Fonseca-Roma: ci siamo. Il tecnico si è liberato dallo Shakhtar, lunedì nella capitale

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I giallorossi pagheranno 2 milioni di euro per liberare il portoghese, che accetterà un contratto a cifre più basse

Paulo Fonseca non è più l’allenatore dello Shakhtar Donetsk. Il tecnico portoghese dopo aver trovato l’accordo con la Roma, ha comunicato al club ucraino la decisione di cambiare club. Come riporta Sportitalia, il presidente ucraino Akhmetov “si accontenterà” di 2 milioni di euro d’indennizzo che arriveranno dalla Roma, decisa a puntare sull’ex Porto. Il tecnico portoghese ha favorito la trattativa accettando dai giallorossi un contratto a cifre più basse. L’era Fonseca sta per cominciare.

Nei giorni scorsi a Madrid c’era stata la stretta di mano tra la Roma e Fonseca. I giallorossi lo hanno scelto dopo aver ricevuto i no di Conte e Gasperini. A inizio della prossima settimana arriverà nella capitale (lunedì il giorno più probabile ma non ancora sicuro).

fonte    Sportitalia

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Rivoluzione Inter, anche Nainggolan in vendita: il belga sogna il ritorno a Roma

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Non solo Icardi. Anche il centrocampista invitato all’uscita. Lui spera di tornare in giallorosso, ma Marotta non può venderlo a meno di 29 milioni

La rivoluzione è già partita. Uno scossone dalle fondamenta ha causato un ribaltone all’Inter, juventinizzata nel giro di sei mesi con gli innesti di Marotta e di Conte. I nerazzurri, scrive il Corriere della Sera, su input del loro allenatore, determinato a trattenere solo chi crede fermamente nel progetto e promette voglia e impegno, hanno messo sulla lista dei partenti Icardi e Nainggolanmentre non considerano certo incedibile Perisic. Maurito è stato proposto alla Roma nel corso dei colloqui intrapresi per il futuro acquisto Dzeko. Il problema è che se i giallorossi sono tentati, ci sarebbe da persuadere il centravanti argentino. Icardi, per lasciare Milano, abbraccerebbe solo un club di livello top,dalla Juve in su per intenderci. Marotta spera di incontrare Wanda la prossima settimana. All’agente di Nainggolan è già stato comunicato che nel corso dell’estate le strade si potrebbero separare. Radja vuole tornare nella Capitale ma i nerazzurri per evitare minusvalenze sono obbligati a cederlo a non meno di 29 milioni.

fonte  Corriere della Sera

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Colpo di Manolas. Kostas pronto per la Juve e la Roma perde un altro pezzo

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– Sogni di inizio estate e il solito incubo di rinforzare la concorrenza. Dopo l’Inter di Nainggolan e Dzeko, infatti, c’è la Juventus a tentare uno degli ultimi big rimasti a Roma. I bianconeri, considerate le difficoltà per arrivare a Koulibaly, hanno virato su Manolas (che piace a Sarri) e non avrebbero problemi a pagare la clausola rescissoria da 36 milioni. Paratici attende solo il ritorno dalla vacanze del greco per una tavola rotonda con l’agente Raiola e la proposta di un quadriennale da 4,5 milioni a stagione al giocatore che preferirebbe restare in Italia anziché andare in Premier dove è richiesto da Arsenal e United. Lo stesso Raiola ha offerto il cartellino di Manolas pure all’Inter che però ha risposto negativamente vista l’abbondanza di centrali in rosa.

Dopo 5 anni, quindi, Kostas lascerà la Roma. Il nome del suo sostituto non è stato ancora deciso, ma piacciono Lyanco e Bonifazi del Torino. Il mercato targato Petrachi (e Fonseca) partirà quindi con le cessioni vista la necessità di rientrare di circa 60 milioni per chiudere in attivo il bilancio. Quella di Dzeko è stata di fatto già digerita nonostante non sia ancora arrivato l’accordo definitivo con l’Inter. I nerazzurri offrono 15 milioni, la Roma ne vuole 22. La prossima settimana ci saranno nuovi sviluppi magari con l’inserimento di una contropartita che però non sarà Icardi. Ieri in città è impazzata la voce di un interessamento per Maurito, ma secca è arrivata la smentita da Trigoria. Icardi – proposto da un intermediario – guadagna troppo (ne guadagna 4,5 ma ha chiesto 7 milioni all’Inter), costa di più (80) e vuole giocare la Champions.
Quasi impossibile arrivarci. Petrachi dovrà puntare più in basso per sostituire il bosniaco ed accontentare Fonseca che oggi dovrebbe ottenere il via libera dallo Shakhtar. Ballano ancora 3 milioni (quelli relativi allo stipendio dell’ultimo anno del portoghese validi come clausola rescissoria), ma l’agente del tecnico è convinto di tornare in Italia con l’ok del club ucraino che potrebbe recuperare parte dei soldi cedendo alla Roma Ismaily o Marcos Antonio. L’obiettivo è chiudere la storia entro il week end e programmare il ritiro anticipato (causa Europa League) con Fonseca. A Roma o a Pinzolo.

