più terreno – quattro lunghezze – sui giallorossi durante la gestione Ranieri, che più dei risultati ha riportato equilibri e sicurezze nella squadra. Il trend è positivo e la scia le speranze aperte, grazie a tre successi nelle ultime quattro gare e un solo gol subìto da Perisic a San Siro. Nell’altra area, poi, le cose continuano a funzionare: con 61 reti all’attivo l’attacco della Roma è il quarto migliore del campionato. Ma non basta ancora per ottenere il quarto posto. «Tutti uniti per queste quattro finali» ha scritto ieri sui social Alessandro Florenzi, affidandosi a un slogan piuttosto abusato ma calzante. Calendario alla mano, i prossimi due impegni saranno senz’altro decisivi per le sorti dei giallorossi. Prima a Marassi contro il Genoa di Prandelli, dove la doppia vittoria stagionale manca da undici anni, poi in casa contro i campioni d’Italia della Juventus, che hanno già dimostrato con l’Inter di non voler concedere regali alle rivali di sempre. Chiusura nello stadio del Sassuolo e all’Olimpico col Parma, un deja vu del 2001 quando in
palio, però, c’era una posta decisamente più grande. Per la Roma stravolta e mal gestita di quest’anno la qualificazione in Champions (sarebbe la sesta di fila) non varrebbe uno scudetto ma comunque tantissimo, per continuare a programmare in grande. Una società che non riesce ad autofinanziarsi senza ricorrere alla cessioni nell’anno in cui disputa la semifinale del torneo più ricco, figuriamoci quanta fatica farebbe a mantenere gli equilibri finanziari perdendo del tutto l’«oro» della Champions. La motivazione unisce società e allenatore, perché riportare nell’Europa che conta la Roma sarebbe un’altra perla da incastonare nella carriera di Ranieri. Un uomo che ha conquistato tutti in poche settimane a Trigoria, anche chi – e non mancavano – lo aveva riaccolto con un certo scetticismo. E i giocatori? In Champions vogliono sempre starci e per chi sa già di cambiare aria nella prossima stagione c’è comunque un premio da riscuotere come da contratti individuali e di squadra. Insomma gli stimoli sono massimi, a Trigoria si respira una nuova aria di fiducia e si punta a fare l’en-plein nelle ultime quattro «finali» per non lasciare nulla di intentato. Sulla carta potrebbero bastare anche 10 punti grazie a qualche stop preventivabile delle rivali, ma di terreno la Roma ne ha già perso fin troppo ed è vietato fare calcoli

FONTE    IL TEMPO – AUSTINI

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Domino panchine: Conte aspetta Allegri

– L’effetto domino delle panchine delle big di Serie A sta per iniziare. La Roma, a seguito dei molteplici incontri delle ultime settimane, attende una risposta di Conte, rimasto affascinato dalla proposta e dai programmi prospettati dalla società giallorossa. L’ulteriore spinta al possibile arrivo del salentino nella Capitale è rappresentata dalla figura di Petrachi, stabilmente in pole position per andare a coprire la carica di direttore sportivo del club di Trigoria, uno scenario che probabilmente porterebbe all’addio di Massara. Il dirigente del Torino, blindato per l’ennesima volta da Cairo («Si parla di un suo passaggio alla Roma, ma mi stupisce la cosa perché ha un contratto con noi e non mi ha mai parlato di questa ipotesi»), è uno degli amici più stretti di Conte e ha come obiettivo  quello di convincerlo a cedere al corteggiamento per iniziare insieme la nuova avventura. Il tecnico si è preso qualche ulteriore giorno di tempo prima di dire sì o no alla Roma, aspettando gli sviluppi legati alla panchina della Juventus. La posizione di Allegri è tutta decifrare e tra oggi e domani, giorni in cui è prevista la riunione con Agnelli, sarà tutto più chiaro e nitido. Il suo addio potrebbe dare il via al domino, con l’Inter che farebbe un tentativo per convincere Allegri ad accettare di lavorare nuovamente a Milano, sponda nerazzurra. Il livornese, più dell’ex ct, è corteggiato da Marotta, che a parole conferma ancora Spalletti: «C’è lui come allenatore per il prossimo anno. Ha un contratto, siamo sereni». Nel caso in cui arrivasse invece il rinnovo di Allegri ecco che aumenterebbero sensibilmente le chance di vedere Conte alla guida della Roma. Non resta che attendere.

