Ranieri: “Finito il campionato finirà anche il mio lavoro alla Roma”

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Le parole del tecnico a due giorni dalla sfida con la Juve: “Senza lo stadio non potrà mai cominciare la rincorsa alla Juventus. A Genova è mancata la concentrazione”

Claudio Ranieri sfida il passato e prova a costruire il futuro nel big match con la Juventus. Domenica i giallorossi riceveranno all’Olimpico i campioni d’Italia. In ballo, oltre all’orgoglio, anche la speranza Champions, ancora accesa ma all’ultima spiaggia. Questa mattina il tecnico romanista ha parlato con i giornalisti per presentare la partita in conferenza stampa.

Roma costretta vincere, ma i bianconeri hanno perso solo due partite. Come si batte la Juve?
È un bel quesito. Innanzitutto essere determinati e concentrati. Sappiamo benissimo di aver perso una buona chance a Genova, ma è importante far vedere ai tifosi la reazione d’orgoglio che dobbiamo avere in questi momenti. Sono arrivato che era difficile arrivare in Champions, ma siamo li. Non dobbiamo lasciare nulla d’intentato. Ci sono tre partite a disposizione, la cosa più importante è non avere il rammarico di queste tre partite. Diamo il massimo, poi tireremo le somme.

La Juventus è campione d’Italia, ma i tifosi sono scontenti. I tifosi di Napoli, Inter e Roma sembrano tutti scontenti. Come mai secondo lei?
Non lo so. Forse le aspettative erano diverse, tutti vorrebbero vincere ma vince solo uno. Complimenti alla Juve.

Che impressione sta avendo da Dzeko? 
È molto forte e determinato, si allena sempre bene. Ci sta un anno dove non riesce a fare gol come in altre annate, ma la sua voglia e determinazione mi hanno fatto sempre scegliere lui, perché è un giocatore importante per la Roma. Anche se non sta facendo i gol che tutti si aspettavano da lui, sta facendo un gioco importante per i compagni.

Un pensiero sulle quattro squadre inglesi nelle finali europee?
Un pò mi ha sorpreso, qualche anno fa dissi che non hanno il break invernale e per questo non si arrivava in fondo con tutte le energie e tutte le forze. Non c’è il break per far recuperare i giocatori. Questo va a discapito della fase finale delle coppe e della nazionale. Evidentemente gli allenatori hanno cambiato qualcosa, c’è stato anche quel quid bellissimo che è il calcio e che ha fatto si che quest’anno le finaliste delle coppe più importanti siano inglesi.

Zaniolo contro il Genoa sembrava un pò spaesato in quel ruolo. E’ un discorso fisico o di posizione?
Di Zaniolo abbiamo detto più volte che è una mezzala a tutto campo. In questo momento per me è stato importante sia come trequartista, che non è il suo ruolo, che come esterno di destra, che non è il suo ruolo. Ha prestanza fisica e grandi strappi nel suo gioco che gli permettono di ricoprire, all’occorrenza, anche questo ruolo. E’ normale che, essendo un ragazzo al primo anno in Serie A e al centro dell’attenzione, non sia tutte le partite al 100%. Devo dire però che negli ultimi allenamenti lo vedo rinfrancato, determinato, voglioso e per me è importante.

Ha detto che Conte lo avrebbe preso a Fiumicino se sarebbe arrivato alla Roma. Adesso magari non ci andrà perché invece resta lei a Trigoria?
Io sono venuto a Roma perché Roma mi ha chiamato e essendo un tifoso della Roma sono venuto con tutto l’entusiasmo e la buona volontà. Finito questo, finisce il mio lavoro.

Lei ha detto che Zaniolo è una mezzala. Con il ritorno di De Rossi si può cambiare modulo e mettere Zaniolo in quel ruolo?
Possibile. Ho ancora due giorni per decidere la formazione da opporre alla Juve, vedremo. Deciderò il meglio per la squadra in base a ciò che mi può dare per tutti i 90 minuti la rosa a disposizione.

