De Rossi, Cassano attacca: “Pallotta e Baldini ne hanno fatta un’altra, spero cambi la proprietà”

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L’ex giallorosso: “Dopo Totti, l’hanno rifatto con Daniele. La Roma merita di lottare per qualcosa d’importante”

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Antonio Cassano attacca la Roma. Il caso De Rossi non è andato giù al barese, che nel corso di Tiki Taka, programma in onda su Italia uno, se l’è presa con la dirigenza romanista. Le sue parole: “Baldini e Pallotta l’hanno fatta ancora, dopo Totti, l’hanno fatto con Daniele. Devono ricordarsi che la Roma è Totti e De Rossi e non loro: spero che la Roma possa cambiare proprietà perché la Roma merita per lottare qualcosa di importante”. E a De Rossi poi dice: “Mi raccomando, non smettere, che con gli scarponi che ci sono a giro puoi arrivare benissimo a 45!”.

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Hall of fame del calcio italiano, nel pomeriggio la premiazione per Totti

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Il dirigente romanista riceverà il riconoscimento insieme a Baggio, Del Piero, Maldini, Cannavaro, Vialli, Bergomi e Baresi

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Questo pomeriggio a Firenze si terrà la premiazione per l‘Hall of fame del calcio italiano, premio consegnato dalla Figc. Tra i vincitori anche il dirigente della Roma Francesco Totti, premiato nella categoria ‘giocatori italiani’ insieme a Baggio, Del Piero, Maldini, Cannavaro, Vialli, Bergomi e Baresi. Appuntamento fissato alle 15.

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Il flop dell’attacco: si è salvato solo El Shaarawy

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Il paradosso è che in campionato la Roma ha segnato più dell’anno scorso. Però le punte, costate più di 100 milioni, hanno realizzato 42 gol su 83

Il paradosso è che il reparto che ha fatto peggio in questa stagione è l’attacco, ma la Roma, già adesso, con 90’ ancora da giocare, ha segnato in campionato più gol dello scorso anno. Nel 2018 chiuse a 61 reti, ora è a 64. Il tutto nell’anno peggiore di Dzeko, con Schick solita meteora e giocatori come Perotti e Ünder, che potevano e dovevano fare la differenza, frenati da troppi infortuni. Nell’anno da dimenticare delle punte romaniste si salva solo El Shaarawy e non è un caso che nell’aria di rifondazione che tira a Trigoria lui sia uno di quelli su cui la società vorrebbe e dovrebbe puntare il prossimo anno, scrive Chiara Zucchelli su La Gazzetta dello Sport.

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Il rapporto di Dzeko con la Roma è andato peggiorando di giorno in giorno: da una parte lui che ha giocato tanto ma ha segnato poco, dall’altra la società che non è riuscita a costruire una squadra all’altezza delle ambizioni del bosniaco. Per quanto riguarda Schick e Kluivert, non sono riusciti ad incidere per quanto la Roma si aspettava da loro. E se per il figlio d’arte ex Ajax, 2 reti, ci sono attenuanti (a partire dal primo anno fuori casa), per Schick, 5 gol, è difficile capire quale futuro potrà avere a Roma. Rispetto all’anno passato ha giocato tanto, con Di Francesco il feeling non è scattato, ma Ranieri, fin dalla prima conferenza, ha detto che avrebbe voluto vederlo insieme a Dzeko. Risultato: nelle ultime cinque partite il ceco è sceso in campo per appena 20’. Sarà il nuovo allenatore a decidere se e quanto questi ragazzi potranno ancora dare alla Roma, ma certo la squadra dovrà ripartire da punte più concrete. Le attuali sono costate in totale più di 100 milioni, ma quest’anno su 83 reti complessive ne hanno realizzate 42, appena la metà.

FONTE    Chiara Zucchelli

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Roma cinica, silura il fedele De Rossi

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 – Domanda da un milione di dollari: secondo voi c’è una persona, al mondo, che alla notizia dell’addio di Daniele De Rossi alla Roma sia corsa a stappare lo champagne ubriacandosi fino a notte fonda? La risposta è sì. Ma se pensate che si tratti di un nemico personale del capitano giallorosso, toglietevelo dalla testa. La sola persona al mondo felice per il fine corsa di De Rossi alla Roma è un collega calciatore, russo, di ruolo portiere, di anni 33: si chiama Igor Vladimirovic Akinfeev ed è il portiere che ha difeso la porta della Russia nell’ultimo mondiale, giocato ad alto livello: basti ricordare i rigori parati a Koke e Aspas negli ottavi vittoriosi contro la Spagna o quello parato a Kovacic nei quarti, non sufficiente, quest’ultimo, a qualificare la Russia alle semifinali.

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Okay, direte voi, ma che ci azzecca Akinfeev con De Rossi? C’entra moltissimo, e ve lo spieghiamo subito. Anche se pochi lo ricordano, il 27 aprile di un anno fa Capitan Futuro venne premiato dall’Uefa come “giocatore più fedele d’Europa” nella classifica dei calciatori in attività che in carriera hanno indossato per più stagioni una sola maglia. Era dai tempi di Cannavaro “Pallone d’Oro 2006”che un italiano non riceveva un riconoscimento dalle mani dell’Uefa. E il bello era che De Rossi, alla sua 17ª stagione con la Roma, il club che lo ha cresciuto fin da piccolo, riceveva idealmente il testimone da Francesco Totti, ritiratosi dall’attività – e dalla militanza nella Roma – addirittura dopo 25 stagioni, un quarto di secolo esatto. E insomma, nonostante nel “Pianeta Pallone” la sola religione conosciuta sia quella del Dio Denaro, questo primato di fedeltà a una maglia, a un amore giovanile, a un sentimento, primato tutto italiano, anzi, tutto romano, era parso a noi degno di nota.