FONTE    IL TEMPO – BIAFORA

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De Rossi fa gli straordinari per Marassi

– Stamattina la Roma si ritroverà sui campi di Trigoria per iniziare a preparare la sfida con il Genoa, ma in realtà c’è un gruppo di giocatori che i non si è mai fermato per provare a recuperare dai rispettivi infortuni. De Rossi, Santon e Karsdorp, più i due «volontari» Marcano e Schick, ieri hanno svolto una seduta di lavoro supplementare
in modo da arrivare il prima possibile al massimo della forma per gli ultimi impegni di campionato. Il terzino olandese si era già riunito al resto dei compagni nella rifinitura di venerdì scorso e a Marassi tornerà nella lista dei convocati. Per quanto riguarda De Rossi e Santon, le cui condizioni sono migliori rispetto al capitano giallorosso, è ancora difficile sbilanciarsi su una presenza nel match di domenica: bisognerà attendere la risposta del fisico nelle sedute della settimana. Oggi saranno assenti Zaniolo e Riccardi, impegnati nello stage dell’Italia. «E un sogno essere con la Nazionale dei grandi – le parole del classe 2001 – cercherò di fare il massimo per farmi notare da Mancini»

FONTE    IL TEMPO – BIAFORA

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Ranieri: «Qua la mano Roma, ora sei davvero guarita»

– Uno spogliatoio destabi­lizzato per le cessioni di pilastri come Alisson, Nainggolan e Strootman. Una squadra con pochissima fidu­cia in se stessa, da ricostruire partendo dalle basi e quindi dalla difesa. Ci ha messo poco, Claudio Ranieri, a capire cosa non andasse nella Roma e ha lavorato su due fronti: nello spogliatoio, cercando di rimet­tere insieme il gruppo, e in campo, dando ai calciatori un assetto più compatto. […]

«Sono andati via giocatori importanti e quando questo succede quelli che restano non sono contenti», con­ferma Ranieri. «C’è stato un po’ di disappunto interiore e i nuo­vi non sono stati molto aiutati, visto che i vecchi stavano ancora pensando ancora a quelli dell’anno precedente, come ad esempio Strootman, che aveva detto di voler restare. Sono co­se che nello spogliatoio pesa­no, adesso stanno riprendendo consapevolezza». E con questa consapevolezza la Roma sogna la Champions: «Dobbiamo es­sere uniti per agguantare qual­cosa di grande. […] Testa bassa e pedalare, per non avere rimpianti». […]

FONTE    GAZZETTA DELLO SPORT 

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Pastore ritrovato: “Grazie Ranieri”. Il tecnico su Conte: “Felice se viene”

Il Flaco: “Il mister ha chiesto cose basilari, ossia provare a non prendere gol e a giocare. Questo ci ha aiutato tanto per l’autostima”

II protagonista della vittoria contro il Cagliari ha la faccetta felice e le spalle più leggere, scrive Francesca Ferrazza su La Repubblica. E’, inaspettatamente, Javier Pastore — schierato a sorpresa da Ranieri — l’uomo-volata di una corsa Champions destinata ad arrivare all’ultimo secondo di questo tormentato campionato. “Ho avuto la sfortuna di farmi male subito, a inizio campionato, poi l’allenatore che c’era prima non mi ha preso più in considerazione, non ero un’opzione per lui. Ora ho ritrovato fiducia grazie a Ranieri, che ha capito la situazione in cui ci trovavamo: ha chiesto cose basilari, ossia provare a non prendere gol e a giocare. Questo ci ha aiutato tanto per l’autostima”.