Cosa le piace di Under e dove deve migliorare?
Vede la porta come pochi. Ha gran tiro. L’infortunio gli ha fatto perdere determinate sue qualità e caratteristiche, che non sono espresse al massimo. Durante gli allenamenti vedo che tirando si avvicina sempre di più a centrare la porta. Quello che per me deve migliorare è che quando giochiamo con il 4-2-3-1, gli esterni devono rientrare e non può restare avanti, deve chiudere la squadra. So che non è un recuperatore di palloni ma un finalizzatore, ma se neanche entra e copre quella zona, il terzino dietro è sempre impegnato in un 2 contro 1. Deve migliorare l’aspetto di perdita di palla.

Si parla dell’allenatore dell’anno prossimo, il presidente Pallotta ha appena fatto un appello ai tifosi per lo stadio. In queste settimane si è persa di vista l’importanza del campionato in corso? Da fuori è sembrato così…
Anche visto da dentro. E’ difficile dire se la partita di Genova si possa spiegare con tutto il bailamme che ci sta. Il bailamme c’è in ogni società e in ogni squadra, fa parte del calcio mondiale. Se ne parla sempre, è uno sport molto seguito proprio per quanto se ne parla. Dovevamo essere più pratici e più concentrati e non subire quel gol su calcio piazzato. Ok le chiacchiere, ma poi si deve stare concentrati in campo. Quando Mirante ha parato il rigore, a fine partita ho detto che spero che il punto, che è diventato guadagnato anziché averne persi due, possa essere utile. La cosa più importante è restare concentrati nel nostro. Giusto parlare di tutto, dall’allenatore al campo, ma gli addetti ai lavori devono essere concentrati sul lavoro, avere il focus sulla partita che andiamo a giocare.

Il suo lavoro a Roma sarà finito a fine campionato? 
Una volta firmato il contratto sapevo che ero venuto qui nel momento di bisogno della mia squadra del cuore. Finito il campionato finisce il mio lavoro.

Come allenatore o come tifoso della Roma, si sente di promuoverla? Ci sono le condizioni per un progetto vincente qui?
La Roma è un bene inestimabile, è logico che mi sento di promuovere la mia squadra del cuore.

Quanto manca per arrivare al modello Juve?
Nelle top squadre, la Juve è un grossissimo punto di riferimento. Per questo, per la Roma è vitale avere lo stadio di proprietà, poi potrà cominciare la rincorsa alla Juve. Senza lo stadio avrà grosse difficoltà.

La mancanza di cattiveria da cosa dipende? Da ciò che trasmette l’allenatore o anche dai dirigenti che ci sono intorno?
La determinazione, le caratteristiche di una squadra, vengono marcate dal carattere e dalla qualità dei giocatori. Ci può essere un allenatore che non dia grosso carattere alla squadra, ma giocatori con grosso carattere. A quel punto all’allenatore basta dire due parole, ma ha una squadra di grande carattere e personalità, così tira fuori il meglio. La cosa importante è costruire una squadra a somiglianza dell’allenatore. Klopp fa un lavoro stupendo perché è riuscito a prendere giocatori che sposano al 100 per cento la sua filosofia. Ecco che allora si vede un Liverpool spumeggiante che dà tutto. Sono contento che siano riusciti nel finale del campionato a far vedere quello che c’era all’inizio. La loro lacuna erano gli alti e bassi e non riuscire a tenere l’intensità di gioco e di pressione per tutta la partita e per tutto il campionato. Ci riusciva in casa ma non fuori casa, ora invece riesce sia in casa che fuori. E’ segno di grossa unione tra società, allenatore e giocatori. L’allenatore piano piano è riuscito a capire tutto il campionato.

Pastore come sta?
L’ho visto bene, non ha accusato il colpo dell’esclusione e questo è importante. Ci sono giocatori molto sensibili, che pensano che l’allenatore non abbia fiducia in loro. Lui invece ha capito, si è allenato bene e ha possibilità di essere scelto.

Come stanno Karsdorp e Santon? Florenzi può essere schierato alto?
Karsdorp e Santon si sono allenati tutta la settimana, stanno bene anche se non hanno i 90 minuti. Florenzi è un jolly e può sempre essere schierato sia basso che alto. Possiamo sempre utilizzarlo nei due ruoli.

