Il fallimento è senza fine

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 – Questa rubrica, per il nome e la storia che porta, non può proseguire indifferente tra le macerie della Roma giallorossa. Con l’uscita di De Rossi – e ancora una volta è agghiacciante il modo – la gestione Pallotta-Baldini tocca un nuovo vertice di vergogna. Naturalmente, assumo personalmente l’intera responsabilità di quello che penso e scrivo: Il Messaggero porta soltanto l’onere di ospitarmi con gentilezza e spirito di libertà. È del tutto inutile parlare della partita di stasera dopo un bombardamento che la Roma subisce ormai da tempo con la gestione Pallotta, soprattutto dopo che è stata ridimensionata la cubatura monstre del primo progetto. È superfluo anche sprecare parole per ricordare la statura di De Rossi. I romani e romanisti non hanno più casa a Trigoria. Da quando c’è questa nuova gestione la Roma non vince più nulla, siamo tornati drammaticamente nei periodi più bui. Chi pensa di portarci Pallotta nel nuovo stadio, tifosi stranieri? L’unico vantaggio è che la storia recente ci ha permesso di valutare meglio le persone: avete chiara la differenza tra Ranieri e Spalletti? Claudio ci è piaciuto subito, questa settimana si è confermato. Se Pallotta tace, Baldini sussurra: su di lui non ci sentiamo di aggiungere nulla allo striscione esposto a Londra, rude ma efficace.

FONTE    MESSAGGERO – LIGUORI 

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Roma, ultima chiamata

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 – Vincere con il Sassuolo per mettere pressione ad Atalanta e Milan, impegnate domenica con Juventus e Frosinone. In una settimana dove si è pensato poco al campo e molto alla questione De Rossi, la Roma è chiamata al successo per sperare fino all’ultima giornata di poter rivivere le emozioni della Champions League. Il capitano, scombussolato da giorni complicati, non dovrebbe essere in campo per guidare i compagni di squadra, con l’obiettivo di non rischiare di saltare la partita con il Parma, l’ultima in cui indosserà la maglia giallorossa. Ranieriha parlato con il numero 16 ed ha poi deciso di puntare nuovamente sul 4-3-3, con Nzonziriferimento centrale in mediana e Cristante e Zaniolo mezzali. C’è qualche piccolo dubbio sull’impiego del classe 1999, alle prese con un sovraccarico al polpaccio nell’allenamento di mercoledì. Questa mattina il giovane talento di Massa svolgerà un provino e se non dovessero sorgere problemi sarà utilizzato dal primo minuto. In alternativa, visto che Pellegrini è convocato ma non al meglio della condizione fisica, ci sarebbe un cambio di modulo, con il passaggio al 4-2-3-1 e la presenza di Pastore sulla trequarti. In difesa chi sicuramente sarà assente è Manolas, che ha rimediato una distorsione alla caviglia destra e non è stato nemmeno convocato per la trasferta a Reggio Emilia. Al suo posto, a protezione di Mirante, c’è il ballottaggio tra Juan Jesus e Marcano, con il brasiliano favorito sullo spagnolo per completare il reparto con Florenzi, Fazio e Kolarov, che ha invitato tutti a non mollare: “Nel calcio – ha dichiarato il serbo – può succedere di tutto, anche se non dipende da noi. Dobbiamo sperare che le altre perdano punti, ma noi come professionisti abbiamo l’obbligo di vincere, poi si vedrà”. Davanti il centravanti sarà Dzeko, a caccia della doppia cifra in campionato, supportato da El Shaarawy a sinistra e uno tra Under e Kluiverta destra. L’olandese piace di più a Ranieri per la grande applicazione in fase difensiva, ma il turco è entrato alla grande contro la Juve ed ha la smania di timbrare il cartellino in questo 2019, che lo vede ancora a secco dopo il grave infortunio muscolare. Qualche problema di formazione per il Sassuolo, che deve fare a meno di Peluso, operato in settimana, Sensi, infortunatosi alla mano, e Bourabia, squalificato dopo l’espulsione dell’ultimo turno. De Zerbi, che in alcune delle scorse partite aveva optato per la difesa a tre, si schiererà a specchio con la Roma, proponendo Locatelli a centrocampo, Berardi e Boga esterni offensivi e uno tra Babacar e Djuricic al centro dell’attacco. Il tecnico bresciano ha promesso battaglia per raggiungere il decimo posto in classifica: “Vogliamo cercare di fare risultato, userò l’undici migliore”. Nonostante un avversario pronto allo scontro la Roma non più commettere passi falsi.