Tra i goleador della squadra restano due difensori: Fazio, alla quinta rete, e Kolarov, all’ottava. Soddisfatto Claudio Ranieri: “Abbiamo fatto bene, ma non faccio nessuna tabella Champions. I ragazzi stanno riprendendo consapevolezza, Pastore ha una qualità infinita. Credo che quest’anno il problema sia stato che sono andati via giocatori importanti. E c’è stato disappunto, con i vecchi che non hanno aiutato i nuovi arrivati, perché pensavano a quelli che non c’erano più. Ora stanno ritrovandosi”. Peccato, però, che manchino solamente quattro partite alla fine, con un risveglio decisamente tardivo.

Ranieri, poi, spiazza tutti sulla questione Conte. “Certo che lo vorrei alla Roma. Se arriverà, sarò il primo ad essere felice. Tanto di cappello, lo vado anche a prendere all’aeroporto”.

FONTE    F. FERRAZZA 

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Roma-Cagliari, le pagelle dei quotidiani: Florenzi da applausi, il vero Flaco è tornato

L’argentino torna al gol, Kolarov mette a segno l’ottavo centro stagionale. Bene anche El Shaarawy

La Roma c’è. E contro il Cagliari l’ha dimostrato. Il successo di ieri nella gara dell’Olimpico avvicina di più Claudio Ranieri e i suoi all’obiettivo quarto posto. Pronti, via. In meno di 10′ i giallorossi sono già avanti per 2-0: Fazio apre le marcature e Pastore replica. Nella ripresa Kolarov mette a segno il suo ottavo gol stagionale e la Roma porta a casa una vittoria fondamentale. Una prestazione maiuscola. Ottima prova anche da parte di El Shaarawy e Florenzi. Non benissimo Dzeko.

IL MESSAGGERO
Mirante 6; Florenzi 7, Manolas 6.5, Fazio 7, Kolarov 7; Lo. Pellegrini 6.5, Nzonzi 6,5; Kluivert 7 (41’st Coric sv), Pastore 7.5 (18’ st Perotti 6.5), El Shaarawy 7.5 (29’ st Under sv); Dzeko 6. All.: Ranieri 7

LA GAZZETTA DELLO SPORT 
Mirante 6.5; Florenzi 7, Manolas 6.5, Fazio 7, Kolarov 7; Lo. Pellegrini 6.5, Nzonzi 6.5; Kluivert 7 (41’st Coric sv), Pastore 7 (18’st Perotti 6), El Shaarawy 7 (29’st Under 6); Dzeko 6. All.: Ranieri 7

LA REPUBBLICA 
Mirante 6; Florenzi 6,5, Manolas 6, Fazio 7, Kolarov 6,5; Lo. Pellegrini 6, Nzonzi 5.5; Kluivert 6.5 (41’st Coric sv), Pastore 7 (18’st Perotti 6), El Shaarawy 6.5 (29’st Under sv); Dzeko 5. All.: Ranieri 7

CORRIERE DELLA SERA 

Mirante 6; Florenzi 7, Manolas 6, Fazio 7, Kolarov 7; Nzonzi 6.5, Pellegrini 6.5; Kluivert 7 (41’st Coric sv), Pastore 7.5 (18’st Perotti 6.5), El Shaarawy 7 (29’st Under sv); Dzeko 5. All: Ranieri 7

TUTTOSPORT 

Mirante 6; Florenzi 6, Manolas 6.5, Fazio 6.5, Kolarov 6.5; Nzonzi 6, Pellegrini 6.5; Kluivert 7 (41’st Coric sv), Pastore 7 (18’st Perotti 6), El Shaarawy 7 (29’st Under sv); Dzeko 6. All.: Ranieri 6,5

