Calciomercato: la Roma ci prova per Cragno, ma l’offerta è troppo bassa

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 – Alessio Cragno è, sicuramente, uno dei giocatori più accostati alla Roma in ottica di mercato recentemente. I giallorossi sono pronti a fare sul serio per il portiere: come riportato dal portale La Nuova Sardegna, la società giallorossa avrebbe presentato al Cagliari un’offerta di 18 milioni, ritenuta però insufficiente. Nella trattativa la Roma vorrebbe inserire anche due giovani in prestito, tra cui Luca Pellegrini. Il club sardo, però, vorrebbe 25 milioni per privarsi di Cragno e vorrebbe discutere separatamente del futuro del giovane di proprierà dei giallorossi.

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Atalanta, Percassi: “Con Gasperini c’era un contratto in essere. Zapata vale 25 milioni”

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ATALANTA PERCASSI GASPERINI – Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta, ha parlato in un’intervista ai microfoni di Bergamo TV. Queste le sue parole:

Su Gasperini…
“C’era un contratto in essere, non volevamo mettere nulla in discussione. Poi abbiamo pensato ad una strategia condivisa. Siamo felicissimi di continuare con lui, con gioia”.

Su Duvan Zapata…
“Vale 25 milioni, se arrivano con 50? Valutiamo. Parleremo con il mister, si può ancora ragionare. Ma sono tutte ipotesi, siamo agli inizi. La cosa importante è che ti chiedono i giocatori, se non te li chiedono è un problema. Ilicic e Gomez restano al 100%, sono sotto contratto. Sono giocatori di un’altra età”.

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Le radio di Roma e il calcio tra sconcerto e una certa dose di fascino

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– A modo loro hanno un effetto ipnotico. Ore e ore, tutto il giorno e tutti i giorni, a discutere sul rigore; su un giocatore e, fondamentalmente, sul perché la Roma non vince lo scudetto. Discorsi senza un inizio e una fine: eppure magnetizzano, impediscono di staccare, in un vortice che lascia gratificati, o esausti.

Sono le radio di Roma che parlano di calcio. Neppure a Barcellona, dove la squadra è un mito identitario; neppure a Londra, con più squadre a combattere per ogni titolo possibile e immaginabile; neppure a Milano o Liverpool, dove il calcio è storia e sentimento, esiste un fenomeno simile: 9 radio e oltre 300mila ascoltati al giorno in cui non si parla, letteralmente, di altro. Perché? Perché solo a Roma? Se qualcuno un giorno dovesse studiare le origini del populismo, e della circostanza che proprio a Roma si sia affermato per primo, farebbe bene a sentire un po’ queste radio, perché vi troverebbe la sua essenza, il suo fascino e il suo sconcerto.

 

Se un’auto-rappresentazione del popolo esiste, si trova lì; se un modo di contrapporre élite e popolo è sostenibile, si trova lì; se il complottismo esiste, se ne trovano proprio lì esempi a ogni ora. Perché solo a Roma? Bisogna ascoltarle un po’ e si vedrà che la loro retorica è su Roma e sul suo destino, imperiale un tempo e claudicante adesso.

E la Roma «caput mundi», la Roma dei Cesari (non è un caso che mentre Adidas e Nike celebrino il mito del corpo, per i calciatori della Roma, e solo per essi, se ne celebri la rievocazione mimetica, gladiatoria e imperiale), la Roma che merita un posto centrale nella storia del mondo è il sottofondo implicito di tutta la rabbia e le speranze dentro questo infinito parlare della squadra di calcio. Il sortilegio per cui la Roma non conquista la Champions, o almeno lo scudetto, entra in labirinti kafkiani: c’è sempre un’entità vicina o lontana, concreta o astratta che si muove contro, di cui non si ha la percezione dei confini e del suo fine ultimo, se non appunto d’impedire che il trionfo, suggerito dalla storia della città, s’avveri. Perché allora a Roma? Forse perché la spinta, del tutto meritevole, ad avere una città all’altezza della sua storia, di quel che merita, è diventata una fantasia calcistica, una fuga dalla realtà quotidiana, di buche, disordine e solitudine. Un ribaltamento delle cause e degli effetti, che tenta di riempire un vuoto, altrimenti insostenibile.

