In panchina l’arma in più per resistere alle follie

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ma se hai voglia di capire cosa può accadere,sfogliando fino in fondo e con attenzione, prosegui, e vedrai che non hai perso il tuo TEMPO.
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 – Purtroppo per Conte, l’Inter va bene, tiene testa alle grandi squadre, qualche volta le batte persino. Come si dice, si vede la mano dell’allenatore che le ha dato forza e carattere.

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Potrebbe pure continuare così no? A Londra col Tottenham, finalista di Champions, l’Intersi è presentata inizialmente con Handanovic e D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar — Candreva, Gagliardini, Brozovic, Sensi, Dalbert – Esposito, Perisic. Vale a dire l’Inter dello scorso anno, con Nainggolan e Icardi e in meno e con Sensi, preso in prestito dal Sassuolo e riscattabile a 25 milioni totali e il tenne Sebastiano Esposito in più. Un prestito dalla Primavera stessa dell’Inter e sorpresa di questa estate di attaccanti mancati. L’Inter sta affrontando una prova ad handicap, un test non tanto per la squadra quanto per Conte stesso. Un po’di infortuni, il turnover, qualche problema, ma soprattutto nessuno dei big che Zhang & C sembravano poter prendere con uno schiocco di dita e che invece, a oggi, sono ancora dove stavano prima: Lukaku al Manchester Utd e Dzeko alla Roma.
Purtroppo per Conte, lui stesso ha dimostrato che i soldi sono sì la via più breve per la soluzione di tutti i problemi, ma non per questo a nessuno va a genio buttarli dalla

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finestra. Lui, il mister, può essere la soluzione: inventando calcio anche lì dove sembrerebbe impossibile. Nemmeno Suning che ha 20.000 dipendenti e 30 miliardi di dollari di fatturato, spende volentieri 85 milioni per Lukaku e 20 milioni per Dzeko (a
un anno dalla scadenza di contratto, quando si libererà a zero euro). Semplicemente perché
non li valgono, e perché non è obbligatorio adeguarsi alle follie della Premier o alle megalomanie dei giocatori e del loro procuratori che hanno reso impossibile il mercato. Che infatti al momento è indistricabilmente bloccato dalle richieste scandalose, dai reciproci
no, dai dispetti, dall’impossibilità di mettere d’accordo troppi club e troppi giocatori.
A prescindere dal caso Icardi, gestito con troppa disinvoltura ed eccessiva ingenuità — cosa credeva Marotta che l’argentino e Wanda Nara gli avrebbero steso un tappeto rosso? – l’Inter però ha cominciato anche a uscire delle trattative a senso unico. Antonio Conte pensava di essere arrivato finalmente nel paese dei balocchi e di poter davvero cenare in ristoranti da 100 euro, ma alla fine è dovuto ricorrere a tutto il mestiere appreso in 13 anni di carriera d’allenatore, da Arezzo all’Inter, passando per Bari, Atalanta, Siena, Juventus, Nazionale, Chelsea.
Campionato e Champions ci daranno un panorama meno da “Vamos alla Playa”, un attaccante o due l’Inter a Conte dovrà comprarli, ma lo farà con meno affanno e senza paura di rimanere a piedi. Intanto anche stasera si cena discretamente all’osteria…

fonte   LA REPUBBLICA – BOCCA

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Tante squadre imperfette tra eleganza e trasformismo

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CORRIERE DELLA SERA – [..] L’ostacolo che ha reso lentissimo il mercato dell’estate è stata la folla di partecipanti. Il mercato di alto livello è già difficile con un acquisto per volta.