LA STAMPA

Mirante 6.5; Florenzi 6, Manolas 6, Fazio 7, Kolarov 6.5; Nzonzi 6.5, Pellegrini 6; Kluivert 6.5 (41’st Coric sv), Pastore 8 (18’st Perotti 6), El Shaarawy 7 (29’st Under sv); Dzeko 6. All.: Ranieri 7

IL GIORNALE 

Mirante 6.5; Florenzi 6.5, Manolas 6.5, Fazio 7, Kolarov 7; Nzonzi 6, Pellegrini 6.5; Kluivert 7 (41’st Coric sv), Pastore 7 (18’st Perotti 6.5), El Shaarawy 6.5 (29’st Under sv); Dzeko 6. All.: Ranieri 7

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Con il Cagliari la Roma trova Manganiello: arbitro fortunato, con lo spettro del 7-1

Solo vittorie in campionato, e quella macchia dell’umiliazione in Coppa ricevuta dalla Fiorentina

Con un giorno di ritardo rispetto al solito (causa semifinali di Coppa Italia) la Lega ha fatto sapere le designazioni arbitrali per il prossimo turno di Serie A. Per la Roma ci sarà Gianluca Manganiello della sezione di Pinerolo. Insieme a lui gli assistenti Galetto e Di Vuolo, mentre in cabina Var ci saranno Di Bello e l’assistente Di Iorio. Quarto uomo Pairetto.

BILANCIO – E’ la seconda stagione che Manganiello arbitra partite della Roma. Dallo scorso anno a oggi le strade dell’arbitro di Pinerolo e dei giallorossi si sono incrociate 5 volte, per un bilancio di 4 vittorie e una sconfitta romanista. Quell’unica macchia è arrivata in Coppa Italia, nella debacle del Franchi di questa stagione, uno dei punti più bassi degli ultimi anni con il 7-1 incassato dalla Fiorentina. In campionato invece, con Manganiello la Roma sa solo vincere. L’ultima volta, la vittoria allo scadere contro il Frosinone.

Roma, muro per Zaniolo: rifiutati 45 milioni più bonus dal Bayern Monaco

Niente da fare per i tedeschi, che dovranno alzare il tiro se vorranno sedersi a trattare con il club romanista

La Roma non ha intenzione di privarsi di Nicolò Zaniolo. Il talento giallorosso sarà uno dei punti fermi della rosa del prossimo anno. I giallorossi hanno infatti rimandato al mittente già diverse offerte per l’ex Inter. Ultima tra queste, secondo tuttomercatoweb, sarebbe quella del Bayern Monaco. I bavaresi avrebbero bussato a Trigoria con 45 milioni più bonus per assicurarsi il numero 22, a cui sarebbe stato proposto un contratto da 3 milioni annui. Un’offerta che è stata bocciata dalla Roma. Per Pallotta, Nicolò vale infatti 100 milioni.

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Ranieri: “Io penso solo a quest’anno”

– «Non mi sono mai proposto in vita mia. Io mi sento l’allenatore della Roma fino alla fine del campionato, poi Dio vedrà e provvederà. Mi hanno chiamato in un momento di difficoltà, io da tifoso giallorosso ho accettato a scatola chiusa questa parte di stagione. Punto». Ranieri chiarisce il suo ruolo e pensa al presente. «Non prendiamo il Cagliari sottogamba- spiega il tecnico nella consueta conferenza dell’antivigilia – sarebbe da sciocchi». Dopo aver ottenuto quattro risultati utili consecutivi il tecnico avvisa la Roma dei pericoli della gara di domani e oggi nella rifinitura deve sciogliere il dubbio su chi giocherà tra Schick e Pastore a supporto di Dzeko. Il ceco sembra in vantaggio: «Non so se Javier può partire titolare, ma già dall’altra settimana lo sto vedendo bene. Sta recuperando e lo vedo
molto motivato». L’altro grande dilemma di formazione è quello legato a Manolas, che ieri ha svolto un allenamento personalizzato aumentando i carichi di lavoro e oggi proverà ad aggregarsi al resto dei compagni. Un impiego del greco dal primo minuto è ancora incerto, poiché avrebbe sulle gambe una sola seduta con il gruppo. Saranno decisive le sensazioni a poche ore dalla gara. Buone notizie per Karsdorp, vicino al recupero e in odore di convocazione.