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Dzeko: “Crediamoci Roma, nulla è impossibile”

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Il bosniaco: “La corsa Champions non è finita. Deluso dai miei anni qui. Volevo vincere”

La Juve arriva a Roma a pancia piena davanti a tanti tifosi innamorati di Cristiano Ronaldo, mentre laRoma insegue “solo” un posto in Champions. A guidarla in attacco, però, ci sarà sempre lui, Dzeko, a cui però gli 86 gol in maglia giallorossa sono valsi poco rispetto alle aspettative. “Non ho vinto niente. È un po’ strano quando fai la storia e non vinci. Avremmo dovuto fare meglio e in quattro anni vincere qualcosa. Ad esempio, in questa stagione avremmo dovuto fare di più in Coppa Italia, visto che la Juve è stata più forte in campionato. Non ci siamo riusciti e io sono il primo ad essere deluso” dice Dzeko.

Il bosniaco, come scrive La Gazzetta dello Sport, fa autocritica: “Non sono contento della mia stagione. Doveva andare meglio sia per me che per la squadra. Purtroppo non si può cambiare il passato. Dobbiamo dare tutto per arrivare in Champions, ma non sarà facile perché abbiamo lasciato troppi punti per strada. Rigiocherei tante partite, se potessi, ma soprattutto quella di Oporto, mentre in campionato il secondo tempo a Bergamo: se avessimo portato a casa la vittoria, avremmo una classifica diversa. L’Atalanta ora è la favorita per il 4° posto. Di sicuro in questa stagione abbiamo preso troppi gol, Ranieri ha lavorato su questo aspetto e in difesa siamo andati meglio”. Cerchio chiuso? L’impressione è che la sfida con la Juve per Dzeko sia un cerchio che si chiude, anche perché il centravanti vorrebbe ancora giocare la Champions. Certo, se la Roma rimontasse gli scenari cambierebbero , ma in mezzo c’è la sfida ai bianconeri. “È sempre importante, anche per loro, con molti stimoli. Ronaldo, ad esempio, punta a vincere la classifica marcatori. D’altronde, in Serie A nessuno ti regala niente, ma noi da qui alla fine dobbiamo fare 9 punti e poi vediamo. Dobbiamo crederci”.

FONTE   GDS

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Il Comune replica a Pallotta: “Il lavoro sta proseguendo”

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Dopo le accuse, risponde Frongia: “Nessun incontro previsto”. Lunedì summit tra i tecnici. DeVito parla dal carcere: “Era tutto condiviso col M5S

Non sono giorni fortunati questi per James Pallotta. I suoi Boston Celtics sono stati eliminati dalla corsa al titolo Nba dai Milwaukee Bucks con un perentorio 4-1. La Roma, poi, non gli sta dando soddisfazioni ed anche i tifosi sono tornati sul piede di guerra esponendo uno striscione a Trigoria.

“Ho inviato da Boston importanti membri sperando in un progresso, ma al Comune erano troppo occupati per incontrarli” aveva fatto sapere tramite Twitter. Gli uomini di Pallotta, l’ingegner Needar e un legale, erano a Roma da dieci giorni, ma non sono riusciti ad avere appuntamenti. L’irritazione presidenziale è di lunga data, visto che il testo della Convenzione Urbanistica è stato inviato in Comune il 15 aprile e da quel giorno, fra feste e ponti, non sono arrivare risposte. Ma Frongia, assessore allo Sport, ha replicato: “L’amministrazione continua a lavorare. Non c’è un’interruzione. Gli uffici vanno avanti e il gruppo di lavoro incaricato procede. Il Comune va avanti sicuramente. Gli emissari? Non so commentare, non ho seguito la vicenda. Per quanto mi riguarda, ma anche dopo aver parlato con l’assessore Montuori, non c’era alcun appuntamento”. Lunedì, però, le parti si rivedranno per appuntamenti tecnici.

Intanto ieri Marcello De Vito, l’ex presidente dell’assemblea capitolina, espulso dal Movimento 5 Stelle dopo l’accusa di corruzione, nel carcere di Regina Coeli dove è detenuto ha reso dichiarazioni spontanee ai magistrati. E tramite il suo legale, Angelo Di Lorenzo, ha “chiarito i vari passaggi della procedura che ha portato alla delibera sul nuovo stadio della Roma”, specificando che “sul progetto le decisioni sono state condivise dall’intero gruppo M5S”. Si attendono sviluppi.

