Zaniolo, la Juve prova ad anticipare il Tottenham: incontro a Milano con l’agente

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Vigorelli, procuratore del giocatore, sarebbe stato visto lunedì insieme a Paratici

La Juventus ha già cominciato a costruire la squadra del futuro. Nonostante il nome dell’allenatore non sia stato ancora annunciato, gli obiettivi di mercato non sono cambiati. Come scrive Tuttosport, tra questi resta forte il nome di Nicolò Zaniolo. Il centrocampista è marcato stretto dal Tottenham, pronto a versare alla Roma un assegno da 50 milioni per farne l’erede di Eriksen. Per questo i bianconeri avrebbero intensificato i contatti con il procuratore del 22 romanista, Claudio Vigorelli, avvistato lunedì scorso insieme al ds juventino Paratici a Milano.

FONTE  TUTTOSPORT

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C’è Willems, ora si prova a svoltare a sinistra

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Piace il terzino dell’Eintracht, ma tornerà anche Luca Pellegrini

A Trigoria va parecchio di moda la sinistra, anche perché su quella fascia – soprattutto in difesa – c’è da lavorare, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

E così, visto che Kolarov potrebbe essere anche salutato a fine stagione, la Roma sta pensando ai giocatori adatti per quel binario. E il primo della lista, al momento, sembra essere Jetro Willems, 25 anni, olandese, in forza all’Eintracht, con già 22 presenze nella nazionale “orange”, anche se l’ultima risale al 2016. A rivelarlo è stato lo stesso manager del giocatore, che ha detto chiaro: “La Roma e il Newcastle sono interessati a lui”.

Il terzino ha il contratto in scadenza nel 2021 e costa circa 8-10 milioni. Velocità e duttilità sono le sue migliori caratteristiche, può giocare esterno alto e centrale difensivo, con il suo fisico imponente

Ma anche se l’affare Willems andasse in porto, c’è un altro candidato per la fascia sinistra, ed è Luca Pellegrini, che dovrebbe tornare dal prestito al Cagliari. La Roma sarebbe disposto a sacrificarlo solo per arrivare a Barella, che però per il momento pare un obiettivo difficile da raggiungere. Per questo la cosa più probabile è che Pellegrini torni alla base, anche perché il futuro d.s. giallorosso, Gianluca Petrachi – che la scorsa settimana ha incontrato il presidente urbano Cairo per liberarsi che lo vincola col Torino fino al 2020 – così come Giampiero Gasperini, l’allenatore in pole per ereditare la panchina di Claudio Ranieri, pensano che possa essere un profilo giusto da poter valorizzare in una stagione che ha il sapore della ricostruzione.

Parlando sempre di reparto difensivo, ci sono da registrare le voci che vogliono Perin nell’orbita della Roma, ma arrivano smentite in questo senso. Al momento, però, a Trigoria hanno altre idee, con Cragno in cima alla lista delle preferenze e con Sirigu sempre monitorato.

FONTE    Massimo Cecchini

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L’ira del Principe: “De Rossi scaricato con un tweet, Pallotta non ha avuto rispetto”

