Gonalons-Granada è ufficiale: prestito con possibile obbligo di riscatto a 4 milioni

Il centrocampista francese saluta la Roma e si trasferisce in Liga nel club andaluso: l’opzione può diventare obbligo al verificarsi di determinate situazioni sportive

Mancava solo lui all’appello: il mercato in Italia ha chiuso alle 22, tanto che i tifosi della Roma hanno iniziato ad allarmarsi non vedendo l’ufficialità di Gonalons. La finestra dei trasferimenti in Spagna in realtà chiudeva a mezzanotte e per questo si è potuti andare anche oltre le dieci. Poi però è arrivato l’annuncio del prestito al Granada nella lista dei trasferimenti ufficiali della Liga: il francese era già oggi nella sede del club per la firma sul contratto.

“L’AS Roma rende noto di aver ceduto a titolo temporaneo e gratuito, fino al 30 giugno 2020, i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Maxime Gonalons, al Granada Club de Fútbol.

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L’accordo prevede, al verificarsi di determinate situazioni sportive, l’obbligo di acquisizione a titolo definitivo per 4 milioni di euro.

Il calciatore, arrivato nella Capitale nell’estate del 2017, ha collezionato 23 presenze in giallorosso. La scorsa stagione ha giocato in prestito al Siviglia.

Il Club augura a Maxime le migliori fortune per la nuova avventura nella Liga”.

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Poco prima anche quello del Granada.

“Il Granada Club de Fútbol ha raggiunto un accordo con l’AS Roma per il trasferimento con l’opzione di acquisto del centrocampista Maxime Gonalons. Il giocatore francese, che domani si unirà all’allenamento della prima squadra, ha giocato la scorsa stagione al Sevilla FC giocando 536 minuti in Liga.

 

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Inoltre, ha giocato regolarmente partite delle competizioni europee (Champions League ed Europa League), totalizzando 4609 minuti. Particolarmente degno di nota è stato il suo trascorso all’Olympique de Lyon (2009-2017) in cui Gonalons hagiocato 334 partite, firmato 12 assist e segnato 13 goal.

La presentazione sarà domani martedì alle 12:30 nella Ciudad Deportiva”.

FONTE  L’AS Roma

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La mamma di Zaniolo: “Giusta l’esclusione dalla Nazionale, è una punizione che gli servirà”

Francesca Costa sui cori della Nord: “Mio figlio è più forte delle provocazioni. Da De Rossi si sentiva protetto”

Nel post derby, incassati gli insulti della Curva Nord, l’ormai celebre mamma di Zaniolo, Francesca Costa, ha commentato con un post sui social: “Agli insulti cantati da individui così educati, di cui le madri saranno orgogliose, tu hai risposto sul campo nel miglior modo possibile”. Dopo due giorni è tornata a parlare di questo e altro in un’intervista a Sportmediaset.

A mente fredda, ripensando a quei cori, che stato d’animo le suscitano?
Innanzitutto chi continua ad attaccarmi non ha capito il senso del mio post: io parlavo a mio figlio, e solo a lui; volevo sottolineare quanto avesse avuto le p…e , è stato il miglior è in campo nonostante questi cori maleducati. Non lo sto certo difendendo, non ne avrebbe bisogno; ma volevo ringraziarlo, mi rende orgogliosa. Volevo dirgli che ha le spalle larghe e che penso che possa affrontare qualunque cosa se non si fa scalfire da migliaia di persone che insultano sua madre.

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Una mamma per molti “ingombrante”: lei come si sente, al centro di tutta questa attenzione?
È allucinante che mi dicano che voglio diventare famosa alle sue spalle, questo è inaccettabile. Instagram non è un lavoro, è semplicemente il mio spazio social, come tutti ne hanno almeno uno. Pubblico foto banalissime, che possono piacere o meno, ma l’ho sempre fatto. Sono gli altri che hanno creato questa situazione, forse se mi seguissero meno non ci sarebbe alcun problema.