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Petrachi c’è, l’allenatore no

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Massara sarà costretto a farsi da parte dopo aver gestito l’ordinaria amministrazione e le cessioni di giugno: poi le dimissioni appaiono scontate

Conte no, Petrachi sì. Alla fine la Roma prenderà solo uno dei due uomini di calcio leccesi che ha messo nel mirino, come riporta Il Tempo. Quello che, senza nulla togliere alla sua carriera da direttore sportivo, accende decisamente meno le fantasie dei tifosi.

Ha vinto la linea imposta da Pallotta su suggerimento di Baldini, il timone dell’area tecnica – a detta del presidente – va cambiato dopo il fallimento dell’esperienza con Monchi. E se da Trigoria sono riusciti a «stoppare» l’ipotesi Campos, che avrebbe lavorato a distanza da Montecarlo rallentando ancor di più i processi decisionali della società, non sono riusciti a convincere Pallotta che l’attuale diesse Massara meriterebbe una chance da “primo violino”. Lo pensano tutti i dirigenti italiani della Roma, ma Massara sarà costretto a farsi da parte dopo aver gestito l’ordinaria amministrazione e le cessioni di giugno: poi le dimissioni appaiono scontate.

Sarà quindi Petrachi a guidare l’ennesima rivoluzione giallorossa, formalmente dal 1° luglio, ma in realtà ha già iniziato a lavorarci prendendo contatti con i vari operatori di mercato. È di vera rivoluzione si tratterà fra esigenze di bilancio da onorare al 30 giugno e un budget ormai quasi certamente ristretto per la prossima stagione a causa della probabile esclusione dalla Champions: in uscita ci sono Dzeko, Manolas, Under, si proverà a piazzare altrove i vari Perotti, Pastore, Fazio e Olsen, a resistere a tutte le offerte in arrivo per Zaniolo rinnovando il suo contratto come quello di El Shaarawy, mentre i nuovi innesti saranno calciatori in media più giovani e di prospettiva.

E se Petrachi è prossimo dal dimettersi dal Torino, ma dovrà poi trovare un accordo con Cairo per liberarsi dall’ultimo anno di contratto – la Roma non vuole intromettersi e per questo non gli ha ancora fatto firmare nulla – la questione allenatore, dopo il no di Conte, è tornata in stand by. Gli unici nomi che mettono d’accordo (quasi) tutti sono Sarri e Gasperini, ma al momento è impensabile avvicinare entrambi. Le altre opzioni disponibili adesso non entusiasmano, per questo Ranieri mantiene chance di conferma. L’intenzione è quella di cambiarlo solo se ne varrà la pena.

FONTE  IL  TEMPO 

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Centocelle, il tifoso romanista sfida le fiamme per salvare i feriti. Totti: “Sei formidabile”

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Daniele segue i giallorossi in casa e in trasferta. E il suo gesto eroico è arrivato fino a Trigoria..

L’incendio di tre giorni fa in via Panaroli, a Centocelle, poteva avere conseguenze catastrofiche. Quattro persone sono rimaste gravemente ferite, senza contare gli intossicati. Ma se adesso non si piangono vite spezzate gran parte del merito va a Daniele, ragazzo di 25 anni che ha sfidato le fiamme, liberando chi era rimasto intrappolato mettendo a rischio se stesso.

Daniele è un grande tifoso romanista, segue i giallorossi in casa e in trasferta. La sua impresa è arrivata fino ai cancelli di Trigoria ed è stata raccolta da Francesco Totti, che ha registrato un video per dirgli “sei formidabile”. L’eroe del giorno ha ricevuto centinaia di messaggi e intervistato nella trasmissione Te la do io Tokyo su Centro Suono Sport ha detto: “Quando vedi le fiamme devi avere il sangue freddo, per fortuna sono riuscito a farcela. Soltanto adesso mi rendo conto di quanto sia stato comunque pericoloso. Ma ho fatto del bene e lo rifarei ancora. Spero ora stiano tutti bene”.

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