Roma, quasi fatta per Mancini

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Mancini si avvicina, Veretout resta sempre nel mirino, mentre a Barella è arrivato l’ultimatum di Giulini. Saranno giorni di lavoro densi di impegni per Petrachi, rientrato a Milano, città cuore del calciomercato, dopo una breve tappa a Trigoria. Sull’agenda del direttore sportivo della Roma è già fissato un appuntamento con Riso, agente che cura gli interessi di Mancini, difensore che quest’anno ha stupito tutti per le prestazioni con Gasperini, soprattutto per la fisicità e la vena realizzativa.

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I giallorossi, che già a gennaio avevano provato a strapparlo all’Atalanta, hanno messo sul piatto una proposta di poco superiore ai 20 milioni di euro complessivi, mentre la richiesta dei nerazzurri è di 25 milioni abbondanti. Da parte della società di Percassi c’è la piena disponibilità a trattare avendo inserito Mancini e Castagne nella lista dei sacrificabili; sul fronte Roma c’è invece molta fiducia nel portare a termine l’operazione, che potrebbe ricalcare il prestito con obbligo di riscatto con cui è stato acquistato Cristante un anno fa. L’altro faccia a faccia in programma è quello con la Fiorentina per discutere di Veretout, per cui Petrachi ha fatto un ulteriore rilancio nelle scorse ore, come riporta Il Tempo, arrivando a sfiorare la quota di 3 milioni euro annui di ingaggio. Le maggiori concorrenti per il centrocampista francese so no il Napoli e soprattutto il Milan, che ieri ha incontrato Barone, braccio destro di Commisso, e Pradè, ds dei viola. I due dirigenti in giornata vedranno anche la Roma, che è disponibile a valutare il prestito di Karsdorp per ammorbidire le pretese della Fiorentina.
L’altra grande trattativa in cui è coinvolta la Roma è quella per Barella. Ieri mattina Giulini, presidente del Cagliari, ha comunicato al giocatore e al suo entourage che avranno tempo fino a giovedì sera per convincere l’Inter ad alzare l’offerta di 36 milioni più 4 di bonus. Le alternative, in caso di mancato rilancio di Marotta sono due: o Barella dice di sì alla Roma (non intenzionata a compiere ulteriori passi in avanti), oppure resta un’altra stagione in Sardegna, visto che i nerazzurri non si avvicinano minimamente alle cifre dei giallorossi, pronti a cedere Detrel e a bonificare 35 milioni cash sul conto del Cagliari. L’attaccante francese (valutato 18 milioni) ha già detto sì al trasferimento, mentre dalla dirigenza rossoblù non arrivano segnali di nuovi contatti con i nerazzurri, che ieri hanno incontrato Beltrami, procuratore di Barella e Nainggolan, per cercare di sbrogliare la matassa. Gli altri tavoli su cui sta lavorando Petrachi, atterrato all’ora di cena in Lombardia, sono quelli per il passaggio di Gerson alla Dinamo Mosca, ancora bloccato su alcune problematiche con l’entourage, e quello per il rinnovo di Zaniolo, per il quale sono state impostate le prime mosse per il rinnovo in un incontro a tarda sera con l’agente Vigorelli. Per la difesa sono leggermente in discesa le quotazioni di Bartra, continua invece a piacere molto Lyanco, che sarà praticamente impossibile da acquistare a causa delle frizioni con il Torino. La dirigenza continua poi a lavorare per piazzare Nzonzi in Cina, visto che lui non gradisce il Galatasaray e il Lione ha preso Thiago Mendes. Intanto dopo Celar anche Sadiq dice momentaneamente addio alla Capitale: l’attaccante nigeriano ieri ha firmato a Belgrado il contratto con il Partizan, che lo prende in prestito con diritto di riscatto a circa 2 milioni.

fonte   il tempo

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Barella, è lotta tra Roma e Inter

