Mercato, Perin può lasciare la Juve: contatti tra la Roma e l’agente

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I giallorossi cercano un nuovo portiere per la prossima stagione e il bianconero spera di avere continuità in vista dell’Europeo

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Mattia Perin vuole giocare con più continuità in vista dell’europeo del prossimo anno. Chiuso a Torino dall’ingombrante presenza di Sczesney lui e il suo staff starebbero valutando le attenzioni della Roma. Il club capitolino, scrive l’esperto di mercato Schira, sta cercando infatti un portiere per la prossima stagione per sostituire il deludente Olsen, apparso non all’altezza della situazione in più di un’occasione. Perin potrebbe essere un valido sostituto considerata la relativa giovane età e l’affidabilità data da una buona esperienza, rinsaldata quest’anno dallo stimolante ambiente bianconero. Dovrebbe inoltre avere vita facile nel confronto con Mirante, che comunque ha destato ottime impressioni nel finale di campionato. Vedremo nei prossimi giorni se i primi contatti si trasformeranno in qualcosa di più concreto.

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Inter-Dzeko: si fa

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 – C’è una massima del calcio moderno che ogni dirigente conosce a perfezione: il mercato non dorme mai. Sembra uno slogan banale, qualcosa da dare in pasto ai milioni di tifosi e appassionati che smaniano dal desiderio di capire chi arriverà, come sarà la squadra del futuro.

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Ma dietro alle parole ci sono i fatti e un lavoro che non conosce sosta, che viene sviluppato in silenzio e sottotraccia ogni giorno. (…) La rivoluzione contiana partirà dall’attacco, dove l’ex tecnico del Chelsea e della Nazionale vuole due prime punte di spessore per il dopo Icardi, da affiancare a Lautaro Martinez,considerato più una seconda punta. Gli identikit sono quelli già noti da un po’, la novità semmai sta proprio nel fatto che il lavoro di Ausilio e Marotta ha messo l’Inter in condizione di poter affondare il colpo e tentare di chiudere sia per Edin Dzeko sia per Romelu Lukaku. Con un però: il doppio arrivo è vincolato alla cessione di Icardi e alla tempistica dell’addio dell’ex capitano.(…) Il destino di Icardi interessa poco o nulla a Dzeko, promesso sposo ormai da diverso tempo. Il bosniaco e l’Interhanno trovato un’intesa su tutto, manca soltanto l’interlocutore della Roma con cui parlare e imbastire una trattativa sul cartellino del giocatore, per cui i giallorossi chiedono venti milioni di euro. Ma finché la Roma non ufficializzerà il nome del nuovo direttore sportivo, la trattativa non potrà chiudersi. Un’idea di massima sulla tempistica però c’è: Roma e Inter hanno tutto l’interessa a definire l’operazione entro il 30 giugno, perché chi incassa (la Roma) mette a bilancio subito l’intera cifra pattuita, mentre chi compra (l’Inter) può spalmare su più anni a partire dal bilancio successivo, quindi dal prossimo 1 luglio. (…)

fonte    GAZZETTA DELLO SPORT

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De Rossi dell’altro mondo. Festa, dediche e vacanze

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– Ha lasciato l’Olimpico quando ha smesso di piovere, poi è andato in un locale in centro. Daniele De Rossi, il sorriso con cui ha fatto il giro di campo domenica notte non lo ha perso neppure a cena: con lui c’era anche Kolarov. (…) Ieri è partito per la vacanze con direzione Giappone (poi andrà alle Hawaii). Sul futuro poi sarà De Rossi a decidere.

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Sarah ha detto chiaro e tondo che “sarà libero di fare ciò che vuole” e chissà se, davvero, il centrocampista si farà tentare dal Boca Juniorsdell’amico Burdisso. (…) Deciderà in questi giorni, o forse anche con più calma: all’Olimpico, domenica sera, c’era il suo agente, Sergio Berti, che lo aiuterà nella scelta migliore, ma senza ansia.

