Trigoria, rifinitura in vista del Sassuolo: Smalling ancora a parte

Il difensore inglese si è allenato di nuovo in regime differenziato e con ogni probabilità non sarà a disposizione di Fonseca

La Roma scende in campo per la rifinitura. Domani alle 18 i giallorossi torneranno all’Olimpico per affrontare il Sassuolo, ma Fonseca dovrà rimandare l’esordio di Smalling, alle prese con un sovraccarico muscolare. L’inglese si è allenato nuovamente a parte e difficilmente farà parte degli uomini a disposizione del tecnico portoghese. Attesa, invece, per Veretout e Mkhitaryan. Alle 13 la conferenza stampa di Paulo Fonseca.

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INDISPONIBILI

Davide Zappacosta: lesione di secondo grado al soleo del polpaccio sinistro, out 3-4 settimane.

Diego Perotti: lesione miotendinea al retto femorale sinistro, out 2 mesi.

Cengiz Under: infortunio muscolare al bicipite femorale della coscia destra, out 5 settimane.

Chris Smalling: sovraccarico muscolare, verso il forfait per il Sassuolo.

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Ore 11La Roma è scesa in campo per la rifinitura prima del Sassuolo, partendo con il consueto riscaldamento a cui è seguita una lunga parte tattica. Di nuovo a parte Chris Smalling, che quindi viaggia verso il forfait per il match contro i neroverdi. Insieme all’inglese, differenziato anche per gli altri infortunati Zappacosta, Perotti e Under.

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PROBABILE FORMAZIONE

Per la sfida con il Sassuolo Fonseca punta a far esordire in mediana Veretout in coppia con Cristante, con Pellegrini avanzato sulla linea dei trequartisti. Davanti con Perotti e Under fuori dai giochi per infortunio, subito una chance per Mkhitaryan dal primo minuto con Zaniolo che va verso una maglia da titolare sulla destra. Smalling difficilmente sarà tra i convocati.

Roma (4-2-3-1): Pau Lopez; Florenzi, Mancini, Fazio, Kolarov; Veretout, Cristante; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.

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Roma, difesa da rifare con il dubbio Smalling

L’inglese out per un sovraccarico muscolare accusato giovedì, che lo ha costretto ad allenarsi a parte ieri

Ormai basta uno spiffero di vento per scatenare una tempesta. La Roma che combatte da oltre un anno con gli infortuni rischia di perdere anche Smalling per un “banale” sovraccarico muscolare accusato giovedì, che lo ha costretto ad allenarsi a parte ieri, come riporta Il Tempo.

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Nulla di grave, ma quanto basta per mettere in dubbio la sua presenza domani col Sassuolo: la partita che, sulla carta, prevedeva il suo esordio in giallorosso insieme a quello di Mkhitaryan e Veretout. E invece l’inglese potrebbe dover rinviare il battesimo da romanista come già accaduto a Zappacosta, uno dei quattro giallorossi vittima di lesione muscolare in questo avvio di stagione.

Insomma Fonseca non fa in tempo a costruire un’idea di nuova Roma che si ritrova senza una pedina e a cambiare ancora il piano. Durante la sosta il tecnico ha lavorato molto sulla fase difensiva e sugli equilibri di squadra, senza ovviamente abbandonare i suoi principi base – possesso palla, dominio territoriale, pressing e coraggio – ma cercando di correggere i difetti emersi contro Genoa e Lazio. E nelle prove della linea difensiva titolare da schierare contro il Sassuolo Smalling è stato utilizzato spesso come centrale titolare di destra, accanto a Fazio. Con un’altra novità: situazioni di gioco in cui la difesa a quattro si trasforma in un “tre e mezzo” di spallettiana memoria, ovvero un terzino si stacca nella fase offensiva mentre l’altro rimane più guardingo.

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Curiosità: Spalletti “copiò” l’idea da un altro tecnico portoghese, quel Paulo Sousa che poi poteva sbarcare proprio a Trigoria. Stavolta potrebbe essere Kolarov a limitare le avanzate, lasciando più libertà a Florenzi sull’altro lato, un’altra opzione è adattare Mancini a destra o Juan Jesus a sinistra. L’ex atalantino domani dovrebbe però occupare la casella al centro che era destinata a Smalling. La rifinitura sarà decisiva per testare le condizioni dell’inglese, ma visto l’andazzo generale non c’è molta voglia di rischiare. E se pure dovesse essere convocato come è possibile, il difensore venuto da Manchester andrebbe in panchina.