Nella motivazione, l’Uefa aveva voluto riportare le parole che proprio De Rossi aveva rilasciato ai suoi microfoni a inizio stagione: “Il rapporto con il club inizia quando sei ragazzino – aveva detto Daniele – e per me questo è sempre stato la Roma. Poi è diventato il mio lavoro, ma il grande amore per la squadra è rimasto ancora lì. Ho iniziato a sostenere la Roma da ragazzo e la mia personalità mi ha portato a sostenere il club con tanto fervore. Anche mio padre ha lavorato e sostenuto la Roma, ma non in modo fanatico come me”.

È andato avanti ancora, dal giorno del premio, Daniele; portando a 18 il numero delle stagioni e a 458 le partite giocate, fino all’annuncio , dolorosissimo, della settimana scorsa. “La Roma mi ha comunicato che non le servo più: giocherò ancora, ma non potrò più continuare a farlo qui”. Alzi la mano chi non si sia commosso, non abbia provato un profondo, lancinante dispiacere.Forse, mentre si accingeva a stappare lo champagne, avrà faticato a tenere a bada un po’ di tristezza anche Igor Vladimirovic Akinfeev, il 33enne portiere russo nato, cresciuto e affermatosi nel CSKA Mosca, 16 stagioni e 410 partite, ad oggi, con la maglia del suo unico club. Akinfeev, anche lui un campione, nella classifica dei giocatori più fedeli d’Europa era secondo: da agosto diventerà primo. Perché Capitan Futuro continuerà a giocare, sì, ma non potrà più farlo con la maglia della Roma. Peccato. Quel premio era un “made in Italy”di cui sarebbe stato importante sentirsi fieri. Qualcuno non l’ha capito.

FONTE  IL FATTO QUOTIDIANO – ZILIANI

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Roma, tra l’Europa League da programmare e le nuove idee di mercato

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 – Per sperare nel quarto posto servirebbe un miracolo all’ultima giornata: i giallorossi dovrebbero battere il Parma con cinque reti di scarto, sperando che nel frattempo l’Inter cada in casa con l’Empoli e il Milan venga fermato dalla Spal. A quel punto i rossoneri sarebbero sorpassati e ci sarebbe l’aggancio alla squadra di Spalletti, superandola però nella differenza reti generale: qualora a San Siro l’Empoli dovesse vincere con più gol di scarto alla Roma basterebbero meno reti nell’eventuale vittoria contro il Parma. L’unico altro caso possibile per raggiungere la quarta piazza è un arrivo a pari punti con Inter e Atalanta e contestuale sconfitta del Milan. Con il contemporaneo raggiungimento del traguardo a quattro squadre invece i giallorossi sarebbero sesti. Ragionando in termini più realistici bisogna guardare con maggiore interesse alla lotta per il quinto e il sesto posto, con il differente piazzamento che cambierebbe sostanzialmente i programmi estivi del club. La Roma può essere ancora virtualmente scavalcata dalla Lazio, attualmente a -5 dai cugini. I biancocelesti, avendo vinto la Coppa Italia, si sono però già aggiudicati il diritto di partecipare ai gironi della minore delle due coppe europee e quindi non ci sarebbero differenze nell’arrivare sesti o settimi. Tale risultato costringerebbe Florenzi e compagni a disputare il secondo e il terzo turno preliminare ed un playoff, per un  totale di sei partite per conquistare l’accesso ai gironi di Europa League. La Roma, che sarebbe testa di serie nei sorteggi del 19 giugno a
Nyon, conoscerebbe il proprio avversario la sera del 18 luglio, giorno in cui sarà disputato il ritorno del primo turno di qualificazione (le italiane non lo giocano). La stagione inizierebbe quindi il 25 luglio, mentre per la sera precedente è ad oggi fissata la terza sfida dell’ICC con il Benfica. La tournée, le cui date sono state svelate a fine marzo, prevede l’esordio  il 16 luglio con il Chivas, la seconda partita con l’Arsenal il 20 luglio e l’ultimo impegno è contro i portoghesi il 24 luglio. Per il momento la socità capitolina non ha preso alcuna decisione sul viaggio negli USA, preferendo rimandare ogni discorso a campionato terminato.

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I PRIMI NOMI – Termina la Serie A ma ora arriva il mercato a scaldare l’estate dei pallonari. E così per il ruolo di portiere – che dovrà trovare un nuovo padrone dopo la prossima cessione di Olsen, probabilmente in Premier League – è stato monitorato anche Neto, portiere del Valencia ed ex della Juventus. Pista assai complicata, anche perché il cartellino del giocatore si aggira intorno ai 25 milioni e la squadra spagnola ha il fascino di poter giocare la Champions League nella prossima stagione. Ma non basta. Un altro uomo per la difesa che verrà potrebbe arrivare da Empoli. Piace il terzino destro Giovanni Di Lorenzo, 25 anni, che anche ieri contro il Torino è stato autore di una buona prestazione. Detto che sul terzino c’è anche il Napoli, l’interesse della Roma si potrebbe materializzare soprattutto se fosse ceduto Karsdorp, che ha offerte dall’estero.

FONTE  SARA BENEDETTI 

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