fonte    CORRIERE DELLA SERA – PREITI

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Roma, Perotti deciso a restare: “Voglio rispettare il contratto”. E si diverte a calcetto

 

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El Monito è stato intervistato in Argentina, dove sta passando le vacanze

Diego Perotti non cambia idea. El Monito vuole restare alla Roma e torna a ribadirlo in un’intervista rilasciata a Fox Sports Argentina: “Voglio rispettare il contratto con i giallorossi”. Un colpo al cuore per i tifosi del Boca Juniors, che oltre a sperare in De Rossi sognano il ritorno del beniamino di casa. Perotti ha un accordo che scadrà nel 2021. In questa stagione gli infortuni l’hanno costretto a restare a guardare per grande parte della stagione. Il suo obiettivo (oltre a quello di “tornare in nazionale”) è essere un punto fermo della Roma che verrà. E in attesa di cominciare il ritiro con i giallorossi, si è divertito in una sfida di calcetto 3 vs 3 negli studi di Fox Sports.

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Mercato Roma, Kolarov allontana il ritorno alla Stella Rossa: “Nulla di vero”

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Il terzino giallorosso piace all’Inter di Conte e potrebbe seguire Dzeko, prossimo a trasferirsi in nerazzurro

Aleksandar Kolarov non tornerà alla Stella Rossa di Belgrado in questa sessione di mercato. Nei giorni scorsi si era paventata la possibilità di un suo ritorno in patria, ma è la stesso Kolarov a spegnere le voci: “Non c’è nulla di vero ad oggi”. Il capitano della nazionale serba, autore di una stagione da record con la Roma, potrebbe decidere di giocarsi le sue chance in un altro grande club. Su di lui è forte l’interesse dell’Inter, prossimo a portare a casa l’amico Dzeko, per il quale può arrivare la fumata bianca già questa settimana.

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Ironia e basso profilo: via alla campagna abbonamenti

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– Qualche tifoso ha sorriso vedendo il seggiolino vuoto, immagine della campagna: «Così resterà a lungo». Qualcun altro, invece, si è arrabbiato: «Il video parte con Totti, De Rossi e Manolas. Due non ci sono più e uno chissà». Qualche altro tifoso, invece, ha risposto presente: «Perché io mi abbono alla Roma, mica a presidenti o calciatori». Con poco preavviso ieri la società giallorossa ha lanciato la campagna abbonamenti per il 2019-2020 e, consapevole del momento difficile tra club e tifosi, ha scelto un profilo basso.

Passione

La campagna «È qui che vive la mia passione» si basa sul concetto di esserci sempre e comunque, all’Olimpico, come luogo dell’anima e non fisico, casa di ogni tipo di sentimenti. Visto che non si vive di solo cuore, ma anche di cose concrete, ecco le novità e i prezzi: da oggi nasce il nuovo abbonamento digitale e arriva un’app dedicata per gestire tutto da smartphone. Via alle vendite per tutti in questa giornata, con i vecchi abbonati che potranno confermare il posto fino al 16 giugno. Confermati i prezzi dello scorso anno per tutti i settori, con la Tribuna Tevere e la Monte Mario che tornano a diversificare i costi in base alla posizione scelta nel settore. La Tevere Famiglia avrà riduzioni in tutta la tribuna, il prezzo minimo sarà di 269 euro per la Curva, dal 19 giugno via alla seconda fase a prezzi più alti. La scorsa stagione chiuse ad oltre 23 mila abbonati.