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Muovere insieme Icardi, Higuain, Dzeko, Dybala nello stesso caso è quasi impossibile. Finora ha pagato per tutti l’Inter, vittima dell’avversione della Juve ma anche di alcuni errori sorprendenti, il più serio quello di gridare con orgoglio di aver cacciato sia Icardi che Nainggolan. Così ha scoperto il gioco e dichiarato le sue difficoltà. Quale è stato il vantaggio? Forse accontentare Conte, ma è un po’ poco davanti al danno. Conte è un perfezionista elettrico, dagli ingressi travolgenti. Marotta è uno stratega da uno scalino alla volta, una lunga tela che solo verso la fine mostra la figura. Ho l’impressione che sia questa mancanza di simmetria tra lui e Conte a tenere l’Inter ancora ai margini. La stessa cosa vale per il confronto con Paratici. Anche lui è un rapido, ha più tattiche che strategie, ma pensa e colpisce quasi nello stesso istante. La mossa che ha messo in grande difficoltà l’Inter è stato lo scambio Spinazzola-Pellegrini perché senza muovere un euro ha pagato il bisogno di plusvalenze immediate che aveva la Roma e ha bloccato Dzeko a tempo indeterminato. L’Inter è lì che sta ancora cercando lo sconto. Questi sofferti cambiamenti degli altri stanno favorendo la competitività di due squadre diverse, Atalanta e Torino, non a caso già cresciute a luglio, e forse soprattutto del Napoli, tutte rimaste fondamentalmente se stesse. Non si tratta di considerarle in corsa con le altre, adesso è difficile capire qualunque insieme del campionato. Torino e Atalanta sono però due squadre molto più reali di un anno fa, hanno compiuto un giro di giostra, ora sanno come divertirsi.[..].

fonte   CORRIERE DELLA SERA 

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Strootman: “Spero che vada tutto bene per Daniele in Argentina”

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Kevin Strootman ha parlato del momento del club capitolino dopo l’amichevole di ieri sera tra Marsiglia e Napoli. Queste le sue parole: “Sarà un futuro diverso per il club, spero che la Roma possa fare bene perché ho giocato cinque anni lì e sono rimasto legato alla città. Se mi manca? Certo – sottolinea – . De Rossi e Totti erano la Roma, ma la proprietà ha deciso così, ha cambiato strada. Spero che Daniele possa fare bene in Argentina“.

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Alderweireld: si decide. Via libera a Llorente

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– Llorente convince la Roma, ma solo come secondo attaccante al posto del partente Schick, mentre per il ruolo da titolare si cerca ancora, visto che Mariano Diaz (Real) non convince del tutto Fonseca, e Junior Moraes (Shakhtar) non gli suscita nostalgie. Morale: se Dzeko restasse (pur non rinnovando il contratto, come pare), risolverebbe tanti problemi, perché la cifra che quei 20 milioni che si dovrebbero mettere sul piatto per il centravanti, si potrebbero investire per il centrale.

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Capitolo difensore centrale: Alderweireld resta la pista privilegiata, anche se il Tottenham non intende scendere di molto sotto i 25 milioni, mentre la Roma può arrivare a 20 coi bonus.

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La speranza però resta, visto che il trentenne belga – oltre ad aver detto sì ai giallorossi – ha già comunicato al club di non voler rinnovare il contratto in scadenza a giugno. Insomma, la pressione da parte dell’entourage di Alderweireld c’è, anche perché Pochettino non lo ritiene indispensabile e quindi, anche se il mercato inglese in entrata chiude giovedì prossimo, non è detto che debba essere necessariamente sostituito.
Vengono monitorati anche altri centrali: Verissimo del Santos, Maripan dell’Alaves, Kannemanndel Gremio e soprattutto Nacho del Real Madrid.

FONTE   GAZZETTA DELLO SPORT

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Pressing, condizione, idee e gol: il cantiere Fonseca convince

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In fase offensiva si è vista già una buona Roma, che finora ha sempre vinto. In difesa però occorre migliorare. Ora esami con Bilbao e Real

La Roma quest’estate ha giocato 7 amichevoli e le ha vinte tutte quante. Il saldo è di 41 gol segnati e 5 subiti. Niente male, no? Detto che adesso l’asticella si alzerà ancora in vista della sfida di mercoledì contro l’Athletic Bilbao e (soprattutto) di quella di domenica contro il Real Madrid, in generale si può dire che il cantiere aperto da Fonseca sta cominciando a funzionare, si legge su La Gazzetta dello Sport.

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Visto il buon calendario dei primi turni di campionato, Fonseca intende fare una partenza forte. L’impressione è che dal punto di vista fisico la squadra stia rispondendo bene.

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Dal punto di vista dello stile di gioco, inoltre, le idee del portoghese stanno convincendo tutta la rosa. In effetti particolarmente nella fase offensiva qualcosa si nota. Fonseca chiede tanto pressing alto, anche se non sempre la palla viene poi gestita bene. Nella prima impostazione si perde qualche palla di troppo, mettendo così in crisi la difesa. Un po’ più in ritardo il rodaggio della fase difensiva, che peraltro necessita ancora di un innesto di alto livello. Nuove risposte sono attese nelle prossime due amichevoli. Restate sintonizzati.