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 – Ormai per Barella si gioca a carte scoperte. Merito (e convenienza) del presidente del Cagliari, Giulini, che ha confermato i parametri sui quali la Roma e l’Inter stanno portando avanti le rispettive proposte per il nazionale azzurro: «L’11 giugno abbiamo raggiunto un accordo con l’Inter sulla parte fissa, che è la cosa nettamente più importante in qualsiasi trattativa. C’erano soltanto i bonus da discutere, ma è da venti giorni che non sentiamo più l’Inter. Non so se sono ancora interessati al ragazzo – ha aggiunto – Nel frattempo abbiamo chiuso con la Roma, ci ha fatto un’offerta ancora più importante. Siamo soddisfatti». Non dice le cifre, che però sono note: i nerazzurri offrono 36 milioni più 4 di bonus. I giallorossi 30 più 5 di bonus e il cartellino di Defrel, disposti eventualmente a considerare anche il prestito di Riccardi. Prosegue Giulini: «Non c’è nessuna asta. Credo sia legittimo che Nicolò si prenda un paio di giorni per decidere del suo futuro. Lui non è mai stato orientato su nulla, non ha mai avuto un accordo con nessuno. Speriamo che la questione si chiuda a breve». E qui qualcosa non quadra. Perché che Barella abbia un’intesa con l’Inter da un mese, al netto delle parole del presidente del club sardo, è altresì cosa arcinota, tanto che il Napoli è stato costretto a defilarsi non più tardi di un paio di settimane fa. L’uscita pubblica suona dunque come una sorta di all-in mediatico, volto ad ottenere la valutazione di 50 milioni richiesta.
QUESTIONE DI RAPPORTI – Tutto però ruota attorno a Barella. E quindi, paradossalmente, le parole di Giulini cambiano poco in termini sostanziali. Possono, questo sì, modificare lo scenario a livello temporale. Sempre che il centrocampista apra alla Roma. Perché che il club sardo preferisse l’offerta di Petrachi si era ampiamente intuito. Come però è altrettanto chiara la volontà del ragazzo che si è promesso a Conte. Ed è proprio per questo motivo che l’Inter non rilancia. Anche ieri dalla dirigenza nerazzurra continuava a filtrare serenità. Due le chiavi di lettura: 1) Ci si arrende al sorpasso giallorosso, non volendo partecipare ad aste 2) Barella è blindato perché vuole andare soltanto all’Inter. L’ultima parola sarà quindi del nazionale azzurro e del suo agente. Perché in gioco ci sono anche i rapporti con Beltrami che a Milano cura gli interessi di Nainggolan, finito in nerazzurro appena un anno fa. Qualcuno storcerà il naso ma il mercato è anche questo.

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CONTI RINNOVA, ZANIOLO CHISSÀ – Ufficializzata intanto la cessione di Diawara alla Roma: 21 milioni il costo totale con il guineano che ha firmato un quinquennale da 1,8 milioni (più bonus) a stagione. Singolare e nobile, nel comunicato giallorosso, la collaborazione con il Telefono Azzurro e con il National Center for Missing and Exploited Children negli Usa. Il contenuto che annuncerà ufficialmente il nuovo arrivo nella rosa giallorossa darà spazio a importanti informazioni relative a una serie di minori scomparsi. Bruno Conti ha intanto firmato il rinnovo triennale. Non come responsabile del settore giovanile ma confermato a capo delle Academy del club. Mentre l’agente Pocetta chiude alla partenza di Pellegrini («Stiamo parlando di un rinnovo col club»), Celar va in prestito al Cittadella. Questa sera il manager di Vigorelli vedrà la Roma per discutere del rinnovo di Zaniolo. La proposta di Monchi, quinquennale da 1.7 milioni.

fonte   – SARA BENEDETTI

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Caccia aperta all’erede di Dzeko, il colpo che non si deve sbagliare

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Per il ruolo di attaccante serve una garanzia: Icardi o Higuain porterebbero gol ed entusiasmo

Va bene il regista (fondamentale), decisamente indispensabile il difensore centrale, o forse pure due, specie dopo la partenza del migliore che avevi, Manolas. Necessario il portiere, visto che Olsen, lo abbiamo capito, non dà garanzie nemmeno al nuovo allenatore. Ma il vero nodo dell’estate è il centravanti, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