Uefa: ecco 67 milioni

A proposito di soldi, da segnalare ieri la trimestrale. Il risultato economico al 31 marzo 2019 è negativo per 23,4 milioni, anche se nello stesso periodo dello scorso anno le perdite erano di 38,8 milioni, con una variazione positiva di circa 15,4 milioni. Per ripianare le perdite si attingerà alle riserve, che saranno ripristinate. Da segnalare che la Champions, nei primi 9 mesi, ha fatto registrare entrate per 67 milioni, mentre gli introiti sono in crescita di 14,6 milioni. Il 25 giugno convocata l’assemblea.

fonte  GAZZETTA – ZUCCHELLI

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Petrachi e i conti da mettere a posto: Dzeko all’Inter, Manolas aspetta Sarri

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– Ancora qualche giorno. Petrachi sta spingendo sull’acceleratore per liberarsi dal Torino, scontrandosi con la volontà del presidente Cairo che per lasciarlo andare via in anticipo ha chiesto la rinuncia delle ultime tre mensilità e di altri compensi maturati con il club granata. Entro giovedì il futuro ds della Roma (da qualche giorno nella Capitale) vorrebbe chiudere la pratica per potersi dedicare alla luce del sole, alla prossima esperienza lavorativa. Anche perché le cose da fare non mancano. Entro il 30 di giugno, come già accaduto ai suoi predecessori, Petrachi dovrà rimettere a posto i conti. La Roma confida di rientrare di almeno una quarantina di milioni di plusvalenze. In quest’ottica, Dzeko è ad un passo dall’Inter. I due club sono vicini all’accordo mentre Edin ha già l’intesa con il club nerazzurro. La valutazione del cartellino si aggirerà sui 13,5 milioni (bonus compresi). Ma non finisce qui. Perché l’altro partente entro la fine del mese sarà Manolas. Il greco sta aspettando la definizione dell’affaire Sarri-Juventus. Il tecnico, infatti, nei colloqui avuti con il club di Torino ha fatto due nomi per la difesa: Koulibaly e Kostas. Tuttavia se per il senegalese serve il sì di De Laurentiis (restio ad aprire una trattativa se non a cifre fuori mercato) Manolas può usufruire di una clausola rescissoria di 36 milioni. Della serie: basta portare i soldi e può accasarsi dove vuole. Di certo con l’addio di Monchie l’arrivo di Petrachi a Trigoria sono cambiate le strategie. Tonali, ad esempio, finito nel mirino del ds spagnolo, l’altra sera al Foro Italico, in occasione della Notte dei Re, ha confidato come l’ultimo contatto con la Roma risalga a gennaio, proprio con Monchi.

fonte  L MESSAGGERO – CARINA 

Fonseca-De Zerbi: Roma spaccata

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 – «Se ancora libera, sono disponibile per la panchina della Roma». Minima soddisfazione: almeno il premier Conte non la rifiuterebbe, se cadesse il Governo. Ma è l’ironia del tifoso vip, impaziente di conoscere il nuovo tecnico. E Giuseppe non è Antonio che a fine aprile ha declinato l’offerta di Pallotta, preferendo l’Inter. Di sicuro c’è pure altro: il club giallorosso è ancora senza allenatore: le diverse anime soffocano la fumata bianca. Niente è cambiato, se non qualche contatto di giornata. La divisione interna è accertata, bisogna invece capire a chi spetterà la scelta definitiva tra il consigliere esterno e il ds fantasma: Baldini spinge deciso su Fonseca e Petrachi punta forte su De Zerbi. Dietro alla doppia candidatura i soliti noti: Sarri, solo perché manca l’annuncio della Juve, e Gattuso, in fase di valutazione tra quanto accade all’estero e a Firenze. Liberi e non si sa fino a quando.