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Questa situazione la fa soffrire? Può danneggiare Nicolò?
Io rispondo a tutti, senza problemi. Non ho nulla da nascondere, né per cui vergognarmi; e non ho la presunzione di non rispondere perché mi sento “migliore”. Mi fa sorridere quando mi dicono che Nicolò potrebbe soffrirmi: mio figlio soffre di più a sentire un coro contro sua madre. Dicono che Nicolò disapprovi le mie foto, ma non è vero, se lo sono inventato. Dicono che devo pensare a fare la mamma: ma chi sono loro per giudicarmi? Io faccio la madre 24 ore al giorno, vivo con lui, lo seguo, lo accompagno dove serve e quando Nicolò non è impegnato con la squadra praticamente sta sempre con me. Dedico la mia vita a lui, anzi è l’altra mia figlia che casomai potrebbe “lamentarsi” visto che è lontana. Ma io sono questa, più mi criticano e più insisto.

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Come ha reagito Nicolò agli insulti dell’altra sera?
Entrando in macchina, si è girato verso suo padre e gli ha chiesto: “Ma i cori alla mamma?” Aveva la faccia di chi voleva dire “è stata tosta” ma io gli ho detto subito che era stato bravo, che era come se non li avesse sentiti. Mi scrivono che quegli insulti sono partiti in risposta ad un fallaccio fatto da Nicolò: mi limito a dire che c’erano arbitro e Var a giudicare e che i cori li intonavano già nel pomeriggio a Ponte Milvio. Li chiamano sfottò, ma gli sfottò sono altri. Mi dicono: “Ci sono sempre stati”, ma non per questo, sono giustificabili. Io uso molto l’ironia, e con mio marito ci abbiamo riso su. Ma non è certo simpatico, mi dispiaceva per mia figlia. Poi le abbiamo un po’ spiegato e… vabbè, pazienza. Ma un ragazzo di 20 anni che non si fa deconcentrare da una cosa così, per me resta un vanto.

La giovane età ha però giocato a Zaniolo qualche scherzo di troppo in azzurro: niente Nazionale maggiore per questioni disciplinari. Come avete reagito?
Un po’ ce lo aspettavamo. Se non ti meriti la Nazionale è giusto che non ci vada, e se questo ti fa crescere ben venga. Anche io lo punivo da piccolo, e una punizione così, penso che serva. Lui dice che è giusto così. Ovviamente gli spiace, la Nazionale maggiore è un vanto, ma la decisione è autorevole. È felice anche di poter dare una mano a Mister Nicolato, il CT dell’Under 21, che praticamente lo ha scoperto e per cui nutre grande riconoscenza. E non credo che sarà in camera con Kean stavolta… (ride)… Dopo il derby era molto motivato. Anche la sera prima di giocare era carichissimo e quando venivamo via dall’Olimpico continuava a dire al papà quanta adrenalina gli lasciassero partite come quella contro la Lazio…

Vorreste un po’ più di silenzio intorno a voi?
Io dico che qualche giorno fa, quando ho spento le candeline per il mio compleanno, non avrei saputo cosa chiedere di più. Avevo tutto: Nicolò lo conoscete, l’altra mia figlia è bravissima, sono felice così. E ormai ho capito come funziona, magari l’anno scorso ne avrei sofferto di più, ora sono abituata. Quello che non sopporto è che mi attribuiscano fatti, intenzioni o sentimenti mai neanche immaginati. Questo sì che può turbare mio figlio; ma il resto è tutto a posto. Sono felice che sia rimasto a Roma, felice che questo allenatore stia facendo crescere la sua autostima, che l’anno scorso, verso la fine, aveva invece un po’ perso.

Che anno è stato, quello passato?
Erano successe troppe cose, a fine stagione è arrivato il conto. Oltre che fisicamente, psicologicamente. Andando via Di Francesco la situazione è cambiata, “Di Fra” era il “suo”mister, l’altro (Ranieri) no. Ma ci sta, tutti gli allenatori non sono uguali. Ora mi racconta che sta bene con i compagni, che si sente “più giocatore”, più consapevole. L’anno scorso doveva un po’ trovare la sua strada, oggi si sente importante, sa di doversi prendere delle responsabilità – e la reazione ai cori è per me una conferma. Se è maturato? Datemi ancora un po’ di tempo, siamo ancora troppo vicini all’estate… (ride)… Di sicuro è molto determinato. Ora, ad esempio, segue anche una dieta specific
a…

Una Roma per la prima volta senza senza Totti e De Rossi
A Daniele era legatissimo, per Nicolò è stato un po’ come un fratello maggiore, lo consigliava… E anche quando mi hanno scippata è stato lui ad accompagnarlo subito da me… Da De Rossi si sentiva “protetto” e da parte sua Daniele, già dal primo messaggio scritto il primo giorno a Nicolò, lo ha fatto sentire come uno di famiglia. Totti era già dirigente, aveva un ruolo diverso.