FONTE    GAZZETTA DELLO SPORT

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Roma, cresce il valore d’impresa: club 21esimo in Europa

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– (…) Ci sono metodi oggettivi per assegnare un valore d’impresa a una società di calcio, per quanto abbia una sua specificità rispetto alle aziende tradizionali. Qui non parliamo del corrispettivo di una compravendita, che dipende da domanda e offerta, ma del cosiddetto enterprise value, somma degli apporti dei soci nel capitale e dei debiti al netto delle liquidità.

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Ecco, per arrivarci Kpmg utilizza il modello dei multipli del fatturato, correggendo il moltiplicatore con un algoritmo costruito ad hoc che pesa in maniera più fedele le caratteristiche del club, attraverso cinque parametri: profittabilità (rapporto stipendi-fatturato), popolarità (seguito sui social media), potenziale sportivo (valore della rosa), gestione diritti tv ed eventuali stadi di proprietà. Da tempo ormai la Juventus viaggia a una velocità tutta sua: il suo valore d’impresa, aumentato del 57% tra il 2016 e il 2019, è superiore a quello delle milanesi messe assieme. L’ultimo report di Kpmg, basato sui dati economico-finanziari del 2017-18 e sulle altre voci (social e rosa) all’1 gennaio 2019, ha recepito solo i primi effetti dell’operazione Ronaldo. «Oltre all’indiscutibile potenziale sportivo e commerciale del portoghese, resta da vedere come tale acquisizione avrà un impatto sulla sostenibilità del club e sulla valutazione aziendale nelle prossime stagioni», scrivono gli analisti. Quanto all’Inter, la crescita è dipesa dal boom commerciale e dalla gestione più equilibrata: quando i cinesi sono arrivati il club valeva 429 milioni, ora è salito a 692. Parabola differente per il Milan che presenta la performance peggiore a livello europeo in termini di redditività (-57% il ritorno sulle vendite). Rossoneri diciannovesimi a quota 555 milioni, dietro il Napoli a 569 e davanti alla Roma a 516. Nella classifica delle 32 c’è pure la Lazio, 28a a 297. (…)

FONTE    GAZZETTA DELLO SPORT 

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Percassi deve risolvere il rebus Gasperini

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– Nemmeno il tempo di festeggiare e l’Atalanta si ritrova a giocare la partita più complicata dell’intero campionato culminato con la qualificazione in Champions. A breve si saprà chi siederà sulla panchina dei bergamaschi nella prossima stagione. Gasperini è al centro di voci che lo vorrebbero lontano da Bergamo. Oggi l’incontro con il presidente Percassi per capire se ci sia condivisione d’intenti. Non a livello economico (ha un contratto con scadenza al 2021 rinnovato 8 mesi fa), ma di strategie.

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Che riguardano, soprattutto, la costruzione di una rosa più ambiziosa. Il tecnico non ha digerito il mercato di un anno fa ed è rimasto deluso da quello di riparazione, quando non era arrivato il centravanti di riserva richiesto. Per trattenerlo, Percassi dovrà fornire garanzie. Tradotto: l’acquisto di 4 giocatori di livello per affrontare la Champions non da turista e la rassicurazione che solo un big (Zapata è il sacrificabile se garantirà una plusvalenza di 25 milioni, è stato ingaggiato per 26) potrà partire (…) Dalla Capitale insistono, ma Gasp non sarebbe pienamente convinto del progetto che dovrebbe essere low cost. Senza contare la pressione su un tecnico che ha bisogno di tempo per far digerire la sua filosofia calcistica. E, in questo senso, cominciare la stagione affrontando i preliminari di Europa League, con l’esigenza di fare subito risultato, non aiuterebbe l’assimilazione del suo gioco. (…)

FONTE    CORRIERE DELLA SERA 

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Per riempire lo Stadio non servono solo tragici addii

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 – Fair play finanziario e soldi: sono queste le basi su cui la proprietà americana ha portato avanti la sua gestione della AS Roma da quando ne è diventata proprietaria nel 2011. Si possono comprare dei giocatori, insomma, ma non prima di averne venduti altri. E questi altri purtroppo, soprattutto negli ultimi tempi, erano i migliori della rosa giallorossa.