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Zappacosta e Under si vedranno subito prima o dopo la prossima sosta, Perotti a novembre, mentre la buona notizia arriva da Spinazzola rientrato stabilmente in gruppo. “Sarà un mese che ci dirà cosa potremo fare durante la stagione – spiega l’esterno prelevato dalla Juventus sul match program della Roma – e se partiremo bene potremo avere una grande spinta“.

Lui si prepara a debuttare giovedì contro l’Istanbul Basakeshir, Lorenzo Pellegrini invece è pronto ad avanzare (molto volentieri) sulla trequarti – con Veretout inserito come mediano al fianco di Cristante – dopo aver giocato da attaccante esterno in nazionale. “Posso migliorare in tutti i ruoli – spiega il centrocampista romano a Sky – quello in cui mi vedo di più è trequartista perché mi piace es-sere molto libero. Col Sassuolo deve essere un esame a senso unico nel senso che bisogna uscire dal campo con i 3 punti, perché in questo momento per noi è fondamentale vincere. La Roma deve assolutamente giocare la prossima Champions, è il nostro primo obiettivo ma non ci poniamo limiti. Fonseca? Mi piace quello che ci chiede, siamo a buon punto e ora è arrivato il momento di mostrare quello che facciamo negli allenamenti“.

Con qualche prezioso aiuto in più. “Smalling e Mkhitaryan – è convinto Pellegrini – ci daranno esperienza e qualità. Stiamo lavorando molto per creare un bel gruppo, pranziamo insieme e siamo contenti“. Non resta che vincere.

FONTE IL TEMPO 

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Pellegrini: “Stiamo provando a creare un gruppo unito, la Roma deve giocare la Champions”

Queste le parole del centrocampista giallorosso: “Mi fanno piacere i complimenti di Mancini e Totti”

Lorenzo Pellegrini, di ritorno dagli impegni con la Nazionale, parla ai microfoni di Sky Sport in vista dell’impegno di domenica in campionato contro il Sassuolo e degli obiettivi della Roma. Queste le sue parole: 

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Sui complimenti di Totti, Mancini e Di Biagio
Fa sempre piacere. Noi lavoriamo per questo e per cercare di migliorare sempre. Quando poi non sono complimenti normali, ma arrivano da parte di Totti, Mancini e Di Biagio fanno ancora più piacere.

Mancini ti ha schierato ala sinistra, come esce la tua duttilità?
Questo non lo so. Cerco di mettermi a disposizione e di rubare con gli occhi dai miei compagni che magari sono più bravi di me in alcuni ruoli. Cerco di essere attento sempre e rendermi utile in ogni posizione. Posso migliorare da esterno come da centrocampista. Mi fa piacere giocare in tanti ruoli perché mi permette di mettere in difficoltà l’allenatore visto che il mio obiettivo è quello di giocare sempre.

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La partita della vita dove la giocheresti?
Intanto la giocherei (ride, ndr). Il ruolo in cui mi rivedo di più è quello del trequartista. Mi piace molto perché mi permette di inserirmi e di essere più libero.

Che significato ha il Sassuolo per te?
Deve essere un esame a senso unico. In questo momento è fondamentale vincere visto che giochiamo davanti ai nostri tifosi. Sarà importante anche il loro apporto. Sassuolo è stata un’esperienza meravigliosa per me ed è sempre emozionante giocare contro di loro ma voglio pensare solo a vincere.

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A che punto è il lavoro di Fonseca?
Lavoriamo tutti i giorni per cercare di migliorare. Quello che ci chiede il mister mi piace. Ci chiede di avere sempre il pallino del gioco ed è giusto sfruttare la tecnica della squadra. Comandando il gioco non sei mai sottomesso all’altra squadra. Siamo a buon punto. E’ ora di far vedere quello su cui stiamo lavorando ed è ora di vincere.

Cosa danno alla Roma due giocatori come Smalling e Mkhitaryan?
Sicuramente daranno molta esperienza. Sono due ottimi giocatori e che ci possono aiutare. Ci possono essere utili anche a noi ragazzi che abbiamo giocato solo in Italia. La cosa di cui sono più contento è che pranziamo insieme e che siamo qui con tutti i ragazzi. Stiamo cercando di creare un gruppo unito fuori e dentro dal campo.