FONTE    IL TEMPO – BIAFORA

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Roma: adesso si gioca. Assalto al Sassuolo per sperare ancora

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 – Claudio Ranieri in questi giorni avvelenati dalle polemiche e dalle contestazioni in piazza, ha provato il più possibile ad isolare la squadra dai condizionamenti esterni: impresa pressoché impossibile. Da una parte, infatti, il polverone alzato dalla comunicazione del mancato rinnovo del contratto di Daniele De Rossi, dall’altro le voci sul nome del suo successore sulla panchina romanista. Una delle poche certezze per la prossima stagione, infatti, è che l’attuale tecnico, chiamato a marzo al posto di Di Francesco, andrà via dalla Roma: lo ha confermato lui stesso, in maniera ufficiale davanti alle telecamere e ufficiosa nel colloquio che c’è stato fuori dai cancelli di Trigoria con alcuni tifosi che erano andati a chiedere spiegazioni. Per la sua successione sembra una corsa a due tra Gian Piero Gasperini e Maurizio Sarri. [..] Per quanto riguarda la formazione anti-Sassuolo, non ci sarà Manolas, che si è fermato dopo l’allenamento di ieri mattina per una distorsione alla caviglia destra. Recuperato, invece, Lorenzo Pellegrini che per tutta la settimana si era allenato a parte a causa di un risentimento muscolare. Ranieri potrebbe confermare il 4-3-3visto contro la Juventus e avrà ampia scelta, soprattutto a centrocampo: De Rossi potrebbe partire di nuovo dalla panchina e lasciare spazio al francese Nzonzi, per poi giocare l’ultima gara della sua carriera in giallorosso, il 26 maggio all’Olimpico contro il Parma.

FONTE    CORRIERE DELLA SERA

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Baldini, l’uomo nell’ombra

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 – Franco Baldini non ha perso il gusto per la battuta, infatti quando gli è stato riferito che in un ponte di Londra era stato esposto qualche notte fa uno striscione contro di lui, ha commentato: «Sarà successo sicuramente al Blackfriars». Sotto al bridge dei Frati Neri, fu trovato impiccato il 18 giugno 1982 il banchiere Roberto Calvi, figura chiave del crac del Banco Ambrosiano. Immagine lugubre, ma lo striscione ha invece come sottofondo le luci del Tower Bridge.

UN ALTRO “RECORD” – In una stagione negativa, con l’esonero di Eusebio Di Francesco, le possibilità di qualificazione in Champions ridotte al lumicino, il derby di ritorno perso 3-0, le dimissioni dell’ex direttore sportivo Monchi e l’addio di Daniele De Rossi, la Roma ha centrato il record di essere la prima squadra ad essere contestata all’estero: lo striscione contro Baldini apre una nuova frontiera. Non c’è una firma, ma un nome: Roma. A Londra esiste un club, i Lupi di Londra, che si è limitato a riprodurre sulla pagina Facebook lo striscione contro il dirigente toscano sotto la scritta «Mai un’azienda».

REGNA IL SILENZOBaldini non vuole parlare. Da tempo ha scelto la strada del silenzio, anzi dell’oblio, più precisamente dal lontano 5 giugno 2013, quando si dimise dal ruolo di amministratore delegato della Roma. In questi sei anni, zero interviste. Il dirigente toscano ha lavorato al Tottenham fino alla primavera del 2016 ed è poi rientrato nell’orbita della Roma nell’estate 2016, come consulente del presidente Pallotta. Neppure lo striscione londinese spinge Baldini ad aprire bocca. E’ convinto che sia questa la scelta migliore per il bene della causa. Ci sarebbero da spiegare diverse cose sulla vicenda De Rossi, ma il rifiuto, nonostante le sollecitazioni, è totale. Chi ha deciso di non confermare il capitano della Roma? Perché dopo 18 anni di maglia giallorossa il presidente Pallotta o lo stesso Baldini non si sono assunti la responsabilità di comunicare in prima persona le decisioni dell’azienda Roma, al calciatore? Baldini è convinto che la linea seguita sia stata corretta e che rientri nelle prerogative di un club fare scelte scomode, anche con i «totem». Lo sostiene in privato, ma non vuole dirlo in pubblico.

Franco Baldini non ha perso il gusto per la battuta, infatti quando gli è stato riferito che in un ponte di Londra era stato esposto qualche notte fa uno striscione contro di lui, ha commentato: «Sarà successo sicuramente al Blackfriars». Sotto al bridge dei Frati Neri, fu trovato impiccato il 18 giugno 1982 il banchiere Roberto Calvi, figura chiave del crac del Banco Ambrosiano. Immagine lugubre, ma lo striscione ha invece come sottofondo le luci del Tower Bridge.