FONTE   La Gazzetta dello Sport

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E’ Dzeko il “colpo” della Roma

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Non c’è Roma senza Dzeko. Soprattutto se chi dovrebbe sostituirlo non ha la minima intenzione di stabilirsi nella Capitale. L’inversione di rotta nel mercato giallorosso è sempre più concreta, come riporta Il Tempo, anche se rimane un mese di trattative per scombinare le carte in tavola.

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Intanto Fonseca si tiene stretto il centravanti bosniaco e prega affinché nessuno glielo tocchi. Non tanto peri quattro gol segnati nelle prime amichevoli o i due assist serviti ai compagni sabato a Lille, dettagli in confronto al comportamento e all’impegno che Dzeko ha mostrato sin dal primo giorno di ritiro. Sempre presente negli allenamenti, ben disposto con l’allenatore e i compagni, il solito leader-trascinatore nelle partite, persino sorridente al cospetto di una stagione appena trascorsa tra mille mugugni. Ed era tutto tranne che scontato. La sua posizione, in realtà, non è cambiata. Si è accordato da mesi con l’Inter di Conte e ha rifiutato la successiva proposta di rinnovo della Roma, ma sa che senza intesa fra i club non potrà muoversi ed è disposto a onorare il suo ultimo anno di contratto in giallorosso senza mettersi di traverso.

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Petrachi è al corrente che Edin e l’Inter si parlano addirittura dalla scorsa primavera, ha fissato un prezzo per liberarlo e si è messo in testa di sostituirlo con Higuain o, ancor più difficile, Icardi. Ma il domino di centravanti previsto finora non è neppure iniziato, i nerazzurri sono arrivati a offrire 14 milioni contro i 20 chiesti dalla Roma per Dzeko, Higuain non ha dato segnali concreti di apertura ai giallorossi e Icardi è al centro di una vera e propria guerra con l’Inter.

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E allora, col passare delle settimane, dentro Trigoria ha preso corpo l’idea di andare avanti col numero 9 bosniaco. Pazienza se poi andrà via a parametro zero, per le plusvalenze necessarie al bilancio rimangono 11 mesi di tempo. Inoltre, l’ingaggio di Dzeko da 11 milioni lordi circa, sommato all’’ammortamento residuo di 4.6 milioni, rappresenta comunque un costo inferiore rispetto a quanto impatterebbero sul bilancio in corso il prestito di Higuain o l’acquisto di Icardi. Insomma la Roma può permettersi di tenere Edin un anno e vuole tenere il punto fino in fondo.
Dal canto suo Dzeko aspetterà un’altra settimana-dieci giorni prima di mettersi l’anima in pace e rinviare il trasloco alla prossima stagione. Se Schick andrà in Germania arriverà un sostituto (proposto Llorente), la priorità ora è un difensore centrale: entro giovedì le ultime chance per Alderweireld ma è durissima, l’alternativa in Italia è Pezzella che non convince appieno. Poi eventualmente si penserà anche a un terzino destro e a un esterno d’attacco, ma bisogna vendere tutti i giocatori fuori dai programmi. Piazzarli sta risultando molto più difficile del previsto.

FONTE   Il Tempo

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Petrachi allo sprint per Alderweireld: nuova offerta di 20 milioni più bonus

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Il ds salentino è intanto impegnato anche nelle cessioni. Nel weekend da registrare una nuova frenata per il trasferimento di Defrel al Cagliari

Il conto alla rovescia legato alla chiusura del mercato inglese, fissata per giovedì, è iniziato, scrive Stefano Carina su Il Messaggero.

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La Roma, però, continua a credere nella possibilità di arrivare ad Alderweireld. A Trigoria ci sperano per tre motivi: 1) L’entourage del ragazzo ha assicurato Petrachi che il difensore è allettato dalla proposta ricevuta (triennale più opzione per il quarto anno) 2) Sono proprio gli agenti del belga che in questi ultimi giorni stanno trattando per conto del club giallorosso 3) Alderweireld non è più considerato un perno imprenscindibile da Pochettino e in teoria il Tottenham potrebbe cedere il difensore anche dopo la dead-line dell’8 agosto (anche se poi non avrebbe modo di rimpiazzarlo).

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Ieri non vedere Alderweireld nell’undici di partenza nell’amichevole contro l’Inter ha alimentato per 45 minuti la speranza che qualcosa si stesse muovendo. E invece si trattava di una semplice rotazione. L’impressione è che molto di questa trattativa giri intorno a Dzeko. Se il bosniaco resta, la Roma poi avrebbe una maggiore liquidità per arrivare al belga.