fonte    BALZANI

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Tre milioni tra la Roma e Fonseca. È Pinamonti il bomber del futuro

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“Zorro” prova a cancellare la clausola. Chiesto all’ Inter il centravanti dell’ Under 20

Ci sono ancora tre milioni tra Paulo Fonseca e la Roma, ma l’allenatore portoghese sta facendo di tutto per convincere il presidente dello Shakhtar a liberarlo senza clausola rescissoria, come riporta Luca Valdiserri sul Corriere della Sera.

L’agente di Fonseca si è mosso in via gerarchica con il direttore generale dello Shakhtar, che ha proposto uno sconto da 5 a 3 milioni. “Zorro” si è messo direttamente in contatto con il presidente e spera nella soluzione migliore perlui e perla Roma. Un’altra via potrebbe essere una transazione di mercato per un giocatore in forza allo Shakhtar: il terzino sinistro Ismaily e il giovane centrocampista Marcos Antonio (che in Brasile chiamano Marcos Bahia) sono i due che Fonseca vorrebbe con sé anche a Roma. Non si è ancora chiuso il trasferimento di Edin Dzeko all’Inter, anche se tra il club nerazzurro e il centravanti bosniaco c’è completo accordo.

Il problema è la valutazione del cartellino, che per la Roma è quasi doppia dell’offerta dell’Inter. I giallorossi hanno chiesto di inserire nell’affare AndreaPinamonti, centravanti della nazionale under 20 al Mondiale di categoria, convocato anche da Gigi Di Biagio per l’Europeo under 21 che inizierà il 16 giugno con Italia-Spagna. L’Inter, però, lo valuta quanto Dzeko. Ai giallorossi piace anche il portiere Ionut Radu, che l’Inter ha dato in prestito al Genoa nell’ultimo campionato e che ora può riscattare con una «recompra» da 12 milioni di euro.

fonte    Luca Valdiserri

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Juve, jolly Higuain per Zaniolo

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Il club bianconero alza il pressing e propone contropartite tecniche

Per Nicolò Zaniolo la Roma non molla, ma la Juventus insiste. Proprio nelle ultime ore, come riportano Filippo Cornacchia e Fabio Riva su Tuttosport, i dirigenti giallorossi hanno incontrato l’entourage del centrocampista per discutere circa un prolungamento e soprattutto adeguamento del contratto. Obiettivo: un quinquennale.

L’intesa ancora non c’è stata, la Roma ci prova a blindare il giovane ma anche in questo caso le probabilità di vendere Zaniolo restano alte. La Juve, secondo il quotidiano sportivo torinese, vuole inserire nell’offerta Higuain, che rientrerà dal Chelsea, o in alternativa Perin e Quadrado. Occhio anche a Mandzukic, altro attaccante di peso che potrebbe tornare utile ai giallorossi per sostituire Dzeko.

fonte    Tuttosport

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“Stadio, garanzie più deboli sul legame con la Roma”

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La frattura tra il Campidoglio e i proponenti è così profonda da “rimettere in discussione” l’interesse pubblico

Caro Pallotta e cara Eurnova (la società di Parnasi), avete cambiato i patti sullo stadio a Tor di Valle e questo “rimette oggettivamente in discussione l’intero assetto” del progetto, perché sono in forse “gli elementi qualificanti del già dichiarato interesse pubblico”. Firmato: il Campidoglio.

La lettera riservata inviata ai privati che sognano l’affare stadio è datata 13 maggio, scrive Lorenzo De Cicco su Il Messaggero. Ed è il documento che ha convinto la sindaca Virginia Raggi a battere i pugni sul tavolo con la Roma, aprendo per la prima volta alla bocciatura della controversa operazione calcistico-immobiliare che si trascina da quasi sette anni (e da sempre sgradita ai grillini).

La Roma e il Comune litigano sulla convenzione urbanistica che dovrebbe ratificare quanto previsto dalla delibera sul pubblico interesse votata – a malincuore – dal M5S nel 2017. La bozza presentata dai privati, si legge nella missiva di cui Il Messaggero è in possesso, «non sembra coerente con lo stato del confronto», dato che sono presenti «profonde e nemmeno preannunciate revisioni». Questo scrive la direttrice dell’Urbanistica comunale, Cinzia Esposito. La frattura è così profonda da “rimettere in discussione” l’interesse pubblico. Cioè il via libera dell’amministrazione.

