Capitano oltre i colori, il tifoso laziale pazzo di De Rossi: “Tutti devono sapere chi è”

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Il centrocampista ha conquistato il sostenitore biancoceleste regalando un momento di gioia alla figlia: “Un vero signore, degno erede di Di Bartolomei”

Continuare o fermarsi. I tifosi della Roma aspettano di conoscere il futuro di Daniele De Rossi. A due anni di distanza dallo straziante addio al calcio di Francesco Totti, un’altra bandiera potrebbe dire basta. Un grande capitano, il cui valore col passare degli anni, dopo le tante critiche ricevute in carriera anche dai suoi tifosi, è stato riconosciuto da tutti. Anche da qualche laziale. Uno in particolare, ci ha tenuto a raccontarlo con un lungo post su Instagram: “Tutti sanno quanto io sia laziale e quanto non ami la Roma. Ma vorrei che tutti sapessero chi è Daniele De Rossi. Mia figlia lo ha riconosciuto dentro un negozio in centro, ma un commesso cafone gli ha negato la possibilità di fare una foto. Ci ha pensato Daniele a farle toccare il cielo con un dito facendo anche imbarazzare il commesso” racconta Pietro. “Tutti devono conoscere questa storia, in un calcio privo di valori ci sono ancora signori come Daniele De Rossi, grande capitano e degno erede di Di Bartolomei”.

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La Roma non corre ma prepara già la lista per Gasperini…

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 – C’è un tempo per tutto. Per sognare, per immalinconirsi e anche per cercare strade nuove. La Roma lo sa bene e così – anche per questioni di pura deontologia calcistica – le piste alternative alla suggestione Conte sono congelate fino a fine stagione. Com’è noto, sono Giampiero Gasperini e Maurizio Sarri gli allenatori che meglio potrebbero lenire la ferita, ma al momento l’impressione è che per entrambi la pista sia in salita. Ieri, infatti, lo stesso Sarri ha dichiarato «La Roma? Come ho detto, voglio restare qui. Mi piace il calcio inglese, la sua atmosfera». Certo, a giochi chiusi Franco Baldini riproverà a riaprire i giochi (anche perché la Roma è pronta a mettere sul piatto anche un ingaggio intorno ai 6 milioni), ma il Chelsea – pur col mercato chiuso – deve avere un fascino enorme rispetto a chi ha conosciuto i veleni della Serie A. Ancora più delicata è la questione legata a Gasperini, visto che l’Atalanta al momento è la prima rivale della squadra di Ranieri per la zona Champions. Al netto del comprensibile orgoglio, l’allenatore sa che a Bergamo ha tutto per lavorare bene, soprattutto se dovesse centrare la qualificazione. Certo, il treno Roma per lui sarebbe anche per fare un salto d’ingaggio(ora guadagna circa 1,5 milioni), ma una cosa è certa: lui non si sente la seconda scelta di nessuno, neppure di Conte, perciò a suo modo vuole carta bianca nel decidere i giocatori adatti al suo calcio. Che nella rosa attuale potrebbero non essere tutti. Largo cioè a Florenzi, Manolas, Cristante, Pellegrini, Kluivert ed El Shaarawy, ad esempio, senza contare che (eventualmente) Gasp potrebbe portare con sé anche un tris già corteggiato, ovvero Mancini, De Roon e Ilicic. Anzi, magari supervalutare qualcuno di questi, potrebbe aiutare Percassi a «liberare» il tecnico che ha un contratto fino al 2021 (con opzione al 2022).

fonte  GAZZETTA DELLO SPORT 

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Sarri lontano, è caccia a mister X…il punto della situazione…

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– Chiuso il capitolo Conte, riparte la caccia della Roma ad un nuovo allenatore. La dirigenza giallorossa ha iniziato già da qualche giorno le manovre per individuare il profilo più adatto per la panchina del club e ora si chiede quale sia la migliore opzione possibile per il prossimo anno.

Scartata la pista Giampaolo, ad oggi sono molto basse le chance di arrivare ad uno tra Sarri e Gasperini. L’intenzione, in quel di Trigoria, è quella di evitare un Conte-bis. Sia il Chelsea, sia l’Atalanta, sono ancora in corsa per i rispettivi obiettivi e risulta quindi difficile che uno dei due possa impegnarsi prima della fine di maggio. Oltre alle tempistiche e alle esigenze della Roma, sono da registrare le parole dello stesso Sarri: «Voglio restare qui, mi piace molto il calcio inglese il mio obiettivo è rimanere al Chelsea».