Tale visione che ha fatto sì che si prendesse più di qualche scelta non proprio gradita ai tifosi capitolini.

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L’ultimo episodio, dal punto di vista cronologico, che rientra appieno in questa ottica, è il mancato rinnovo di Daniele De Rossi, dopo 18 anni di più che onorata carriera con la maglia giallorossa tatuata sulla pelle

Il contratto non è stato rinnovato perchè, secondo le voci provenienti da Boston, il calciatore ha raggiunto una certa età e quindi, almeno secondo i dirigenti della Roma, non è più in grado di dare il proprio supporto alla causa giallorossa.

Lo stadio per l’ultima partita di Capitan Futuro, giocata ieri sera contro il Parma, è andato sold out nel giro di pochi giorni dopo la triste notizia giunta da oltreoceano. Sugli spalti dell’Olimpico, infatti, erano presenti più di 60.000 persone per dare l’addio ad un giocatore che, non solamente per i tifosi capitolini, rappresentava l’ultima bandiera nel mondo del cosiddetto “calcio moderno”.

Per essere presenti ad una partita storica, e non certo per il risultato che si doveva raggiungere sul campo, moltissime persone non hanno badato a spese per assicurarsi uno dei preziosi tagliandi dell’evento sovra-citato. E così facendo hanno dato una mano, almeno dal punto di vista economico, al contestatissimo presidente James Pallotta.

Non è la prima volta che la Roma riesce a fare uno stadio sold-out per salutare uno dei suoi giocatori simboli. Infatti, anche 28 maggio 2017, quando appese gli scarpini al chiodo un certo Francesco Totti, l’impianto romano si presentò, per tale occasione, esaurito in ogni ordine di posto. Insomma, anche in quella data, i tifosi romanisti fecero di tutto per dare il degno saluto ad un’altra loro eterna bandiera. Ed anche allora, proprio come oggi, non mancarono proteste per quanto riguarda il trattamento ricevuto dall’ex numero 10 giallorosso.

Il fatto che vorremmo mettere in risalto in questo pezzo è che la Roma, negli ultimi tempi, ha fatto registrare il pienone allo stadio Olimpico soprattutto in occasioni che definire “tristi” ci sembra più che necessario. Sono, infatti, poche le partite, in cui ci si giocava qualcosa di importante sul campo, che hanno visto una presenza di pubblico adatta a questo tipo di incontri.

Da questo punto di vista potremmo citare due partite di Champions League della scorsa stagione: quella contro il Barcellona nel ritorno dei quarti e quella contro il Liverpool nel ritorno delle semifinali. Ma questi due eventi non sono stati sold-out così a caso: erano, pur sempre, match del più importante trofeo europeo contro avversari che, già dal nome e per i giocatori della rosa, dovunque vadano a giocare richiamano una discreta quantità di pubblico della squadra avversaria.

Noi crediamo che si debba far tornare il pubblico allo stadio sempre, sia contro le squadre più blasonate che contro quelle di più basso profilo, e non solo in determinate occasioni come accaduto, troppo spesso negli ultimi anni. Perchè, alla fine, sia che si giochi contro la Juventus o contro l’Udinese, sempre tre punti in palio ci sono.

Ma come si fa a riportare la gente allo stadio sempre e comunque?

Sicuramente, a parere di chi scrive, non certo smantellando quei concetti di “romanità” e attaccamento alla maglia che, da sempre, contraddistinguono i tifosi giallorossi. D’altronde, i due casi delle partite di Champions Lague sovra-citate, rendono bene il concetto espresso poche righe sopra.

Basta mettere su una squadra che dopo aver dato tutto, sul rettangolo da gioco, riesce, anche con un po’ di fortuna, a raggiungere livelli del genere ed il pubblico romanista, di conseguenza e per tradizione, tornerà in massa allo stadio. La passione dei tifosi capitolini, infatti, non è mai mancata. Tutto questo nel bene e nel male: anche quando la Roma, per i bassi risultati raggiunti, veniva descritta da molti addetti ai lavori con il termine di “Rometta”.