Alcune contestazioni sono note, altre no. Per esempio non era emerso che i privati – così almeno sostiene il Comune – vogliano un’”attenuazione radicale del vincolo di strumentalità tra l’impianto e l’AS Roma nella qualità e nella quantità”. Si tratta in sostanza dell’obbligo di legare il nuovo stadio al club giallorosso “per 30 anni”, com’è scritto nella delibera del 2017. Altrimenti? Scatterebbe una maxi-multa pari al «contributo straordinario» dei privati. Cioè 98 milioni di euro.

Non c’è accordo poi sulle infrastrutture – non molte, ormai – rimaste a carico dei proponenti in cambio delle cubature record per alberghi, negozi e uffici. Il contributo per la mobilità, cioè 45 milioni per rimettere in sesto la malandatissima ferrovia Roma-Lido, «non sarebbe più versato all’atto della sottoscrizione della convenzione», hanno detto i privati. E per di più «l’apertura dello stadio non sarebbe condizionata dalla qualità/quantità del trasporto su ferro». Tutti cambiamenti che «sembrano distanziarsi tanto dalle condizioni della delibera del 2017 quanto dalle prescrizioni emerse in conferenza dei servizi» in Regione.

Insomma, mentre l’assessore allo Sport, Daniele Frongia, ieri pubblicamente confermava “la volontà politica di andare avanti, ribadendo l’importanza di avere le opere prima dello stadio”, nelle missive riservate il Campidoglio scrive che le proposte dei privati “non sono percorribili amministrativamente”. Se non è una stroncatura, poco ci manca.

fonte    Lorenzo De Cicco 

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Fonseca alla Roma. È questione di ore

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Le parti si rivedranno in giornata, con l’entourage del portoghese convinto che non ci saranno colpi di scena e che si arriverà ad un patto definitivo

Due milioni separano la Roma e Fonseca. I primi contatti tra Abreu, agente del tecnico portoghese, e il presidente dello Shakhtar Donetsk hanno portato a dei sostanziali passi in avanti sulla trattativa per rescindere il contratto dell’allenatore, valido fino a giugno del 2020, come riporta Il Tempo.

Akhmetov, che può vantare un patrimonio di sedici miliardi di dollari, aveva inizialmente preteso il pagamento integrale della clausola da cinque milioni presente nell’accordo con Fonseca, salvo poi scendere fino ad una richiesta di due milioni di euro. La linea della Roma è la stessa già adottata per Petrachi e la risoluzione con il Torino: i giallorossi non verseranno alcunché nelle casse degli ucraini, fiduciosi di raggiungere un’intesa a costo zero. Le parti si rivedranno in giornata, con l’entourage dell’ex Porto convinto che non ci saranno colpi di scena e che si arriverà ad un patto definitivo, magari con un passo in avanti di Fonseca, che potrebbe rinunciare (come ha intenzione di fare il ds in pectore) ad alcune spettanze già maturate nel corso della stagione appena terminata, nella quale lo Shakhtar ha vinto la coppa e il titolo nazionale per la terza volta consecutiva.

Uno dei primi compiti del futuro mister giallorosso sarà quello di decidere il luogo in cui effettuare il ritiro estivo, destinato ad iniziare a fine giugno dopo il rinvio della sentenza Uefa sul Milan. A Trigoria hanno praticamente rinunciato a disputare la tournée negli Stati Uniti, che la scorsa stagione aveva portato un incasso di 1,7 milioni. Stillitano e gli altri organizzatori dell’ICC hanno atteso la possibile squalifica dei rossoneri, che avrebbe permesso alla Roma di entrare direttamente ai gironi di Europa League e di non disputare i preliminari a luglio, ma non aspetteranno oltre il fine settimana e difficilmente entro tale data arriverà il responso del TAS sul ricorso presentato dal Milan. Il Tribunale dello Sport non ha vincoli temporali per la pronuncia sul club di Elliott, che starebbe pensando anche ad una procedura d’urgenza per sbrogliare la matassa.

Di certo la dirigenza romanista ha da tempo iniziato a programmare le alternative: un intenso luglio di lavoro a Trigoria o il ritiro a Pinzolo dopo il raduno nella Capitale. La scelta sarà affidata al nuovo allenatore, libero di optare per la migliore soluzione a propria discrezione. Chi salterà i primi giorni di lavoro della nuova stagione saranno sicuramente Lorenzo Pellegrini e Zaniolo, convocati da Di Biagio per l’Europeo Under 21, che inizierà domenica 16 e si concluderà il 30 giugno. Gli altri nazionali disputeranno le ultime partite dell’anno lunedì o martedì della prossima settimana e avranno poi diritto a tre settimane di ferie, rischiando di arrivare con pochi giorni di ritardo rispetto agli altri compagni.