FONTE    IL TEMPO – BIAFORA 

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Il tempo di Conte. Piani e sviluppo: la Roma corteggia “Mister furore”

 – Istruzioni per l’uso. I giochi non sono fatti, chi spaccia certezze racconta fole, gli scenari sono estremamente fluidi. Con queste premesse, il futuro della panchina della Roma racconta tante storie diverse tra loro, ma che partono da una considerazione di base: il club giallorosso è molto ambito e i sondaggi fatti su tanti fronti (più di quelli rivelati) sono stati tutti proficui. In questo senso, non sorprende che la Roma abbia contattato anche Antonio Conte, perché – oltre a essere uno dei big su piazza – avrebbe il gradimento quasi compatto del tifo giallorosso. Detto questo, la strada non è affatto semplice da materializzare e la stessa dirigenza è conscia del fatto che far sognare un nome del genere, fa correre il rischio di creare un effetto boomerang verso tutti coloro che invece sarebbero forse più facili da prendere. Eppure si parlerebbe di nomi come Sarri, Giampaolo, Gasperini o altri profili segreti.

GLI INCONTRI Una cosa è certa: la dirigenza giallorossa – tra Toscana e Londra – ha incontrato già tre volte Conte, e non è un mistero che l’ex c.t. della Nazionale abbia espresso apprezzamento per la rosa e in generale per il «modus operandi» della società, che sul mercato investe parecchio, anche se non sempre con profitto. Come tutti gli allenatori che sono stati contattati, entrambe le parti conoscono sogni e bisogni dell’interlocutore. Perciò, tornando a Conte, la Roma sa bene che un tecnico del genere viaggia su ingaggi altissimi (non meno di 8 milioni a stagione) e ha una comunicazione importante che, per intenderci, non accetterebbe intromissioni «pesanti» in stile Pallotta arrabbiato. Così come del resto Conte sa quali sono le strategie operative del club, tra necessità di fare plusvalenze (a giugno ne occorreranno ad esempio circa 45 milioni) e desiderio di rose giovani e con un monte ingaggi non elevato. Logico quindi che non siano affatto entrati nel merito delle scelte, dei calciatori e delle decisioni operative, ma se l’allenatore leccese dicesse di sì, saprebbe bene con quale realtà andrebbe a confrontarsi. E viceversa: perciò avrebbe un peso importante nelle scelte di mercato, cosa che finora non è stato concesso a nessuno in giallorosso, visto che il mantra era: i tecnici allenano chi è messo a disposizione dal club. Così al momento Conte ha preso atto, ha ringraziato e ha detto che farà le sue valutazioni, visto che le offerte, anche più munifiche non gli mancano. Ovvio però che la Roma a un big del genere vuole concedere 10-15 giorni di riflessione, altrimenti si virerà su sponde probabilmente più agevoli.

la concorrenza In effetti la Roma deve confrontarsi con colossi. E non si tratta tanto di Inter e Milan – che pure hanno sondato il salentino – quanto di club come Psg e Bayern Monaco, pronti a costruirgli squadre potenzialmente in grado di vincere quello che è il grande sogno di Conte: la Champions. A questo proposito, occhio poi a un altro fronte. Dopo gli annunci il matrimonio fra la Juve e Allegri è destinato a continuare, ma se quando si siederanno al tavolo (presto) i programmi e le aspettative non coincidessero, niente farebbe escludere un divorzio, con Conte catapultato a essere il primo candidato per la panchina. Ma per l’ex c.t. (che in giallorosso ritroverebbe l’amico Petrachi), oltre alla Champions ci sarebbe anche un altro modo per fare la storia: vincere a Roma. E l’idea lo intriga un po’.

