Belinazzo: “Il Milan probabilmente verrà penalizzato dalla Uefa con l’esclusione dalle coppe”

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Marco Belinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, è intervenuto ai microfoni di Rete Sport per parlare di possibili sanzioni della Uefa contro il Milan. Se ciò accadesse, la Roma ne prenderebbe il posto entrando in Europa League direttamente dalla fase a gironi; ma semre se non si riuscisse ad entrare in Champions League:

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“La UEFA probabilmente penalizzerà il Milan con l’esclusione dalle prossime coppe europee, non c’è trattativa in questo. Il discorso si può imbastire sulla sanzione già in corso, ma sono percorsi separati. Il Milan rischia ulteriori sanzioni economiche per il futuro triennio, da società recidiva. Potrebbe però esserci la volontà della UEFA di non affossare ulteriormente il club. Quando entra in gioco l’organo contabile della UEFA però, la discrezionalità di carattere politico viene meno. O si insiste con le sanzioni nei confronti del Milan, o si suggerirà di trovare un compromesso come successo con Manchester City e Paris Saint-Germain”.

FONTE  Marco Belinazzo

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Shopping azzurro: Chiesa per l’Inter, Roma su Barella

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– Il mercato ricorda gli scacchi: chi muove una pedina, sa già che gli avversari faranno altrettanto. Nemmeno il tempo di registrare l’affondo della Juve per Milinkovic che Inter e Roma si preparano a rispondere, dando l’assalto a due dei nazionali più contesi d’Italia: Federico Chiesa e Nicolò Barella. La coppia nerazzurra Marotta-Ausilio vuole anticipare proprio i bianconeri per l’esterno della Fiorentina, a prescindere dalla firma di Conte, ormai imminente: ha individuato in Chiesa il grande obiettivo dell’estate e vuole affrettare i tempi proprio per battere la concorrenza di Andrea Agnelli, costretto ad aspettare il nome del tecnico che guiderà i bianconeri. Operazione onerosissima, che però può contare su due elementi favorevoli: la voglia del ragazzo di lasciare Firenze a questo punto della propria carriera e di trasferirsi in una squadra in cui avere una certa garanzia di impiego. Difficile a Torino tra Bernardeschi, Cuadrado e ovviamente Cristiano Ronaldo. Più facile in un’Inter che tra Perisic, Politano, Candreva e Keita (che però il club non riscatterà dal Monaco) non ha gerarchie solidissime sulle fasce offensive. Il progetto Conte prevede poi Dzeko, erede designato di Icardi – costerà 12-15 milioni – e con cui i dialoghi sono in fase avanzata. Ma il tecnico pretende anche Lorenzo Pellegrini, con il ds Ausilio fortemente tentato dalla clausola che permette di averlo versando 30 milioni pagabili in due rate da 15. L’ostacolo è la Roma, che non ha alcuna intenzione di cederlo, oltre al desiderio del centrocampista di restare nella propria città.

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Semmai, la strategia prevede di aggiungere a Pellegrini una stellina: Nicolò Barella del Cagliari, con cui è in atto un filo diretto. Prezzo alle stelle, ma nell’affare può rientrare Defrel che piace a Maran. Barella sarebbe l’uomo chiave del 3-4-1-2 di Gasperini, il tecnico scelto dalla Roma per ripartire dopo il disastro dell’accoppiata Di Francesco-Monchi (con la collaborazione finale di Ranieri). L’allenatore deve ancora essere liberato dall’Atalanta ma è convinto che non ci saranno problemi: venerdì ha incontrato il presidente Percassi, che per sostituirlo vorrebbe proprio l’ex giallorosso Di Francesco. Già all’inizio della prossima settimana, Gasperini conta di essere a Roma. Come il ds Petrachi: lui a campionato finito si dimetterà dall’incarico che ricopre al Torino per convincere Cairo a lasciarlo andare. Per entrambi contratto di tre anni (2,2 milioni netti al tecnico), base di un piano triennale in cui avrà un ruolo strategico pure Totti e di cui Barella rappresenta la chiave di volta, quasi un erede simbolico di quel De Rossi che domenica saluterà – non senza polemiche – la sua Roma dopo 18 anni.

Se Inter e Roma si muovono, il Napoli le proprie mosse le ha già fatte. A gennaio ha bloccato Lozano del Psv per la fascia sinistra d’attacco e Pablo Fornals del Villarreal per il centrocampo. Ora sta stringendo con l’Atalanta per altri due nomi: Ilicic è vicinissimo, nonostante i 31 anni suonati. Accordo raggiunto anche con Castagne, esterno capace di coprire entrambe le fasce e quindi utilissimo per gli schemi di Ancelotti. Al suo Napoli manca sempre un regista: De
Laurentiis si è portato avanti contattando l’agente di Veretout, della Fiorentina come Chiesa e come
lui destinato al trasloco in estate
(per questo ha cambiato agente).
Piccole rivoluzioni per colmare un
gap che, con Milinkovic in bianconero, rischierebbe di aprirsi ulteriormente.

FONTE    LA REPUBBLICA – CARDONE/PINCI

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Ranieri: “La Roma ha un futuro ma è sempre meglio volare bassi”

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Il tecnico: “Non metto pressione sul mio successore, per questo parlo di Europa League”

È arrivato come tifoso e come tifoso se ne andrà dopo 11 partite sulle panchine della Roma, scrive Luca Valdiserri sul Corriere della Sera, con una media punti in campionato praticamente uguale a quella del suo predecessore: 1,72 Ranieri e 1,69 i Francesco.