D’altronde la passione sfrenata del popolo giallorosso viene riassunta anche da numerosi cori, cantati durante ogni partita: da “nessun mai ti amerà più di me” a “non c’è donna non c’è fede, perchè io amo solo te” passando per “non smetterò mai di lottar”.

In chiusura, tornando all’ultima partita di De Rossi vogliamo darvi un dato in particolare riguardante la serata: l’incasso dai biglietti del match è stato di oltre 2 milioni di euro, quasi 2,5 milioni.    Questa cifra, paradossalmente, si avvicina molto a quella che percepiva DDR prima che non gli rinnovassero il contratto (3 milioni). Praticamente con una sola partita “di passione” ci si può ripagare quasi l’intero ingaggio di un top player. Chissà, magari con quegli stessi soldi, la società di Boston avrebbe rinnovato il contratto del biondo di Ostia di un altro anno. Questa decisione avrebbe portato ad un addio più graduale di De Rossi, come il suo predecessore Totti, e quindi più accettato da tutti.

Questa è chiaramente una provocazione ma, dal momento che“business is business”, non capire che per riportare la gente allo Stadio (e aumentare gli incassi) servono emozioni (possibilmente positive e non legate a tragici addii) è un errore da imprenditori alle prime armi e non da chi ha fatto dello slogan di cui sopra un mantra da seguire irrimediabilmente.

FONTE    INSIDEROMA.COM – ROBERTO CONSIGLIO

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Asciugate le lacrime, torniamo a fare gruppo

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Sarà diversa la nuova Roma, ma non è scritto da nessuna parte che non possa farci ugualmente battere il cuore, come sempre è successo

Ancora qualche minuto, ora, giorno perché si asciughino le lacrime che hanno accompagnato la chiusura di un capitolo della nostra vita, scrive Paola Di Caro sul Corriere della Sera.

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Poi sarà già tempo di ricominciare. Gli addii si consumeranno tra dispiacere, qualche rimpianto o perfino con sollievo, perché nella vita si perde sempre qualcosa per strada. Ma lasceranno il posto a nuovi arrivi, con la curiosità che ogni incontro porta con sé.

Sarà diversa la nuova Roma, ma non è scritto da nessuna parte che non possa farci ugualmente battere il cuore, come sempre è successo. Cambieranno magari gli obiettivi immediati, non la voglia di raggiungerli e la soddisfazione se il cammino sarà coinvolgente. Purché si ritorni – senza più strappi e con l’empatia che è mancata negli ultimi passaggi – a fare squadra. In società, in campo e con i tifosi.

Servirà un allenatore che sappia dare valore, gioco ed entusiasmo a chi resterà. Servirà gente motivata, per la quale indossare questa maglia sia un piacere ogni giorno. E serviremo noi. Che, anche questa volta, risponderemo “presente”.

FONTE    Paola Di Caro

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Perotti è l’uomo che decide gli addii. Stagione in bilico ma spera di restare

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Decidere assieme al nuovo tecnico, che potrebbe essere quel Gasperini che l’aveva rilanciato al Genoa

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Qualcuno, scherzando ma neppure troppo, ha detto che Diego Perotti è il “man of the night” della Roma. Tradotto, colui che chiude le feste. Ha segnato spesso gol finali, e lo ha fatto anche domenica contro il Parma. “Se resto? Spero di sì”, si è lasciato sfuggire domenica notte. La sua idea è quella di continuare con la Roma, soprattutto se dovesse arrivare Gasperini, l’allenatore che gli ha restituito una vita (calcistica) in Europa. Come scrive La Gazzetta dello Sport, Perotti, a 31 anni, sa di poter fare ancora la differenza ed è pronto a giocarsi le sue carte. Sarà poi Gasperini, o chi per lui, a parlarci e a capire se continuare insieme o dividere le strade.

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