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Un conto è se arriva il Pavoletti di turno, Lammers o Petagna, un conto è se arriva uno alla Higuain o Icardi. Diversi sono i costi, diversa è l’ambizione di partenza.
Higuain è un calciatore da ricostruire, nel morale e nel fisico. Va tirata fuori la voglia di riscatto e gli vanno dati parecchi soldi. Il Pipita ha un ingaggio monstre rispetto ai canoni di un club che ha come obiettivo l’abbassamento del tetto-stipendi. La questione Dzeko è la dimostrazione pratica: calciatore di una certa età, che guadagna tanto, quindi arrivederci. A proposito, ma l’arrivederci (o l’addio) è reale? A Trigoria, per Edin, vogliono 20 milioni, con giocatore del vivaio da scegliere (oppure D’Ambrosio). A Milano, forti dell’accordo con il calciatore, tirano la corda. I giorni passano, la Roma sta per radunarsi e Dzeko rischia di ritrovarsi a Trigoria, come quattro anni fa a Manchester, da separato in casa.

La Roma per prendere Icardi deve fare l’investimento grosso, anche più di quanto aveva previsto di spendere per Barella. Maurito varrà intorno ai 60-70 milioni, e guadagna più di Higuain. La differenza è che la Roma, con Gonzalo rischia di fare una spesa rischiosa, mentre Icardi è un assegno circolare. E lo vuole anche la Juve.
La Roma prenderebbe Higuain in prestito, pagando solo l’ingaggio. Ma la Juve non è d’accordo e tratta: chiede, ad esempio, due giovani come Cangiano e Riccardi oppure è disposto a cederlo in prestito oneroso. Di mezzo, come noto, c’è Zaniolo, che sta trattando con la Roma il rinnovo e tutti conoscono le proposte che gli sono arrivate da Torino.

Ma se dovesse arrivare un big, che ne sarà di Schick, che la Roma fatica a cedere per il rischio minusvalenza? Patrik vivrebbe un’altra stagione all’ombra, con il rischio di svalutarsi definitivamente.

fonte   Alessandro Angeloni

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Roma, c’è fila agli arrivi

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 – Il no di Barella – al netto di ribaltoni al momento difficili da ipotizzare – riapre la pista legata a Veretout. Anche per il francese la Roma ha presentato l’offerta migliore al calciatore: 2,7 milioni a stagione più uno di bonus al raggiungimento della Champions. Tradotto: se nei prossimi 5 anni i giallorossi dovessero chiudere sempre il campionato tra le prime quattro, il centrocampista incasserebbe 5 milioni. Una proposta superiore a quella del Napoli (fermo a 2,5) e a quella milanista (2,4) che tuttavia ieri ha rilanciato con la Fiorentina, proprietaria del cartellino. Maldini e Massara hanno incontrato il ds Pradè e Joe Barone, il braccio destro del nuovo presidente Commisso: «Ancora non è deciso nulla», le sue parole. La Fiorentina chiede 25 milioni.