Il ds salentino è intanto impegnato anche nelle cessioni. Nel weekend da registrare una nuova frenata per il trasferimento di Defrel al Cagliari. L’intesa tra i due club (per un prestito con obbligo di riscatto: operazione complessiva da 15 milioni) esiste da tempo. Il problema è relativo alla dilazione dei pagamenti.
Sugli altri casi c’è difficoltà e, in alcuni, la Roma sarà costretta partecipare nel pagamento degli stipendi. Gonalons intanto potrebbe trovare sistemazione in Spagna. Per Olsen, c’è un sondaggio del Strasburgo. Schick attende una risposta dal Borussia Dortmund: se il ceco parte, il sostituto potrebbe essere lo svincolato Llorente.

FONTE   Stefano Carina Il Messaggero

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Veretout rientra in gruppo…Real Madrid allo stadio Olimpico (diretta in chiaro su Tv8)

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Il francese si è lasciato alle spalle il problema alla caviglia che lo ha costretto a lavorare a parte la scorsa settimana

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Dopo la vittoria arrivata al Pierre-Mauroy contro il Lille, la Roma è rientrata nella capitale e Paulo Fonseca ha concesso un giorno di riposo ai suoi, come riporta Il Tempo.

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Oggi si torna in campo alle 17.30 e il tecnico portoghese dovrà valutare le condizioni degli infortunati: Karsdorp, Nzonzi, Santon e Pastore, non convocati per la trasferta in terra transalpina, stanno smaltendo gli affaticamenti muscolari che li hanno tenuti ai box.

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Chi invece tornerà in gruppo in settimana è Jordan Veretout che si è lasciato alle spalle il problema alla caviglia che lo ha costretto a lavorare a parte la scorsa settimana. Notizie positive anche per Gonalons e Riccardi che hanno archiviato i problemi muscolari che ne avevano rallentato la preparazione: per i due si proseguirà con una fase di riatletizzazione che li porterà a recuperare il terreno perso rispetto ai compagni.

Mercoledì i giallorossi scenderanno di nuovo in campo al Renato Curi di Perugia contro l’Athletic Bilbao, mentre domenica prossima Dzeko e compagni affronteranno il Real Madrid allo stadio Olimpico (diretta in chiaro su Tv8)

FONTE   Il Tempo.

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La “quota Monchi”, quella zavorra che blocca il mercato

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È l’eredità del ds spagnolo: nove calciatori arrivati sotto la sua gestione che Fonseca non vuole. Valgono 60 milioni di euro

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Dopo i test con Perugia e Lille di una cosa sono convinti tutti, a Trigoria: la priorità assoluta del mercato non è un centravanti, ma un difensore centrale. Il margine per operare però è decisamente ristretto. Colpa di una zavorra da 62 milioni di euro che frena, ad oggi, il mercato della società. E’ la “quota Monchi”: il costo a bilancio di tutti quei giocatori comprati nelle ultime due estati dall’ex ds giallorosso (tornato al Siviglia, da dove era arrivato) e che non rientrano nei piani tecnici della società. L’elenco è lunghissimo: Nzonzi, Gonalons, Karsdorp, Schick, Olsen, Pastore, Bianda, Coric e Defrel, anche se in uscita con destinazione Cagliari.

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Come è noto, l’obiettivo dichiarato per la difesa è Toby Alderweireld, difensore del Tottenham che lo valuta 28 milioni di euro. La Roma vorrebbe comprarlo ma non può certo investire quella cifra (a cui aggiungere uno stipendio lordo da 6,5 milioni circa, grazie al decreto crescita) senza prima vendere, scrive Pinci su La Repubblica. Lo aspetterà altre 48 ore, poi potrebbe virare su Pezzella della Fiorentina. L’ultima idea riguarda il terzino destro: il ds Petrachi ha chiesto al Chelsea il prestito di Davide Zappacosta, fuori dai programmi dei Blues

FONTE   La Repubblica

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Zaniolo, c’è attesa per l’adeguamento. Olsen va in Francia

 

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In settimana l’incontro per il nuovo contratto. Montpellier sul portiere, Schick in Germania?

La buona notizia è che a metà settimana – presumibilmente giovedì – dovrebbe esserci l’incontro tra la Roma e l’entourage di Zaniolo per iniziare a parlare dell’atteso adeguamento contrattuale del jolly giallorosso, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport, anche se è difficile pensare che si possa arrivare subito alla fumata bianca.