FONTE    GAZZETTA DELLO SPORT – CECCHINI

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Petrachi ds, è quasi fatta: presto a Boston da Pallotta

 – Petrachi e il Torino sono sempre più lontani, con il ds diretto verso Roma. Nelle prossime settimane è previsto un viaggio a Boston del dirigente per incontrare Pallotta e discutere degli ultimi dettagli. Poi sarà pronto per iniziare a lavorare con la sua nuova squadra, nella speranza che possa avere vicino l’amico Antonio Conte. La figura di Petrachi si andrà ad affiancare a quella già presente di Ricky Massara, un duo che opererà nel campo della direzione sportiva.

FONTE    CORRIERE DELLA SERA

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Roma-Cagliari tra campo e mercato

– Domani sera all’Olimpico la Roma affronta il Cagliari in una delle ultime tappe che portano al traguardo Champions. Ma la Roma ha già incontrato il Cagliari in più di un’occasione nelle ultime settimane. Per parlare di mercato ovviamente. La trattativa più avanzata porta ad Alessio Cragno che sabato potrebbe affrontare i giallorossi per l’ultima volta da avversario. Il portiere 24enne ha detto sì già da tempo e i contatti con l’agente Battistini servono giusto a limare gli ultimi dettagli su un contratto quadriennale da 1,5 milioni a stagione. Anche il prezzo del cartellino è quasi definito e si aggirerà sui 18 milioni. La Roma, quindi, con molta probabilità avrà di nuovo un portiere titolare italiano dopo Szczesny, Alisson e la parentesi negativa Olsen (destinato alla Premier, con il Watford interessato ndr). Come secondo resterà Mirante. Ma il vero obiettivo sardo del ds Massara è un altro, da tempo. Di nome fa Nicolò come Zaniolo, di cognome fa Barella ed è già una delle stelle assolute della nazionale di Mancini. Operazione complessa vista la concorrenza, ma la Roma ha fatto passi in avanti importanti sopratutto col giocatore che preferirebbe la capitale a Milano (sponda Inter). L’ingaggio dovrebbe aggirarsi sui 2,5 milioni a stagione, ma ovviamente ora c’è da lavorare col Cagliari che fin qui ha chiesto 50 milioni. Una cifra alta che può essere limata grazie all’inserimento di diversi giovani. La Roma è intenzionata a offrire un altro anno di prestito con diritto di riscatto a favore dei sardi per Luca Pellegrini che piace molto a Maran oltre a quelli di Riccardi e Pezzella. Determinante, ovviamente, sarà l’accesso in Champions. E lo sarà pure per trattenere Manolas. Nonostante la forte spinta della Juve, infatti, il greco non sembra intenzionato a lasciare Roma dove la famiglia si trova benissimo e dove è nata la sua seconda figlia. A patto che arrivi l’aumento: da 3 a 4 milioni a stagione. 