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Il Milan, come parziale contropartita da aggiungere al conguaglio economico, offre uno tra Laxalt, Borini e Biglia. I viola sono rimasti tiepidi a meno che i rossoneri non mettano sul piatto il cartellino di Cutrone che la dirigenza milanese, in ottica Fair Play Finanziario, vorrebbe invece monetizzare. Intesa dunque ancora da raggiungere con la Roma che intende approfittarne. E in questo senso oggi se ne saprà di più. Dopo aver ascoltato la proposta del Milan, questa mattina la dirigenza toscana è attesa a Trigoria. Considerando i 30 milioni (più 5 di bonus) che Petrachi era pronto a stanziare per Barella, disponibilità economica ai giallorossi non manca. Poi toccherà capire cosa deciderà il calciatore. Perché prima di avventurarsi e chiudere la trattativa tra i club, la Roma vuole avere la certezza di non ricevere ulteriori voltafaccia.
ACCELERAZIONI – Il ds lavora alacremente anche su Pau Lopez. Ieri nuovo incontro con un intermediario per limare le differenze tra richiesta (25) e offerta (20). Non va dimenticato che con il Betis la Roma tratta anche il cartellino di Bartra anche se i discorsi, per ora, rimangono separati. Petrachi spinge perché possa rientrare nella valutazione del portiere il 50% sulla rivendita di Sanabria che permetterebbe così alla società giallorossa di abbassare il cash. L’alternativa ai due centrali che la Roma ha in mente di acquistare è legata sempre a Mancini. L’Atalanta vuole cederlo: Petrachi lo sa e non ha fretta. Ieri ne ha parlato direttamente con il club bergamasco cercando di capire i margini di manovra. La richiesta nerazzurra rimane di 25 milioni, il ds gioca al ribasso (18). Anche perché la sua priorità rimane Lyanco. Il problema è che per scalfire le certezze di Cairo, bisognerebbe capire se il Torino si qualificherà alla prossima Europa League. I tempi, in questo senso, potrebbero dilatarsi oltremodo visto che Petrachi vorrebbe regalare al più presto la rosa al completo a Fonseca.
GERSON, CI RISIAMO – Capitolo cessioni: in stand-by la cessione di Gerson alla Dinamo Mosca. Come già accaduto in passato, di mezzo c’è nuovamente Marcaõ, il papà del ragazzo che qualche mese fa ha ceduto la procura ad un importante agente internazionale, intascando 100mila euro. Poi, però, quando è uscita la pista russa, ha trattato direttamente con il club raggiungendo l’accordo per il figlio. A questo punto il procuratore ha comunque chiesto il pagamento della sua parcella, minacciando istanze nei confronti del calciatore. Situazione che ha rallentato il felice epilogo della trattativa. Alla Roma rimangono in attesa. Sadiq intanto saluta: lo attende il Partizan.

fonte   MESSAGGERO – CARINA

La pancia del tifoso di Valeria Biotti “Un atto d’amore: Lorenzo ha scelto chi vuole essere”

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Pellegrini ha scelto la gente.
Perché scegliere la Roma – oggi più che mai – è scegliere la sua gente.
“Le parole di Totti lo hanno caricato di responsabilità”, dice Pocetta. Ma Lorenzo quelle responsabilità le avvertiva già prima: ogni volta che scendeva in campo in silenzio, a fare il suo, il suo meglio. Destinato – se saprà non perdersi – a diventare un leader discreto; a dare solidità e sicurezza, nello spogliatoio come in partita.

Qualcuno, dopo l’endorsement di Francesco, gli aveva pronosticato un effetto boomerang, tra le ristrutturatissime mura di Trigoria.
Altri avevano rimarcato quanto il Capitano non gli avesse fatto propriamente un favore, riservandogli sonori complimenti in un contesto di così netta contrapposizione con la società.
Ma Totti non è uno sciocco (quante volte lo dovremo ripetere?): sa ciò che dice; quando e perché. Conosce il peso di una sua parola e di un suo silenzio.
E, in un’unica frase, ha tracciato un segno più profondo di quanto non avrebbe potuto fare in un anno da Direttore Tecnico.

Con Lorenzo si erano sentiti. Parlati. Capiti. E allora, mi piace pensare che Pellegrini abbia detto sì al lusinghiero quanto affilato passaggio che lo ha riguardato in conferenza, perché preferisce una strada in salita, per arrivare a casa, ma con la possibilità percorrerla con noi.

Telefonare a Totti significava assumere una posizione scomoda. Ma, insieme, fare una scelta di campo e di valore: popolare tra la gente, impopolare in società.
Lorenzo, quel giorno, ha scelto chi essere.
E nel momento in cui andrà a segare quella clausola fastidiosa – o a pomparla, col favore della società – getterà le basi per una possibile, lunga storia giallorossa.
Farlo proprio ora, in questo momento storico, ha il sapore di una meravigliosa dichiarazione. Scegliere di restare a Roma, oggi, sembra nuotare contro corrente. Dopo tanti no illustri, cessioni e defezioni, appare quasi una follia.
Ma le follie si fanno, nella vita. E le migliori, si fanno per amore.

Fonte : Corriere dello sport, in data 02/07/2019

Valeria Biotti trasmette , inoltre, sulle frequenze di rete sport 104.200

Dal lunedi al Sabato dalle 18 alle ore 20

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