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Di certo, però, verranno messe le basi per andare avanti insieme, come del resto vogliono allo stato attuale entrambe le parti.

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C’è da limare qualcosa, perché la Roma intende partire da un’offerta (a salire) di 1,5 milioni di euro più bonus, mentre Zaniolo ne chiede subito 2,5. Come spesso succede in questi casi, ci si verrà incontro, magari trovando l’intesa a metà strada, verso i 2.

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Nel frattempo Petrachi sta lavorando sulle uscite, un aspetto dove la Roma sta trovando forti difficoltà. Tra Defrel e Cagliari c’è ancora da sistemare più di qualcosa prima di poter dire che l’accordo sia fatto e concluso (con il francese che dovrebbe andare in prestito oneroso – 2 milioni –, più 12 per l’obbligo di riscatto a giugno 2020). Ma i problemi la Roma li sta riscontrando anche altrove. Nzonzi non vuole andare in prestito (la Roma contribuirebbe a una parte dell’ingaggio), ma trovare una squadra che ci investa su 22-25 milioni è dura. Gonalons potrebbe tornare in Spagna, il Villarreal è di nuovo alla carica, mentre Karsdorp balla tra Psv Eindhoven e Feyenoord e Schick va verso la Germania: Borussia Dortmund in pole, Leverkusen interessato. Olsen poi è un altro problema e anche qui la Roma sarà forse costretta ad un prestito, pagando parte dell’ingaggio. Petrachi sta provando a piazzarlo in Francia, il Montpellier potrebbe essere interessato.

FONTE   La Gazzetta dello Sport

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La pancia del tifoso “La 16 del Boca… che male c’è?”

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Un maledetto conflitto di emozioni, mentre riguardo, con masochistica insistenza, i video di De Rossi che si presenta al Boca. Mi risulta difficile individuare in maniera netta cosa provi.
Orgoglio, come primo istinto. Per un uomo che è stato scelto per ciò che è, ma anche, molto, per il portato di storia e di esperienza: la nostra.

Daniele è Roma, lo si è detto. Se Totti ne è stato il Re, De Rossi è davvero la città. La sua carne, il suo sangue; l’eco delle voci nei vicoli del centro e le grida sull’asfalto in periferia. Che, in certe zone, “i campetti” sono leggende metropolitane: si gioca tra le macchine e basta.
Daniele è il mare di Ostia, certo. E quel misto di luce-ombra che le grandi personalità complesse vivono senza misure intermedie.

Le emozioni, si diceva. L’orgoglio. Poi la riconoscenza; verso la squadra che Daniele ha sognato. Per il rispetto tributato ai nostri colori.
Non hanno scelto un campione sradicato, mutilato del suo percorso. Hanno omesso la ferita dello strappo, come se avessero compreso in un istante che per la sua gente questa frattura non è mai avvenuta. La conoscono, la gente, da quelle parti. I tifosi sono tutto. E se lacerazione c’è stata, qui a Roma, non certo con quel capitano che – in due anni – ha assommato l’attimo e l’eterno, quel futuro quasi non avverato e quell’attesa che è stata amore e sostanza.

La rabbia. Eccola, l’ultima emozione. Perchè, improvvisamente, una maglia blu e gialla diventa attraente come la nostra. Io, che non ho mai – mai – indossato altri colori, la sento familiare come quella giallorossa. La voglio.
Ha ragione chi dice che si tifa la maglia e non il calciatore. Che gli uomini passino e che la Roma resti.
Ma ci sono uomini e amori che non passano mai. E lo stesso Amore – quello della vita, della storia personale e privata di ognuno di noi – fino a che non si incontra l’anima e la carne che lo rendono vero, vissuto, concreto, appare un concetto astratto, da pensatori, da chi non si sporca la faccia, mani e piedi.

Nel calcio e nell’amore ci si sporca eccome. Si rotola nel sole e nel fango fino ad essere una cosa sola. Ecco perché, per la prima volta, la maglia 16 l’ho comprata davvero. E scusami, Daniele, se sono arrivata in ritardo. Non con i colori che abbiamo, entrambi, tatuati sulla pelle. Ma, in fondo, sappiamo che, quelli, nessuno ce li potrà strappar via mai.

FFONTE   Valeria Biotti  Corriere dello Sport del 04/08/2019

Speaker Rete Sport fm 14.200

da lunedì al sabato  0re  18-20

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