La situazione attuale, nella quale non è stato individuato un identikit preciso per il futuro, è molto simile a quella del maggio 2013, quando i giallorossi avevano in pugno Allegri, con Mazzarri in alternativa, e poi Garcia spuntò fuori dal cilindro di Sabatini. Non è da escludere una figura alla Fonseca o alla Blanc.

IL TEMPO  BIAFORA

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Pallotta ai tifosi: «Il Comune tace, se volete lo stadio ora fatevi sentire»

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 – «Ho inviato da Boston importanti membri di Sdr (Stadio della Roma, ndr) sperando in un progresso, ma al Comune erano troppo occupati per incontrarli». È James Pallotta a uscire duramente allo scoperto sulla questione stadio, cambiando improvvisamente strategia mediatica su una vicenda che lo sta sfinendo. Nei tempi e nei modi.

Il presidente della Roma segue a distanza le vicende giudiziarie che coinvolgono da mesi il Campidoglio, sfiorando, quanto basta per allungare i tempi, il progetto Tor di Valle, e mettendo a dura prova un iter che è partito nel 2012, passando per tre sindaci (Alemanno, Marino e Raggi), e una Conferenza dei servizi. «Forse un così grande investimento e tanti nuovi posti di lavoro non sono così importanti – continua il tweet di Pallotta attraverso l’account del club giallorosso – se i tifosi vogliono lo stadio, devono sollecitare un intervento».

Il numero uno di Boston chiede alla sua gente di aiutarlo a fare pressioni sulle istituzioni per sbloccare la vicenda, stanco di continui rinvii e della – a suo dire – poca importanza che viene data all’investimento fin qui fatto dal suo gruppo. Un cambio di strategia mediatica sull’argomento da parte di Pallotta, finora rimasto in disparte sulla questione stadio, perché in attesa di risposte che ancora non arrivano. Da tre settimane la pec con la proposta di convenzione urbanistica è sul tavolo del Campidoglio, e la pazienza del presidente statunitense è arrivata al limite.

Ma l’appello fatto ai tifosi arrabbiati per il no di Conte, e sfiduciati perché non vedono spiragli di crescita sportiva, sembra molto distante dal sentimento popolare. I romanisti seguono giornalmente le questioni legate alla squadra del cuore, facendo sentire la propria voce attraverso quelle radio che Pallotta ancora una volta – durante un convegno a Miami – ha trattato in maniera offensiva.«Abbiamo aperto una nostra radio – le sue parole – perché a Roma ce ne sono altre nove che parlano solo di calcio e sparerebbero merda tutto il giorno. Mi sono stancato e ora tre di queste nove sono in bancarotta, ne rimangono sei». La senatrice del gruppo misto Loredana De Petris parla di «insulti» e «velate minacce». E annuncia un’interrogazione parlamentare.

FONTE    LA REPUBBLICA – FERRAZZA

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“No presidente, non è accettabile”

 

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IL TEMPO – BECHIS – Avrà pure le sue ragioni per protestare il presidente della As Roma, James Pallotta, per le incertezze che stanno accompagnando la vicenda del nuovo stadio. Per cortesia in Comune avrebbero anche potuto ricevere i manager del suo staff che dice di avere inviato da Boston per verificare lo stato delle pratiche. La prossima volta prima di fare prendere loro un biglietto aereo, sarebbe più saggio fissare un appuntamento con la sindaca Virginia Raggi o con qualcuno dei suoi assessori. Forse per cortesia l’avrebbe pure ottenuto, ma difficilmente in questo momento il presidente della As Roma avrebbe ricevuto le risposte che sembra attendersi.

Pallotta sostiene che l’amministrazione sembra indifferente a un investimento importante che darebbe anche posti di lavoro. Ci sono molti altri imprenditori che se ne lamentano, e di sicuro l’amministrazione Raggi sembra in certi casi avere paura della propria ombra e preferire non decidere nulla. Ma non è il caso dello stadio. Qui un po’ di prudenza è dovuta, visto il film iniziale a cui abbiamo assistito. Perché se il dossier stadio si è complicato è anche per quel che è accaduto nelle fila di chi aveva la responsabilità di gestire quell’appalto.

È però inaccettabile il richiamo alla piazza dei tifosi fatto ieri da Pallotta, perché di tutto c’è bisogno in questo momento in Italia e nello sport italiano meno che di un utilizzo così strumentale e sgradevole del pressing dei propri tifosi. Dovrebbero farglielo presente non solo le autorità chiamate a garantire l’ordine pubblico, ma anche quelle sportive.

FONTE  IL TEMPO – BECHIS

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