“I panni del tifoso non me li sono mai tolti. Sono e sarò sempre un romanista” ha detto Ranieri intervistato dal sito ufficiale dal club.

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“Questa squadra ha un futuro, perché ci sono dei giovani molto interessanti: sono sicuro che potrà far bene”. Però cerca di essere il più obiettivo possibile nell’analisi sul futuro più immediato. “Bisogna vedere come cambierà la squadra del prossimo anno e capire che allenatore verrà. Questo gruppo sta lottando fino in fondo in un’annata che è andata male. Io non voglio caricare di responsabilità il mio successore. Sarebbe troppo facile. E allora voliamo più basso: dico che la prossima squadra dovrà quanto meno entrare in Europa League. Se poi ci sarà l’anno buono e la Roma entrerà in Champions, allora sarà una bella sorpresa per tutti. Io sono sempre stato così: meglio non caricare di aspettative i tifosi. Questo club ha sempre detto di voler mantenere il bilancio a posto e credo che sia giusto. Quando sono tornato ho visto tantissimi cambiamenti, tante cose che prima non c’erano, vuole dire che i soldi qui sono stati spesi e le cose sono state fatte bene. Ovviamente ai tifosi non importa nulla di tutto ciò che non si vede, loro vogliono solo vedere la squadra lottare sul campo. Un tifoso, giustamente, pensa così. Io, che sono allenatore, dico che qui c’è un’ottima struttura, c’è una grande società e c’è una grande crescita”.

FONTE    Luca Valdiserri

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Roma, su Gasperini c’è anche il Milan: il tecnico preferirebbe i rossoneri

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Tra le due contendenti c’è la speranza di Percassi di riuscire a farlo restare con adeguamento e prolungamento di contratto

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Gian Piero Gasperini sembra l’uomo scelto dalla Roma per ricostruire il futuro. Il tecnico dell’Atalanta incontrerà venerdì il presidente Percassi (che spera di farlo restare con rinnovo e adeguamento). e gli comunicherà la scelta sul futuro. A mettere i bastoni tra le ruote ai giallorossi sembra esserci il Milan. Come riporta il Corriere di Bergamo, i rossoneri non solo sarebbero interessati a Gasperini, ma avrebbero anche la preferenza dell’allenatore ex Genoa. I giallorossi aspettano e dopo il rifiuto di Conte, potrebbero ritrovarsi a dover fronteggiare un nuovo no.

FONTE   CORRIERE DI BERGAMO

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Petrachi, percorso tutto in salita per piazzare i sopravvalutati

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Il rischio per il nuovo direttore sportivo sono le minusvalenze con le possibili cessioni di Pastore, Schick e Nzonzi

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“Rivoluzione” è il termine maggiormente accostato alla Roma in queste settimane, scrive Stefano Carina su Il Messaggero.

È una rivoluzione pensare ad una squadra senza più De Rossi, che saluterà presumibilmente Manolas e Dzeko e che avrà un nuovo allenatore (Gasperini) più un nuovo direttore sportivo. Il lavoro che attende Petrachi non è facile.

In primis dovrà abbassare il monte-ingaggi (ora, senza Luca Pellegrini al Cagliari, è di 90,9 milioni lordi) e poi acquisire calciatori che s’integrino negli schemi di Gasperini. L’allenatore piemontese non è Sarri, più malleabile in generale nell’adattarsi alla rosa a disposizione. Per il suo 3-4-3 ha bisogno di elementi specifici. L’ennesimo ribaltone di mercato è dunque alle porte.

Ci sono alcuni calciatori della rosa dei quali sarà difficile liberarsi. Prendiamo ad esempio il caso di Pastore, l’emblema del flop estivo di Monchi. L’argentino, 30 anni a giugno, è stato pagato 24,6 milioni (più 1 di commissioni) e ha un contratto sino al 2023. Percepisce un ingaggio di 4 milioni (7,4 al lordo). Tradotto: a breve il valore residuo a bilancio sarà di 19,5 milioni. Nel suo caso, l’unica strada percorribile appare il prestito, con il rischio però di doversi sobbarcare gran parte dello stipendio.

Ma non finisce qui. Perché se Schick (e Karsdorp), flop dell’era monchiana, potrebbe forse ritagliarsi un ruolo alla Ilicic (e in quest’ottica i preliminari di Europa League potrebbero agevolare il lavoro di Petrachi e Gasperini: se si ritrova, rimane, altrimenti cessione/prestito in Germania), improbabile che ce la facciano calciatori come Olsen e Nzonzi. Il francese classe ’88 è costato 27,9 milioni (più 1,5 di commissioni), guadagna 3,1 milioni (5,7 al lordo) e a bilancio pesa ancora per 22 milioni. Il portiere, invece, è costato meno (9 milioni più 2,3 di commissioni). Chi li vuole, però, giocherà al ribasso.

C’è poi Perotti (ingaggio di 2,7 milioni, 5,0 lordi). Già la scorsa estate a Trigoria provarono a trovargli una sistemazione, scontrandosi con il parere negativo del calciatore. L’argentino adora Gasperini (“Mi ha cambiato la carriera”) ma sono trascorsi ormai tre anni e Diego a luglio ne farà 31, reduce da una stagione nella quale è stato più in infermeria che in campo. Rischia di diventare un boomerang anche la valutazione (9,5 + 0,5 di commissioni) data a Santon. Per non fare minus-valenza, Petrachi dovrebbe cederlo a 8 milioni. Non pochi.

FONTE    Stefano Carina

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