Con Totti – parallelo precoce, ma insistente – cosa sente di condividere?
Di Totti sicuramente abbiamo preso la casa… (ride)… Lì ci troviamo bene, ci piace moltissimo. Ho solo un desiderio per questa nuova casa: starci tranquilla. Non sarei tornata a a vivere dove eravamo prima, avrei associato quella casa a quel brutto episodio dello scippo. Ho preferito cambiare. Io la penso come Totti: Nicolò deve ancora dimostrare tutto, lui dice “magari essere una briciola di quello che è stato Totti”. Non si sente assolutamente “arrivato”, ma lo lascerei al suo percorso. Nicolò è Nicolò, i paragoni mi sembrano eccessivi.

FONTE    Sportmediaset.

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Mancini: “Zaniolo e Kean devono imparare a comportarsi bene”

Roberto Mancini, CT della nazionale, ha parlato in conferenza stampa in vista dei prossimi impegni dell’Italia. Tra gli argomenti anche l’esclusione di Zaniolo e Kean dalla lista dei convocati:

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Perchè ha escluso Zaniolo e Kean?
“Sicuramente mi faranno più comodo in avanti. A me non piace lasciare a casa per punire, però sono giovani e spero gli serva per il futuro. Se meriteranno li chiameremo, ma devono imparare che devono comportarsi bene. Un professionista deve essere sempre esemplare”.

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Ancora su Zaniolo…
“Ora non cominciamo a dire che se perdiamo è perchè manca Zaniolo. Non bastano 5 partire per essere un campione. Bisogna lavorare tanto e deve capire che quello che ha avuto gli è arrivato all’improvviso. Non ha fatto nulla di grave ma siccome non è la prima volta è meglio che impari”.

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Mkhitaryan: “Sono impaziente di lavorare con Fonseca. Non sarà facile, ma farò del mio meglio”

Henrikh Mkhitaryan, neo acquisto della Roma, ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da giallorosso. Queste le sue parole ai microfoni di Roma TV:

“È una nuova opportunità, l’inizio di un nuovo capitolo della mia carriera. Farlo in questo club è fantastico, so cosa rappresenta, sono certo che questa squadra possa raggiungere grandi traguardi. All’inizio erano solo voci, poi la trattativa ha iniziato a concretizzarsi.

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Ci ho pensato e ho preso la decisione di venire. Non ho ancora visto la città, ma so che è straordinaria. Conosco un po’ la storia italiana. Il centro sportivo è fantastico, le strutture sono pensata per allenarsi duramente e dare il massimo in partita. Non sarà semplice arrivare in un paese nuovo, una squadra nuova, una nuova filosofia di gioco, nuovi compagni e allenatore.

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Farò del mio meglio per adattarmi velocemente e aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi. Sarà bello vivere l’esperienza del calcio italiano. Segnare ti fa sentire bene, ma non semplicemente segnare, anche aiutare la squadra a farlo. La cosa più importante è vincere la partita, è più importante vincere e non segnare che segnare e vincere, ma farò del mio meglio per segnare e aiutare la squadra a vincere.

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Si sente spesso dire che un assist valga più di un gol perché rappresenta più della metà del lavoro. Se c’è la possibilità di dare la tua palla al tuo compagno è meglio farlo, piuttosto che essere egoista e fare tutto da solo. Ho imparato molto da ogni allenatore, sono stati tutti diversi. Ora sono impaziente di lavorare con Fonseca, so come gioca, conoscevo lo Shakhtar e mi piaceva il loro modo di giocare, spero che possa trasmettere le sue idee qui a Roma. Non ho ancora parlato con lui, non conosco la sua filosofia di gioco, ne parlerò alla fine della stagione. Penso che abbia idee valide, è per questo che è qui. Ho alte aspettative, penso possa giovare molto al club. Non guardo al numero di presenze, la cosa più importante è quale può essere il contributo alla nazionale. Cerco di fare del mio meglio, gioco sempre con piacere, anche fuori ruolo. Non ho ancora conosciuto i miei compagni, sono sicuro che sono molto ambiziosi e daranno il massimo, ma non possiamo farlo senza l’aiuto dei tifosi, per cui dobbiamo restare uniti”.

fonte    Roma TV

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