UN ALTRO “RECORD” – In una stagione negativa, con l’esonero di Eusebio Di Francesco, le possibilità di qualificazione in Champions ridotte al lumicino, il derby di ritorno perso 3-0, le dimissioni dell’ex direttore sportivo Monchi e l’addio di Daniele De Rossi, la Roma ha centrato il record di essere la prima squadra ad essere contestata all’estero: lo striscione contro Baldini apre una nuova frontiera. Non c’è una firma, ma un nome: Roma. A Londra esiste un club, i Lupi di Londra, che si è limitato a riprodurre sulla pagina Facebook lo striscione contro il dirigente toscano sotto la scritta «Mai un’azienda».

REGNA IL SILENZOBaldini non vuole parlare. Da tempo ha scelto la strada del silenzio, anzi dell’oblio, più precisamente dal lontano 5 giugno 2013, quando si dimise dal ruolo di amministratore delegato della Roma. In questi sei anni, zero interviste. Il dirigente toscano ha lavorato al Tottenham fino alla primavera del 2016 ed è poi rientrato nell’orbita della Roma nell’estate 2016, come consulente del presidente Pallotta. Neppure lo striscione londinese spinge Baldini ad aprire bocca. E’ convinto che sia questa la scelta migliore per il bene della causa. Ci sarebbero da spiegare diverse cose sulla vicenda De Rossi, ma il rifiuto, nonostante le sollecitazioni, è totale. Chi ha deciso di non confermare il capitano della Roma? Perché dopo 18 anni di maglia giallorossa il presidente Pallotta o lo stesso Baldini non si sono assunti la responsabilità di comunicare in prima persona le decisioni dell’azienda Roma, al calciatore? Baldini è convinto che la linea seguita sia stata corretta e che rientri nelle prerogative di un club fare scelte scomode, anche con i «totem». Lo sostiene in privato, ma non vuole dirlo in pubblico.

FONTE  – SARA BENEDETTI 

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Giochi senza bandiere: fra la Roma e De Rossi via al finale più triste

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Al capitano non è stata data la possibilità di allontanarsi scegliendo lui il modo, i tempi, lo stile

E se i tifosi della Roma dovessero alla fine ringraziare chi ha deciso, chiunque esso sia, una così sgradevole conclusione del rapporto tra De Rossi e la Roma? Non c’è dubbio che abbia dato loro un’occasione irripetibile per sbottare, per sfogarsi dopo delusioni, sofferenze, scrive Enrico Sisti su La Repubblica.

Tanta rabbia accumulata perché la Roma, come si leggeva ieri in uno striscione, “è una leggenda…e non un’azienda”. “Ho vissuto tante cose nella mia carriera, ma uno come De Rossi nella mia vita no, proprio non l’ho mai visto. Così appassionato, legato ai colori. Tutti, a breve, si renderanno conto di cosa sia stato Daniele per la Roma” sono parole di un altro senatore in rampa di lancio, Aleksandar Kolarov.

Il vero dramma è che a De Rossi non è stata data la possibilità di allontanarsi scegliendo lui il modo, i tempi, lo stile. Via, senza dignità. Via perché sei vecchio. Ogni cosa, alla Roma, finisce con un scricchiolìo sinistro. Ma non è quello del giocatore che smette, né quello delle sue ginocchia, magari stanche. È la società che continua senza di lui, a scricchiolare.

FONTE   E.  SISTI

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Gasperini e la Roma sono vicinissimi

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L’allenatore dell’Atalanta in pole position per la panchina dei giallorossi

Tra le panchine in cerca di un tecnico per la prossima stagione, c’è anche quella della Roma, impegnata stasera a Reggio Emilia contro il Sassuolo e ancora in corsa per un posto nella prossima Champions League. Claudio Ranieri, infatti, il 26 maggio sarà libero e per la sua successione. In pole position c’è Gian Piero Gasperini, che anche per questo motivo è fuori dal toto allenatore della Juventus. Come scrive Gianluca Piacentini su Il Corriere della Sera, nonostante le smentite del presidente atalantino Percassi, Gasperini ha grandi possibilità di diventare il nuovo allenatore giallorosso. Nei giorni scorsi è stata chiesta al tecnico la disponibilità a trasferirsi in giallorosso per un triennale da 2,5 milioni netti a stagione. Sullo sfondo resta la figura di Maurizio Sarri, in attesa di conoscere il suo futuro al Chelsea e prima scelta di Franco Baldini, consulente molto influente del presidente giallorosso.

FONTE  G.L. PIACENTINI

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