Sul fronte calciomercato è spuntato il nome di Icardi, al momento soltanto un’idea di uno degli intermediari incaricati di portare a termine la trattativa Dzeko-Inter, che richiederà altri 10-15 giorni di lavoro per essere concretizzata. Conferme sull’interesse per Obiang, centrocampista del West Ham ad un passo dalla Fiorentina nella sessione invernale di mercato: il suo agente ha già incontrato i dirigenti della Roma nei giorni passati.

fonte    Il Tempo

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Ranieri picconatore: “Caos De Rossi? Sappiamo tutti da dove arriva”

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Il tecnico: “Mi è sembrato un articolo ad-hoc, fatto da chi voleva fare un po’ di caos”

Il ritorno del picconatore. Ad oltre dieci giorni di distanza dalla fine del campionato, riporta Il Tempo, Ranieri ha nuovamente parlato delle vicende legate alla Roma dopo aver ricevuto il premio “Piero Santin” a Cava de’Tirreni: “Mi ricorderò per sempre l’abbraccio del pubblico, è stato un orgoglio aver allenato la squadra del mio cuore”.

Il tecnico, sotto contratto fino al 30 giugno con i giallorossi, ha parlato di ciò che si devono aspettare dal futuro i tifosi romanisti, usando un tono abbastanza pessimista sulla possibilità di entrare in Champions: “Mi auguro che la squadra possa lottare per il quarto posto, poi nel calcio nulla è scritto. Credo che molto dipenda dallo stadio e dalla possibilità di costruirlo, ci sarebbero introiti maggiori. È logico che una società vuole fare le cose fatte bene, anche perché il Fair Play finanziario te lo impone. La proprietà sta lavorando bene, poi ovviamente il pubblico vuole vedere i risultati sul campo. L’importante ora è operare affinché si remi dalla stessa parte”.

Ranieri, che non ha ancora alcuna offerta concreta per la prossima stagione, ha detto la sua sul ruolo di Totti e sull’inchiesta de La Repubblica che ha chiamato in causa De Rossi: “Mi è sembrato un articolo ad-hoc, fatto da chi voleva fare un po’ di caos. Lo sappiamo tutti da dov’è partito e sicuramente lo sanno anche i tifosi. Francesco scegliendo me ha inciso molto, c’era chi voleva Paulo Sousa e lui invece ha detto che voleva me. Per cui spero che possa continuare ad incidere”. Ogni riferimento a Baldini non è puramente casuale.

fonte    Il Tempo

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La pancia del tifoso di Valeria Biotti

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 “Ma perché volete spiegare a noi chi siamo?”

E’ la moda del momento. Un esercito di economisti, politologi, psicoterapeuti e amministratori di condominio riempie pagine di giornali per spiegarci cosa siano il calcio e il tifo. 

Brillanti conoscitori dell’animo umano, ma privi di quell’abitudine alla fruizione diretta, poco o nulla sanno delle radio – di chi le ascolta e di chi “le fa” – dei km a piedi per arrivare allo stadio, del sentimento di identificazione che unisce tifosi diversissimi tra loro.

 Perché i tifosi non sono assimilabili, uno all’altro. Così come le voci che raccontano il calcio; e in particolare il calcio a Roma.

Il fenomeno, in sé, è profondamente articolato. Convivono anime e finalità differenti; stili, approcci, linguaggi che non possono essere ammucchiati in un’unica definizione. 

E’ una semplificazione immeritata e inefficace. Come quella che descrive il pallone come cura per una vita vuota, o priva di impegno altrove, nelle cosiddette “cose più importanti”. Retorica. 

Si fa presto a liquidare questo mondo straricco come oppio per gli strapoveri. Poveri di stimoli e di cultura. 

 Volerlo raccontare con quel pizzico di spocchia intellettualistica – propria di chi non si mischia, di chi non sperimenta l’antropologica “osservazione partecipante” ma osserva al microscopio lo strano fenomeno in vitro – risulta un esercizio artefatto e scorretto.

 Il tifo, in realtà, è profondamente democratico: coinvolge l’autista Atac con le cuffiette alle orecchie otto ore al giorno e il chirurgo con lo streaming fisso sul Mac. Davanti all’AS Roma, svaniscono tutte le differenze. La visceralità dell’amore e della fede nei colori incarna valori. Valori profondamente trasversali.

Roba che ogni singolo tifoso vive a modo proprio, ma con la voglia di sentirsi parte di un tutto che supera le differenze. Che trova l’elemento che unisce, non quello che divide. 

 Nessun classismo, insomma, quando si parla di calcio e di tifo, per favore. 

E smettete di volerci definire. Lasciate che a raccontare il calcio sia chi lo mastica ogni giorno. Perché tanto, voi, non lo capirete mai.

 

Fonte: Corriere dello Sport, in data 06.06.2019

Valeria Biotti trasmette, inoltre, sulle frequenze  di rete sport 104.200

Dal Lunedì al Sabato dalle ore 18 alle ore 20

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