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– Sarà un Olimpico sold out. Come lo fu per Bruno Conti, Aldair e Totti. E come in Europa è stato per Gerrard, Terry e Del Piero. L’addio di De Rossi ha scosso la piazza di Roma ma non impedirà ai tifosi giallorossi di salutare l’ennesima bandiera che se ne va e che ha deciso di comprare una pagina di giornale per ringraziare la sua gente. Domenica sera contro quel Parma, che ricorda un lontano scudetto nel 2001, saranno in 62 mila (22 mila abbonati più 40 mila biglietti). Niente discorsi al microfono, ma una sobria celebrazione a fine partita e un giro di campo da lucciconi agli occhi. Conosce bene quella sensazione Giuseppe Giannini, detto il Principe. La sua festa d’addio, dopo pochi giorni dallo scudetto della Lazio, fu rovinata dalla contestazione anti Sensi e da un’invasione di campo che guastò una giornata iniziata nel migliore dei modi. C’è timore per una forte protesta anti Pallotta pure domenica sera. L’amato capitano degli anni ’90, oggi opinionista a Centro Suono Sport nella trasmissione 1927 la Storia Continua, sa bene cosa si prova ad essere scaricato dopo anni di amore: «Ci sono analogie, ma non mi va di parlarne visto che non ci sono più alcune persone. Capisco i motivi della contestazione e temo rovinerà una bella serata. Fossi in De Rossi diserterei. Sinceramente la notizia mi ha sconvolto. Daniele meritava ben altro rispetto. Ma come si fa a scaricare un giocatore con 600 presenze tramite un tweet? Ci sarà sold out? Saranno felici a Trigoria, il fatto di comunicarlo prima mi sembra una furbata della società per fare cassa al botteghino».
Anche sulla scelta tecnica il Principe è scettico: «Non rinuncerei mai a uno come lui. Temo la scelta sia stata presa dal nuovo allenatore scelto da Baldini». Il consulente che avvierà l’ennesima rivoluzione: «Utilizzo il ciclismo. La Roma ha sempre viaggiato in pianura negli ultimi 4-5 anni, senza grosse complicazioni, adesso davanti a sé ha una salita impervia. Questo per dire che anche dalle parole di Ranieri si è compreso che la società dal punto di vista degli investimenti dovrà dismettere, non rilanciare». A dare l’addio (da dirigente) potrebbe esserci anche Totti per il quale non è arrivata alcuna offerta ancora: «Si dice possa diventare direttore tecnico. Forse è la nostra ultima speranza, è l’unico che può tirarci fuori da questo pantano». In tribuna ci saranno tanti ex per salutare l’amico De Rossi: da Dacourt a Osvaldo passando per Delvecchio e Toni.

FONTE    LEGGO – BALZANI

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E l’ormai prossimo ds Petrachi fa già il mercato per Gasperini

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– Ancora cinque giorni poi Petrachi diventerà a tutti gli effetti il nuovo ds della Roma. Il dirigente è già al lavoro per avviare il progetto di rifondaione voluto da Pallotta e Baldini. Via i big Manolas, Dzeko e forse Kolarov, e dentro giocatori con ingaggio medio e possibilmente italiani. A guidare la squadra, con ogni probabilità, sarà Gasperini. Nel mirino sono finiti Di Lorenzo e Bennacer dell’Empoli, Willems dell’Eintracht e Mancini dell’Atalanta. In porta ballottaggio Cragno-Perin. Nella lista di Gasperini e Petrachi non ci sono soltanto giovani visto che l’atalantino ha ottenuto grandi risultati anche affidandosi a over 30 come Gomez, Ilicic e Masiello. Capitolo Zaniolo: il ds incontrerà presto il suo entourage con la Roma che non offrirà più di 2 milioni a stagione più bonus

FONTE    LEGGO – BALZANI 

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Montali: “Incredibile lasciar andar via De Rossi, Si poteva costruire un percorso triennale con lui”

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“De Rossi? Faccio molta fatica a capire come sia stato possibile arrivare a una situazione di questo tipo e come non si sia capito che tipo di importanza strategica abbia una persona come lui nella Roma”. Questo il commento di Gian Paolo Montali sulla situazione legata al capitano romanista. L’ex dirigente giallorosso, in esclusiva su Retesport, ha aggiunto:  “Ho lavorato solo in due squadre di calcio, Roma e Juventus, ma ho visto molti giocatori importanti. Pochi hanno dimostrato di avere lo spessore morale, umano e professionale di De Rossi”.

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Nel 2011, Montali ha rescisso consensualmente il contratto con la Roma. “Volevo rimanere alla Roma, ma ho capito che c’erano dinamiche completamente diverse e c’era un progetto nel quale non mi sono riconosciuto. Io non sono uno che rimane in un posto per lo stipendio e a dispetto dei santi. C’erano delle idee che non condividevo e che poi ho portato all’altra anima della società, che era Unicredit, perché non ritenevo assolutamente che ci fossero le condizioni per far fare il salto di qualità alla squadra e me ne sono andato, in punta di piedi. Se le persone che deleghi per comandare non hanno un imprinting per poter governare una squadra così importante come la Roma sicuramente anche la figura del presidente ne risente. Io credo che il presidente non debba essere necessariamente presente per ottenere risultati. Basti vedere il Manchester United, il Manchester City, l’Arsenal. Club che scelgono delle eccellenze, settore per settore, che hanno delle qualità, che si affidano a straordinari professionisti e dove c’è un’idea chiara. E’ possibile avere una società distante, ma deve delegare a un management importante. Specie in una squadra come la Roma che deve giocare per vincere”. 