La Roma dove deve arrivare?
E’ ovvio che sicuramente quest’anno non ci poniamo obiettivi. Vogliamo migliorare, ma è giusto dire che questa Roma debba giocare la Champions. Il nostro obiettivo deve essere quello di giocarla, ma poi non ci poniamo limiti.

FONTE  Sky Sport

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Rongoni ammette: “A Trigoria campi più duri del normale. Tutti questi infortuni sono un mistero”

L’ex preparatore giallorosso sicuro: “La componente psicologica può influire. Se un calciatore si fa male vuol dire che non è mentalmente al 100%”

LA VITA PRIVATA E I CAMPI DI TRIGORIA – “La vita privata è il cruccio di Roma. E’ una bella città e si mangia bene, i giocatori sono ragazzi di vent’anni.

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Tutto sta nella gestione, è vero che ci sono molte più distrazioni nella Capitale che a Bergamo per esempio. La vita privata deve essere gestita in maniera ottimale, Radja ad esempio è una macchina da stress, se un giocatore è felice non si fa male. Se un campo è più o meno duro dipende dall’altezza dell’erba e dagli strati. La rigidità di alcuni campi può essere paragonata all’asfalto e i muscoli di conseguenza si irrigidiscono. La mia speranza è che i ragazzi non si facciamo mai male, perché avere un giocatore infortunato non fa mai piacere a nessuno. Loro la vivono come un lutto, anche se chi fa sport a certi livelli è sempre a rischio infortunio. Le ragioni possono essere tante, dai carichi di lavoro alle superfici. I campi possono essere una probabile causa, ma io credo che la maggior parte delle volte dipenda dallo stile di vita degli atleti e dai sistemi di allenamento. Se i campi di Trigoria sono duri? Un po’ più del normale. Se Petrachi ha deciso di intervenire evidentemente ha ritenuto che possano generare un problema. Se ho parlato con il direttore sportivo della Roma? No, non ci ho parlato di recente, anche se si è confrontato con qualcuno del mio staff“.

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RITIRO A TRIGORIA – “Sicuramente per i giocatori stare a Trigoria è stata la cosa migliore che si potesse fare. Gli spostamenti sono difficili da conciliare con il lavoro atletico. Evitare lunghissimi spostamenti aerei ai calciatori è stata una scelta giusta, però quando si sta in una grande società ci si deve adattare alle tournée. Il fatto che il mister abbia tenuto la squadra a Trigoria è stata una cosa positiva, ha evitato stress ai suoi giocatori. Il problema è questo, negli anni si sono fatti passi indietro perché si lavora molto meno rispetto al passato. Non bisogna infondere nella testa dei giocatori che allenandosi ci si fa male, è vero l’esatto contrario

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SUI PREPARATORI PERSONALI DEI CALCIATORI “Purtroppo questo è più un male che un bene. Nel momento che il calciatore va fuori a cercare la soluzione c’è un problema, anche perché chi sta fuori non è in grado di valutare il lavoro del preparatore atletico e soprattutto quello dell’allenatore. Si va ad aggiungere una terza incognita che può far sballare tutte le pianificazioni che si fanno in sede. Io ho sempre cercato di lottare contro queste mode, è più un male che un bene purtroppo affidarsi a un preparatore personale, anche se ormai quasi tutti ne fanno ricorso. Può anche funzionare, ma deve esserci dialogo tra le due parti, ma io la vedo più come una questione di ego, difficile da gestire“.

LA PRESSIONE CAUSA INFORTUNI – “La componente psicologica viene sempre tirata in ballo quando ci sono diversi infortuni. Se un giocatore si fa male vuole dire che anche dentro la testa non sta al 100%, quindi qualcosina porta con sé. Avere un buon morale può aiutare. Se un giocatore è stressato, muscolarmente si indurisce. Il problema non è l’allenamento, ma i problemi che deve risolvere fuori da campo. Non credo che i giocatori della Roma soffrano il peso della maglia che portano, l’unica cosa che penso è che cambiando la gestione tecnica e i metodi di allenamento, possono generarsi problemi muscolari. Non si mette in discussione la metodica, ma è il carico di lavoro diverso che può comportare guai muscolari“.

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