RANIERI VA SUL SICURO – Per una partita decisiva, mister Ranieri decide di affidarsi a chi nell’ultimo periodo gli ha dato più certezze. Dzeko ci sarà, esattamente come El Shaarawy. Poi bisognerà invece capire chi gli girerà intorno. Già, perché domani pomeriggio Claudio Ranieri avrà a disposizione l’intera batteria di attaccanti, tutti mediamente in buone condizioni. Di certo c’è, appunto, che si parte da Dzeko ed El Shaarawy, gli uomini che dopo i litigi di Ferrara stanno tenendo in vita la Roma nella corsa verso la Champions. Con i gol, ma non solo, perché El Shaarawy è fondamentale nei ripiegamenti difensivi e Dzeko, come al solito, lavora anche da regista offensivo. La gara con l’Inter, in tal senso, è stata esplicativa, quasi un manuale calcistico dei tanti movimenti che può mandare in scena il centravanti bosniaco durante una partita. «A San Siro, contro l’Inter, penso che Dzeko abbia dimostrato qual è il suo habitat naturale – dice Ranieri –. È un centravanti a cui piace venire incontro, partecipare alla manovra, essere un riferimento per i compagni di squadra che poi si possono inserire negli spazi. Gli può anche giocare accanto una punta, ma quella punta deve capire il suo gioco e inserirsi al momento giusto». A sinistra, invece, ci sarà El Shaarawy, che non è solo il capocannoniere della Roma ma anche uno dei giocatori più in forma. «Sa fare gol e aiuta con delle ottime diagonali nella fase offensiva. Perotti, invece, non ha i 90 minuti nelle gambe». Dall’altra parte, a destra, dovrebbe invece esserci spazio per Kluivert, che Ranieri tiene sempre in ottima considerazione in virtù della sua velocità. L’alternativa, in caso, sarebbe Under. Tre punti, importanti per mettere pressione a Milan e Atalanta, impegnate tra la trasferta di Torino contro i granata e la gara in casa dell’Udinese, a caccia di punti per tenere lontano l’Empoli, terzultimo in classifica

FONTE    INSIDEROMA.COM – SARA BENEDETTI

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Stadio, i dubbi di Pallotta: congelato l’acquisto dei terreni di Parnasi

A frenare il presidente della Roma è soprattutto la sequela di stop & go che ha collezionato il progetto da quando, nel 2013, è stato presentato

Manca solo la firma, questione di ore, al massimo di giorni”, si diceva in quel di Boston due mesi e mezzo fa, dopo una batteria di riunioni tra gli emissari di James Pallotta e i nuovi vertici della Eurnova, la società di Parnasi

Sembrava cosa fatta la vendita dei terreni di Tor di Valle, quelli su cui i privati vorrebbero tirar su il nuovo stadio della Roma e soprattutto il mega-complesso di uffici, negozi, ristoranti e alberghi. La firma per la cessione, però, non è mai arrivata, nonostante gli annunci, anche nelle settimane passate, della messa in calce imminente, rallentata solo da quisquilie burocratiche, risolvibili in 48 ore al massimo. E invece niente.

A frenare James Pallotta, dice chi sta seguendo da vicino l’affare, è soprattutto la sequela di stop & go che ha collezionato il progetto da quando, nel 2013, è stato presentato, scrive Lorenzo De Cicco su Il Messaggero.

Se la prende, il manager americano, coi ritardi delle procedure italiane anche se, qualche tempo fa, ha dovuto ammettere che anche il partner scelto per l’operazione, Parnasi appunto, ha avuto il suo peso, nel rallentare il tutto, dato il deflagrare dell’inchiesta giudiziaria.

Al netto degli annunci della sindaca Raggi – “voteremo la variante entro l’estate” – c’è una pattuglia sempre più nutrita di consiglieri grillini che tiene i piedi incollati sul freno, che rispolvera gli slogan della campagna elettorale del 2016, quando la bussola del Movimento era puntata sul «no a Tor di Valle, no alla speculazione».

Pallotta è guardingo. E ci va cauto sull’acquisto dei terreni di Parnasi. Perché è vero che l’operazione discussa a Boston a metà febbraio riguardava solo un pre-accordo – detto all’inglese, «sales and purchase agreement» – con una clausola legata all’approvazione definitiva della variante. Ma è anche vero che il manager, siglando il tutto, dovrebbe versare una caparra da 9-10 milioni di euro alla Eurnova, subito. Sperando poi che il progetto non si areni di nuovo, tra una bega giudiziaria e una rogna politica. Dati i precedenti, non c’è da scommetterci.

FONTE    L. DE CICCO

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