SLALOM PARALLELO Oggi, dopo la nuova telefonata con il commercialista di Fonseca, è prevista la conference call con il coinvolgimento dell’allenatore: la Roma è pronta a incontrarlo, in Portogallo, a metà settimana. Non c’è ancora l’accordo: né economico (attuale stipendio: 3 milioni netti) né tecnico. Paulo, sotto contratto con lo Shakhtar (e legato alla figlia del presidente) non si prende il progetto a scatola chiusa. Vuole approfondire e riflettere. Potrebbe, quindi, pure restare a Donetsk se non avrà le giuste garanzie. Petrachi, invece, marca De Zerbi, convinto che sia il profilo ideale per ripartire. Il ds ha garantito che sarà lui a fargli da scudo a Trigoria, ma non è ancora riuscito ad ottenere il via libera dal management di Pallotta. Il club giallorosso, insomma, prende tempo. Il ragionamento nella sede dell’Eur è questo: se non ha fretta la Juve, anche noi possiamo aspettare.

SONO SOLO PAROLE Da registrare l’intervento, in pubblico, dei duellanti sul possibile trasferimento alla Roma. «Nel calcio tutto può succedere. L’unica certezza è che non andrò alla Dinamo Kiev, altrimenti mia moglie si arrabbia…» scherza Fonseca nell’intervista rilasciata a Pro Football. Serio e arroccato, invece, De Zerbi davanti al microfono di Sky, prima di ricevere il premio Calabrese a Soriano del Cimino: «Adesso c’è poco o niente e qualora si presentasse un’offerta ne parlerò con la società perché sono riconoscente a loro. A Sassuolo sto bene e il giorno in cui ci sarà la possibilità di andar via, sceglierò un posto dove posso fare il mio calcio e portare le mie idee. Ho in testa l’idea di divertirmi, e qui ho i calciatori che mi seguono e anche la società. Per il momento va bene così». Svicola sul contatto avuto con i dirigenti giallorossi: «Sono cose che tengo per me. Quello che leggo va oltre la verità. Quello che c’è stato fino ad oggi ve l’ho detto, poi non so che cosa accadrà. A Sassuolo sono felice. Io non cerco nulla». Fa, infine, scena muta sulla Capitale e sull’ambiente: «Non è giusto parlarne, ora sono concentrato sul presente e sulla futura stagione con il Sassuolo».
VIA AGLI ABBONAMENTI Il club giallorosso ha intanto lanciato la campagna abbonamenti: “È qui che vive la mia passione”. Nel video di presentazione c’è Zaniolo in primo piano. Con lui anche Totti, De Rossi e Manolas. Testimonial, dunque, di oggi e di ieri. E, pensando al difensore, chi è in bilico. I tifosi giallorossi potranno acquistare la tessera da oggi (i vecchi abbonati confermare fino al 16 giugno il posto avuto dell’ultimo campionato e anche i nuovi da subito con prezzi ridotti fino al 19). Successivamente partirà la seconda fase con prezzi più alti. Confermati inizialmente quelli della scorsa stagione (l’obiettivo è superare la quota di 23.854 dell’estate 2018): Curva 269 euro, Distinti Sud 400, Tribuna Tevere Parterre Nord 660 (ridotto 530, famiglia 725) e Sud 680 (545, 750), Tribuna Tevere Parterre Centrale 700 (560, 770), Tribuna Tevere Top Nord 660 (530, 725) e Sud 680 (545, 750), Tribuna Tevere Top Centrale 700 (560, 770), Monte Mario Nord e Sud 900, Monte Mario Top Nord e Sud 890. La vera novità è l’abbonamento digitale: i tifosi potranno sottoscriverlo direttamente da casa sul sito della Roma e gestirlo con la app ‘Il mio posto’ (da oggi su iOS e Android) che permetterà di cambiare utilizzatore fino a un massimo di 5 partite durante il campionato e anche il posto dopo aver acquistato l’abbonamento. In più si potrà usufruire di uno sconto dedicato presso gli As Roma store.

fonte    IL MESSAGGERO – TRANI

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