Calvo e De Sanctis scalano posizioni: promozioni in vista

Entrambi godono della stima di Pallotta. L’ex dirigente Juve può diventare d.g, mentre Morgan è il braccio destro del d.s. Petrachi

A poco più di un anno di distanza dal suo insediamento nella Roma, si può dire che Francesco Calvo stia vincendo la propria scommessa.

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Le voci d’oltreoceano, infatti, raccontano di un presidente Pallotta assai soddisfatto del suo Chief Revenue Officer, che sta dando nuovo impulso al settore legato al marketing e al merchandising, scrive Massimo Cecchini su “La Gazzetta dello Sport”.

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D’altronde, dopo la brillante esperienza accumulata nella Juventus, le aspettative erano alte e Calvo non ha deluso, tant’è che per lui si parla anche di una nomina a direttore generale, ruolo al momento vacante. “Io ho due obiettivi principali: definire la strategia e mettere le persone che lavorano con me in condizione di rendere al meglio. Non mi occupo di calcio giocato anche perché non ne capisco molto. La Roma lavora su un piano quadriennale, e su questo periodo è preventivabile un mancato ingresso in Champions League. L’importante è che non diventi una costante”.

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La palla, perciò, torna al settore tecnico, in cui sta trovando sempre più spazio, anche mediatico, Morgan De Sanctis. Dopo aver assunto il ruolo di supervisore del settore giovanile – che intende ristrutturare in un triennio  sembra essere sempre più braccio destro del d.s. Petrachi e anello di congiunzione con lo spogliatoio.

FONTE    Massimo Cecchini “La Gazzetta dello Sport

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Formula 3 e mezzo: la Roma prova a cambiare pelle

Vista l’emergenza esterni, con Mancini schierato terzino destro Fonseca può riproporre le idee di Sousa e Spalletti

Paulo Fonseca, a Trigoria, pensa ad una difesa a quattro che possa considerarsi a tre e mezzo, sdoganando Gianluca Mancini sulla fascia destra, ruolo peraltro svolto anche in Nazionale.

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D’altronde, l’emergenza nel reparto esterni è così grande che qualcosa l’allenatore portoghese deve inventarsi. Fuori Spinazzola, Zappacosta, Under e Perotti – tranne il primo, tutti per un periodo non brevissimo – il 4-2-3-1 perde elementi importanti, se non potenziali titolari, scrive Massimo Cecchini su “La Gazzetta dello Sport”.

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E allora, con l’arrivo di Smalling al centro della difesa, è possibile che Mancini scali a destra, per ricreare uno di quei sistemi tattici in cui la duttilità sia la chiave. Ovvero, visto che l’ex atalantino è soprattutto un centrale abbastanza rapido, con lui si rischierebbe meno sia nell’uno contro uno, sia quando Kolarov sale sulla fascia per andare a sovrapporsi in attacco.

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Negli ultimi anni, infatti, era stato Paulo Sousa nella Fiorentina a rispolverare un centrale più bloccato sulla fascia, che dava licenza all’altro esterno difensivo di scorrazzare davanti. Tornato a Roma nel 2016, Luciano Spalletti elogiò pubblicamente il collega, e ripropose l’idea sia in quella stagione che in quella successiva, utilizzando Rüdiger prima a destra (con Digne dall’altra parte) e poi a sinistra (con Bruno Peres sul lato opposto). Occhio, però, perché Fabio Capello rivendica di aver trovato la stessa soluzione tattica, nel periodo giallorosso, quando nella difesa a quattro l’esterno di destra lo faceva Zebina. Come si vede, nulla è più nuovo del già visto.

FONTE  Massimo Cecchini “La Gazzetta dello Sport

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