Montali torna poi su De Rossi“Ho allenato i migliori giocatori del mondo, solo una volta mi è capitato un giocatore, De Rossi appunto, che mi ha detto: ‘Sa qual è il mio unico cruccio direttore? Non avere due vite da dedicare alla Roma’. Come si fa a non capire il valore di un elemento così? Perché non preparare un percorso triennale con lui. Farlo giocare ancora un anno, affiancarlo un biennio al nuovo allenatore e poi affidargli il progetto in prima persona? Non è una cosa complicata da capire e da programmare”. Non dà ulteriori consigli Montali, ma si limita ad un’ultima raccomandazione: “Le componenti fondamentali per vincere sono tre: società, allenatore e giocatori, in ordine di importanza. Ma chi le fa le scelte nella Roma? Chi rappresenta la società? Di sicuro la Roma merita un allenatore di primissimo livello, che venga qui non solo per piazzarsi, ma per vincere”. 

FONTE    in esclusiva su Retesport

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Olimpico sold out. L’addio di De Rossi con una maglia speciale

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– Più di sessantamila per Daniele De Rossi. Sold out lo stadio Olimpico, compreso il distinto solitamente destinato agli ospiti, e per l’occasione assegnato ai romanisti. Come già successo due anni fa, per il saluto a Totti. Un muro giallorosso, di magliette col numero 16 e di  sorprese che la curva sud e gli altri settori stanno preparando. Una festa triste in notturna (col Parma si giocherà alle 20,30), per salutare il capitano della Roma, al termine di giorni pesanti, per la sommossa popolare che si è scatenata contro la società. Tutto esaurito, 38 mila i biglietti staccati, che si sommano ai 24 mila abbonati, con la squadra che indosserà la nuova maglia, quella della prossima stagione (in questi giorni in vendita negli store ufficiali). La divisa avrà un logo speciale, una patch da collezione cucita, per celebrare il saluto a Daniele. Scenderà in campo dal primo minuto, come anticipato da Ranieri al termine della partita col Sassuolo, dopo essere rimasto in panchina nelle ultime due gare. Sarà  celebrato dalla società attraverso Francesco Totti, l’unico non contestato dalla tifoseria al momento. L’ex numero 10 darà all’amico una targa, proprio come due anni fa aveva fatto De Rossi, commosso, con lui. Un altro passaggio di consegne che però porterà i due, dopo vent’anni, a separarsi. «Faccio molta fatica a capire come si sia arrivati a una situazione di questo tipo, pochi hanno dimostrato di avere lo spessore morale, umano e professionale di De Rossi». A infilarsi nella questione del forzato addio del numero 16, è Gian Paolo Montali. L’ex dirigente giallorosso (ha rescisso nel 2011), attualmente attraverso Retesport, fa sapere il suo pensiero. «Come si fa a non capire il valore di un elemento di questo livello? Perché non preparare un percorso triennale con lui? Farlo giocare ancora un anno, poi affiancarlo per un biennio al nuovo allenatore, fino ad affidargli la panchina. Non è una cosa complicata da capire e programmare. Ma chi fa le scelte nella Roma? Chi rappresenta la società?». Domande che restano sospese, in attesa che possa sdoganarsi dal Torino il nuovo direttore sportivo, Petrachi, e che si definisca l’accordo con Gasperini. Intano la gara contro il Parma sarà verosimilmente l’ultima, con la maglia giallorossa, per Dzeko. L’attaccante saluterà dopo quattro stagioni e 87 gol in giallorosso, pronto a dividersi dal club di Trigoria a un anno dalla scadenza di un contratto che non gli sarà rinnovato.

FONTE    LA REPUBBLICA – FERRAZZA

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